Rimozione e Sostituzione del Sigillante per Comenti su Ponti in Teak delle Barche

Le barche con la coperta in teak sono bellissime. Il teak è da sempre uno degli elementi che, più d’altri, donano un tono totalmente differente ad uno scafo, offrendo classe ed eleganza senza tempo. Eppure, vantaggi e look a parte, il teak è anche una ‘piccola tragedia’ da manutenere, sia sul fronte pulizia e usura, sia sul fronte comenti.

I comenti, ovvero la gommatura, sono l'interstizio ‘calafatato’ che troviamo tra una tavola e l’altra. Le doghe in teak, infatti, sono fissate alla coperta con un collante e sono unite tra loro lateralmente mediante un incastro. L’intercapedine che risulta tra queste è detta comento, generalmente sigillata con una gomma poliuretanica flessibile, spesso Sikaflex. Scopo dei comenti è l’impedire infiltrazioni d’acqua nelle canalette e negli incastri, evitando così che l’umidità si infiltri al di sotto di queste, danneggiandone l’integrità.

Quando è necessario intervenire sui comenti del teak?

Talvolta, l’usura è palese: i comenti saltano, cedono, o iniziano a ‘spellarsi’, e l’intervento è richiesto dall’osservazione stessa. Banalmente, i comenti stanno venendo meno, se addirittura non sono già saltati. Altre volte, invece, la necessità è meno evidente, o magari appare meno necessaria e, semplicemente, il teak risulta più assottigliato dei comenti, che sono così in rilievo rispetto alla superficie del legno. Anche in questo caso, prevenire è meglio che curare. L’assenza o il danno dei comenti, infatti, può portare a problemi ben più ingenti del semplice fattore antiestetico.

Riparazione fai-da-te o professionista?

Proprio parlando dei comenti, ecco come affrontare la sostituzione in puro stile fai-da-te. È importante sottolineare che la tecnica di ripristino su cui ci concentriamo consente di riparare in maniera efficace una superficie di circa 30-50 cm di gomma che si sbriciola o viene via a causa dell’usura. Questo è un ottimo approccio per sostituire 20/30cm di gomma che si sbriciola o viene via. Tuttavia, non è consigliabile per effettuare un calafataggio completo della coperta. Tenete presente infatti che per un calafataggio completo della coperta, quindi sostituire tutti i comenti, servono settimane di lavoro ma soprattutto sono necessari attrezzi professionali.

Ovviamente, vale sempre la stessa regola: rivolgersi ad un professionista non è mai cosa di cui vergognarsi, soprattutto se non volete svolgere una singola riparazione, ma volete rifare l’intera coperta (un lavoro che prende intere settimane, richiede strumenti appositi e, insomma, non è cosa banale).

Leggi anche: Precisione nella Tornitura Lenti

Preparazione e Strumenti Necessari per la Sostituzione dei Comenti

Innanzitutto, per poter intervenire in maniera appropriata, è bene conoscere gli strumenti del mestiere. Per riparare la coperta in teak con un lavoro fai-da-te è necessario prima di tutto aspettare una bella giornata fresca e asciutta. Considerate infatti che la temperatura ideale a cui effettuare questo tipo di lavoro non dovrebbe essere superiore ai 25 gradi e inferiore ai 5. Bisogna fare indurire la nuova colla nella giusta maniera. Quindi niente raggi di sole diretti, ma neanche gocce di pioggia o umidità che comprometterebbero il lavoro. Fondamentalmente, vi serviranno:

Strumento/Materiale Descrizione
Guanti in lattice Per proteggere le mani.
Nastro protettivo (adesivo) Per mascherare l'area di intervento e proteggere il teak circostante.
Taglierino o coltello a lama piccola e affilata Per la rimozione del vecchio sigillante e per rifinire.
Acetone Per pulire le scanalature.
Panno assorbente Per pulizia.
Spatola Per stendere il sigillante (alternativa alla pistola).
Sigillante (poliuretano elastico monocomponente) Sikaflex 290 DC Pro Nero, Sikaflex nero o SIS 440 (Teakdecking Systems).
Pistola a pistone manuale Per l'applicazione del sigillante.
Scopino o aspirapolvere portatile Per rimuovere i residui.
Scalpello o cianfrino Per ribattere la scanalatura (opzionale).

Come rimuovere e sostituire i comenti danneggiati. Sigillatura decking teak barca. Rifare i comenti.

Procedura per la Sostituzione dei Comenti in Teak

Per procedere in maniera corretta, il lavoro è solitamente diviso in tre distinte fasi: la rimozione del materiale presente; la nuova posa; la rifinitura.

Fase 1: Rimozione del Vecchio Sigillante

  1. Mascheratura dell'area: In primis, è bene mascherare l’area di intervento con il nastro, per proteggere così il teak circostante e delimitare l’areale di operazione. Prendetevi tutto il tempo necessario e assicuratevi di coprire bene le superfici. Durante questa fase alcuni applicano il nastro per mascheratura delimitando la zona in cui andranno ad operare. Altri preferiscono non usarlo dato che i benefici sono molti meno rispetto ai danni che può fare. Se si decide di non usare il nastro, cerca di essere il più preciso e fermo possibile.
  2. Rimozione della gomma presente: Segue questo step la rimozione della gomma presente nelle scanalature. In questa fase, è importante assicurarsi di aver rimosso con il taglierino (o con il coltello) la maggior parte dei residui, stando però attenti a non danneggiare il teak, o a non asportarne sezioni. Bisogna prestare la massima attenzione ed evitare di asportare anche il teak. Con questo strumento si procede alla rimozione della gomma presente nella fuga.
  3. Pulizia della scanalatura: Fatto ciò, uno scopino o un aspirapolvere portatile potranno risultarvi utili per assicurarvi la rimozione di ogni residuo indesiderato. Eliminata la gomma, è buona norma definire la scanalatura entro cui intervenire. Mediamente, tra i 4 e i 6 millimetri sono lo spazio che desiderate per una buona area di intervento. Di nuovo, è qui buona norma assicurarsi che non siano presenti residui nella scanalatura, che andrete ora a pulire con l’acetone. Una volta eliminata la gomma si può usare uno scalpello per ribattere la scanalatura, o cianfrino. Quando si è rimosso tutto il sigillante, pulire con dell'acetone. Lasciate evaporare l'acetone prima di procedere.

Fase 2: Posa del Nuovo Sigillante

  1. Applicazione del sigillante: Dotati del sigillante e della sua pistola a pistone, per la posa, se usaste una ‘pistola’ per la stesa del prodotto, è buona cosa mantenere il beccuccio il più aderente possibile al fondo della scanalatura, procedendo in maniera costante e precisa, tenendo, indicativamente, un angolo tra i 60° e i 90° gradi. Mantenendo un angolo compreso fra i 60 ed i 90 gradi ed il beccuccio il più aderente possibile al fondo della scanalatura fra le doghe, farlo scorrere mentre si applica la gomma. Cercate di essere costanti e precisi.
  2. Alternativa con spatola: In alternativa, potete stendere la gomma con una piccola spatola, stando ben attenti a non spandere il materiale ovunque, dovendolo poi andare a rimuovere carteggiando.
  3. Tempo di attesa iniziale: Dopo aver steso al meglio il sigillante nella fuga, si deve attendere circa 5/10 minuti a seconda della temperatura in cui si sta operando. Durante questa fase è importante avere una strategia se si intende eseguire più linee.

Fase 3: Rifinitura

  1. Attesa per la solidificazione: Durante la terza e ultima fase bisogna attendere che la gomma sia solidificata completamente. Servono uno o due giorni. Ricordatevi di proteggere il ponte con un telone sopraelevato. Il sigillante SIS 440 sviluppato da Teakdecking Systems ha il vantaggio di poter essere applicato senza primer, il che semplifica l'applicazione durante i lavori di calafataggio. 515 Teak Seal è levigabile già dopo 60 ore e può essere ulteriormente lavorato dopo pochi giorni.
  2. Asportazione degli eccessi: A sigillante pronto, sarà il momento di asportarne gli eccessi. Qui, nuovamente, interverrete con un taglierino (anche se, vi sarà capitato di vederlo, l’operazione è fattibile anche con appositi scalpelli o sgorbie affilate). Una volta che il sigillante si sarà compattato potrete asportare la gomma in eccesso utilizzando il taglierino.
  3. Rimozione del nastro protettivo: Conclusa anche quest’operazione (cui dovrete prestare massima attenzione, onde non vanificare l’intero lavoro), potrete passare alla rimozione del nastro protettivo, avendo cura di non rimuovere, con questi, anche il sigillante che avrete appena finito di rifinire. Questo passaggio deve essere eseguito con attenzione. Non tirate il nastro e non accartocetelo.

Prodotti Specifici per Sigillatura e Manutenzione del Teak

Come ogni materiale esposto permanentemente al sole, alla salsedine e alle sollecitazioni meccaniche, il teak si modifica nel tempo. Per preservarne l'aspetto e la durata, diventano indispensabili alcune operazioni: la manutenzione regolare del legno, il rinnovo dei giunti di calafataggio o l'incollaggio dei componenti della coperta. Per questo motivo, da diversi anni Teakdecking Systems sviluppa una gamma di prodotti dedicati all'installazione, alla ristrutturazione e alla manutenzione delle coperture in teak.

  • Sigillatura senza primer con il sigillante SIS 440: I giunti di calafataggio tra le doghe di teak svolgono un ruolo essenziale. Assorbono i movimenti naturali del legno e garantiscono l'impermeabilità della coperta. Il sigillante SIS 440 sviluppato da Teakdecking Systems è comunemente utilizzato per questa operazione. Progettato per gli ambienti marini, offre elasticità per assecondare i movimenti del teak, resistendo ai raggi UV e alle condizioni esterne. Il prodotto è disponibile in nero, grigio o bianco, per adattarsi alle diverse estetiche dei ponti.
  • 515 Teak Seal: È un silicone la cui reticolazione avviene tramite contatto con l'umidità dell'aria, e aderisce in modo eccellente non solo sul legno, ma anche sui sottofondi metallici e sul vetro. È quindi ideale per numerose applicazioni nella costruzione di navi e barche. È insensibile all’acqua salina, ai raggi UV e alle intemperie più estreme e resiste efficacemente alle sfide più impegnative in alto mare.
  • Adesivo epossidico FFE-200: L'installazione di una coperta in teak non è solo una questione di calafataggio. Anche il fissaggio dei listelli è una fase essenziale, poiché devono resistere alle sollecitazioni meccaniche, alle variazioni di temperatura e all'umidità costante dell'ambiente marino. Per questa applicazione, l'adesivo epossidico FFE-200 viene utilizzato per incollare le doghe di teak a vari substrati, tra cui poliestere, alluminio, acciaio e strutture composite.

Negozio Equo ha selezionato e testato per te alcuni tra i migliori prodotti in commercio per la pulizia e la protezione del teak delle imbarcazioni. Il Wood Protector Easy della Nanoprom è stato oggetto di un test comparativo del Blog Della Vela.

Pulizia e Protezione del Teak

La manutenzione della coperta in teak deve essere effettuata con prodotti che puliscano efficacemente il legno senza danneggiarne le fibre. Una pulizia troppo aggressiva può accelerare l'usura e indebolire la superficie. Teakdecking Systems offre due detergenti dedicati a questo scopo:

Leggi anche: Parquet a olio: pulizia e cura

  • ECO-100: Un detergente in polvere da diluire in acqua, è utilizzato per rimuovere lo sporco e i depositi che possono accumularsi sul teak.
  • ECO-300: Un detergente liquido pronto all'uso, viene utilizzato più che altro per la manutenzione ordinaria dei ponti in teak e delle superfici composite.

Dopo la pulizia, alcuni proprietari scelgono di applicare un sigillante per teak per limitare lo sporco del legno e rallentare il naturale processo di ingrigimento causato dall'esposizione al sole e alle condizioni del mare. Questo tipo di protezione mantiene il teak in buono stato più a lungo e ne facilita la manutenzione.

Considerazioni sulla Rimozione Completa del Teak

Se si sta valutando di rimuovere completamente il teak in massello del cantiere, solamente incollato, è bene considerare alcuni aspetti. Non sapendo che barca hai, il range di costo per un lavoro completo di rimozione e ripristino dell'antisdrucciolo mi pare sia tra i 10 e i 15 mila euro. Questa cifra è spannometrica e calcola il tutto compreso, dallo smontaggio attrezzatura di coperta fino alla rimessa in acqua della barca.

La domanda che spesso sorge è: cosa mi dovrei aspettare di trovare sotto il teak visto che la versione della stessa barca senza teak ha il diamantato? È possibile che sotto il teak ci sia l’antisdrucciolo dello stesso modello di barca senza teak. Quasi sicuramente dovrai spianare il diamantato, anche perché potrebbe essere la strada più veloce per rimuovere anche tutto il Sika residuo.

Un altro aspetto importante riguarda le lande, manovre fisse, candelieri, ecc. che prima erano attaccati sopra il teak. Come gestirli? Ci sono diverse opzioni:

  • Attaccarli direttamente più in basso alla vetroresina (5-7 mm più sotto)?
  • Ricostruire con gelcoat quelle zone di ancoraggio per tenere le stesse altezze?
  • O addirittura riempire tutte le aree della coperta in cui c'era il teak con 5-7 mm di gelcoat?

Queste sono considerazioni importanti che richiedono esperienza o l'intervento di professionisti.

Leggi anche: Modelli iconici auto americane legno

tags: #macchina #per #rimuovere #il #mastice #del