La Mammella: Definizione e Posizione Anatomica
La mammella è un organo pari e simmetrico, che fa parte dell'apparato tegumentario e può essere considerato come una ghiandola sudoripara modificata.
Si presenta come un rilievo della cute, dovuto alla ubicazione, nella tela sottocutanea di un gruppo di ghiandole tubulo-alveolari composte.
La mammella è un organo ghiandolare pari e simmetrico che si presenta come un rilievo cutaneo sulla superficie anteriore del torace, ai lati della linea mediana.
È situata sulla superficie anteriore del torace, ai lati della linea mediana, dove appare come un rilievo cutaneo molto sviluppato nella donna, mentre nel maschio è costituita da un organo rudimentale.
L'organo è costituito in parte da tessuto adiposo, in parte da strutture ghiandolari che costituiscono la ghiandola mammaria.
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È un organo pari e simmetrico situato in corrispondenza della parete toracica anteriore compresa tra la terza e la sesta costa in senso verticale e tra la linea parasternale e l’ascellare anteriore in senso orizzontale.
Le mammelle occupano lo spazio tra la 3a e la 7a costa; si estendono in larghezza tra la linea parasternale e la linea ascellare media.
Tra le due mammelle s’interpone un solco più o meno ampio, il seno, corrispondente al corpo dello sterno.
Con il termine "seno" ci si riferisce allo spazio compreso tra le mammelle.
Nel linguaggio comune, i termini seno, ghiandola mammaria e mammella sono utilizzati praticamente come sinonimi.
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Dal punto di vista medico-scientifico, la denominazione più corretta è mammelle, mentre il seno identificherebbe più precisamente lo spazio della parete toracica anteriore compreso tra queste.
Il Complesso Areola-Capezzolo: Morfologia e Funzioni Specifiche
Sulla superficie convessa è presente una sporgenza mediana, il capezzolo, situato al centro di una zona circolare, l'areola.
Presso l'apice della mammella si trova il capezzolo, sporgenza esterna di forma conica, nella cui regione apicale presenta 15-20 forellini (pori lattiferi) che costituiscono lo sbocco dei dotti galattofori.
Il Capezzolo può mancare (atelia), essere breve oppure può essere introflesso congenitamente se, invece, il capezzolo rimane permanentemente introflesso, si parla di retrazione del capezzolo; questa condizione è anomala e va controllata.
Possono esserci anche capezzoli accessori (politelia) nel senso che possono coesistere due o più capezzoli in un’areola normale, ognuno con normale collegamento all’apparato duttale sottostante.
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Il capezzolo è circondato dall'areola, una regione circolare pigmentata avente diametro medio che varia dai 3 agli 8 cm.
L’areola è la regione pigmentata che circonda il capezzolo, del diametro di circa 3-5 cm.
L'areola presenta delle piccole protuberanze (tubercoli di Morgagni), in corrispondenza delle ghiandole sebacee sottostanti.
Tali ghiandole contengono melanociti, i quali producono una notevole quantità di pigmento melaninico, che conferisce all'areola e al capezzolo un colore roseo-brunastro nella bambina e nella nullipara.
Con la gravidanza e l'allattamento, la quantità di melanina aumenta ulteriormente; l'areola assume quindi un colore tendente al bruno più scuro.
Intorno a essa compare una zona meno scura, detta areola secondaria, mentre i tubercoli di Morgagni diventano più voluminosi e vengono indicati come tubercoli di Montgomery.
La secrezione delle ghiandole areolari è oleosa e fornisce una protezione lubrificante durante l'allattamento, quando la cute del capezzolo tende a escoriarsi e screpolarsi con maggior facilità.
Sia il capezzolo che l’areola sono dotati di fibre muscolari lisce che ne permettono la contrazione (fasci circolari Muscolo di Sappey - fascio radiale Muscolo di Meyerholtz).
Sia il capezzolo che l'areola sono dotati di fibre muscolari lisce, disposte sia circolarmente che radialmente, che ne permettono la contrazione, formano strutture che prendono il nome di muscoli areolari.
La contrazione genera l'erezione del capezzolo ed il corrugamento dell'areola, nonché la contrazione dei dotti galattofori.
Ciò permette, nel periodo dell'allattamento al seno, un agevole deflusso del latte.
Anatomia Strutturale della Mammella: I Diversi Strati e Componenti
Procedendo dalla superficie in profondità, la mammella è costituita da una serie di strati sovrapposti: cute, tessuto sottocutaneo premammario, ghiandola mammaria, tessuto sottocutaneo retromammario, fascia superficiale sottocutanea, strato lamellare.
In essa si distinguono la parte ghiandolare e la parte cutanea che riveste la prima.
La Cute e il Tessuto Sottocutaneo Premammario
Dal punto di vista strutturale, la cute che riveste la ghiandola mammaria non si differenzia da quella delle regioni vicine.
È liscia, mobile sui piani circostanti e tanto sottile da lasciar spesso trasparire il reticolo venoso sottostante.
La lamina anteriore o premammaria è generalmente più spessa e suddivisa in piccole logge o fosse adipose da esili creste fibrose (legamenti di Cooper), che uniscono la superficie ghiandolare al derma.
Il tessuto adiposo è completamente assente a livello dell'areola e del capezzolo, dove la ghiandola giunge a diretto contatto della cute.
Il derma areolare risulta particolarmente ricco di fibre elastiche; da esso si distaccano tralci connettivali (retinacula) che superano l'ipoderma, e raggiungono la ghiandola mammaria, suddividendola in lobi e lobuli.
La Ghiandola Mammaria: Lobi, Lobuli e Alveoli
La ghiandola mammaria è una ghiandola esocrina, cioè a secrezione esterna, formata da un complesso di strutture simili ad acini (come grappoli d’uva) che producono latte sotto controllo dell’ormone ipofisario prolattina.
La ghiandola mammaria propriamente detta è ricoperta da una sottile capsula di tessuto fibroso, da cui originano le creste fibrose (o legamenti sospensori di Cooper) che la uniscono al derma.
Il corpo ghiandolare ha una forma discoidale, di colore grigio-giallastro, e presenta in genere quattro prolungamenti: superolaterale, superomediale, inferolaterale, inferomediale.
Di questi, il prolungamento superolaterale (o ascellare) è il più evidente.
La mammella risulta costituita da 15-20 lobi indipendenti.
I lobi sono frammisti a tessuto adiposo e separati gli uni dagli altri da fasci di tessuto connettivo organizzato in una rete tridimensionale.
Ogni lobo si suddivide in lobuli e alveoli, che fanno capo a un dotto escretore (dotto galattoforo), il quale, poco prima di sboccare nel poro omonimo del capezzolo, presenta una lieve dilatazione che prende il nome di seno o ampolla galattofora.
Ogni lobulo comprende gli alveoli che fungono da unità secernenti.
Tale struttura è connessa ad una rete di dotti galattofori, deputati ad incanalare le secrezioni verso il capezzolo.
Gli alveoli sono rivestiti da epitelio semplice poggiante su una membrana basale in cui sono intercalate cellule mioepiteliali che favoriscono la progressione del secreto attraverso dotti di calibro progressivamente crescente.
Si comincia con i dotti alveolari per continuare in quelli lobulari ed arrivare ai dotti galattofori.
7.1 L'allattamento | Fisiologia, colostro e latte materno
Tessuto Sottocutaneo Retromammario, Fasce e Strato Lamellare
La mammella poggia sul muscolo grande pettorale.
Mentre la superficie anteriore del corpo ghiandolare è rivestita dalla cute, quella posteriore è in rapporto posteriormente con la fascia superficiale del muscolo grande pettorale, da cui resta separata mediante lo spazio retromammario che corrisponde alla lamina profonda del connettivo ipodermico, e, lateralmente, con la fascia che ricopre il muscolo dentato anteriore.
La lamina retromammaria è meno sviluppata di quella premammaria.
È costituita da tessuto adiposo, che aderisce alla fascia superficiale del sottocutaneo, rivestendo la faccia posteriore della ghiandola mammaria.
La fascia superficiale del sottocutaneo è definita anche legamento sospensore della mammella, poiché aderisce alla parete toracica e alla superficie della clavicola, mantenendo elevata la ghiandola.
Lo strato lamellare separa la fascia del muscolo grande pettorale da quella superficiale del sottocutaneo.
Il legamento circummammario deriva dalla fusione tra lamella anteriore e posteriore e rappresenta l’ancoraggio del sistema fasciale superficiale del seno alla parete toracica lungo il perimetro del seno, definendolo.