Il Teak Nautico: Proprietà, Vantaggi e Alternative per l'Arredamento Marittimo

Il Teak “nautico” è un tipo di legno ricercato e pregiato, per via delle sue caratteristiche prestigiose. Viene anche chiamato Teak nautico per il suo grande e prevalente utilizzo nel campo dell’industria nautica, utilizzo giustificato dalle importanti proprietà che questo legno possiede. Quando parliamo di Teak, o più precisamente di Teak nautico per il suo impiego nell’industria nautica, ci riferiamo a un legno di grande pregio, apprezzato sia per la resistenza che per l’eleganza estetica.

Tra le tre specie di questa famiglia, la più nota e utilizzata è Tectona grandis, comunemente indicata con il termine “teak”. Come abbiamo già accennato, il Teak nautico è un legno molto pregiato. La risposta sta nelle caratteristiche uniche che questo tipo di legno possiede, che lo rendono una delle migliori scelte nelle realizzazioni di diverse strutture nautiche. Le imbarcazioni richiedono materiali che siano allo stesso tempo resistenti, durevoli ed esteticamente pregiati, e il Teak nautico soddisfa perfettamente questi requisiti. Aggiungiamo che il teak è un materiale estremamente apprezzato non solo per le sue uniche proprietà, ma anche per le sensazioni che dona. Ecco dunque perché il Teak nautico ricopre un ruolo importante nel mondo dell’industria nautica.

Le Proprietà Ineguagliabili del Teak Naturale

Il teak massello, grazie alle sue proprietà naturali, è il legno perfetto per la nautica: è resistente all’acqua salata, alle intemperie e ai raggi UV. Quando si parla del teak si parla del miglior materiale per la realizzazione della coperta di barche, yacht o superyacht. È un legno del tutto particolare, contente una resina oleosa naturale che lo rende estremamente resistente agli agenti atmosferici e alle condizioni marine, non teme le escursioni termiche, la salsedine e l’umidità: insomma, sembra davvero fatto appositamente per essere utilizzato sulle imbarcazioni.

Va peraltro detto che le doti del teak in barca vanno al di là delle caratteristiche tecniche. Si tratta infatti di un legno esteticamente appagante ed elegante quanto pochi altri, di grande pregio, pronto ad aumentare in modo concreto il valore di una barca e a mantenerlo alto nel tempo. Questo perché, al di là di tutto, una coperta in teak può essere praticamente per sempre, grazie all’immarcescibilità che caratterizza questo legno. Il teak a bordo delle nostre barche è sempre sinonimo di eleganza, qualità estetiche ma anche marine visto che è un materiale vivo, naturale, che si adatta a pennello alla vita di bordo e anzi migliora con l’esposizione agli agenti atmosferici.

Le caratteristiche del teak sono uniche nel suo genere. È un legno durissimo, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti. Sopporta le escursioni termiche, l’umidità, gli attacchi della salsedine e degli agenti atmosferici, classificati come nemici per qualsiasi tipo di legno. Il teak permette in estate di non bruciarsi i piedi mentre si cammina scalzi a bordo e isola i locali dal caldo.

Leggi anche: Guida a RIconMan.exe

Evoluzione nell'Uso dei Materiali Nautici

Così, dalle ossature in castagno, larice, olivo, quercia e rovere e dai fasciami e alberature in legni di abete, spruce, pino e douglas, tutte essenze europee, col tempo si è passati all’utilizzo di mogani ma soprattutto di teak. Con l’avvento delle costruzioni in vetroresina, i legni, ormai diventati costosissimi, piano piano vengono eliminati e sostituiti da lamellari e compensati per poi essere quasi abbandonati. Il teak, il più famoso legno per imbarcazioni è diventato ormai un puro fattore estetico.

Declino e Sfide nell'Utilizzo del Teak Naturale

Va però detto che il teak in barca si usa sempre meno, e che sono quindi via via poche le persone che decidono di investire in questo stupendo rivestimento. Il principale motivo del minore utilizzo del legno teak in barca, e del teak in generale, è il rischio estinzione al quale stanno andando incontro gli alberi dal quale arriva questo pregiato legno. Si parla infatti di un albero tropicale ben preciso, il Tectona grandis, il quale può raggiungere ben 50 metri di altezza; il Tectona grandis cresce soprattutto in Myanmar, India e Thailandia, nonché nelle Filippine, ma si trova anche in Africa, continente in cui vanta però alcune caratteristiche differenti.

Il teak africano è infatti figlio di coltivazioni fatte dai latifondisti europei, le quali però non possono raggiungere la qualità del teak asiatico: la variante africana cresce infatti in un clima secco, per avere così un legname che non presenta la tipica resina oleosa del teak asiatico. Ne consegue quindi che, per vantare la ricercata resistenza all’umidità e al tempo, questo materiale richiede dei trattamenti non previsti per il teak asiatico. Un altro motivo che spinge tanti diportisti a rinunciare alla coperta in teak è l’alto costo di questo materiale, soprattutto se proveniente dalle foreste tropicali asiatiche: il legno con caratteristiche pregiate e di buona fattura è sempre più raro, e proprio per questo sempre più costoso.

Il terzo motivo che spinge a non usare il teak nei moderni cabinati è costituito dalle cure che queste coperte in legno richiedono. Va infatti sottolineato che sì, il teak può durare davvero a lungo, ma solo a patto di utilizzare in modo regolare i migliori prodotti per la pulizia del teak. L’obiettivo è quello di mantenere intatta la bellezza del rivestimento della coperta senza aggredirlo, e quindi senza, per esempio, sacrificarne la preziosa resina oleosa, e senza permettere il tipico ingrigimento dei listelli.

Non si parla peraltro solo della pulizia regolare della coperta: va detto che chi presenta una coperta in teak deve avere una cura particolare in generale, partendo dal domandare a tutti i passeggeri di calzare solamente scarpe da barca ben pulite. Per il rivestimento delle barche sta succedendo quindi un po’ quello che accade anche per i pavimenti delle nostre case: a praticamente tutti piacciono i pavimenti in legno, ma sono ben poche le persone che desiderano spendere per l’acquisto di un parquet pregiato e che sono poi disposte a prendersene regolarmente cura. Lo stesso accade nel caso del teak, il quale per di più, come abbiamo visto, è in diversi paesi a rischio estinzione. Negli ultimi anni complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione piuttosto impegnativi, il mercato nautico ha sfornato soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico. Purtroppo questo rivestimento sta cominciando a sparire sui moderni cabinati, un po’ perché il legno di buona fattura ormai a rischio estinzione in molti Paesi.

Leggi anche: Prezzi Tettoie e Pergolati in Teak

Manutenzione del Teak Naturale

Il legno è come il vino. Prima di capire come riportarlo a nuovo, dobbiamo cercare di capire che provenienza ha. Il teak naturale da foresta “morto in piedi” e poi segato. Il teak di recupero da demolizioni. I primi due legni sono più scuri. Quello naturale addirittura può contenere venature bronzacee o verdastre. Gli altri sono più chiari e uniformi dal colore paglierino dato il clima diverso nel quale crescono (e non raggiungono mai gli invecchiamenti dei primi tronchi naturali che arrivavano al diametro di 2 metri e ad un’altezza di 30 o 40). Tutti conservano la caratteristica del “pelo”. Avrete senz’altro visto qualche film dove la ciurma, sotto le grida del comandante, strofinava i ponti dei velieri con spazzola e acqua di mare.

Restauro e Manutenzione Teak e Oblò Barca a Vela 1

Alcuni usano dopo il lavaggio, bagnare con acqua di mare le fibre nuove in maniera tale da rallentarne l’essicazione che come è noto scurisce la fibra. In alternativa, la chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teak. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti a dispetto comunque di una buona dose di fatica. Il Teak Wonder è uno dei migliori prodotti del mondo per la pulizia e la manutenzione del legno. Dalla ricerca dei laboratori è arrivato anche Semco Teak Sealer, un prodotto unico. SEMCO Teak è, infatti, un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere. Abbiate cura di usare i prodotti all’aperto in luogo ventilato (sono a base di derivati del petrolio e abbastanza tossici) e non vi abbassate troppo per controllare il vostro lavoro. Usate piuttosto una spazzola con prolunga.

Il Teak Sintetico: Un'Alternativa Pratica ed Estetica

Ma esistono delle alternative: come nelle nostre case è possibile per esempio buttarsi sul finto legno, dal laminato al gres porcellanato, qualcosa di simile è fattibile anche sulle barche, ricorrendo al cosiddetto teak sintetico. Ecco allora che il mercato nautico propone delle alternative che negli ultimi hanno riscosso anche un certo successo per questioni pratiche. Si tratta del cosiddetto teak sintetico, ossia un rivestimento realizzato a livello industriale sotto forma di pannelli e listelli con componenti plastici.

Che cos'è il Teak Sintetico?

Legno? Il teak sintetico non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto. Si tratta di un rivestimento realizzato a livello industriale, attraverso la creazione di listelli in materiale plastico che riportano a livello visivo le stesse peculiarità del teak. I risultati raggiungibili, a livello estetico, sono nei migliori casi impressionanti, con dei rivestimenti decisamente eleganti, nonché resistenti.

Impiego e Tipologie

Come viene impiegato? Soprattutto su barche di piccole dimensioni, sulla coperta o su piccole porzioni di questa, come il pozzetto, le sedute e i passavanti. Sul mercato esistono diversi tipi di teak sintetico. Alcuni dei più conosciuti, importati anche in Italia, sono il Flexiteek, il Dea King, il PlasDek, il Breons e il Tek Dek. Si tratta di prodotti simili che presentano le medesime caratteristiche.

Leggi anche: Acido Citrico per il Teak

Sono realizzati in una miscela di pvc o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale. Solitamente le droghe più utilizzate sono larghe 45 o 75 mm, di cui 5 mm sono il finto comento, ma sono disponibili anche larghezze di 60 o 96 mm in tagli da 100-125 mm senza finto comento per ottenere curve e parti sagomate. Lo spessore più comune è quello di 5 mm. Solitamente il teak viene posato in doghe da 65 millimetri per le imbarcazioni più grandi, mentre la larghezza scende a 40/45 millimetri per le barche più piccole, con spessori che variano dagli 8 ai 12 millimetri.

Vantaggi del Teak Sintetico

  • Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla.
  • Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli.
  • È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente.
  • Altre qualità interessanti sono che resiste ai raggi UV ed è antiscivolo, anche se la superficie è bagnata.
  • Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare.
  • In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire.

Svantaggi del Teak Sintetico

  • Uno dei più importanti è che la sua superficie si riscalda parecchio. Quando è esposta al sole raggiunge infatti una temperatura superiore a quella del legno. È difficile quantificare perché dipende dalle ore di esposizione e dalle zone in cui si naviga. Ai Caraibi, ma anche in Mediterraneo può essere un problema di non poco conto, soprattutto d’estate.
  • A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore, per esempio le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare.
  • Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale. Il costo di installazione va dai 300 ai 400 euro al metro quadrato e comprende la manodopera. Non è facile stabilire un rapporto con il legno naturale perché quest’ultimo ha un prezzo influenzato da diverse variabili: qualità, spessore, zona di provenienza, manodopera.
  • C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Il teak sintetico è utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non prive di conseguenze nefaste per l’ambiente.

Si tratta dunque di un’alternativa che può essere presa in considerazione da quei diportisti che hanno imbarcazioni di piccole dimensioni e amano la praticità; nonché una vita a bordo senza troppi impegni e costi di manutenzione.

Confronto tra Teak Naturale e Teak Sintetico

Caratteristica Teak Naturale Teak Sintetico
Materiale Legno massello (Tectona grandis) PVC o resine sintetiche
Durabilità Estremamente resistente ad acqua, intemperie, UV Molto resistente, flessibile, elastico
Manutenzione Impegnativa, richiede prodotti specifici Quasi nulla, facile da pulire
Estetica Pregiata, elegante, migliora con l'età Ottima imitazione, elegante, ma non "vivo"
Costo Alto e crescente a causa della scarsità Variabile, installazione 300-400 €/mq, non sempre inferiore al naturale
Resistenza UV Sì, grazie a resina oleosa naturale Sì, con additivi e trattamenti
Antiscivolo Sì, anche bagnato Sì, anche bagnato
Impermeabilità Sì, grazie a resina naturale Sì, non poroso
Temperatura al sole Bassa, piacevole al tatto Elevata, si surriscalda parecchio (soprattutto colori scuri)
Impatto Ambientale Disboscamento, rischio estinzione Prodotto chimico e industriale, smaltimento con conseguenze
Flessibilità Limitata, per superfici piane Alta, per superfici non piane, spigoli e angoli

Se si vuole invece refittare una coperta di plastica “è sufficiente - spiega Montaldo - pitturare il copertino, mettendoci un mandorlato di plastica, o pitturare, lisciarlo e coprirlo con l’antisdrucciolo. Ma vere alternative che appaghino gli occhi come una coperta in teak non ne esistono. Nonostante i problemi di reperibilità e di ecologia legati al teak, secondo Montaldo, “Allo stato attuale, però, è la soluzione migliore per la coperta di una barca.

Mobili e Arredamento Nautico in Teak

Boutique del Teak è specializzata nella realizzazione e fornitura di mobili in teak per il settore nautico, progettati per garantire la massima durabilità in ambienti marini. Ogni imbarcazione è unica, ed è per questo che un servizio su misura permette di disegnare e realizzare mobili nautici personalizzati in teak, adattandosi alle esigenze tecniche e stilistiche di ogni cliente e ogni tipo di imbarcazione. Il teak massello, grazie alle sue proprietà naturali, è il legno perfetto per la nautica, garantendo un arredamento resistente all’acqua salata, alle intemperie e ai raggi UV.

tags: #salotti #con #teak #nautico