Una casa con un pavimento in legno ha sempre un fascino particolare. Quando si parla di posa parquet, i principali metodi per la messa in opera di un pavimento in legno sono: posa incollata, posa inchiodata e posa flottante, conosciuta anche come galleggiante. Il tuo obiettivo deve essere capire quali sono le caratteristiche e le problematiche connesse ad un pavimento in legno, sapere quali formati puoi scegliere, quali tipi di posa ci sono, le finiture. Per affrontare nel dettaglio tutte le tipologie di pavimento in legno esistenti sarebbe necessario un manuale.
Tipi di Posa del Parquet
Posa Incollata
La posa incollata del parquet si esegue applicando l’adesivo direttamente sul sottofondo, avendo cura di stendere una piccola quantità anche sulle testate degli elementi. I lati lunghi devono restare liberi per consentire i normali movimenti di assestamento del legno. Sul piano di posa viene applicato un adesivo mediante spatola a denti triangolari con dimensioni che possono variare in base alle indicazioni del produttore. Mediante la spatola, l’adesivo viene lavorato più volte con ampi movimenti a semi-cerchio sul piano di posa in modo da promuovere il contatto tra l’adesivo e il supporto per ottenere le cosiddette “righe” di adesivo. La posa incollata è la più stabile nel tempo per il parquet. Grazie al fissaggio diretto al sottofondo, riduce i movimenti del legno e garantisce una maggiore aderenza.
Posa Inchiodata
La posa inchiodata viene eseguita prevedendo l’annegamento nella caldana dei magatelli di abete (o altre conifere) a sezione trapezoidale, di lunghezza variabile e con spessore di almeno 2 cm. I magatelli sono normalmente disposti per file parallele ed equidistanti, orientate ortogonalmente o obliquamente alla direzione di posa del pavimento. Il fissaggio avviene con chiodi o viti da posizionare obliquamente a 45° in corrispondenza della parte superiore del maschio fino a penetrare il supporto per almeno 20 mm. Il supporto per questa tipologia di posa deve essere quindi idoneo per consentire questa operazione.
Posa Flottante
Tutorial: come posare un pavimento laminato ad incastro | Leroy Merlin
Pavimento in Legno Multistrato
Il pavimento in legno multistrato è formato da più strati di legno incollati tra di loro. Questa soluzione ha un enorme vantaggio tecnico per quanto riguarda la stabilità alle variazioni di umidità: infatti se nel legno massello le forze dovute alla reazione delle fibre agli sbalzi di umidità si propagavano per tutto lo spessore del listello portando a deformazioni dello stesso, in questo caso tali forze si interrompono nello strato (molto più sottile) dove si generano e sono addirittura controbilanciate dallo strato superiore che ha le fibre disposte perpendicolarmente. Questa caratteristica ha portato anche ad un’altra importante possibilità: quella di realizzare tavole di dimensioni maggiori (i listoni tanto pubblicizzati al giorno d’oggi). Ormai si va diffondendo sempre di più la soluzione a tre strati di cui i primi due sono di legni di qualità più bassa, mentre l’ultimo strato, quello nobile, è dell’essenza che abbiamo scelto per il nostro pavimento.
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Le specie legnose con cui viene realizzato il parquet prefinito sono le stesse del parquet tradizionale, con la differenza che è solo lo strato superficiale a essere in legno pregiato. Il problema della stabilità, rispetto al parquet massiccio, viene superato grazie alla realizzazione di ciascun elemento ligneo in due o tre strati: uno strato superiore, come nei parquet tradizionali, composto da uno spessore significativo di legni pregiati, e uno strato di supporto, tecnologicamente più evoluto, incaricato di garantire l’indeformabilità del pavimento, contrastando efficacemente i naturali movimenti del legno. I listoni di un parquet stratificato possono avere misure e spessori variabili. Generalmente lo spessore complessivo è costituito da uno strato nobile - di spessore compreso tra 2,50 a 6,00 mm - e uno strato di supporto di spessore, compreso di strato nobile, da 9 a 16 mm. La larghezza del listone è variabile - da 70 mm a 500 mm - e con lunghezza da 350 mm a 4000 mm.
Strati del Parquet Multistrato
- Strato di legno nobile: La parte superficiale del parquet, il cosiddetto strato in legno nobile, è in puro legno massello con uno spessore minimo di 2,5 mm. Possono essere utilizzati diversi legni pregiati come rovere, faggio, acero, noce o ciliegio. Lo strato superiore , in legno massiccio, e costituito da specie legnosa nobile.
- Strato portante/supporto: Il supporto facilita la posa e rende il parquet più resistente e flessibile. È formato da elementi di legno di conifera (abete) o da multistrato a strati incrociati. legno di conifera, e posto controvena.
Preparazione alla Posa
Ancor prima della posa in opera degli elementi lignei, il parchettista deve sempre accertarsi che il piano di posa, ossia il massetto (anche detto sottofondo) possieda le necessarie ed opportune caratteristiche che ne indichino l’idoneità a ricevere gli elementi da posare.
- Planarità e Quota: Si dovrà controllare che sul piano di posa non ci siano dislivelli, avvallamenti e/o rilievi tali da non permettere al collante steso sul sottofondo l’adeguato ancoraggio al legno. Il metodo di verifica è semplice: serve un’asta metrica (staggia) lunga 2 metri da appoggiare alla superficie del massetto e verificare che non vi siano avvallamenti maggiori di 2 mm.
- Compattezza e Scalfittura: Queste verifiche sono necessarie perché bisogna essere certi che vi sia la sufficiente coesione superficiale e l’adeguata resistenza alle possibili azioni sollecitanti del futuro parquet. Per la scalfittura, il metodo di verifica è molto semplice, si dovrà cercare d’incidere la superficie del massetto con un chiodo generando un reticolo ortogonale osservando se dopo aver pulito il reticolo, sia o meno comparse solcature o sbriciolamenti. Un buon massetto non deve presentare sgretolamenti.
- Fessurazioni: Su tutto il piano di posa non devono essere presenti fessure evidenti perché queste possono innescare fenomeni localizzati di poca consistenza e/o avvallamenti del sottofondo. Sono permessi solo cretti, fessure e capillari derivanti dal fisiologico e naturale restringimento del massetto.
- Umidità residua: Sempre si deve verificare e controllare il contenuto di umidità % del massetto perché è da questo fondamentale valore che dipendono molte delle proprietà che il parquet avrà. Il contenuto di umidità% dovrà essere misurato in diverse zone della superficie complessiva da posa scegliendo le zone più critiche e, il numero delle verifiche, dipende dalla vastità della superficie da pavimentare a parquet. Lo strumento da utilizzare è l’igrometro al carburo di calcio.
- Spessore: Lo spessore del massetto è una caratteristica fondamentale per assicurarsi che il parquet rimanga sempre stabile, non assorba eccessivo calore proveniente dall’impianto di riscaldamento in esso inglobato e per la migliore coesione e consistenza dell’intero sistema.
- Pulizia: Oltre a quanto in precedenza detto, si dovrà porre molta attenzione ad asportare meccanicamente tutte le tracce dei vecchi collanti.
Istruzioni per la Posa Flottante
- Stendere un doppio telo di polietilene sulla superficie del massetto. In caso di locali con pavimenti freddi, è necessario posare tra il fondo e il parquet una pellicola di polietilene, sovrapponendo i fogli e incollando i punti di giunzione.
- Stendere i fogli di polietilene sulla superficie del massetto. La prima indispensabile operazione da fare è posare un tappetino isolante, solitamente fogli di polietilene dello spessore di circa 2 millimetri. Questo strato serve a prevenire l’eventuale risalita di umidità e ad isolare dai rumori. Sopra questa membrana può essere posata la pavimentazione che potrà essere di tipo prefinito o laminato.
- Posare la prima fila delle tavole del parquet con la scanalatura rivolta verso la parete. Si inizia la posa realizzando una prima fila (detta “partenza”) eseguita nel punto previsto dalla geometria di posa prescelta e si prosegue con le successive file procedendo fino alle pareti perimetrali lungo le quali occorre lasciare un giunto di 8-10 mm, in funzione della dimensione della pavimentazione e secondo le indicazioni fornite dal produttore. Il giunto dovrà essere successivamente coperto dal battiscopa di adeguato spessore.
- Nel caso di posa a incastro, unire i listelli con un martello. Gli elementi s’incastrano a fondo l’uno nell’altro battendo su un pezzo di elemento di scarto, su cui si lascia integro l’incastro maschio o femmina secondo il bisogno.
- Pian piano che si procede con la posa degli elementi di legno, inserire alcuni cunei di plastica o di legno tra gli elementi del parquet e il perimetro del locale, esattamente in corrispondenza del necessario giunto di dilatazione perimetrale la cui ampiezza dovrà essere compresa tra 8 e 10 mm.
Verifiche Post-Posa
Dopo la posa in opera del parquet, è fondamentale eseguire alcune verifiche per assicurarsi che il lavoro sia stato eseguito correttamente.
- Incollaggio: La verifica si esegue aiutandosi con una mazzuola dal peso di 500 grammi avente un battente rigido di plastica per individuare zone con suoni di vuoto che evidenziano l’eventuale assenza di adesione e/o aggrappaggio tra elemento di legno e sottostante massetto. La percussione deve essere eseguita su tutta la superficie del parquet.
- Planarità: La verifica si esegue con un’asta rigida lunga due metri (staggia) appoggiata su diverse posizioni della superficie pavimentata a parquet e con dei cunei con scala millimetrata da inserire negli eventuali interstizi tra superficie del parquet e l’asta rigida.
- Allineamento degli elementi: La verifica si esegue con un’asta rigida lunga due metri (staggia) disposta sulla superficie del parquet in direzione della geometria di posa e un calibro 1/20 mm. L’allineamento è ritenuto regolare se lo scostamento massimo tra l’asta rigida e i fianchi o lo spigolo degli elementi risulta inferiore a 1 mm se la posa è a cassero irregolare o regolare e 0,5 mm se la posa è a spina di pesce.
- Giunti di dilatazione: La verifica si esegue aiutandosi con un metro flessibile o rigido (precisione 1 mm) e si dovranno verificare sia i giunti perimetrali, sia quelli intermedi e sia quelli in corrispondenza di zone di comunicazione tra locali attigui (ad esempio le soglie). I giunti perimetrali sono ritenuti congrui se sono larghi almeno 8 mm e mai superiori allo spessore del battiscopa (se gli elementi sono di spessore minore o uguale a mm 10 la larghezza dei giunti perimetrali può essere ridotta a 6 mm).
- Aperture tra gli elementi della pavimentazione: La verifica delle aperture tra gli elementi della pavimentazione di legno o del parquet s’effettua mediante impiego di uno spessimetro da 0,20 mm, impugnandolo ad una distanza di 75 mm dalla testa penetrante. La determinazione delle aperture tra gli elementi s’esegue tentando di inserire lo spessimetro senza applicare una forza in grado di deformarlo, in 13 posizioni tra elementi contigui.
Manutenzione del Parquet Prefinito
Una delle comodità del parquet prefinito è che non necessita di particolari cure. Per pulire un parquet prefinito è sufficiente un panno leggermente umido e un detergente neutro. L’importante è evitare di lavarlo utilizzando troppa acqua, perché il parquet rischierebbe di deteriorarsi.
Normative di Riferimento
- UNI EN 13489 - Parquet prefinito multistrato. La norma specifica le caratteristiche generali e dimensionali con le relative tolleranze degli elementi di parquet multistrato.
- UNI EN 13227 - Parquet massiccio monostrato senza incastro.
- UNI EN 13226 - Parquet massiccio con incastro.
- UNI EN 17456:2021 - Pavimentazioni di legno e parquet - Determinazione della delaminazione dello strato superiore di elementi multistrato - Metodo di prova.
- UNI/CEN ts 16354 (2014) - Caratteristiche dei materiali da posare sotto la pavimentazione.
Tabella Riepilogativa dei Materassini per Posa Flottante
| Tipo di Materassino | Materiale | Caratteristiche | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Polietilene | Polietilene ad alta densità | Goffrato, serigrafato, con film alluminato | Comune, economico, migliora le performance |
| Polipropilene espanso | Polipropilene espanso ad alta densità | Rivestimenti su ambo i lati con tessuto tecnico | Elevata densità, buon isolamento |
| Sughero | Sughero | Naturale | Ecologico, naturale |
| Fibra di Kenaf | Fibra di Kenaf | Derivato da vegetali | Ecologico, naturale |
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