La scelta di un pavimento in legno per esterni necessita di approfondimenti per capire, rispetto alle proprie esigenze, quale sia il miglior prodotto. Che sia naturale o composito, il legno per esterni è tra le più belle soluzioni da adottare per pavimentare qualsiasi area. L'effetto delle doghe installate in lunghezza non è infatti paragonabile ad alcuna pietra/piastrella. Il sostantivo oggi in voga per definire una pavimentazione in legno da esterno è Decking. Con questo termine si intende un manufatto specifico e del tutto diverso dai sistemi di pavimenti in legno per interni che hanno caratteristiche completamente differenti. In questo articolo esploreremo il mondo del decking, scoprendo i vantaggi ma anche quali sono le cautele e le attenzioni che un pavimento esterno in legno necessita.
Legno Composito (WPC): Cos'è e Cosa Sapere
Il legno composito normalmente utilizzato a sostituzione del legno naturale per pavimenti da esterni è comunemente chiamato WPC. Con questo acronimo, che letteralmente significa wood polymer composite, vengono riempite pagine e pagine di letteratura commerciale che non sempre sono accompagnate da esaustive spiegazioni tecniche. Ti hanno detto che il legno composito è una ottima soluzione alternativa in materia di pavimenti per esterni? Non è una bugia, ma ci sono cose da sapere. Quello che ci interessa è che la scelta che stai per compiere sia consapevole e possa tenere conto di fattori che se trascurati potrebbero riservarti amare sorprese una volta installata la tua pavimentazione.
Composizione dei Pavimenti in Legno Composito WPC
Partiamo dai comuni Pavimenti in legno composito WPC che si trovano in commercio, con un range di prezzo dai 50 agli 85 euro al metro quadro (includendo viti e clips per installarli). Questi pavimenti decking sono realizzati in parte da polimeri riciclati (PE o HDPE), in gergo: buste, bicchieri e bottigliette di plastica riciclate! I polimeri riciclati sicuramente rappresentano un bel gancio commerciale per chi li spaccia EcoFriendly, ma pochi sanno che la plastica riciclata si dilata molto più rispetto al PVC vergine (non riciclato) per cui dobbiamo sapere che se le doghe di pavimento per esterni che stiamo acquistando sono in polimeri riciclati, sicuramente dovremo aspettarci movimenti e torsioni molto consistenti. Essenziale da sapere specialmente in fase di montaggio, altrimenti il materiale diventerà inutilizzabile dopo poco tempo.
Insieme ai polimeri riciclati, i pavimenti WPC e BPC hanno anche una percentuale di materia naturale: i WPC è fatto con farina di Legno (segatura) + cellulosa e sono i più comuni, i BPC usano invece la segatura di bamboo (un po’ meglio). Attenzione, perché la segatura è un altro componente che ha un altissimo coefficiente di assorbimento. Le nostre doghe saranno quindi soggette a gonfiarsi quando bagnate o in presenza di umidità e a ritirarsi quando il clima è più secco. Sapere questo è ancora una volta essenziale per la posa in opera. Quanto espresso sopra può verificarsi in percentuale più o meno grave a seconda della qualità del materiale e del legno composito che si acquista. Per cui, onde evitare rischi, vi consigliamo di non farvi ammaliare da offerte che scendano sotto il prezzo elencato sopra! Un materiale molto economico, oltre a tutto ciò, tende anche a “sfarinare/sgretolarsi” con il tempo. La cosa importante è saperlo ed essere coscienti di ciò che si sta acquistando per non rimanere delusi dopo.
Doga Piena o Alveolare nel WPC?
Sfatiamo immediatamente il mito di Doga Piena = Migliore e Doga Alveolare = Peggiore. Questo dipende solo ed unicamente dal materiale in cui sono fatte! In un materiale WPC è effettivamente preferibile la doga piena in quanto questi decking compositi hanno una struttura più fragile in generale. In questo caso la doga alveolare potrebbe cedere a parità di materiale. C’è un lato negativo da tenere in considerazione: la doga piena dei listoni per esterni ha più massa, quindi si muove molto di più qualora si trattasse di un materiale poco stabile sarebbe una tragedia! Se si tratta invece di un materiale innovativo e stabilizzato si può optare serenamente sia per una doga piena che alveolare. Indichiamo a proposito il materiale DURO 2.0 per la doga piena, sicuramente il migliore oggi in commercio. E l'innovativo materiale KIARO per la doga alveolare (versione alleggerita del Duro 2.0).
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Costi e Prezzi del Legno Composito
Si può dividere il mercato del legno composito in circa 4 fasce principali. Vediamo di seguito quali sono queste diverse fasce e quali caratteristiche hanno.
| Fascia di Prezzo | Costo al mq | % Legno/Segatura | % Materiali Plastici | Dove Acquistare | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|---|
| Bassa | € 29,00 / 39,00 | 65/75% | 20/30% | Stock / Outlet online | Prodotto fragile, poco resistente, forti dilatazioni e movimenti, tende a spaccarsi sotto carico. Durata limitata. |
| Media | € 39,00 / 55,00 | 50/60% | 35/45% | Grande Distribuzione (Leroy Merlin, Brico) / Rivenditori | Composizione migliore, a parità di prezzo attenzione ai sistemi di montaggio. |
| Medio/Alta | € 60,00 / 90,00 | 50/60% (materiali naturali) | 35/45% (materiali plastici) | Rivenditori specializzati, Aziende Monoprodotto (iDeck), Agenti | Materiali di qualità superiore (HDPE PURO, PVC non riciclato, Bamboo, Lolla di riso come DURO 2.0). |
| Alta (Miglior Prodotto) | € 80 / 95 | 50/60% (materiali naturali) | 35/45% (materiali plastici) | Architetti, Aziende Monoprodotto (iDeck), Agenti, Rivenditori Specializzati | Include servizio completo (assistenza tecnica, ottimizzazione quantità, supporto post-vendita) oltre alla qualità eccellente del prodotto. |
Esempi di Legno Composito di Qualità: DURO 2.0 e Tecnodeck®
iDecking Revolution, brand noto per portare innovazione nel mondo del decking, stupisce ancora una volta il mercato internazionale lanciando l’evoluzione del suo materiale più conosciuto: il DURO 2.0. Un pavimento che oltre a mantenere le più importanti caratteristiche della prima generazione, aggiunge nella sua composizione dei vantaggi davvero straordinari. Il decking DURO 2.0 è un pavimento per esterno in legno composito ottenuto per estrusione e composto dai seguenti materiali:
- LOLLA: ovvero, la buccia del chicco del riso! Materiale che ne garantisce le performance migliori negli ambienti più umidi: lago, mare, pioggia.
- Bamboo: polvere di bambù! Questa la prima novità che si aggiunge alla lolla del riso per aumentare la stabilità delle doghe di pavimento.
- Polimeri HDPE: per la parte plastica, che insieme ai due ingredienti naturali compone un pavimento molto più stabile del predecessore.
La novità eclatante, oltre alla composizione del DURO 2.0, sta nella capsula che lo avvolge in superficie! Un vero e proprio ritrovato in termini di tecnologia per garantire due dei fattori più importanti per un legno composito per pavimento da esterno, ovvero: Scolorimento e Pulizia! Grazie a questa capsula il DURO 2.0 è garantito antimacchia (in quanto il film non permette assorbimento) ed estremamente facile da pulire!
Da oltre 10 anni presenti sul mercato italiano, le doghe in legno composito (WPC - Wood Plastic Composite) Tecnodeck® sono ideali per la realizzazione di pavimentazioni esterne. Le doghe Tecnodeck® offrono un’ottima stabilità dimensionale, non si scheggiano, sono resistenti all’umidità, all’acqua salata, ai funghi e agli agenti atmosferici. Estremamente durevoli nel tempo non necessitano di manutenzione né di trattamenti superficiali. Le doghe Tecnodeck® vengono fornite nelle dimensioni standard (doghe classiche: larghezza 140 mm, spessore 25 mm, lunghezza 2.500, 3.000, 4.000 mm; doghe PLUS: larghezza 140 mm, spessore 23 mm, lunghezza 3 m). Possono essere fornite tagliate a misura.
Decking in Legno Naturale: Nobiltà e Caratteristiche
Qualora volessimo un pavimento in legno, la prima considerazione da fare è quella di scegliere dei legni per esterni nobili e stabili, come IPE o TEAK ad esempio. Non sono legni economici, ma sappiamo che stiamo investendo sulla longevità del prodotto! Non è di certo meraviglioso fare l’installazione di un bel pavimento e ritrovarselo dopo poche settimane più simile ad una pista da rally!
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Perché Scegliere il Legno Naturale per Esterni?
Innanzitutto per motivi etici: sappiamo che il legno è una risorsa rinnovabile, che rispetta l’ambiente: la sua coltivazione permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica. A patto, però, che si tratti di un legno di piantagione e non di un legno prelevato da disboscamenti selvaggi di foreste primarie. Per esserne assolutamente certi il legno dovrebbe essere certificato FSC. Questa certificazione è molto diffusa per i materiali europei o americani, ma molto più difficile da ottenere sui legni esotici come quelli che vengono utilizzati nel settore delle pavimentazioni in legno per esterno.
Il legno è un materiale nobile, con la sua colorazione e la sensazione di "calore" ci regala sensazioni di naturalezza e comfort, specie se ci camminiamo a piedi scalzi. All'esterno abbiamo anche il problema che i pavimenti si scaldano molto a causa dell'irraggiamento solare. Ma non è il caso del legno che non ci scotterà mai i piedi. Mettiamoci anche il fatto che si sposa a meraviglia con il verde del giardino. Un decking in legno può diventare uno splendido pavimento esterno per la piscina, oppure il pavimento di un grande terrazzo o di un patio da destinare al divertimento e ad ospitare una cena. Il legno è affascinante anche se posato in un percorso all'interno di un giardino.
Vantaggi del Decking in Legno
- Comfort: il legno si calpesta volentieri anche a temperature basse a differenza di pietra, cemento o piastrelle che sono confortevoli solo a temperature superficiali superiori.
- Ecocompatibilità: il legno è rinnovabile (se certificato FSC), riciclabile, richiede poca energia per produrlo e posarlo, non rilascia emissioni, polveri nocive. Inoltre utilizzare il legno stimola i coltivatori a piantare piante e tutti respireremo meglio.
- Comportamento in caso di incendio: il legno ha un comportamento prevedibile, brucia lentamente e senza rilasciare sostanze tossiche come i materiali artificiali.
- Adattabilità: in caso di assestamenti il legno, che è un materiale duttile e flessibile, si adatta.
- Rumore: il legno ha ottime capacità di assorbimento acustico che derivano dalla sua natura fibrosa e dall'elevato coefficiente di smorzamento del materiale stesso.
- Posa: la posa è veloce, non presenta particolari rischi e si esegue a secco.
- Durabilità: la durata delle costruzioni in legno è fissata a 50 anni. La cura e la manutenzione regolare, come vedremo, consente una durata di gran lunga superiore.
Il Colore del Legno all'Esterno: L'Ingrigimento
Qualsiasi tipo di legno all'esterno diventa grigio? Sì! Anche se dipende dall'esposizione al sole della zona pavimentata. Ci capita che qualche cliente ci chieda di poter avere "lo stesso colore del parquet interno anche sul pavimento esterno". Questo è possibile solo nelle prime settimane, poi il legno esterno inizierà a colorarsi di grigio. Una delle critiche che viene fatta al decking è quello che perde la brillantezza nel tempo, assumendo una tonalità grigia e sbiadita. Il colore vivo del legno, insomma, è destinato a perdersi con il passare del tempo?
Il legno è composto da cellulosa (40-45%), da emicellulosa, da acqua e da lignina (20-30%). Quest'ultima, la lignina, è la responsabile del mutamento di colore del decking in esterno. Sotto l'effetto dei raggi solari (UV) la lignina muta al suo interno producendo dei "polifenoli" a basso peso molecolare, generalmente di colore più scuro. Questa caratteristica significa che sotto l'azione del sole e delle piogge la lignina si trasforma ed il legno diventa di un colore più grigio ed anche più vulnerabile all'attacco di funghi e batteri. Per questo motivo occorre utilizzare dei prodotti specifici che ci consentono la manutenzione dei pavimenti per esterni e che sono in grado di rimuovere la patina grigia del legno. Generalmente si tratta di oli impregnanti a base vegetale che esaltano i colori del legno e che penetrano all'interno dello stesso proteggendolo in profondità.
Formati e Posa del Decking
Anche la scelta del formato del legno per esterni si compie tra una gamma di formati differente rispetto a quella (oggi davvero enorme) disponibile per i pavimenti interni. È una scelta importante dal momento che da questa derivano la modalità del fissaggio, la pedonabilità e il generale aspetto della superficie. I principali formati in cui troviamo semilavorati in legno per le pavimentazioni esterne sono fondamentalmente di 3 tipi:
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- I grandi listoni di legno con spessore 22, larghezza 120/140 e di lunghezze fino a 2200 millimetri;
- I listoni di spessore 16/18, larghezza di 80/90 e di lunghezza fino a 2000 millimetri;
- Le quadrotte con dimensioni quadrate di 30x30 o di 50x50.
Scelta del Formato e Deformazioni Naturali
Per quanto concerne i criteri da considerare per la scelta del formato va detto che a maggior formato corrisponde la maggior deformazione da ritiro e/o rigonfiamento. All'esterno questi fenomeni accadono soprattutto d’estate quando il forte irraggiamento e le conseguenti temperature inducono una forte riduzione dell’umidità del legno, con un ritiro degli elementi che possono far imbarcare le tavole. Attenzione: queste deformazioni non devono essere considerate un difetto del prodotto o una deficienza attribuibile ad un errato essiccamento o ad una posa sbagliata ma è una naturale condizione fisica che deve essere accettata da chi sceglie di posare il legno all'esterno. Noi consigliamo di ordinare le tavole con una lavorazione "bombata" in modo che la parte centrale della tavoletta sia leggermente più alta delle parti laterali. In questo modo l'acqua defluisce meglio e si evita l'effetto "imbarcamento". Questo tipo di lavorazione ha una incidenza trascurabile in termini di prezzo.
02 Terrazzamento con WPC di NATURinFORM - ITA-NiF02
Consigli per la Posa del Pavimento Esterno
- Aria tra le doghe: il primo consiglio per realizzare un eccellente “parquet da esterno” è quello di lasciare "aria" tra le doghe e cioè uno spazio di 5-8 millimetri tra le doghe per favorirne l’asciugatura dopo la pioggia.
- Applicazione delle viti: applicare le viti per il fissaggio in posizione non inferiore ai 45 millimetri dalle teste delle tavole in modo da ridurre la spaccatura della doga.
- Selezionare le doghe: selezionare con cura le doghe prima di posarle eliminando quelle anche leggermente svirgolate.
- Il magatello: un altro accorgimento importante è che il magatello, su cui si avvita la doga, deve essere anche questo di un legno (o di un materiale) resistente all'acqua: non posso mettere a vista, in superficie, una doga in teak e poi avvitarla su un legno che marcisce a contatto con l'acqua!
- Pendenze: la sottostruttura di magatelli deve essere sollevata in modo da consentire all'acqua di defluire: il ristagno di acqua al di sotto del pavimento è anti-igienico e condiziona la durabilità del pavimento in legno. Tenere sollevata la struttura consente anche una adeguata ventilazione, altrettanto salutare per il mantenimento a lungo termine del pavimento. La pendenza minima da dare al sottofondo - su cui appoggerà il pavimento per esterno - è di un centimetro per metro. Ma questo è il minimo. Meglio se si riesce a fare di più.
Manutenzione del Legno Esterno
La manutenzione di cui necessita il legno per esterni ha fini sia strutturali per i movimenti che estetici per l’ossidazione. Mentre per i primi bisogna fare molta attenzione, per i secondi invece va a gusto (c’è chi ama l’effetto country del pavimento ingrigito e chi invece vuole tenerlo sempre del giusto tono di colore). È abbastanza risaputo il fatto che il legno in esterno richieda un paio di passaggi all'anno con un olio specifico. Si tratta di un intervento semplice: l'olio si stende con un panno o con una pennellessa ed ha la funzione di ravvivare il colore del pavimento e di evitare una eccessiva secchezza. Le fibre del legno, se nutrite con l'olio, dilatano e rimangono compatte.
Conseguenze della Mancata Manutenzione
Ma se non viene fatta la manutenzione? Quali sono le conseguenze? In realtà le conseguenze non sono affatto gravi. È noto che il legno, posto all'esterno, tende a diventare grigio. Ebbene la mancanza di olio farà assumere al legno, in modo definitivo, questa colorazione grigia. Ma non è detto che sia una cosa negativa: in qualche caso questa colorazione è ricercata dal cliente. Inoltre può essere che alcune tipologie di legno (quelli meno compatti) possano dar luogo a delle piccole schegge. Il problema si pone nel caso in cui si possa camminare sul legno a piedi scalzi: nel caso di un terrazzo di un bar, ad esempio, questa preoccupazione viene meno. Insomma la preoccupazione per la necessità di manutenzione e per la deperibilità del legno si fa sentire, senza che vi sia una approfondita conoscenza delle problematiche che la mancata manutenzione comporta.. nulla di così grave!
Manutenzione del WPC
I pavimenti in WPC GREENWOOD richiedono una manutenzione minima. Dopo la prima applicazione, è sufficiente una pulizia con acqua ad alta pressione inferiore a 80 bar. La resa estetica resta inalterata nel tempo. Le tavole WPC sono molto piacevoli alla vista che convince anche per un'elevata solidità del colore. Lo sbiadimento, dovuto ai raggi UV e il lavaggio, avviene solo in minima parte.