La Macchina Fotografica su Tavolo di Legno: Storia e Utilizzo

La macchina fotografica su tavolo di legno rappresenta un affascinante capitolo nella storia della fotografia. Questo strumento, evoluzione della camera oscura, ha permesso agli artisti e ai primi fotografi di catturare immagini in un'epoca in cui la tecnologia fotografica era agli albori. Esploriamo insieme la sua storia, il suo utilizzo e il suo impatto sull'arte e sulla società.

Schema di una camera oscura

Schema di una camera oscura

Dalla Camera Oscura alla Fotografia

La camera oscura, da cui deriva l’apparecchio fotografico, fu realizzata molto tempo prima che si trovassero dei procedimenti per fissare con mezzi chimici l’immagine ottica da essa prodotta. Solamente verso la seconda metà del XVII sec. fu predisposto un tavolo da disegno portatile secondo il principio della camera oscura. Si trattava di una grossa scatola di legno, il cui lato anteriore era chiuso da una lente; l’artista la puntava dove desiderava e ricalcava l’immagine “ripresa” su un foglio di carta semitrasparente appoggiato a un vetro posto sulla parte superiore.

I Pionieri della Fotografia

Alla nascita e all’evoluzione della fotografia hanno contribuito numerosi ricercatori con geniali intuizioni. Il merito di aver ottenuto la prima immagine durevole, cioè inalteabile alla luce, è del francese J.N. Nièpce (1765-1833). Un’immagine del 1822 ritrae un angolo della stanza di lavoro. E’ stato Louis-Jacques-Mandé Daguerre (1787-1851) a perfezionare il procedimento. Espose la lastra impressionata a vapori di mercurio che rendevano visibile l’immagine latente, successivamente fissata.

Il Dagherrotipo

Il procedimento chiamato dagherrotipo dal suo inventore, fu acquistato dal governo francese, che ne permise lo sfruttamento pubblico in tutto il mondo. Il ritratto fotografico su lastra metallica divenne lo status symbol dei nuovi ceti benestanti, meno costoso di quello commissionato a un pittore e di rapida esecuzione.

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Dagherrotipo di Edgar Allan Poe

Dagherrotipo di Edgar Allan Poe

L'Attrezzatura del Fotografo

Il fotografo di quei tempi doveva portare con sé un’attrezzatura di peso considerevole. Oltre alla macchina fotografica e al cavalletto, aveva bisogno di un intero laboratorio fotografico mobile, sotto forma di tenda o carrozza oscurabile. Era indispensabile possedere nozioni di chimica e ottica e una grandissima abilità manuale, per preparare in loco le lastre, sensibilizzarle e, dopo l’esposizione, svilupparle e fissarle.

L'Innovazione Kodak

Nel 1888 lanciò sul mercato un nuovo rivoluzionario apparecchio di piccole dimensioni (solo 18 cm. di lunghezza), che conteneva un caricatore da 100 pose. Dotato di fuoco fisso e di una velocità di otturazione vicina a 1/25 sec, dopo l’ultimo scatto doveva essere rimandata alla Casa, che sviluppava le 100 foto e ricaricava la macchina con un altro rotolino. Costava 25 dollari e veniva reclamizzato con lo slogan “Voi premete il bottone, noi faremo il resto”. Venne chiamato con un termine onomatopeico divenuto famoso nella storia della fotografia: Kodak. Estman introdusse nel 1891 le prime pellicole intercambiabili a luce diurna. Dalle pellicole su carta passò poi nel 1889 alle pellicole su celluloide: sistema ancora in uso.

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Sviluppi Successivi

Negli ultimi due decenni del secolo scorso comparvero praticamente tutti i tipi di macchina fotografica che, con vari perfezionamenti, si trovano tutt’oggi sul mercato. A partire dall’inizio del XX secolo il cinema, la fotografia aerea e la Prima guerra mondiale contribuirono non poco allo sviluppo della tecnologia fotografica. Nel 1904 Auguste e Louis-Jean Lumière (pionieri della cinematografia) brevettarono un fortunato procedimento di fotografia a colori. Nel 1923 venne immessa sul mercato una macchina fotografica leggera, versatile e nuova: la Leica progettata da Oscar Barnack, un dipendente della fabbrica tedesca di ottiche Leit.

Miglioramenti Tecnologici

Il fotografo doveva ancora risolvere qualche problema. Primo fra tutti l’ingrandimento, dato che la stampa finale aveva sempre e soltanto le dimensioni della negativa usata per la ripresa. Miglioramenti delle prestazioni degli obiettivi si ebbero dal 1903 con gli obiettivi prodotti dalla Zeiss. Altri progressi furono introdotti dal sistema reflex (1828). Alcuni ricercatori di dedicarono a sperimentazioni sulla fotografia istantanea: la possibilità di sviluppare la pellicola all’interno dell’apparecchio fotografico, anzichè nella camera oscura. Gli studi sulla fotografia elettronica hanno portato nel 1990 alla produzione di macchine che registrano su un dischetto magnetico immagini a colori che possono essere immediatamente viste sullo schermo televisivo o di un computer.

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L'Industrializzazione della Fotografia

A mano a mano che la fotografia passava da divertimento pseudoscentifico di pochi a prodotto di largo consumo si affermano in Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti grandi industrie fotografiche: Kodak, Agfa-Gevaert, Fuji e Sakura. In Italia nel 1917 nacque l’italo-francese Film, il cui stabilimento fu costruito a Ferrania (SV). Nel 1933, con il passaggio all’IRI, divenne interamente italiana e nel 1964 fu acquistata dall’americana 3M (Minnesota Ming Manufacturing Co.) divenendo 3M Italia.

Un Esempio di Macchina Fotografica Gigante

In Occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 900 i funzionari della Chicago and Alton Railroad Co. decisero di esporre la fotografia del loro treno più lussuoso. Per ottenere un’immagine grande fecero costruire una speciale macchina fotografica, lunga 4 m, del peso di 650 kg., che usava speciali lastre di vetro del peso di 225 kg.. Fu montata su un carro ferroviario appositamente allestito. Manovrata da una squadra di 16 persone, era in grado di realizzare fotografie di 1,35×2,40 metri. La cronaca racconta che la giuria parigina rimase talmente impressionata dalle immagini presentate da assegnare loro la medaglia del Gran Premio Mondiale.

Poster di una macchina fotografica vintage

Poster di una macchina fotografica vintage

L'Importanza della Fotografia Oggi

E’ parte integrante della vita collettiva e familiare. Sicuramente nelle famiglie dove sono presenti bambini si fotografa di più, ma la necessità di immortalare con immagini fotografiche momenti di vita piacevoli, di fermare ricordi ed emozioni viene sentita da chiunque sia esso genitore o no.

Tecniche di Illuminazione

Thomas Drummond nel 1826 inventò la prima fonte di illuminazione artificiale applicata alla fotografia: un getto di ossigeno proiettato attraverso una fiamma al gas idrogeno su un disco o cilindro di calce, faceva diventare quest’ultimo incandescente e brillante. Successivamente nel 1859 fu inventata la luce al magnesio che consentiva, con la sua illuminazione intensa, esposizioni istantanee anche con le ottiche e i materiali sensibili dell’epoca. Non esisteva alcun tipo di sincronizzazione, quindi l’otturatore rimaneva aperto e il lampo veniva azionato dal fotografo.

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Anno Evento
1822 Prima immagine durevole ottenuta da J.N. Nièpce
1839 Perfezionamento del procedimento da parte di L.J.M. Daguerre (dagherrotipo)
1888 Lancio della Kodak, macchina fotografica rivoluzionaria
1904 Brevettato il procedimento di fotografia a colori dai fratelli Lumière
1923 Introduzione della Leica, macchina fotografica leggera e versatile

La storia della macchina fotografica su tavolo di legno è un viaggio affascinante attraverso l'ingegno umano e la costante ricerca di nuove forme di espressione visiva. Dalle prime immagini fisse ai moderni smartphone, la fotografia continua a evolversi, mantenendo intatto il suo potere di catturare e condividere momenti indimenticabili.

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