L'artigianato sardo è un complesso patrimonio che incorpora ed esprime una stratificata densità storica. Risalire alle sue origini significa percorrere un lungo ed avventuroso viaggio, tornando indietro nel tempo sino alla preistoria. L'artigianato sardo può essere definito vera e autentica arte popolare, espressione culturale di un intero popolo.
L’universo artigiano sardo è ancora oggi tangibile nella quotidianità nonostante l’affermazione di un nuovo modello di vita consumistico, estraneo alle radici della cultura dell’isola. Uscito dalle umili case dei centri rurali, l’artigianato sardo porta per il mondo il sapore rustico delle cose genuine.
Origini e Tradizioni
L'artigianato sardo affonda le sue radici nella storia e, nel corso dei secoli, ha mantenuto sempre uno stretto rapporto con la tradizione e le forme del passato. Le origini non sono un cammino semplice, ma un viaggio che ci riporta alla preistoria. Non si hanno notizie su tecniche di lavoro, materiali, stili delle decorazioni, sui produttori, sugli acquirenti e sullesistenza di un mercato, se non dai primi del novecento.
La semplicità di una società agro-pastorale come quella sarda si rifletteva un tempo anche nell'arredamento della casa, limitato a pochi ma essenziali mobili: il letto, la culla, le sedie e gli sgabelli, il tavolo e la piattaia, dove trovavano posto le varie stoviglie di uso quotidiano. Erano tutti arredi molto modesti, come conveniva alla povertà nell'ambiente tradizionale.
Il Legno nell'Artigianato Sardo
Il legno anticamente usato per le lavorazioni era il castagno, ma veniva fatto anche uso del noce, del rovere, del ginepro, del sughero e della ferula. Dalla sua lavorazione si ottenevano le cassapanche, intagliate a regola darte e che custodivano il corredo della sposa. Questi, un tempo, rappresentavano gli unici mobili delle disadorne abitazioni sarde.
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Altri lavori degni di nota, che entravano a far parte dellumile casa contadina, erano il letto, la culla, il tavolo, lo scafale portapiatti (su parastaggiu), le sedie impagliate, realizzate in legno chiaro e decorate col disegno rosso e verde del melograno.
Artigianato Artistico Sardo | Intaglio del legno
La Cassapanca: Cuore dell'Arredamento Sardo
Nell’umile casa contadina infatti c’era posto per pochi mobili, arredi indispensabili e molto modesti, come si conveniva alla povertà dell’ambiente tradizionale. Con una eccezione però: la cassapanca, riccamente intagliata, ha assunto un posto essenziale nella casa, quello di scrigno e tabernacolo della famiglia, custode del corredo della sposa.
La maggiore o minore ricchezza delle famiglie era riscontrabile proprio nella decorazione della cassapanca. Il pannello centrale era originariamente liscio o decorato con molta semplicità. Gli artigiani del legno si ispirano anche loro ad una simbologia fatta di motivi geometrici o floreali o comunque naturalistici.
I centri della Barbagia (Aritzo, Desulo, Tonara, Nuoro, Ottana, Isili, Orani) sono quelli che maggiormente continuano a ripetere quasi intatti i motivi tradizionali e simbolici; tuttavia, arredi e legni intagliati si producono per antica tradizione locale anche a Santulussurgiu, Buddusò, Sassari, Cagliari e Quartu Sant'Elena e qualche artigiano che prosegue antiche abilità di mestiere si può trovare in quasi tutti i paesi della Sardegna.
Materie e Tecniche: I tipi di legno principalmente usati sono il castagno, abbondante nei boschi della Barbagia, il noce e il ginepro. La tecnica quella dell'intaglio.
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Elementi Decorativi: Le decorazioni sono in genere semplici e lineari, con motivi astratti di tipo geometrico oppure ispirati alla natura (floreali e faunistici).
Colori: Il legno era di solito lasciato al naturale ma talvolta le parti decorate venivano dipinte con colori ottenuti da sostanze vegetali.
Tipologie di Cassapanche
La cassapanca, sempre apribile dall'alto e sollevata dal suolo mediante supporti, serviva per riporvi un po' di tutto: biancheria, indumenti, coperte, oggetti preziosi, e racchiudeva tutta la ricchezza della famiglia. Ne esistono di due tipi: quella di Aritzo, o barbaricina, e quella allungata e piuttosto bassa di Santulussurgiu, con forti modanature di base e appoggi a foggia di zampe di leone, con evidente influenza di stili continentali.
Originariamente il legno era lasciato al naturale o dipinto in rosso con il sangue dell'agnello o in turchino o verdolino con essenze vegetali. In tempi più recenti si è presa l'abitudine di ridipingerla in nero, per portare via il fumo che l'anneriva e restituirle un aspetto decente.
Tra le cassapanche tradizionali ve ne sono alcune molto ricche e sofisticate, sia per quanto riguarda la stilizzazione dei motivi (specie quelli geometrici e floreali che si ritrovano a livelli di apprezzata eccellenza) sia nell'intaglio e sia nella colorazione.
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Le Sedie
Nel Campidano le sedie, basse ed in legno chiaro, erano decorate con fiori di melograno (rosso e verde) e con il fondo impagliato, come quelle ancora oggi prodotte ad Assemini, eleganti e funzionali. Nei centri di montagna, sedie e seggioloni avevano gli stessi motivi decorativi della cassapanca ed erano in uso anche bassi sgabelli realizzati in tronchi di ferula. Di derivazione catalana sono invece le sedie con lo schienale intagliato e scolpito laccato in oro associato al rosso, al verde o al blu.
Figure Chiave: Eugenio Tavolara
Eugenio Tavolara fu una figura centrale nell'arte e nell'artigianato sardo del XX secolo. La sua attività spaziava dalla scultura alla pittura, ma è particolarmente noto per il suo contributo all'artigianato artistico e per il suo ruolo nell'ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano).
Cronologia delle Attività di Tavolara
- 1935: Partecipa alla II Quadriennale romana.
- 1936: Espone alla Biennale di Venezia.
- 1937: Vince il premio del Duce per la scultura all'VIII Sindacale sarda. Inizia la collaborazione con l’intagliatore Pasquale Tilloca.
- 1938: Sposa Maria Falco, che diventerà una preziosa collaboratrice. Esegue una Via Crucis per la chiesa di Carbonia e il plastico Villaggio sardo per il Museo Etnografico di Bucarest.
- 1939: Esegue una Cavalcata di miliziani sardi per il Museo del Risorgimento di Cagliari. Presenta il gruppo di pupazzi Le avventure di Pinocchio alla Mostra dell’Artigianato di Firenze.
- 1940: Espone alla VII Triennale di Milano un gruppo di 200 pupazzi, la Cavalcata sarda. Realizza un crocefisso in legno e rilievi in pietra per il Palazzo di Giustizia di Sassari.
- 1941-45: Realizza il plastico Festa campestre, scatole in legno e sculture.
- 1946-47: Esegue il rilievo La vendemmia per l’EPT di Sassari e altre opere.
- 1948: Espone alla Quadriennale di Roma i rilievi Il Minotauro, Le Sirene e Martirio.
- 1949: Membro della giunta della Confederazione Generale dell’Artigianato italiano e rappresentante dell’ENAPI.
- 1950: Espone alla Biennale di Venezia e alla Mostra d’arte moderna della Sardegna. Collabora alla preparazione della Mostra Regionale dell’Artigianato a Sassari.
- 1951: Realizza una decorazione a graffito per la sede della TETI di Sassari.
- 1952: Il suo rilievo L’agricoltura è collocato nella sede dell’ICAS. Esegue i pannelli decorativi Storia della scrittura e Storia della moda.
- 1953: Organizza a Sassari la Mostra dell’Artigianato.
- 1954: Realizza in ceramica la Madonnina dell’ETFAS. Viene inaugurata a Sassari la colonna di Porta Sant’Antonio.
- 1955: Realizza un pannello decorativo per la sede cagliaritana della Banca di Roma.
- 1956: Il nuovo Padiglione destinato dalla Regione ad accogliere le mostre artigiane sassaresi è ornato da un grande pannello di Tavolara.
- 1957: Nasce l’ISOLA, ente regionale guidato da Badas e Tavolara.
- 1958: Tema della mostra artigiana è L’artigianato sardo nella casa moderna.
- 1959: La mostra di Sassari punta ai mercati delle nazioni più industrializzate d’Europa.
- 1960: La maggior parte dei pezzi esposti alla V Mostra dell’ISOLA a Sassari sono su disegno di Tavolara.
- 1961: Si apre il “nuovo corso” dell’ISOLA, con la parola d’ordine “commercializzazione”.
- 1962: La VI Mostra di Sassari si apre all’insegna della novità.
Il Ruolo dell'ISOLA
Nel 1957 nasce l’ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), ente regionale guidato da Badas e Tavolara. È l’ISOLA che organizza la seconda edizione della mostra sassarese, sul tema dell’artigianato sacro.
Il lavoro all’ISOLA lo assorbe completamente. Tema della mostra artigiana del 1958 è L’artigianato sardo nella casa moderna.
La partecipazione alla Fiera di Cagliari e alla Mostra dell’Artigianato di Firenze offre sostanziose conferme, anche sul piano commerciale, all’azione dell’ISOLA.
Nella V Mostra dell’ISOLA a Sassari la maggior parte dei pezzi esposti sono su disegno di Tavolara.
Si apre il “nuovo corso” dell’ISOLA: la parola d’ordine è “commercializzazione”. Le energie prima spese per allestire annualmente la mostra di Sassari devono essere impiegate per garantire una produzione in quantitativi accettabili dei manufatti più richiesti.
L'Artigianato Sardo Oggi
Oggi si distinguono tra gli altri artigiani anche alcuni intagliatori di Cagliari, Buddusò e Sassari. Altra tipica espressione dell’arte popolare e della lavorazione del legno sono le maschere carnevalesche, evocatrici, forse, di antiche oppressioni e di magiche suggestioni.
Accanto a questi elaborati, si ritrovano altri ferri battuti altrettanto rinomati e pratici, come ringhiere barocche, cancellate, lampadari, spiedi, graticole e alari. Mentre tra i metalli lavorati si distinguono i rami, sbalzati con rara maestria dagli artigiani di Isili che distribuiscono i loro manufatti in tutta la regione, tra cui i campanacci che ricordano la vita tranquilla dei campi.
I livelli altissimi si raggiungono con la lavorazione dell’argento e dell’oro. Una posizione di rilievo in questo settore spetta poi ai classici gioielli in filigrana d’oro e d’argento, famosi in tutto il mondo. Ai gioielli in filigrana che adornano il costume sardo si accoppiano orecchini ed anelli con pietre e perle incastonate, braccialetti, fibbie, ciondoli, pendagli e le lunghissime collane ravvivate da pietre, oltre ai grandi e ricchissimi rosari appesi in cima al letto.
Fra le varie attività artigianali, quella del maestro orafo ha potuto esprimersi, più di altre, in forme artistiche di fantasia creativa, di raffinato virtuosismo e di originale perfezione.
Caratteristiche che, pur restando sempre vicine alla tradizione, sono state integrate da una serie di significative innovazioni che consentono oggi alla gioielleria artigianale e artistica sarda di essere apprezzata in tutto il mondo.
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