Cheratotomia Lamellare nel Cane: Informazioni e Trattamento delle Patologie Corneali

Le patologie oculari nel cane possono essere fonte di grande preoccupazione per i proprietari. Comprendere le diverse condizioni, i loro sintomi e le opzioni di trattamento è fondamentale per garantire il benessere del proprio animale. Questo articolo approfondisce una condizione corneale specifica che può richiedere un intervento come la cheratotomia lamellare, e illustra anche un'altra comune affezione oculare canina, l'occhio a ciliegia.

L'Erosione Epiteliale Ricorrente: L'Ulcera Indolente nel Cane

L’erosione epiteliale ricorrente, detta anche “ulcera indolente” è una condizione abbastanza comune nei cani a partire dai 6-7 anni, più frequente nel boxer ma si può presentare in tutte le altre razze. Si tratta di una lesione corneale che tende a non guarire. La causa non è accertata ma sembrerebbe che ci sia un difetto nei meccanismi di adesione tra epitelio e stroma corneale.

Sintomi e Diagnosi dell'Ulcera Indolente

È una condizione caratterizzata da dolore, quindi occhio chiuso o semi chiuso, arrossamento e scolo oculare. Spesso è monolaterale, più raramente bilaterale.

Il Trattamento: Dalla Cheratotomia a Griglia alla Cheratectomia Lamellare

È necessario rimuovere (debridment) l’epitelio che non è in grado di attaccarsi e favorirne la successiva adesione (cheratotomia). Queste procedure potranno essere eseguite con l’applicazione di ripetute gocce di anestetico locale nell’occhio da trattare se il paziente è collaborativo. In caso contrario sarà necessario eseguire una sedazione o raramente una vera e propria anestesia da parte dell’anestesista. Quindi si rimuove l’epitelio interessato al difetto tramite dei simil cotton fioc (debridment) e successivamente si effettua una cheratotomia. Quest’ultima si può eseguire con una fresa diamantata (alger-brush) o un aghetto da insulina con il quale si creano dei micro solchi sulla cornea (cheratotomia a griglia). In questo modo l’epitelio che si riformerà troverà un substrato dove ancorarsi. Nel 85% dei casi è sufficiente un unico trattamento, nella restante percentuale dei casi va ripetuto il trattamento una o due volte ancora e se necessario, applicata una lente a contatto terapeutica.

Nei casi in cui, ripetuto il trattamento per la terza volta, non sia stato sufficiente alla guarigione, si deve passare ad eseguire una vera e propria micro chirurgia corneale, una cheratectomia lamellare, con anestesia generale e utilizzo di microscopio operatorio, con risoluzione quasi del 100% del problema. Consiste nel eseguire la terapia prescritta dal medico, ossia l’applicazione di colliri antibiotici, antidolorifici e se necessario e a seconda dei casi un antibiotico per bocca ad attività anti-collagenolitica.

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L'Occhio a Ciliegia (Cherry Eye) nel Cane: Un'Altra Condizione Oculare Comune

L’occhio del cane è diverso dal nostro in quanto, oltre ad avere una palpebra superiore ed una inferiore, ha anche una terza palpebra, ovvero una “membrana” formata da uno “scheletro interno” di cartilagine e rivestita esternamente dalla congiuntiva. Anatomicamente è situata nell’angolo nasale dell’occhio, tra palpebre e globo oculare, dove svolge un’azione di protezione della cornea: nel cane “sale passivamente” come conseguenza della retrazione volontaria del globo oculare nell’orbita e normalmente non è visibile. La ghiandola lacrimale della terza palpebra è responsabile della produzione del liquido lacrimale.

Notare nell’occhio del proprio cane la presenza di una specie di pallina rossa può sicuramente spaventare. Il cosiddetto cherry eye nel cane ha un colore che va dal rosso chiaro al rosso ciliegia. Il “cherry eye” non è altro che il prolasso della ghiandola lacrimale della terza palpebra. La ghiandola esce dalla propria sede naturale (prolassa), aumenta di dimensioni e si infiamma, presentandosi come una massa rossastra all'angolo nasale dell'occhio, molto simile a una ciliegia; da qui il nome “cherry eye”.

Perché si verifica e quali razze sono predisposte?

Se questa ghiandola si gonfia, per le ragioni più diverse, può sporgere oltre il bordo bianco della membrana nittitante. L’estroflessione della ghiandola è legata all’indebolimento dei tessuti fibrosi che tengono nella corretta posizione la terza palpebra. In teoria, visto che sono diverse le cause all’origine dell’occhio a ciliegia, può soffrirne qualsiasi cane, indipendentemente dalla razza a cui appartiene. Tuttavia, si tratta di un disturbo particolarmente comune tra i cani giovani. Inoltre, si sospetta che anche la razza giochi un ruolo, nell’insorgenza di questa condizione. In particolare, esistono due gruppi di razze in cui le diagnosi di occhio a ciliegia sono più frequenti. In effetti i veterinari sospettano una predisposizione ereditaria per questo disturbo, soprattutto nelle razze brachicefale con testa particolarmente atipica. Le orbite di questi cani sono meno profonde e il tartufo è corto.

Le razze predisposte includono:

  • Alano
  • Beagle
  • Cane Corso
  • Cocker Spaniel
  • Cavalier King Charles Spaniel
  • Bulldog Inglese
  • Bouledogue Francese
  • Mastino Napoletano
  • Boxer
  • Shar Pei
  • Pechinese
  • Lhassa-Apso
  • Basset Hound
  • Boston Terrier
  • Shih tzu

È generalmente monolaterale, ma nel 20% dei casi si assiste al prolasso della ghiandola controlaterale in un periodo di tempo variabile, che può andare da pochi giorni a qualche mese.

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Sintomi e Urgenza di Intervento

Visto che questa condizione infastidisce il cane, lo si nota grattarsi l’occhio più spesso del solito. Come conseguenza, si ha che di solito l’occhio colpito diventa più rosso e lacrima. Quando si forma, il cherry eye infastidisce il cane, il quale si gratta l’occhio più spesso del solito. Compare una masserella dapprima rosa poi sempre più rossa e infiammata nell’angolo interno dell’occhio. Inoltre il cane avrà la tendenza a sfregarsi gli occhi con la zampa e a tenerli socchiusi. Quel che è certo è che la condizione in questione non passa inosservata, sia perché di solito non si manifesta in modo graduale, bensì piuttosto rapidamente, sia perché è ben visibile la massa di tessuto rosso che sporge dall’angolo interno dell’occhio. Un cherry eye non trattato può procurare secchezza agli occhi del tuo amico di zampa e causargli una cheratocongiuntivite secca.

Se noti questo tipo di cambiamenti in uno o in entrambi gli occhi del tuo cane, è meglio che tu consulti rapidamente un medico veterinario. L’occhio a ciliegia di solito è indolore, per il cane, e non costituisce un’emergenza. Detto questo, è comunque necessario che il veterinario esamini l’occhio del cane, perché questo tipo di manifestazione di solito dipende da una qualche patologia sottostante. È molto importante intervenire tempestivamente perché, se il disturbo viene tralasciato, potrebbero insorgere complicazioni oculari di una certa serietà e persino danni permanenti.

Il Trattamento del Cherry Eye: Riposizionamento Chirurgico

Nel migliore dei casi, la ghiandola della membrana nittitante si sgonfierà da sola e non sarà necessario un ulteriore trattamento. Se ciò non dovesse accadere, però, si ricorre all’aiuto del veterinario, il quale può utilizzare un anestetico locale per ridurre il gonfiore della membrana. Nel caso in cui la ghiandola nittitante del cane sia gravemente gonfia e prolassata, occorre intervenire chirurgicamente nel giro di alcune settimane. Visto che gli occhi del cane sono molto sensibili, si tratta di un intervento che viene sempre eseguito in anestesia generale. Una volta che il pelosetto è addormentato, l’intervento ha inizio. Le possibili tecniche chirurgiche sono diverse. Il trattamento risolutivo è chirurgico e consiste nel riposizionamento della ghiandola nella sua sede naturale, facendo due piccole incisioni e suturandovi all’interno la ghiandola. Viene usato un filo riassorbibile, evitando in tal modo di dover togliere i punti.

In passato, in caso di cherry eye si interveniva sempre rimuovendo la ghiandola estroflessa, ma ciò portava quasi sempre all’insorgenza di una severa secchezza oculare (cheratocongiuntivite secca) poiché la ghiandola produce le lacrime e ha il compito di mantenere umida la cornea. Attualmente si interviene prima somministrando antibiotici topici, antinfiammatori e poi con il riposizionamento chirurgico della ghiandola prolassata. A seguire, colliri o pomate per mantenere correttamente idratati gli occhi del cane. A parte il rossore e il gonfiore, questo intervento non comporta complicazioni. In rari casi possono verificarsi infezioni della ferita, rotture dei punti di sutura o la formazione di cisti, cioè cavità piene di liquido. I controlli periodici delle condizioni oculari del cane sono raccomandati. Con il riposizionamento possono esserci recidive del cherry eye? Le recidive sono possibili, ma se l’intervento è stato condotto correttamente, il rischio è piuttosto basso.

Se l’occhio a ciliegia viene trattato precocemente, la prognosi generalmente è buona. Visto che le possibili cause all’origine di questa condizione sono molteplici, non è possibile evitare che i cani si ammalino di cherry eye. Uno dei modi più efficaci di evitare il diffondersi di questo problema oculare nel cane è quello di evitare di adottare animali provenienti da allevamenti che praticano la selezione estrema.

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