Quando si dice che il legno è il materiale dalle mille vite non si esagera. Il suo ciclo può infatti durare all’infinito, con benefici ecologici ed economici. Riciclare il legno significa risparmiare energia, migliorare lo stato qualitativo dell’aria e al contempo evitare gli sprechi. Per questo è fondamentale che a fine uso non finisca in discarica: meglio raccoglierlo, recuperarlo e farlo rinascere a nuova vita.
Il recupero legno sta diventando un tema sempre più centrale nel settore industriale, soprattutto per le aziende che sono direttamente coinvolte nella produzione o lavorazione del legno. Questo processo non solo permette di ridurre l’impatto ambientale, ma offre anche vantaggi economici alle aziende che adottano soluzioni di riciclo e recupero. Il recupero dei rifiuti in legno è una delle pratiche fondamentali nell’ambito dell’economia circolare, che promuove la creazione di un ciclo virtuoso in cui i materiali vengono riutilizzati e riciclati per ridurre l’impatto ambientale e il consumo di risorse naturali.
I Pionieri del Riciclo del Legno
L'idea di impiegare legno post consumo al posto di alberi è stata una delle tante intuizioni che ha portato mio padre a realizzare partendo dal nulla il gruppo industriale che oggi ho l'onore di presiedere. Egli infatti, dopo un trascorso di umili lavori quali produttore di manici per scope, commerciante di tronchi e di legna da ardere, ebbe l'idea di produrre pannelli truciolari per mobili al fine di valorizzare al meglio i residui e gli scarti dal taglio dei pioppeti, di cui le golene del Po erano particolarmente ricche. In seguito realizzò in proprio la produzione delle colle, necessarie nella fabbricazione dei pannelli, così da rendersi indipendente dalle politiche commerciali delle aziende chimiche che allora governavano il mercato.
Verso la fine degli anni '80, con le produzioni di pannello in continua crescita, grazie al forte incremento del mercato dei mobili, mio padre presentì che l'offerta di scarti di legno vergine non avrebbe potuto continuare a soddisfare le necessità del comparto. Iniziò così ad impiegare legno proveniente da imballi, quali i pallet o le cassette da frutta che, puliti dai chiodi mediante una calamita, hanno le stesse caratteristiche del legno ricavato dai tronchi. Dai primi anni Ottanta inizia a recuperare gli scarti da lavorazione industriale (segatura) e poi negli anni Novanta anche il legno post consumo e gli scarti domestici.
Saib nasce a Caorso (PC) nel 1962 dall’idea di riutilizzare gli scarti di altre lavorazioni del legno per creare pannelli truciolari. “Quando sono entrato in azienda vent’anni fa”, racconta l’amministratore delegato di Saib Giuseppe Conti, “già utilizzavamo il legno di recupero, ma il mercato di vendita non era ancora pronto per capirne l’importanza. Oggi, invece, è finalmente diventato un plus offrire al mercato un prodotto riciclato. Sono cambiati i consumatori ed è il cliente finale a chiedere prodotti che rispettino veramente l’ambiente.”
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Legno, riciclo che funziona
Il Processo di Trasformazione del Legno Riciclato
Non tutto il legno usato può diventare Pannello Ecologico: la materia prima viene accuratamente selezionata e solo il legno che presenta determinate caratteristiche di salubrità viene accettato. Il legno in entrata subisce rigorosi controlli di carattere qualitativo, distinguendo anche in base alla provenienza (estera o nazionale). Una volta superate tutte le verifiche di carattere qualitativo, il materiale viene sottoposto ad un accurato processo di selezione e pulitura, che provvede a separare il legno da qualsiasi altro materiale estraneo.
Questa tecnologia è una vera e propria “fabbrica nella fabbrica”, un intero processo industriale - esclusivamente meccanico - dedicato alla pulizia del materiale. Le cosiddette “trappole”, infatti, consentono di separare tutto ciò che non è legno, senza adoperare solventi chimici o reagenti di nessun tipo: la vasca per affondare materiali inerti, ad esempio i sassi, le calamite per attrarre il ferro, le centrifughe che operano una separazione per gravità. Per trasformare il legno riciclato in un pannello di alta qualità sono necessari sistemi specializzati che lavorino il materiale in modo altamente efficiente. Il risultato è un materiale puro, perfettamente idoneo ad essere lavorato per diventare pannello.
Valorizzazione dei Materiali Non Legnosi e Produzione di Energia
Anche i materiali diversi dal legno sono destinati al riciclo. Tutti gli scarti di produzione (ferro, plastica, carta, alluminio, vetro, presenti nel legno in entrata), una volta separati, vengono poi inoltrati alle aziende che li riciclano. La parte legnosa non valorizzabile derivata dalla vagliatura e pulizia del materiale viene bruciata per alimentare i processi. Ma solo il legno che non si può riciclare - e solo quello - viene reimpiegato come biomassa per l’autoalimentazione. Si produce così energia elettrica e termica da utilizzare nel ciclo produttivo, così da ridurre drasticamente il consumo di combustibili fossili e chiudere il circolo virtuoso Riciclaggio-Riuso. La produzione di energia elettrica, ad integrazione di quanto sopra esposto, viene considerata quale esclusivo completamento del processo di riciclo.
La Provenienza della Materia Prima Riciclata
Il legno post consumo che alimenta le nostre produzioni deriva dalle svariate attività di raccolta differenziata attuate nel nostro Paese e in quelli limitrofi. Negli anni '90 gran parte del materiale arrivava da Paesi come Svizzera, Austria e Germania, laddove le leggi imponevano già sistematicamente la raccolta differenziata dei rifiuti, ma non esistevano produzioni industriali in grado di trasformare i rifiuti di legno in un prodotto finito. Ad inizio degli anni 2000, si arrivò ad importare oltre 1.000 treni completi all'anno di rifiuti legnosi.
Con lo sviluppo delle raccolte nel nostro Paese, le importazioni sono state progressivamente ridotte, per favorire l'utilizzo di quanto raccolto in Italia. Il Gruppo Saviola è l'unico ad aver realizzato un network di centri, in grado di effettuare il servizio di raccolta dei rifiuti legnosi presso attività produttive e distributive, oltre che in collaborazione con le aziende delegate alla gestione dei rifiuti solidi urbani. "Il 100% del legno che utilizziamo è post-consumo e certificato FSC", racconta Alfio Sarzi Amadé, dirigente dell’Ufficio acquisti della società Saib. Questo materiale proviene da tutta Italia, e viene raccolto sia presso Ecostazioni pubbliche (Raccolta differenziata dei Comuni) che presso centri di stoccaggio privati.
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Il Contributo delle Imprese alla Filiera del Riciclo
Auspico che i processi di diffusione delle attività di raccolta differenziata nel nostro Paese proseguano, sino a consentirci la completa indipendenza dalle importazioni, così da poter contribuire in maniera determinante alla riduzione degli smaltimenti indifferenziati in discarica, in particolare nelle regioni meridionali dove l'emergenza rifiuti rappresenta ancora un grave handicap ambientale ed economico. Ogni giorno oltre 100 camion di rifiuti di legno vengono trasformati attraverso un complesso processo di produzione in pannelli truciolari destinati all’industria dell’arredamento.
L’obiettivo di sviluppo sostenibile 12 prevede una gestione più efficiente delle risorse naturali. Una possibile soluzione è l’economia circolare: gestione sostenibile significa raccogliere le risorse naturali preservandole e usarle in modo intelligente. In linea con l’economia circolare, la percentuale di materie prime secondarie, come il materiale riciclato, deve essere massimizzata. Il Gruppo EGGER persegue l'obiettivo di aumentare ulteriormente la quota di legno riciclato, e per questo fa grandi investimenti. Utilizza prevalentemente legno dall’economia circolare che ha già vissuto molte vite, come legno riciclato e sottoprodotti dell’industria della lavorazione del legno. Per il riciclo utilizzano solo materiali adatti all’uso previsto.
Il Truciolo può fare affidamento su un parco macchine dotate di tecnologie all’avanguardia per la gestione, il trasporto e lo smaltimento o il riciclo dei rifiuti. Il legno è un materiale preziosissimo dal punto di vista ambientale e uno degli obiettivi de Il Truciolo è permettergli di vivere una seconda vita sotto forma di prodotti di diverso tipo, come ad esempio pannelli di truciolato o compensato e biocombustibile. L’azienda è dotata anche di un ufficio ambiente, che si occupa di tutte le normative di legge relative al riciclo e al recupero scarti legno. Il Truciolo fa parte anche di Rilegno, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno che ha l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi fissati dalla legge per il recupero e il riciclo degli imballi in legno di qualsiasi provenienza.
Uno studio dell'EPF (European Panel Federation) ha dimostrato che nel 2011 i pannelli di truciolato tedesco erano composti per il 19% da legno forestale, per il 48% da legno industriale e per il 33% da legname di scarto. Per combinare gli aspetti tecnici con quelli economici, è comune avere un mix di materiali.
Benefici Ambientali ed Economici del Pannello Ecologico
I “pannelli ecologici” permettono di realizzare mobili utilizzando legname di recupero. È la ricetta del successo del “pannello ecologico”: il truciolato è ricavato al 100% da legno di riciclo, una materia prima a buon mercato da cui nascono pezzi d’arredamento moderni e low-cost, quelli che acquistiamo nei grandi magazzini e che oggi riempiono le nostre case. Questo è un vero e proprio business verde.
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Il legno riciclato per la produzione di pannelli truciolari completamente ecologici salva così 10.000 alberi al giorno. Con ogni truciolo riciclato si può estendere ulteriormente l'effetto serbatoio del carbonio, che rimane imprigionato nel legno per tutta la durata di utilizzo. Le aziende che attuano strategie di recupero legno possono ridurre significativamente i costi di smaltimento, ridurre il consumo di nuove risorse naturali e migliorare la loro immagine aziendale. Grazie a metodi innovativi di riciclo e riutilizzo, queste aziende non solo possono ridurre i costi di smaltimento, ma anche contribuire alla sostenibilità ambientale e rispondere positivamente alle normative che richiedono una gestione più attenta dei rifiuti.
Sfide e Contradizioni nel Mercato del Riciclo del Legno
Legno post consumo: una normativa prevede che il riciclaggio del legno abbia la precedenza su altri usi. In pratica avviene, però, che il sistema di incentivazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili, indubbiamente condivisibile per il nobile scopo proposto di sostituire le fonti fossili a favore di energia sostenibile, sta creando una vera e propria distorsione del mercato della raccolta.
Tale distorsione del mercato ha conseguenze economiche, in quanto riduce la disponibilità di legno sul mercato, costringendo le industrie del riciclo a fermare gli impianti, favorendo così l'importazione di pannelli truciolari prodotti all'estero o l'importazione di residui legnosi da altri paesi con notevolissimi incrementi di costo, che si ripercuotono poi sino alla produzione di mobili ed arredi, penalizzando un settore leader mondiale. Preciso a riguardo che il valore aggiunto creato dal legno nella filiera tradizionale del mobile è 10 volte superiore al valore aggiunto prodotto attraverso la termovalorizzazione. Le conseguenze sono anche ambientali, perché riducendo le quantità di legno a disposizione, si aumenta il rischio dell'impiego di ingenti quantità di legno post‑consumo (verniciato, contenente residui plastici, inerti, ecc.) nei processi di combustione di impianti "a biomasse", quasi sempre autorizzati all'impiego di legno vergine. Ci sono anche conseguenze sociali, in quanto la riduzione delle produzioni connesse alla mancanza di materia prima e la perdita di competitività delle aziende della filiera, compromettono l'attività degli oltre 400.000 addetti impiegati.
Ogni tonnellata di legno se impiegata nell’industria della trasformazione garantisce 54 ore/lavoro uomo; se destinata alla produzione di energia garantisce 2 ore/lavoro uomo.
| Destinazione del Legno | Ore/Lavoro Uomo per Tonnellata |
|---|---|
| Industria della Trasformazione | 54 |
| Produzione di Energia (Biomassa) | 2 |
Ribadendo il parere favorevole rispetto alla produzione di energia da fonti rinnovabili, auspico che vengano introdotti maggiori controlli sulle attività esistenti per la produzione di energia elettrica da "biomasse", al fine di evitare l'impiego non autorizzato di legno non vergine, nonché la messa a punto di strumenti atti a favorire il prioritario impiego dei rifiuti legnosi nell'industria del riciclo, così come previsto dalle normative nazionali e comunitarie, vietando ad esempio ai soggetti pubblici, l'avvio dei propri rifiuti legnosi ad impianti di combustione.
Il Dibattito sulla Formaldeide e l'Impatto Ambientale Locale
Ma la prospettiva sul pannello truciolare cambia a guardarla da Viadana, nel mantovano. A Viadana c’è chi il pannello ecologico lo definisce “ex legno”: “Sono trucioli pressati a caldo e tenuti insieme dalle colle. Il pannello almeno per il 25% è fatto di urea di formaldeide -racconta uno degli attivisti del Comitato “Noi, ambiente, salute” di Viadana, già ricercatore alla Montedison di Castellanza e poi dipendente del Gruppo Saviola-.”
Il problema principale, però, si chiama formaldeide: un gas incolore che si forma a 250-300°C per ossidazione del metanolo, e che in soluzione acquosa (colla melamina-urea-formaldeide) viene usato dall’industria del legno. È ciò che tiene insieme i trucioli, ma secondo la letteratura scientifica internazionale e anche per il nostro ministero della Salute è cancerogeno per inalazione (DGPREV IV/13080/P del 1° giugno 2005). Secondo dati diffusi dall’azienda, nel 2007 il gruppo Saviola ha prodotto 700mila tonnellate di formaldeide. Quella che non viene utilizzata direttamente (circa il 75%) viene venduta. A Viadana c’è una concentrazione eccessiva di formaldeide nell’aria: secondo una stima dell’Osservatorio epidemiologico dell’Asl di Mantova, nel 2005 le emissioni di formaldeide nel distretto socio-sanitario di Viadana erano di oltre 100 tonnellate all’anno.
Alle emissioni di formaldeide, si accompagna la dispersione aerea della polvere di legno e la combustione degli scarti di lavorazione nei forni-inceneritori dei 4 stabilimenti che producono pannello truciolare tra Viadana e Sustinente (gruppo Saviola), Pomponesco e Borgoforte (gruppo Frati), il cui effetto è tracciato nell’analisi “Emissioni industriali e salute dei nostri bambini”, realizzato dall’Asl di Mantova in collaborazione con la Sezione di epidemiologia e statistica medica dell’Università di Verona. La ricerca ha riguardato un campione di 3.854 bambini iscritti alle scuole materne, elementari e medie inferiori, la maggior parte residenti a Viadana.
“È potenzialmente attribuibile all’esposizione il 54% dei casi in cui un bambino ha effettuato almeno una visita in pronto soccorso (61 bambini) -c’è scritto- e il 63% dei casi in cui un bambino è stato ricoverato in ospedale almeno una volta (27 bambini) nell’ultimo anno.” I bambini ricoverati nei comuni dove sono presenti industrie ad alta emissione sono, in percentuale, il doppio rispetto a quelli che vivono nei “comuni non esposti”. Tosse e catarro, sintomi asmiformi, irritazioni di naso, bocca, gola e occhi: “Vivere in prossimità delle industrie classificate ad alta emissione di inquinanti -conclude l’Asl- implica un sostanziale rischio per la salute dei bambini.”
“Consideriamo ‘la causa’ le emissioni del ciclo produttivo del pannello nel suo complesso -racconta Paolo Ricci, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico dell’Asl di Mantova-. A questo si può aggiungere l’‘indotto’ del trasporto, perché il traffico di tir coinvolto nell’industria della trasformazione del legno non è ‘normale’.” A marzo 2009 tre associazioni ambientaliste (Codiamsa e Adas, oltre a Noi, ambiente, salute) hanno consegnato un esposto in Procura. Contestano la mancanza della valutazione d’impatto ambientale (V.i.a.) per l’impianto Sama di Sustinente, l’unico autorizzato a bruciare Cdr, e una direttiva della Regione Lombardia del 2004 che autorizza le aziende del comparto del pannello truciolare che bruciano rifiuti a limiti di emissione più alti rispetto ad altri impianti (come gli inceneritori di rifiuti), e senza rendere obbligatori i controlli in continuo dai camini.
Innovazione e Sviluppo Sostenibile nel Settore
La declinazione del concetto di sviluppo sostenibile alla base dell’attività del Gruppo ci spinge ad investire notevoli risorse nella ricerca di nuovi prodotti e nuovi processi. La divisione chimica ha messo a punto la produzione di resine che consentono di qualificare il Pannello Ecologico® a più bassa emissione di formaldeide al mondo, certificato da numerosi organismi, incluso il Ministero dei trasporti Giapponese, che prevede la normativa (JIS) più severa al mondo.
Mio padre ha integrato i concetti di sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente quando la definizione di "Green Economy" era praticamente sconosciuta ai più. Le sue intuizioni si sono poi rivelate la chiave del successo per le aziende del Gruppo, ed oggi rappresentano un punto di riferimento per i modelli di sviluppo economico. Gli USA, notoriamente anticipatori di tendenze di business, stanno scoprendo solo ora il valore del fattore ambientale come motore di sviluppo economico. Da alcuni anni riceviamo pressanti inviti ad esportare il nostro know‑how, e proprio in questi mesi stiamo verificando la concreta possibilità di realizzare il primo stabilimento per la produzione di pannelli truciolari da legno post consumo sul territorio americano. Sarebbe la concretizzazione di un sogno che mio padre ha sempre coltivato, che sarei particolarmente orgoglioso di realizzare.
Fantoni punta sull’attenzione alla qualità, al benessere e all’ambiente, peculiarità sistematicamente attestate con continue certificazioni dei processi, dei materiali e dei prodotti finiti. “La sostenibilità deve essere un impegno comune a tutto il settore del legno e dell’arredo”, spiega Paolo Fantoni. “Non sono solo le norme a spingerci in questa direzione, ma anche un imperativo etico. È necessario farci carico di tutto il ciclo che dalla produzione arriva fino alla vendita finale dei prodotti.”