Stefano il Falegname: Un Viaggio nella Storia e nell'Arte della Pialla

La falegnameria è un mestiere antico, ricco di storia e tradizione, che continua ad evolversi grazie alla passione e all'abilità di artigiani come Stefano. Questo articolo esplora il mondo della falegnameria, con un focus sulla figura del falegname e sull'uso della pialla, uno strumento fondamentale in questo mestiere.

Banco da falegname

In un laboratorio di falegnameria è d'obbligo la presenza almeno di un banco da falegname in legno, munito delle apposite morse e diversi attrezzi manuali come martelli, seghe, tenaglie, pialletti, sponderuole, serie di scalpelli e cacciaviti.

La Tradizione Camuna della Lavorazione del Legno

La tradizione camuna della lavorazione del legno ha dato vita, nel corso di secoli di storia, ad un importante patrimonio culturale e artistico, uno dei più notevoli d’Italia. Diverse sono le famiglie che per generazioni hanno legato i propri nomi alla tradizione dell’intaglio e della scultura del legno: la famiglia Ramus di Edolo con prestigiosi allievi quali Zotti, Piccini e Andrea Fantoni.

Stefano Quadro e lo Slow-Wood

Stefano Quadro ha una formazione da biologo e conosce il legno nella sua morfogenesi, ci ha aiutato a comprendere il valore di questo materiale il cui uso è antichissimo ma ogni giorno meno conosciuto. Quando non si sa più distinguere tra un materiale la cui forma è artificiale ed uno naturale, quando si confonde il pino con il rovere, quando si dimentica che il legno è vivo, non solo il lessico si riduce ma anche gli strumenti della progettazione si fanno più poveri, più omologati.

In un mondo di frenesia e corsa alla produttività, i piccoli promotori del godimento emergono sempre più a testa alta, e la ricerca del “lento” diventa fondamentale. Come Carlin Petrini con il suo Slow-food, così Stefano Quadro promuove un artigianato autentico, di qualità, in grado di portare con sé i valori primari della materia e del lavoro: lo Slow-wood. La conoscenza personale dei materiali, l’amarli e il prendersene cura accompagna il lavoro slow.

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Pialla a mano

La Pialla: Uno Strumento Fondamentale

Da un lato abbiamo la classica pialla, quella di origine anglosassone e di utilizzo occidentale, dove lo strumento viene spinto verso l’esterno, ed è posizionato in una morsa apposita. La pialla giapponese, d’altro canto, si oppone diametralmente, sia per modalità d’uso che filosofia di lavoro. In entrambi i casi l’artigiano deve gestire il legno; il falegname anglosassone “imprigiona” il legno nella morsa, e così facendo lo tiene sotto controllo.

Il lavoro nipponico, invece, gestisce il materiale con i talloni, senza incastrarlo in una morsa metallica. La diatriba tra le due filosofie si basa sull’opposizione leggerezza orientale, pesantezza occidentale.

Anisotropia: Conoscenza e Controllo del Legno

L’anisotropia è una proprietà della materia, per la quale un determinato ente fisico ha caratteristiche che cambiano in base al verso in cui viene trattata. Motivo per cui il lavoro da praticare su di esso muta in base alla scelta di lavorarlo in vena o contro vena. Il falegname deve conoscere profondamente il materiale, e si trova costretto a livello di comprensione molto alto.

Il legno richiede umiltà e conoscenza allo stesso tempo, il saper sottostare alle leggi della natura e poter creare. Anisotropia è conoscenza e controllo.

L'Evoluzione della Falegnameria

Durante gli anni ’60-’70 anche la Valle Camonica è stata coinvolta nel processo di industrializzazione e risale a questo periodo l’insediamento delle prime aziende manifatturiere del tessile, del legno e siderurgiche. Oggi la falegnameria moderna, intesa come lavorazione del legno per la produzione di manufatti, utilizza centri di lavoro e macchine a controllo numerico (CNC:computer numerical control), dove il computer e la progettazione digitale governano moderne attrezzature meccaniche che permettono lavorazioni veloci e precise.

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Questi strumenti però stanno perdendo la loro funzione primaria facendo posto a nuove attrezzature più consone al tipo di lavoro che oggi svolge un falegname. Nel laboratorio moderno di falegnameria, infatti, la fanno da padrone le macchine utensili indispensabili in ogni lavorazione.

Le macchine più usate sono: la troncatrice, la sega a nastro, la sega circolare, la pialla (a lo e a spessore), la toupie (fresatrice), nonché piccoli attrezzi per la levigatura, la rifinitura e l'assemblaggio (orbitali, trapani, avvitatori, morsetti di varia lunghezza, inchiodatrici ecc...). Nei laboratori più piccoli, o a livello hobbistico, sega circolare, pialle e toupie possono essere sostituite con una particolare macchina utensile detta “combinata” perché da sola, permette di eseguire le tre lavorazioni: taglio, piallatura e fresatura.

come regolare la lama della pialla - how to adjust the plane blade

Bottega Ghianda: Un'Eccellenza Italiana

Bottega Ghianda è nata in Brianza a metà dell’Ottocento e nel corso degli anni è riuscita ad affermarsi come una delle prestigiose eccellenze italiane del manufatto ebanistico. Negli anni Settanta Pierluigi Ghianda portò la bottega ai suoi massimi splendori; lo chiamavano il “poeta del legno”. Grazie a lui la bottega inizia collaborazioni con alcuni dei più famosi progettisti del tempo, come Gae Aulenti, Matteo Thun, Cini Boeri e tanti altri.

Il loro più grande orgoglio è la loro filosofia del lavoro: uniscono a un “saper fare” un “saper pensare”, dove il pensiero e la creatività non sono mai separati dal lavoro manuale.

Artigiani Ispiratori

James Krenov, di nascita russo, di adozione scandinavo e poi californiana, racconta che a 6 anni già si costruiva i giocattoli in legno da solo, incidendoli con un coltellino. “It was a joy to me that I could rely on my hands and my eyes to produce things.” (“Era un gioia per me il fatto che potessi contare sulle mie mani e sui miei occhi per produrre cose.”) racconta Krenov. Oltre ad essere divenuto mastro falegname, e ad essere ricordato con l’appellativo di “cabinet maker”, si specializzerà anche nella fabbricazione di barche e battelli.

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George Nakashima inizia a studiare le forme del legno, a usare gli attrezzi e a comporre i suoi primi mobili, appassionandosi alle linee del design giapponese. Il suo manufatto simbolo sono tavoli costruiti con lastre di legno, perfettamente lisce e levigate in superficie, ma con i bordi lasciati grezzi e naturali. “Each tree not only has a different size and shape, but color and character, and each board from each tree has a distincly different personality”, (“Ogni albero non ha solo differente dimensione e forma, ma anche colore e carattere, e ogni tavole proveniente da ogni albero ha una distinta diversa personalità.”) così la figlia del maestro parla del lavoro del padre.

La sua filosofia del lavoro si basa sul rispettare la bellezza della foresta, e portarne i valori e i profumi nelle case degli americani, celebrando la diversità e le peculiarità di ogni pezzo di legno che diventa manufatto.

Falegnameria Baggia: Innovazione nella Tradizione

Con un sapiente colpo di pialla, domenica pomeriggio a Malé è stata inaugurata la nuova sede di Falegnameria Baggia, completata da un percorso didattico multimediale dedicato al legno. Una festa cui sono accorsi in tanti, compreso il presidente Ugo Rossi cui è toccato l’onore di piazzare il colpo inaugurale, facendo fruttare l’esperienza giovanile di garzone in una falegnameria di Ossana.

Tutti a complimentarsi con i fratelli Massimo e Stefano Baggia, che sulla scia del nonno Camillo, del padre Flavio e dello zio Bruno hanno cercato di innovare la tradizione di famiglia.

Il progetto, sostenuto dal progetto Gal-Leader e dalla Cassa Rurale di Rabbi e Caldes, ha permesso di creare legami, aiutando e facendosi aiutare, mettendo in pratica, ha detto Stefano, «il concetto di collaborazione, che costa poco e rende molto». Ne è nato un percorso didattico affascinante, che permette di andare alla scoperta della natura e della cultura del legno, della sua vita nel bosco e di quella che gli viene dal lavoro di artigiani sapienti.

Un progetto che, al pari di quello portato avanti da altri imprenditori, valorizza un luogo storico del lavoro industriale solandro, quello dello stabilimento ex Lowara. Il percorso didattico realizzato da Baggia ambisce a diventare anche motivo di promozione turistica: già numerose sono state le persone che in questi giorni lo hanno visitato, confermando l’interesse di un turismo che vuole conoscere i luoghi e le particolarità di un territorio attraverso proposte di qualità.

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