Raccontare la storia dei mezzi di trasporto significa anche fare un viaggio nella storia della nostra società e delle trasformazioni che l’hanno pervasa e sono state così veloci e sconvolgenti negli ultimi decenni. La necessità di raccogliere, trasportare e distribuire la corrispondenza postale ha richiesto nel tempo l’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto che si rendevano di volta in volta disponibili.
Le Origini delle Stazioni di Posta Tradizionali
Pietre miliari, cippi, termini e paracarri ai margini delle strade o degli edifici monumentali stanno lì a testimoniare la storia dei mezzi di trasporto a trazione animale dei tempi andati. Il cavallo non era sufficiente per garantire un efficiente trasporto: questo animale infatti non ha molta resistenza e dopo una galoppata ha bisogno di riposo, quindi all’epoca del suo utilizzo da parte dei corrieri spesso provocava dei ritardi.
Dall'Era del Cavallo alla Diligenza
Fu necessario dunque costruire lungo la strada delle stazioni di posta, ad una distanza l’una dall’altra di circa 9 miglia (13 chilometri), dove il cavallo potesse essere sostituito subito da un altro fresco, che poteva riprendere il percorso con piena efficienza. Ben presto però il cavallo non fu sufficiente perché, oltre alle lettere, i corrieri vennero incaricati di trasportare anche dei pacchi, quindi avevano bisogno di spazi maggiori.
Fu introdotta così la diligenza, che ben presto venne utilizzata anche per trasportare qualche passeggero. Le carrozze poi divennero sempre più grandi per ospitare maggiori viaggiatori, assumendo spesso nomi differenti che si sono tramandati fino ad oggi (ad esempio l’omnibus, diligenza creata apposta per passeggeri il cui termine è ancora usato per certi mezzi di trasporto, come pure la corriera, mezzo che ha sostituito la diligenza dopo l’introduzione del motore, il cui nome indica ancora oggi il bus passeggeri).
Le Stazioni di Posta come Centri di Ristoro e Riposo
In seguito le stazioni di posta si trasformarono anche in posti di ristoro e in alberghi dove, oltre al cambio di cavalli, anche i viaggiatori potevano riposare e mangiare.
Leggi anche: Innovazione edilizia in legno a Stoccolma
Tracce Storiche nel Paesaggio Attuale
Ancora oggi si possono trovare lungo le strade principali molte tracce di queste stazioni di posta, come alberghi e ristoranti intitolati “alla Posta”, a ricordo di quei loro antenati che spesso avevano sede nello stesso edificio: “La Diligenza” a Borgo Pace, “La Pace” (ora Roma e Pace) in Ancona, “Osteria della Posta” a Croce di Casale, “Albergo la Vecchia Posta” a Force e de “La Posta” a Castello di Serravalle del Chienti du cui rimane il toponimo.
La Stazione di Sosta ad Pictas: Un Tesoro Archeologico sulla Via Labicana
Il Comune di Valmontone e lo chef Antonello Colonna hanno sottoscritto, a Palazzo Doria Pamphilj, un accordo per promuovere e valorizzare un sito di rilevante interesse archeologico, identificato con la Stazione di sosta ad pictas, posta sull’antica Via Labicana a XXV miglia da Roma. “Restituire alla via Labicana lo splendore che merita - afferma soddisfatto Antonello Colonna - è un onore oltre che un atto dovuto. Accanto alle meraviglie che il mondo ci invidia, il territorio italiano è ricco di piccoli tesori che rischiano di scomparire, come stava succedendo all’antica via consolare”.
“Si tratta di un accordo importante - commenta l’assessore alla cultura, Maria Grazia Angelucci - che, per la prima volta in questo territorio, vede pubblico e privato collaborare in modo attivo, e propositivo, sulla tutela, valorizzazione e gestione di un bene culturale così rilevante. Va detto che tra i tre soggetti coinvolti (c’è anche la Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale), sin dall’origine del progetto di riscoperta della via Labicana, i rapporti sono stati sempre di grande collaborazione ed è per questo che la comunicazione ufficiale relativa ad ogni evento, iniziativa e manifestazione, che saranno realizzati sul luogo, veicolerà sempre l’immagine coordinata dei tre.
L'Italia Longobarda
Il Comune di Valmontone, da parte sua, si impegna a provvedere alla realizzazione ed installazione di appositi pannelli didattici e turistici, con contenuti e posizionamento da concordare con la Soprintendenza, all’interno dei quali vanno inseriti i loghi della Città di Valmontone, del MIBACT - Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale, e di Antonello Colonna, ciascuno con il giusto rilievo.
L'Evoluzione della "Stazione": Dalle Poste ai Trasporti Urbani e Ferroviari
Mergnano Stazione: Un Esempio di Transizione
Alcune di queste tracce le troviamo anche a Canepina, l’ultima frazione per chi sale verso Camerino e quindi un incrocio importante per i viaggiatori d’altri tempi. Lì infatti c’era l’osteria di Renzo Marchionni e fino a pochi anni fa, cioè prima che la gran confusione perpetrata dall’Istat nel definire località toponimi e contrade, la zona si chiamava Mergnano Stazione.
Leggi anche: come usare la pialla Makita KP0810J
Infatti alla contrada Mergnano (prediale romano) venne aggiunto il suffissoide stazione in quanto dall’altro lato della strada sostava quel tranvai che, come un cordone ombelicale, univa la stazione ferroviaria di Castelraimondo alla città sul monte: Camerino. Quindi siamo in presenza di un incrocio importante per i viaggiatori dei tempi andati che potevano scendere dal “tramway car”, uno speciale omnibus forse anche a trazione animale, sostare in quest’osteria collegata alla vecchia stazione tranviaria, prima ancora di posta. Non a caso l’imponente edificio conserva ancora un ufficio postale e una cabina telefonica a testimonianza dei fasti dei tempi andati.
La Stazione Ferroviaria di Arpino: Un Patrimonio Industriale e Naturale
Dal centro storico si può raggiungere sia con i mezzi che a piedi (attraversando l'antica mulattiera) la Stazione di Arpino costruita circa 120 anni fa' e facente parte della cosiddetta Ferrovia del Liri (linea Roccasecca-Avezzano). La stazione di Arpino è un vero e proprio Museo a cielo aperto poiché sono visibili i segni del tempo e della storia grazie a strutture e reperti dell'inizio del '900.
Si può notare una grande opera ingegneristica come la CISTERNA D'ACQUA che un tempo serviva a rifornire le antiche locomotive che transitavano su questa linea. Inoltre anche la natura ha creato uno scenario incantevole a pochi metri dalla stazione: infatti, qui, il fiume Rivieto, scendendo a valle, crea delle fantastiche cascate. Una delle più belle è quella denominata delle Mole, affiancata da un Ponte di epoca Romana e dai resti di un antico mulino appartamento anche alla famiglia Boncompagni (nel 1500).
La "Posta Celere": L'Innovazione del Trasporto Postale su Tram
Forse non tutti sanno che un tempo la posta viaggiava anche in tram. Anche le linee tranviarie, sia urbane che extra-urbane, hanno svolto questo compito, con modalità, intensità, diffusione e durata spesso diverse da paese a paese. Nel periodo precedente la Seconda Guerra Mondiale sono noti servizi di questo tipo su diverse reti urbane ed extraurbane.
Il Servizio in Italia
Il servizio di “Posta Celere” fu reintrodotto in alcune città nel periodo 1952-54. In particolare, fu attivato su linee tranviarie (ma anche di filobus e autobus) in transito dalle stazioni ferroviarie di Napoli, Milano, Torino, Trieste e Roma per il rapido avviamento delle corrispondenze ai treni.
Leggi anche: Consigli per un Giardino Selvaggio
| Città | Periodo di Attivazione | Note |
|---|---|---|
| Napoli | 1952-1954 | Attivo su linee tranviarie, filobus e autobus in transito dalle stazioni ferroviarie. |
| Milano | 1952-1954 | Attivo su linee tranviarie, filobus e autobus in transito dalle stazioni ferroviarie. |
| Torino | 1952-1954 | Inaugurato ufficialmente il 27 novembre 1954. Prevedeva cassetta postale su tram per la stazione di Porta Nuova. |
| Trieste | 1952-1954 | Attivo su linee tranviarie, filobus e autobus in transito dalle stazioni ferroviarie. |
| Roma | 1952-1954 | Attivo su linee tranviarie, filobus e autobus in transito dalle stazioni ferroviarie. |
L'Esperienza di Torino e la Commemorazione
A Torino il servizio fu inaugurato alle 11:30 del 27 novembre 1954 alla presenza del ministro delle Poste e telecomunicazioni on. Gennaro Cassiani, ma esistono corrispondenze annullate con questi bolli già nei mesi precedenti. Il cosiddetto “Avviamento Celere” o “Posta Celere” prevedeva nella parte anteriore dei tram circolanti sulle linee tranviarie che transitavano per la stazione di Porta Nuova la collocazione di una cassetta postale. Ad ogni passaggio presso la stazione ferroviaria la cassetta veniva svuotata e la corrispondenza riceveva il bollo “avviamento celere”, che permetteva un rapido inoltro della corrispondenza via ferrovia.
Sabato 28 settembre Atts, Poste Italiane, Associazione dei Circoli di Torino e provincia e Unione Filatelica Subalpina hanno realizzato un evento per ricordare questo servizio a 70 anni dall’inaugurazione. Il tram 2592 del 1933, in sosta per tutta la giornata in piazza Carlina e dotato dell’unica cassetta postale ancora in possesso dell’associazione ha accolto il pubblico di appassionati filatelici e non solo. Una volta saliti a bordo una mostra fotografica raccontava attraverso le immagini di buste, cartoline e anche di tram l’”avviamento celere”. Per l’occasione sono stati realizzati un annullo speciale, una busta con l’immagine di un tram e all’interno alla storia del servizio ed una bellissima cartolina, opera di Antonio Lapone. Tanti i visitatori che hanno provato a spedire la corrispondenza imbucandola direttamente sul tram: per tutti è stata la prima volta.
L'Italia Longobarda
Dal Tram all'Internet: Riflessioni sull'Evoluzione della Corrispondenza
Oggi si spediscono oggetti di tutti i tipi, ma le lettere viaggiano via internet e le cartoline sono un vezzo di pochi nostalgici o collezionisti. Pensare che solo settanta anni fa si cercava un modo per velocizzare la corrispondenza e questo si era realizzato grazie ai nostri amati tram, che all’epoca svolgevano un servizio essenziale e capillare ci fa un po’ riflettere e forse rendere orgogliosi della nostra missione di conservazione e tutela dei mezzi storici.
tags: #stazione #di #posta #staccionata