L'Arte Statuaria Cinese: Dalle Tradizioni Millenarie alle Sfide degli Anni '70

L’arte cinese nel corso dei secoli non è cambiata molto, è restata sempre fedele allo stesso stile e alla stessa concezione: linee precise, colori sgargianti, simbologia. La necessità che spinge gli artisti a realizzare statue sta nella loro volontà di rappresentare dei simboli della cultura orientale. L’arte della ceramica cinese è molto antica e le statue hanno subito diverse evoluzioni, soprattutto per ciò che concerne le forme. Rappresentare una persona diventa, con il corso del tempo, sempre più frequente. Una delle statue più famose è “l’esercito di terracotta” costruito per accompagnare l’Imperatore della Cina nell’altro mondo. La particolarità di questa statua sta nella sua grandezza.

La Maestria nella Scultura in Legno Cinese

Tra le diverse forme d'arte statuaria cinese, la scultura in legno detiene un posto di rilievo per la sua raffinatezza e l'uso di materiali pregiati. Il legno teak, ad esempio, è noto per la sua resistenza e durabilità. La sua bellezza naturale lo rende ideale per creazioni artigianali di grande valore estetico e funzionale.

Un esempio di questa tradizione è una scultura in legno teak che rappresenta un saggio. Questa scultura in legno teak rappresenta un saggio realizzato nella tradizione artigianale cinese alla fine del XIX secolo: 1890 circa. Si tratta di un blocco unico di legno finemente intagliato, che evidenzia le caratteristiche del personaggio. Misura complessivamente 81x27x26 cm. Oltre al saggio, la scultura presenta altri dettagli interessanti realizzati con cura e precisione: una pergamena mantenuta con entrambe le mani, un bastone e un volatile sulla sinistra del saggio. Lo stato di conservazione è buono nonostante presenti alcune fessurazioni dovute all’epoca. Manca l’occhio destro e due file di denti.

Un altro esempio significativo è un grande rilievo in legno, scolpito a mano da un unico blocco massiccio di legno galleggiante e proveniente dalla Cina, realizzato intorno alla metà del XX secolo. Questo rilievo raffigura una scena con diverse figure umane tra alberi, foglie ed elementi architettonici. Lo stile dell'intaglio ricorda la tradizionale scultura cinese in legno, spesso utilizzata nei pannelli dei templi, nelle decorazioni domestiche o negli sfondi teatrali. Il rilievo è scolpito in legno di palude, un legno duro e caratteristico ricavato da radici di alberi stagionati o legname sotterraneo. Questo materiale è particolarmente adatto per intagli raffinati ed è apprezzato in Asia orientale per la sua durevolezza e il suo aspetto naturale. I toni caldi e la leggera usura conferiscono all'opera un fascino autentico e sobrio. Con i suoi 100 cm di altezza, 54 cm di larghezza e 20 cm di profondità, questo rilievo è un'aggiunta sorprendente a qualsiasi interno.

Il Contesto degli Anni '70: Arte e Rivoluzione Culturale

Gli anni '70 in Cina sono stati un periodo di profonde trasformazioni, marcate dalla Rivoluzione Culturale, un movimento politico lanciato dal Partito comunista nella Cina continentale dal 1966 al 1976. Questo periodo mirava a cancellare sistematicamente la cultura e i valori tradizionali cinesi, distruggendo tutto quanto fosse ritenuto non rivoluzionario, “occidentale” e democratico. In questo contesto, l'arte subì un cambiamento radicale, spesso orientandosi verso la glorificazione della figura di Mao Tse Dong e dei principi rivoluzionari.

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Un esempio diretto di statuaria di questo periodo è una scultura cinese in ceramica smaltata e invetriata, rappresentante il giovane Mao Tse Dong insieme ad altri personaggi della rivoluzione culturale. Questa scultura, datata agli Anni '70 e alta 40 cm, riflette l'estetica e le tematiche dominanti del tempo.

La Sommersione del Patrimonio Culturale

Durante gli anni '50 e '70, il regime comunista cinese ha sistematicamente cancellato la cultura tradizionale cinese in ogni sua forma ed espressione. Sotto la dittatura di Mao - durata fino alla sua morte nel 1976 - sono iniziati progetti di conservazione dell’acqua su larga scala, con la costruzione di numerosi bacini idrici e dighe. Questo ha portato alla sommersione di innumerevoli siti storici e manufatti, incluse antiche statue rupestri di Buddha.

Secondo il comunismo, preservare e tramandare la cultura tradizionale è contrario alle politiche di uno Stato rivoluzionario. Wang He, osservatore degli affari cinesi che vive negli Stati Uniti, spiega che molte di queste strutture sono state costruite vicino a famosi siti storici e antichi luoghi religiosi sacri della Cina. «Molti siti storici e statue antiche, tra cui le statue del Buddha di Anyue, nel Sichuan, molto famose, sono state sommerse dall’acqua dei bacini. È un fenomeno molto comune in tutto il Paese».

Esempi di questa pratica includono la costruzione del lago artificiale Xin’anjiang (noto anche come lago Qiandao), iniziata nel 1957 e completata nel 1960, che ha sommerso un’intera città e molti edifici antichi. Un altro caso citato da Wang Weiluo, autorevole idrologo cinese residente in Germania, è il controverso progetto della Diga delle Tre Gole. Durante la sua costruzione, dal 1994 al 2012, il regime ha lasciato che la diga inondasse numerosi siti storici di grande valore, causando problemi ambientali a livello nazionale. Numerosi templi, villaggi e città antiche, insieme a innumerevoli manufatti, sono scomparsi per sempre.

Wang Weiluo ha spiegato che, a differenza dei Paesi normali dove si provvede al trasferimento dei siti culturali e dei reperti, in Cina il Partito non ha avuto la “pazienza” di salvare le opere artistiche e i siti storici, facendo sparire la maggior parte di esse sott’acqua. Egli ha paragonato il sistema “cinese” con la costruzione della diga di Assuan in Egitto negli anni Sessanta, dove, grazie all’intervento dell’UNESCO e ai fondi dei Paesi sviluppati, i templi di Abu Simbel furono salvati e trasferiti.

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Wang He afferma che sommergere siti e manufatti storici in progetti di ingegneria idraulica è un altro tipo di “rivoluzione culturale” che il PCC ha portato avanti, negando al popolo cinese la possibilità di conoscere i propri preziosi monumenti e siti storici. «È una perdita enorme, che sabota la trasmissione della cultura tradizionale cinese. Ed è impossibile fare il conto».

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Riscoperta e Riemersione di Antiche Sculture

Nonostante la distruzione e la sommersione, oggi, di tanto in tanto, le notizie riportano che alcuni luoghi si sono prosciugati o il livello dell’acqua si è abbassato, e alcune sculture e siti storici sono riemersi. Solo così possiamo conoscere un po’ della straordinaria e gloriosa antica cultura cinese.

Da alcuni mesi in Cina stanno tornando alla luce antiche statue rupestri di Buddha, che negli anni Cinquanta furono sommerse. Dall’inizio di luglio, i media cinesi segnalano l’emergere di un complesso di sculture di Buddha risalenti alla dinastia Song (960-1279) lungo le sponde del bacino artificiale di Yutan a Chongqing, che occupa la parte superiore del fiume Yangtze. Le sculture sono disposte all’interno di una parete rocciosa alta circa tre metri e larga sei, comprendono 27 statue di Buddha racchiuse in sei nicchie.

Deng Qibing, responsabile della ricerca presso l’Istituto di Ricerca sulle incisioni rupestri di Dazu, ha spiegato che, a causa delle precipitazioni inferiori al normale, il livello dell’acqua si è abbassato, rivelando le statue. Nei mesi precedenti, lungo il fiume Yangtze e il fiume Giallo, erano riemerse altre due serie di statue antiche, anch'esse raffiguranti Buddha. A giugno, sempre a causa dell’abbassamento del livello dell’acqua, ne sono ricomparse oltre venti, un tempo facenti parte del Tempio di Foji, sommerso nel 1974.

A maggio, nella provincia di Henan, a causa dello stesso fenomeno sono apparse statue simili nelle grotte di Qianzui, nel lago artificiale di Duofeng. Si ritiene che le statue delle grotte di Qianzui siano state scolpite durante il periodo dei Wei orientali (534-550).

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Nei pressi di un’antica capitale cinese sono state rinvenute quasi 3.000 statue di Buddha risalenti fino a 1.500 anni fa. Negli anni Cinquanta gli archeologi rinvennero oltre 2.000 frammenti di statue in marmo di Buddha in un tempio a Dingxian, nella Provincia di Hebei. Il V e VI secolo furono periodi importanti per la diffusione e lo sviluppo del Buddhismo in Cina. Queste statue, rappresentate in genere con la tunica da monaco, erano prodotte piuttosto diffusamente nella Cina settentrionale a partire dalla metà del V secolo d.C in poi. Il Buddha ha una protuberanza sulla testa che rappresenta la sua saggezza superiore. Nella Cina del V secolo spesso i buddhisti commissionavano statue da donare ai templi. Statue come questa di un giovane seduto a gambe incrociate erano diffuse nell’arte buddhista della Cina del V secolo, la cui popolarità può essere legata alla credenza che tutti i buddhisti, con la pratica, potessero acquisire l’illuminazione.

Diversità della Scultura Cinese attraverso i Secoli

La ricchezza della statuaria cinese si manifesta in una vasta gamma di materiali, stili e soggetti che abbracciano diverse dinastie e periodi storici, testimoniando la profondità della cultura orientale.

Soggetto Materiale Dinastia/Periodo Dimensioni (circa) Prezzo stimato
Cao Guojiu (Otto Immortali) Bronzo Qing 45x50H cm € 890,00
Han Xiang (Otto Immortali) Bronzo Qing 45x50H cm € 890,00
Monaci Shaolin in preghiera Legno Qing 80H cm € 1.200,00
Nobildonna a cavallo Terracotta Qing 45H cm € 350,00
Praying Buddha (coppia) Legno di Songmu Qing 50H cm € 750,00
Snuff Bottle (bottigliette) Vetro dipinto Inizio '900 9H cm € 75,00
Musiche dell'Imperatore Terracotta smaltata Qing 55H cm € 350,00
Segni zodiacali cinesi Terracotta invetriata Qing 10x10x38H cm € 150,00

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