Nel panorama moderno dell’edilizia e della produzione di mobili, i materiali sostenibili ed economici hanno assunto un ruolo centrale. Tra questi, il truciolato, spesso definito negli ambienti industriali come pannello truciolare, è emerso come un materiale fondamentale. Il pannello truciolare appare per sfruttare materiali di qualità inferiore, scarti di legno o prodotti di riciclaggio della stessa industria del legno, colmando il divario tra il costoso legno massiccio e i materiali più leggeri a base di fibre.
Processo produttivo e tecnologia
La produzione di pannelli truciolari prevede un processo in più fasi in cui gli scarti di legno grezzo vengono puliti, essiccati, miscelati con resina e quindi sottoposti ad alta pressione e temperatura all'interno di una linea di produzione per formare un pannello coeso e durevole. Le particelle ripulite vengono ridotte alla granulometria desiderata, e sono essiccate fino al raggiungimento di un’umidità compresa tra il 3% e il 6%.
Nella fase successiva, si mescola alle particelle il collante scelto e si passa alla formazione del “materasso”, grazie alla distribuzione regolare delle particelle su una superficie. Sotto intenso calore e pressione, la resina polimerizza, bloccando i trucioli in una struttura rigida. Una sofisticata macchina garantisce che ogni truciolo sia rivestito in modo uniforme, il che determina la resistenza all'umidità del pannello finale e la forza del legame interno.
IMAL - Impianto di produzione pannelli di legno truciolare - Video animazione 3D
Classificazione e caratteristiche tecniche
Dal punto di vista tecnico, il truciolato viene classificato in base alla sua densità. È importante distinguere tra le varie tipologie di pannelli in fibra e particelle:
- HDF (High Density Fibreboard): hanno una densità compresa tra 850kg/m3 e 1200kg/m3.
- DM o MDF (Medium Density Fibreboard): hanno una densità compresa tra 500 kg/m3 e 850 kg/m3.
- LMF (Low Density Fiberboard): hanno una densità inferiore a 500 kg/m3.
I pannelli truciolari sono prodotti in un'ampia gamma di spessori, che in genere vanno da 3 mm per applicazioni di imballaggio leggere a oltre 40 mm per pavimentazioni industriali pesanti. Per l'industria del mobile, gli spessori più comuni sono 12 mm, 15 mm e 18 mm. Il pannello truciolare vanta una buona lavorabilità e facilità di taglio, sebbene richieda l’attrezzatura idonea per evitare scheggiature.
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Confronto tra Truciolare e MDF
La decisione più frequente nell'industria del mobile è tra MDF o truciolare. Entrambi i materiali si sono affermati nel settore, ma presentano differenze sostanziali:
| Caratteristica | Truciolare | MDF |
|---|---|---|
| Composizione | Trucioli di legno e segatura | Fibre di legno finissime |
| Superficie | Irregolare (necessita rivestimento) | Liscia e uniforme |
| Costo | Economico | Medio |
| Resistenza | Variabile, ottima stabilità | Elevata, ottima per fresature |
Applicazioni e sostenibilità
Il truciolato è ampiamente utilizzato nei settori della pavimentazione, dell'arredamento e dell'imballaggio grazie alla sua uniformità e integrità strutturale. Il truciolare melaminico (MFC) è il più popolare, dove una carta decorativa imbevuta di resina melaminica viene incollata alla superficie, creando una finitura durevole e facile da pulire.
L'utilizzo dei pannelli truciolari è ecocompatibile sotto diversi punti di vista: i pannelli sono costituiti per oltre il 90% dalla materia prima naturale legno e spesso contengono una elevata percentuale di materiale riciclato. La sostenibilità ambientale è un fattore importante: utilizzando una macchina per la produzione di pannelli truciolari per lavorare gli scarti di legno che altrimenti verrebbero inviati in discarica, i produttori contribuiscono a un’economia circolare efficiente.
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