Chi ne possiede una lo sa bene: la barca richiede una pulizia e una manutenzione costanti, anche se le emozioni regalate da una splendida gita in mare ripagano di tutte le fatiche! Gli interventi per garantire l’igiene e la funzionalità dell’imbarcazione sono tanti: alcuni sono più impegnativi, e vanno svolti saltuariamente, mentre altri necessitano di una maggiore frequenza. Se hai buona manualità e sai come operare, puoi occuparti autonomamente anche dei lavori più gravosi, a patto che tu disponga dell’attrezzatura giusta.
L'Idropulitrice: Uno Strumento Versatile per la Tua Imbarcazione
L’idropulitrice può essere utile, in particolare, per lavare lo scafo della barca e la coperta. Si tratta di una soluzione molto efficace, perché questa macchina emette un getto d’acqua ad alta pressione che consente di spazzare via facilmente anche lo sporco più ostinato. In commercio esistono diversi modelli di idropulitrice e non tutti garantiscono le stesse performance. Si tratta di macchine che possono modulare la potenza erogata, al fine di agire in modo più soft sui materiali delicati e in modo più deciso su quelli maggiormente resistenti.
Pulizia dello Scafo e della Coperta
L’idropulitrice può essere adoperata per facilitare la pulizia delle superfici in vetroresina presenti in coperta. La coperta, in genere, è la parte dell’imbarcazione a cui si dedica più attenzione al rientro da un’uscita in mare, al fine di rimuovere lo sporco e la salsedine accumulati. Prima del lavaggio, però, è bene aspirare le superfici per liberarsi della sporcizia grossolana, utilizzando un bidone aspiratutto. La pulizia approfondita dello scafo viene solitamente effettuata prima del rimessaggio invernale. Molti diportisti, infatti, tirano a secco l’imbarcazione alla fine dell’estate, per poi riportarla in acqua con il ritorno della bella stagione. In questa fase, avere a disposizione una buona idropulitrice è essenziale se si vuole svolgere il lavoro in autonomia.
Lavare lo scafo della barca, infatti, significa soprattutto occuparsi della carena, detta anche “opera viva”. Si tratta di un’operazione impegnativa perché la sua superficie, essendo costantemente immersa, con il tempo si riempie di incrostazioni dovute alla colonizzazione da parte di organismi acquatici: per questo serve uno strumento come l’idropulitrice che, grazie alla sua potenza e a un detergente specifico per barche, permetta di pulirla in modo accurato. L’idropulitrice può aiutarci a pulire a fondo anche la cosiddetta “opera morta”, ovvero la parte dello scafo che resta fuori dall’acqua. Sebbene sia meno impegnativa rispetto alla carena, anche questa sezione va rimessa a nuovo. Dopo questo lavaggio approfondito, in primavera basterà lucidare leggermente la carena e applicare la vernice antivegetativa, indispensabile per evitare che gli organismi marini si attacchino alla sua superficie, per ricominciare a godere di splendide giornate in mezzo al mare.
Il Teak Nautico: Eleganza e Proprietà Uniche
Non c’è niente da fare: ancora oggi il teak a bordo della barche resta il migliore dei rivestimenti quanto a eleganza. Qualsiasi tipo di imbarcazione viene arricchito da questo particolare materiale, capace di adattarsi alla vita di bordo come nessun altro. Poter sfoggiare una copertura in teak tenuta a regola d’arte significa dare un tocco di classe unico alla propria barca, esaltandone il lato estetico e, ovviamente, facendo lievitare la sua valutazione in caso di compravendita. Stiamo infatti parlando di un materiale che, grazie alla naturale presenza di oli naturali, è in grado di resistere come nessun altro agli agenti atmosferici e all’ambiente marino, ma solo a patto di essere pulito con costanza e con i migliori prodotti per la pulizia del teak.
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Caratteristiche del Legno di Teak
Il teak per barche è un materiale pregiato conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza e per le sue proprietà fisiche. Oltre a essere esteticamente appagante per le sue vistose venature, il teak nautico è anche idrorepellente ed estremamente resistente alla salsedine, caratteristica che lo differenzia da tanti altri tipi di legno. Ecco perché si tratta di un materiale nobile che da sempre attrae il settore nautico: pur nella sua porosità, questo legno è protetto da una particolare resina oleosa, la quale offre già di per sé una portentosa difesa contro i parassiti, gli insetti, le muffe, l’acqua e la salsedine. Solido ma facile da lavorare, questo rivestimento rapisce anche chi non ne conosce le proprietà meccaniche: le sue belle venature giocano su un colore che spazia dal bruno chiaro al giallo oppure, dall’altra parte, fino all’ambrato e il bruno scuro, talvolta con piacevoli sfumature rossastre.
Questo magnifico legno non ha origini europee: il teak si ricava infatti dall’albero tropicale Tectona, tipico del sud e del sud-est dell’Asia. Questi alberi presentano frusti grossi e cilindrici, capaci di crescere fino a circa 40 metri, con un diametro che si aggira talvolta intorno 1,5 metri. Le zone più adatte alla crescita del teak sono quelle prettamente pluviali e in quota, in genere al di sopra dei 1.000 metri.
Accorgimenti Quotidiani per la Protezione del Teak
I fortunati che possiedono una barca impreziosita dal teak sanno bene che, ancor prima di pensare alla manutenzione del teak, è necessario prestare delle particolari attenzioni nella vita a bordo di tutti i giorni. Chi tiene alla propria coperta di legno, infatti, difficilmente lascerà scorrazzare per la barca dei cani, i quali possono rigare il rivestimento con le loro unghie, né lasceranno camminare qui e lì delle passeggere con i tacchi a spillo. Sempre per restare sull’argomento scarpe, le suole di cuoio sono da dimenticare e, per andare sul sicuro, prima di salire a bordo sarebbe sempre il caso di controllare di non avere dei sassolini incastrati nella suola. E non sono solo le calzature a presentare problemi: nemici giurati di questo materiale sono i pomodori e, in genere, i cibi oleosi, così come le sempre presenti creme per la protezione solare.
Il Fenomeno dell'Ingrigimento e la Necessità della Manutenzione
Abbiamo detto che il teak è un legno molto resistente, che si comporta bene di fronte ai più disparati agenti atmosferici. Questo non significa, però, che abbiamo a che fare con un materiale eterno e immutabile nel tempo. Un fenomeno tipico di questi rivestimenti è infatti quello di ingrigire nel tempo, spostandosi via via verso una tinta quasi argentea, la quale del resto può anche non dispiacere. Ma cosa attiva questo cambiamento? La pioggia, cadendo sul rivestimento e mescolandosi alla polvere, finisce infatti per insinuarsi tra le fibre del legno, causandone il mutamento. I raggi ultravioletti del sole, da parte loro, avviano un processo di ossidazione, il quale per l’appunto porta alla virata grigiastra. Proteggere la coperta in teak da questo doppio procedimento non è ovviamente impossibile: è necessario procedere regolarmente con la pulizia e con la manutenzione del teak. Pur prendendo tutti gli accorgimenti del caso, il teak va pulito regolarmente con dei prodotti appositi: solo così, infatti, è possibile preservarne le doti estetiche e meccaniche, per non ritrovarsi in poco tempo ad avere a che fare con una coperta bruttina, invecchiata e inesorabilmente indebolita.
Idropulitrice sul Teak: Opportunità e Avvertenze
Sull'uso dell'idropulitrice direttamente sul teak esistono diverse considerazioni. Alcuni notano che, quando inavvertitamente il getto dell'idropulitrice passa sul teak, "il risultato sembra fantastico" perché "rimuovi la parte tenere del teak che ha assorbito lo sporco". Questa operazione, se condotta con una certa distanza tra la fonte del getto e il teak, e se un prodotto di lavaggio quale il Teak Wonder o altro è "steso" prima, può apparire efficace. Viene rilevato che l'idropulitrice "apre effettivamente le fibre" del legno, facilitando la rimozione dello sporco.
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3 Manutenzione Teak (Coperta di teak)
Tuttavia, è estremamente importante procedere con cautela. Prima di procedere con la pulizia e manutenzione del teak è di fondamentale importanza ricordarsi che il punto forte di questo legno sta nei particolari oli che lo abitano, e che lo difendono dal mondo esterno. Lavare e spazzolare il teak, quindi, vuol dire sì pulirlo, ma non deprivarlo di questa importante componente naturale. Non a caso, gli esperti sconsigliano l’utilizzo della idropulitrice per lavare e sciacquare questo rivestimento, considerando il suo getto eccessivamente aggressivo. Un getto troppo potente può infatti staccare il sika dalla base della timoneria e, più in generale, rischia di asportare le fibre morbide di questo prezioso legno, danneggiandone la struttura e la longevità.
Per lo stesso motivo, è sempre meglio avvalersi dei migliori prodotti per la pulizia del teak e di spazzole estremamente morbide, che non vadano ad aggredire il legno.
Pulizia e Manutenzione del Teak con Prodotti Specifici (Es. Teak Wonder)
Mettiamo le mani avanti: la pulizia del teak, con Teak Wonder o con altri prodotti di qualità, non è una passeggiata. Si tratta infatti di un compito piuttosto lungo e anche abbastanza faticoso, che aumenta insieme all’aumentare delle dimensioni della coperta. È necessario scegliere i prodotti giusti, poiché non si contano i possessori di barche rivestite in teak che si sono ritrovati a pulire più e più volte il proprio ponte arrivando a risultati del tutto deludenti.
Fase 1: La Pulizia Profonda con Teak Wonder Cleaner
Come ci si approccia alla pulizia del teak? Prima di tutto ci si deve dotare del detergente giusto, ovvero di Teak Wonder Cleaner, potente ma non aggressivo, capace quindi di pulire a fondo il rivestimento in legno senza scalfirlo e, soprattutto, senza richiedere il carteggio della superficie. Questo prodotto è pensato appositamente per la pulizia delle coperte in teak, rispettandone quindi il legno, la gomma dei comenti, le varie ferramenta e le vernici.
Per iniziare, è necessario bagnare la superficie con un bel po’ di acqua dolce. Fatto questo, armati di spazzola morbida, è il momento di cospargere il detergente Teak Wonder Cleaner sul ponte, per poi darsi alla spazzolatura, in modo efficace ma non violento, avendo cura di non spazzolare mai, come si potrebbe essere portati a fare, seguendo il senso delle venature. Molto meglio, invece, muoversi in modo perpendicolare rispetto a esse, così da non rischiare di asportare le fibre morbide di questo prezioso legno. Subito dopo aver spazzolato l’area interessata, si deve procedere in modo immediato con il risciacquo, il quale deve essere fatto con abbondante acqua. Va sottolineato che, nel caso di ponti non lavati da tempo o particolarmente ingrigiti, è richiesto spesso un doppio trattamento. L’efficacia del detergente, del resto, sarà in questo caso palese, laddove durante la prima spazzolata si creerà una schiuma grigiastra, mentre al secondo round si vedrà una schiuma candida, a segnalare l’effettiva pulizia del teak.
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| Prodotto Teak Wonder | Quantità indicativa per superficie |
|---|---|
| Teak Wonder Cleaner | 1 litro ogni 6/8 metri quadrati |
| Teak Wonder Brightener | 1 litro ogni 8/10 metri quadrati |
Fase 2: Schiarire con Teak Wonder Brightener (Se Necessario)
La pulizia e la manutenzione del legno con i prodotti Teak Wonder, però, non finisce qui, o perlomeno, non sempre. Nel caso di superfici vissute è infatti possibile riscontrare un certo inscurimento del teak, anche dopo il passaggio del detergente Cleaner. In questi casi, per eliminare le ombrature e riportare la coperta al suo colore originale, è possibile accompagnare la normale pulizia alla stesura di un prodotto schiarente, come è per l’appunto il Teak Wonder Brightener. L’azione si riprende dal risciacquo della pulizia precedente: abbiamo dunque a che fare con un ponte perfettamente pulito e ancora bagnato, sul quale possiamo andare a versare in modo omogeneo una quantità modesta di Teak Wonder Brightener. L’effetto è immediato, con un schiarimento assolutamente percettibile in pochi secondi. Non bisogna però spaventarsi: se anche per errore si esagerasse, il teak non si sbiancherà mai eccessivamente.
Fase 3: Protezione a Lungo Termine con Teak Wonder Dressing & Sealer
Ciliegina sulla torta, per proteggere il teak a lungo, si consiglia di trattare la coperta con il protettivo Teak Wonder Dressing & Sealer. A differenza di altri protettivi teak in commercio, questo prodotto non è a base oleosa, non macchia i vestiti, non puzza e non rende il ponte unto. Il protettivo Teak Wonder Dressing & Sealer agisce andando a chiudere i pori del legno, così da impedire la penetrazione di polvere, sporco e raggi ultravioletti, difendendo i preziosi oli contenuti nel teak.
Il Teak Sintetico: Un'Alternativa Pratica
Per completezza vogliamo aggiungere che ormai non si parla più unicamente del teak nautico classico, e quindi del legno. Certo, per i veri puristi parlare di teak sintetico è quasi una blasfemia, eppure non ci sono dubbi: pur con prodotti di qualità come Teak Wonder, prendersi cura del teak della barca non è un giochetto da ragazzi, è necessario dedicarci del tempo, e capire come trattarlo nel modo giusto. Ma se qualcuno non avesse la pazienza sufficiente? Ebbene, chi non vuole saperne della manutenzione del teak e desidera comunque avere una coperta di questo tipo può rivolgersi verso il teak sintetico, un sostituto del legno teak per barche.
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