Fra i legni utilizzati nelle costruzioni, il teak è una delle essenze più pregiate. Apprezzato da sempre per la sua robustezza, la sua stabilità dimensionale e la sua resistenza, questo legno nobile è anche ammirato per il suo aspetto estetico.
La sua superficie presenta venature naturali molto eleganti, che un trattamento professionale può esaltare in modo evidente. Tuttavia, come ogni materiale naturale, il teak subisce trasformazioni nel tempo, in particolare a causa di un fenomeno del tutto naturale: l'ossidazione.
Il Teak: Un Legno Nobile e Versatile
Il teak si ricava dall’albero che porta lo stesso nome, il cui nome scientifico è Tectona grandis. Questa pianta cresce nelle foreste tropicali del sud-est asiatico, anche a quote elevate, raggiungendo altezze importanti, fino a circa 60 metri.
Il teak proviene dagli alberi tropicali della famiglia delle Verbenaceae, originario del Sud Est asiatico, dove cresce nelle foreste tropicali e subtropicali del Laos, del Vietnam e della Birmania. Questa pianta preferisce terreni collinosi, temperature medie di 20-25 gradi e precipitazioni annue non inferiori ai 1.000 mm.
Proprio per queste caratteristiche uniche, il teak è stato utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Considerate le sue particolari doti, è stato in seguito impiegato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno. È adatto a pavimentazioni e rivestimenti, perché rientra tra i legni più duri e resistenti.
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Il Fenomeno Naturale dell'Ossidazione del Teak
Se ti stai chiedendo cosa sta avvenendo al tuo pavimento in teak quando ne noti un cambiamento di colore, ti diciamo che non c’è da preoccuparsi in quanto si tratta di un fenomeno del tutto naturale dovuto al processo di ossidazione del parquet. L’ossidazione è un fenomeno completamente naturale che si verifica a causa dell’esposizione del legno alla luce e all’aria; il legno è un materiale fotosensibile e fotocromatico.
I processi di ossidazione incominciano non appena il legno viene a contatto con i raggi solari e l’aria. Così come le cellule della nostra pelle subiscono dei cambiamenti per effetto della luce solare, allo stesso modo il legno viene influenzato in modo simile dall’azione diretta o indiretta delle radiazioni solari. I raggi UV che colpiscono le cellule degli strati superficiali causano il graduale degrado delle lignine.
La manifestazione principale dell’ossidazione la si riscontra nel cambiamento di colore. Con l’esposizione alla luce, il teak si ossida e tende a diventare più uniforme con toni di colore grigio-argento. Un altro punto debole del teak è che soffre i raggi solari e con l’esposizione prolungata all’azione diretta del sole sviluppa un fenomeno di ossidazione che ne trasforma il colore in un grigio chiaro-argento. Questi cambiamenti fotocromatici avvengono con maggiore intensità nei primi periodi di esposizione alla luce, per poi stabilizzarsi nel corso del tempo.
Cos'è l'ossidazione del legno massello da esterno.
Il risultato di questo fenomeno non compromette la qualità o la resistenza del legno, sebbene porti a trasformazioni estetiche che possono non essere gradite a tutti. Tuttavia, sono in molti che apprezzano questa decolorazione del teak, considerandola comunque naturale e un segno del suo invecchiamento nobile.
Perché il Teak è Così Apprezzato: Le Sue Doti Eccezionali
Il teak ha innanzitutto un’ottima resa estetica; è caratterizzato da una tessitura mediamente fine con fibre dritte e compatte, senza nodi e da venature irregolari, ondulate, molto marcate. Il colore naturale va dal giallo chiaro, quasi biancastro, all’ambrato, fino al bruno e al rosso.
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Oltre al suo aspetto, il teak è pregiato per le sue doti eccezionali di resistenza meccanica e agli agenti atmosferici. Pur essendo un legno piuttosto poroso, ha infatti le fibre impregnate da una speciale resina, la cui natura oleosa si percepisce anche al tatto. Questa resina lo rende resistente all’acqua, all’umidità e alla salsedine, nonché immune da attacchi di insetti, parassiti e muffe.
È un legno durissimo, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti. Il teak è perfetto per l’uso esterno tutto l’anno, in qualsiasi clima. Estremamente resistente all’umidità e alle variazioni di temperatura.
Trattamenti e Manutenzione per Preservare (o Accettare) il Colore del Teak
Pur avendo doti eccezionali, il teak non è immune da problemi di invecchiamento e usura derivanti dalla vita a bordo o all'esterno. Nonostante la sua resistenza, rimane per esempio un legno tenero, soggetto ad ammaccature per urti, caduta di oggetti o applicazione di carichi concentrati su piccole superfici. Soffre anche i graffi e le incisioni, procurate per esempio da sassolini presenti sotto alle suole delle scarpe o dalle unghie dei cani.
Quando viene posato all’esterno, soprattutto in una zona esposta come il bordo piscina, ha comunque bisogno di una protezione adeguata. Acqua, sole, umidità e agenti atmosferici possono infatti modificare nel tempo l’aspetto della superficie. Per questo motivo, un trattamento con olio impregnante aiuta a proteggere il legno, a limitare l’assorbimento dell’acqua e a mantenere più a lungo il colore naturale del teak.
Il Trattamento con Olio Impregnante: Un Esempio Pratico
In un intervento realizzato a Quarrata (PT), RS Terziani Parquet ha eseguito il trattamento di un pavimento in teak per esterni con un sistema impregnante professionale. Dopo la posa, una pavimentazione in teak per esterni deve essere trattata con un olio impregnante adatto al legno. Il trattamento serve a proteggere la superficie da macchie, acqua e agenti atmosferici, senza coprire l’aspetto naturale del materiale.
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Per questo intervento, RS Terziani Parquet ha scelto un sistema Marbec basato su OLIO41, impregnante oleo-ceroso specifico per decking e pavimenti in legno esterni. Il prodotto protegge il legno, contrasta l’invecchiamento e l’ingrigimento e lascia traspirare il materiale, senza creare un film superficiale.
Le Fasi del Trattamento Protettivo:
- Preparazione del sistema impregnante: Poiché il teak è un’essenza particolarmente compatta e ricca di oli naturali, l’impregnante può essere utilizzato diluito. Questa scelta aiuta il prodotto a distribuirsi meglio e a penetrare in modo più controllato nei materiali poco assorbenti. Per questo motivo possono essere impiegati diluenti specifici come AGRUMOIL o DILUOIL.
- Applicazione dell’impregnante sul teak: L’impregnante viene distribuito sulla pavimentazione seguendo il verso delle fibre del legno e controllando costantemente l’assorbimento della superficie. Questa fase richiede particolare esperienza, perché il teak assorbe il prodotto in modo diverso rispetto ad altre essenze. L’applicazione deve risultare omogenea su tutta la pavimentazione, evitando zone eccessivamente bagnate o aree poco trattate.
- Rimozione degli eccessi di prodotto: Dopo circa 20-30 minuti dall’applicazione, il prodotto non assorbito viene rimosso mediante strofinatura con panni morbidi e strumenti idonei alla lavorazione del legno. Questo passaggio è fondamentale perché il teak non deve rimanere carico di impregnante in superficie. La corretta rimozione degli eccessi consente di ottenere un aspetto uniforme, valorizzando le venature naturali del legno ed evitando accumuli che potrebbero compromettere il risultato estetico.
- Valutazione della protezione finale: Una volta completata l’applicazione, si verifica l’uniformità del trattamento e il livello di protezione ottenuto. Nel caso del teak, spesso una sola applicazione è sufficiente grazie alla compattezza del materiale. Tuttavia, su superfici particolarmente esposte al sole e agli agenti atmosferici, come una pavimentazione a bordo piscina, l’artigiano può valutare l’opportunità di applicare una seconda mano per aumentare ulteriormente la durata del trattamento.
Al termine del trattamento, la pavimentazione in teak appare più calda, uniforme e valorizzata. L’olio impregnante esalta il colore del legno e mette in evidenza le venature naturali, senza creare una finitura plastica o coprente. Questo risultato non è solo estetico, ma aiuta anche a limitare l’assorbimento dell’acqua e a proteggere il legno dalle sollecitazioni tipiche degli ambienti esterni.
Alcuni Consigli per la Manutenzione del Teak
Il teak è un legno robusto, ma resta comunque una superficie naturale. Per questo motivo richiede una manutenzione periodica, soprattutto quando si trova all’esterno ed è esposto a sole, acqua e agenti atmosferici. Una corretta manutenzione aiuta a conservare il trattamento più a lungo e a mantenere il legno pulito, protetto e gradevole alla vista.
- Lavare con un detergente per parquet: Per evitare di rovinare il teak o di rimuovere prematuramente la protezione, è importante utilizzare un detergente specifico per legno e parquet. PULIBRILL® è un detergente concentrato a pH neutro studiato per la pulizia ordinaria e straordinaria non aggressiva delle superfici in legno. Per pulirlo efficacemente basta spazzolarlo, dopo averlo bagnato con acqua dolce o di mare se pulita, con una spazzola a setole fitte ma non troppo rigide e un detersivo neutro. L’acqua di mare è utile perché il sale è un ottimo antibatterico e i suoi cristalli nelle porosità del legno lo mantengono umido, rallentando il disseccamento e l’evaporazione dell’olio.
- Riapplicare l’olio periodicamente: L’olio impregnante per teak non è eterno. Sulle superfici calpestabili, soprattutto se esposte all’esterno, la protezione tende a consumarsi nel tempo. Quando il legno appare più secco, smagrito o meno protetto, può essere necessario ripetere il trattamento. La frequenza dipende da esposizione al sole, uso della superficie, condizioni climatiche e assorbimento del legno.
- Protezione dai raggi solari: Soprattutto quando lo scafo rimane all’ormeggio, sarebbe bene coprire il legno con tendalini e cagnari che proteggono il teak e rallentano il processo di invecchiamento.
- Attenzione alla spazzolatura: Il teak strutturalmente è composto da un’alternanza di fibre morbide e dure. È importante, quando si usano le spazzole, non sfregare nel senso delle venature: questo porterebbe a grattare via le fibre morbide e a evidenziare quelle dure.
Prodotti Specifici per la Cura del Teak:
La chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teak. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti. Tra i prodotti disponibili troviamo:
- Teak Wonder Cleaner: Consente di lavar via dalla coperta il grigio accumulatosi.
- Teak Wonder Brightener: Tecnicamente uno sbiancante, consente di riscoprire il suo originale colore dorato in pochi minuti e senza asportare millimetri di preziosa essenza.
- SEMCO Teak Sealer: Un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere.
- Teak Wonder Dressing & Sealer: Conserva il tek con il suo splendido aspetto dorato senza la necessità di quotidiani lavaggi con acqua dolce. Sigilla i pori del legno impedendo a polvere e sporcizia di penetrare e protegge gli olii del teak dai raggi ultravioletti.
È consigliabile usare questi prodotti all’aperto in luogo ventilato e non abbassarsi troppo per controllare il lavoro, usando piuttosto una spazzola con prolunga.
Nota importante: Non è consigliabile utilizzare olio per teak, perché con il tempo potrebbe scurire il legno. Non usare mai olio di lino sul teak. Se si vuole restituire al teak il colore originario, bisogna ricorrere a olii e cere specifiche: l’importante è verificare l’assorbimento omogeneo da parte del legno e scegliere prodotti poco grassi che restituiscono all’essenza la porosità naturale e l’impermeabilità.
Le Sfide della Sostenibilità e la Qualità del Teak
L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010.
A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese.
La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni. Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale. Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano.
Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno.
L’ultimo consiglio che possiamo fornirti rimane quello di affidarti a dei professionisti che sapranno aiutarti a scegliere il colore del parquet, la tipologia di legno e la finitura migliore da utilizzare in funzione del tuo progetto.