L’effetto collaborante tra travi in legno e pannellatura: soluzioni strutturali per il consolidamento

Il solaio collaborante è una soluzione strutturale ampiamente utilizzata nell’ambito dell’edilizia moderna, soprattutto nel consolidamento di strutture esistenti e nella costruzione di nuovi edifici a basso impatto ambientale. Il principio fondamentale di questa tecnologia si basa sulla sinergia tra la struttura in legno o acciaio e una cappa di completamento, che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche meccaniche dei materiali coinvolti, ottenendo un comportamento strutturale composito che massimizza la resistenza e la rigidezza del sistema complessivo.

Il principio di collaborazione strutturale

Il solaio collaborante è una struttura composta da elementi portanti longitudinali (tipicamente travi in legno) connessi meccanicamente ad un elemento di irrigidimento superiore, come una soletta in calcestruzzo armato o pannellature in legno. La peculiarità di questo sistema risiede nella collaborazione statica tra i materiali: il calcestruzzo, che ha una notevole resistenza a compressione, e il legno, che offre una resistenza elevata a trazione.

Dal punto di vista della modellazione teorica, un solaio collaborante viene spesso assimilato a una sezione a “T” equivalente, in cui l’anima della “T” rappresenta l’elemento resistente a trazione (trave in legno) e la flangia l’elemento resistente a compressione. Grazie all’azione sinergica, si riducono le deformazioni e si incrementa la capacità portante rispetto ai solai tradizionali.

Interventi di consolidamento dei solai in legno

Negli interventi di rinforzo strutturale del costruito storico, il consolidamento dei solai in legno è un tema ricorrente. Spesso è necessario garantire un incremento dei carichi accidentali per un cambio di destinazione d’uso o aumentare la rigidezza per diminuire la deformabilità flessionale. Una tecnica efficace consiste nella realizzazione di una sezione mista, dove la trave esistente costituisce l’anima e il nuovo elemento superiore funge da ala.

Oltre alla classica soletta in calcestruzzo, sono state sviluppate soluzioni a secco, meno invasive e reversibili. L'incremento di rigidezza flessionale può essere ottenuto connettendo alle travi esistenti delle tavole in legno o dei pannelli a strati incrociati (XLam o CLT), realizzando una sezione a T composta.

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Cosa è il pannello Xlam

L’uso dei pannelli XLam e la tecnologia a secco

I pannelli a strati incrociati (XLam o CLT) si stanno rivelando estremamente efficaci negli interventi di restauro per ottenere un effetto diaframma di piano. Prove sperimentali hanno evidenziato che essi possiedono una rigidezza nel piano sufficiente per garantire un comportamento a diaframma e per resistere alle forze di taglio generate dalle azioni sismiche.

Per quanto riguarda le connessioni, le viti da legno autofilettanti rappresentano una soluzione ottimale. Le modalità di lavoro dei connettori a vite, specialmente se disposti a 45° in configurazione ad X, permettono di raggiungere portate maggiori rispetto ai connettori sollecitati lateralmente, in quanto il modello di calcolo adotta una logica a traliccio dove le viti fungono da diagonali tese e compresse.

Soluzione di consolidamento Vantaggi Applicazione ideale
Soletta in calcestruzzo Alta rigidezza, isolamento acustico, protezione al fuoco Edifici esistenti, cambi di destinazione d'uso
Pannellatura XLam (a secco) Reversibilità, rapidità di posa, leggerezza Recupero conservativo, miglioramento sismico
Pannelli OSB Versatilità, economicità Rinforzo leggero di solai in legno

Considerazioni di calcolo e normativa

Il progetto delle sezioni composte richiede di considerare la deformabilità a taglio dei connettori. L’analisi segue le procedure del “Metodo ” indicato nell’Eurocodice 5, dove la rigidezza flessionale della sezione composta è calcolata tenendo conto dello scorrimento tra l’anima e l’ala. Per tutte le tipologie di sezioni composte, le caratteristiche meccaniche della connessione rappresentano il fattore principale che influenza la risposta strutturale.

Il recupero o il rinforzo delle strutture portanti esistenti è ormai cogente, sia per la scarsità di aree edificabili sia per la conservazione del patrimonio edilizio. Rispetto a un solaio tradizionale, la soluzione collaborante si realizza a un costo minore, impiegando una quantità inferiore di legno, poiché la collaborazione con la soletta o il pannello consente di ridurre la sezione delle travi principali, garantendo al contempo la rigidezza e la resistenza richieste dalle normative vigenti.

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