La calcificazione della valvola aortica, nota anche come malattia della valvola aortica, è una condizione che colpisce la valvola aortica, la valvola che controlla il flusso di sangue dal cuore al resto del corpo. La stenosi aortica è una patologia valvolare nella quale la valvola aortica si restringe, ostacolando il flusso del sangue dal ventricolo sinistro all’aorta. Questa condizione, tipicamente legata al processo fisiologico di calcificazione, può irrigidire i lembi della valvola fino a impedirne il regolare movimento di apertura/chiusura e il conseguente deflusso di sangue.
Comprendere la Calcificazione Arteriosa
In parole semplici, calcificazione significa che sono visibili depositi di calcio nella parete di un’arteria. Le arterie trasportano il sangue dal cuore al corpo. Nel corso degli anni, una placca ricca di colesterolo può accumularsi all’interno o lungo la parete arteriosa. Successivamente l’organismo può depositare calcio in alcune di queste placche.
In molti adulti, soprattutto con l’avanzare dell’età, questo è un segno di aterosclerosi, il processo talvolta chiamato indurimento delle arterie. Di solito è un reperto cronico che si sviluppa nel tempo, non qualcosa comparso improvvisamente il giorno della scansione.
Fattori di Rischio e Predisposizioni
La calcificazione della valvola aortica è associata a età, sesso maschile, fumo, ipertensione, diabete, obesità e ipercolesterolemia. L'incidenza aumenta con l’avanzare dell’età, perché è una malattia legata al processo fisiologico di calcificazione.
Il Ruolo dell'Ipercolesterolemia Familiare
L'ipercolesterolemia familiare è tipicamente causata da mutazioni del recettore LDL (LDLR) che si traducono in livelli elevati di colesterolo LDL (LDL-C). Nei pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote, la prevalenza di stenosi aortica da calcificazione dei lembi valvolari raggiunge il 100% e molto spesso è necessario ricorrere all'intervento chirurgico per ripristinate un adeguato flusso transvalvolare.
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Per approfondire la comprensione di questa relazione, un gruppo di ricercatori ha voluto verificare la prevalenza della calcificazione aortica in un gruppo di 145 pazienti asintomatici con ipercolesterolemia eterozigote (he-FH), una condizione in cui la prevalenza non era ancora nota. I risultati sono stati quelli attesi e cioè che la prevalenza delle calcificazioni aortiche era maggiore nei pazienti con ipercolesterolemia eterozigote. I metodi prevedevano che pazienti asintomatici con he-FH e 131 controlli senza ipercolesterolemia familiare venissero sottoposti a una tomografia computerizzata (TC) per il punteggio di calcio. La calcificazione della valvola aortica (AoVC) è stata definita come la presenza di calcio nei lembi della valvola aortica. L'estensione dell'AoVC è stata espressa in unità Agatston, come punteggio AoVC.
La seguente tabella riassume i risultati chiave dello studio:
| Gruppo Pazienti | Prevalenza di AoVC (%) | Punteggio AoVC (mediana, IQR) |
|---|---|---|
| Ipercolesterolemia Familiare Eterozigote (he-FH) | 41% | 51 (9-117) |
| Controlli (senza ipercolesterolemia familiare) | 21% | 21 (3-49) |
In questo studio, l'età, il livello di LDL non trattato, il tipo della mutazione recettoriale (negativa o difettiva), responsabile dell'ipercolesterolemia, e la pressione diastolica erano associati alla gravità della calcificazione valvolare. L'ipercolesterolemia eterozigote con mutazioni LDLR-negative è risultata il più forte predittore del punteggio AoVC (OR: 4.81; 95% CI: 2.22 to 10.40; p = <0.001). Il livello di colesterolo LDL in corso di terapia non è risultato invece predittivo della calcificazione valvolare.
Influenza della Vitamina K sugli Anticoagulanti
La vitamina K2 ha un ruolo nell’inibizione delle calcificazioni arteriose ed è essenziale nella carbossilazione della matrix-Gla proteins (MGPs), un enzima fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio nell'uptake cellulare del calcio. Studi animali hanno dimostrato che l’inibizione della vitamina K determina calcificazioni arteriose e dei tessuti molli.
Uno studio recente pubblicato sull’European Heart Journal ha esaminato l’associazione tra la severità delle calcificazioni aortiche e il trattamento con anticoagulanti, in particolare gli antagonisti della vitamina K (VKA). Lo studio, condotto su 14.604 danesi, ha calcolato il punteggio di calcificazione della valvola aortica (AVC) mediante tomografia computerizzata (TC). I risultati hanno confermato l’ipotesi fisiopatologica che vede nell’inibizione della vitamina K, tipica degli anticoagulanti VKA, un aumento dei livelli di calcificazione. È importante notare che questo studio era di tipo osservazionale e presentava limiti come l'assenza di un follow-up con TC e una popolazione prevalentemente maschile.
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La Diagnosi: Reperti Incidenziali da TC e il Loro Significato
La diagnosi precoce e la corretta valutazione della sua progressione sono essenziali per intervenire nella tempistica ottimale ed evitare complicanze. Se ha eseguito una TC per dolore addominale, sintomi toracici, calcoli renali, un trauma o un altro problema, potrebbe sorprenderla vedere nel referto espressioni come calcificazione aortica, calcificazione dell’arteria iliaca, calcificazione coronarica o calcificazioni vascolari.
Questi reperti sono spesso indicati come incidentali, cioè sono stati osservati nell’esame ma non erano il motivo principale per cui il test era stato richiesto. Alla TC, il calcio appare brillante ed è facile da vedere, quindi i radiologi spesso lo menzionano anche quando l’esame è stato eseguito per un altro motivo.
Dove si possono riscontrare le placche calcifiche
La placca calcifica può essere riscontrata in diverse sedi:
- Aorta: la grande arteria che esce dal cuore e attraversa il torace e l’addome.
- Arterie iliache: arterie nella pelvi che trasportano il sangue verso le gambe.
- Arterie coronarie: arterie che riforniscono il muscolo cardiaco.
- Altre aree vascolari: come le arterie del collo, dei reni o delle gambe, a seconda dell’esame.
Il punto importante è che la calcificazione è un indizio di rischio. Suggerisce che l’aterosclerosi è presente da qualche parte nel sistema dei vasi sanguigni. Non significa automaticamente che una persona stia avendo un infarto, un ictus o un’arteria ostruita in quel momento.
Marco Falchi - TAC calcium scoring
Il Significato dei Reperti TC
Molti referti TC descrivono le calcificazioni vascolari come croniche, lievi, moderate, sparse o aterosclerotiche. Queste parole di solito indicano un processo a lungo termine. Se il radiologo avesse visto un problema urgente, il referto userebbe in genere un linguaggio diverso, come sospetto di aneurisma rotto, dissezione acuta, arteria ostruita, sanguinamento attivo o un’altra diagnosi urgente.
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La sola calcificazione non mostra se il flusso sanguigno sia gravemente ristretto. Una TC standard dell’addome, della pelvi o del torace potrebbe non essere progettata per misurare l’ostruzione arteriosa. Può semplicemente mostrare che è presente calcio nella parete del vaso. Detto questo, vale comunque la pena discutere una calcificazione incidentale. Può essere un’occasione precoce per rivedere la prevenzione: pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, fumo, esercizio fisico, alimentazione, peso, sonno e storia familiare.
Calcificazione Aortica vs. Malattia Coronarica
Calcificazione aortica significa che si osserva calcio legato alla placca nell’aorta. Calcificazione delle arterie coronarie significa che si osserva calcio nelle arterie del cuore. Entrambe possono essere segni di aterosclerosi, ma non sono reperti identici.
Quando il calcio coronarico viene osservato in una normale TC del torace, può suggerire un aumento del rischio cardiovascolare. Tuttavia, una TC di routine non è sempre la stessa cosa di un esame dedicato per il punteggio di calcio coronarico. Il punteggio di calcio è un test specifico e standardizzato usato in persone selezionate per aiutare a stimare il rischio cardiaco futuro e guidare le decisioni di prevenzione. L’utilità di questo test dipende da età, sintomi, fattori di rischio e da ciò che il clinico sta cercando di decidere.
Cosa influisce sulla rilevanza delle calcificazioni
Il significato della calcificazione arteriosa dipende dal quadro clinico complessivo, non solo da una frase nel referto. Il clinico può considerare:
- Età: la calcificazione diventa più comune con l’invecchiamento.
- Sintomi: oppressione toracica, respiro corto con lo sforzo, dolore alle gambe mentre si cammina o sintomi simili a quelli di un ictus richiedono attenzione medica.
- Pressione arteriosa: la pressione alta può danneggiare nel tempo le pareti delle arterie.
- Livelli di colesterolo: il colesterolo LDL e altri parametri lipidici aiutano a stimare il rischio.
- Diabete o prediabete: i problemi di glicemia aumentano il rischio vascolare.
- Storia di fumo: il fumo è un importante fattore di rischio per l’aterosclerosi.
- Malattia renale: i problemi renali possono essere associati a una maggiore calcificazione vascolare.
- Storia familiare: una malattia cardiaca precoce in parenti stretti può essere rilevante.
Un referto che indica assenza di aneurisma, assenza di sanguinamento acuto o assenza di dissezione può essere rassicurante rispetto alle emergenze, ma non sostituisce una valutazione del rischio cardiovascolare. Un’espressione come calcificazione aterosclerotica non risponde a ogni domanda. Potrebbe non dire: se una placca sta causando un’ostruzione importante; se una persona ha bisogno di una procedura; quanto rapidamente la placca stia cambiando; se i sintomi siano correlati al cuore; quale farmaco, se presente, sia giusto per quella persona. Per questo il reperto dovrebbe essere interpretato insieme a sintomi, visita, risultati di laboratorio e referto radiologico completo.
A Quale Medico Rivolgersi e Quando
Se si verificano segni e sintomi di calcificazione della valvola aortica è importante consultare un cardiologo. La stenosi aortica severa sintomatica è una condizione a rischio elevato, ma con i trattamenti moderni la prognosi migliora sensibilmente.
Domande da Porre al Clinico in Caso di Referto TC
Se la sua TC menziona calcificazioni aortiche, iliache, coronariche o vascolari, consideri di portare il referto al medico di medicina generale o al cardiologo. Domande utili includono:
- Questo reperto modifica la mia valutazione complessiva del rischio cardiaco e di ictus?
- Quali sono i miei valori recenti di pressione arteriosa, i risultati del colesterolo e i risultati della glicemia?
- Ho bisogno di cambiamenti dello stile di vita, farmaci o un follow-up più stretto in base al mio profilo di rischio?
- Un punteggio di calcio coronarico o un altro esame cardiaco aggiungerebbe informazioni utili nel mio caso?
- Ci sono segni di aneurisma o restringimento arterioso in questa TC, oppure si tratta semplicemente di calcificazione?
Queste domande possono trasformare un reperto incidentale alla TC in una conversazione incentrata sulla prevenzione.
Quando Rivolgersi Urgentemente a un Medico
Si rivolga urgentemente a un medico in caso di dolore toracico nuovo o intenso, difficoltà a respirare, svenimento, debolezza o intorpidimento improvvisi, difficoltà a parlare, dolore addominale o alla schiena intenso, o sintomi in rapido peggioramento.
Trattamenti Attuali e Nuovi Orizzonti di Ricerca
Non esistono farmaci in grado di “riaprire” la valvola aortica. Il trattamento per la calcificazione della valvola aortica dipenderà dalla gravità della condizione e dalla presenza di altri problemi medici. In alcuni casi, non è necessario alcun trattamento.
L'Impianto di Valvola Aortica Transcatetere (TAVI)
L'Impianto di valvola aortica transcatetere, o TAVI, è una procedura chirurgica non invasiva utilizzata per trattare la calcificazione della valvola aortica. La TAVI è stata sviluppata per superare i rischi e le complicazioni associati alla tradizionale chirurgia a cuore aperto, in particolare nei pazienti troppo malati o troppo anziani per sottoporsi all'intervento. La procedura TAVI prevede un approccio basato su catetere, in cui un piccolo tubo viene inserito attraverso un'arteria nell'inguine o nel torace e fatto avanzare fino al cuore.
Progressi nella Ricerca Farmacologica
Un team del Centro Cardiologico Monzino IRCCS ha scoperto un composto molecolare sperimentale in grado di fermare la progressione della stenosi della valvola aortica. Lo studio apre il nuovo capitolo di ricerca sul trattamento farmacologico come alternativa all’intervento chirurgico o percutaneo di sostituzione della valvola. E conferma che ognuno di noi ha un suo orologio biologico indipendente dall’età anagrafica.
Un gruppo di ricercatori del Centro Cardiologico Monzino IRCCS ha dimostrato che la stenosi della valvola aortica, una delle patologie cardiovascolari prevalenti nella terza età, è sperimentalmente prevenibile e può essere ritardata grazie a una combinazione di molecole conosciute. Si stima che la stenosi aortica possa riguardare fino a un milione di persone in Italia, prevalentemente over 65.
Come spiega Gloria Garoffolo, ricercatrice Monzino e prima firma del lavoro, nella prima parte dello studio sono state studiate cellule di pazienti arruolati al Monzino per il trattamento chirurgico della stenosi o l’insufficienza della valvola aortica. Le due patologie differiscono per l’incidenza (maggiore quella della stenosi) e per la presenza di calcificazioni (maggiori nella stenosi rispetto all’insufficienza). Nella seconda parte dello studio, è stato utilizzato un farmaco sperimentale (SPV106) per ripristinare la funzionalità delle cellule stenotiche. Il farmaco bloccava la senescenza e la calcificazione delle cellule stenotiche e ripristinava i marcatori epigenetici alterati dall’invecchiamento. È stato quindi elaborato un protocollo di somministrazione del farmaco in vivo ottenendo la conferma della sua capacità di fermare il processo di accumulo delle calcificazioni nella valvola aortica, preservandone l’integrità strutturale e la funzionalità.
Dichiara Maurizio Pesce, ultima firma e responsabile del progetto: “Il lavoro appena pubblicato rappresenta un esempio della rilevanza dei processi di senescenza cellulare che sono alla base dell’invecchiamento biologico del cuore di ogni individuo. La cosa per noi ancora sorprendente è che questo processo sembra essere differente in ogni persona, ed è il risultato di una accumulazione progressiva ed individuale di modificazioni epigenetiche che dipendono in parte dall’interazione con l’ambiente, in parte dallo stile di vita, e in parte dai cosiddetti fattori di rischio cardiovascolare. Ogni individuo ha il suo personale orologio biologico, e la possibilità di misurare la velocità con il quale questo orologio progredisce nel tempo è uno strumento molto importante per il futuro della medicina personalizzata e di precisione.”
“Siamo molto felici - continua Pesce - di aver aperto un nuovo capitolo nella ricerca traslazionale sulla valvola aortica. Da decenni infatti si ricerca sulle cause molecolari della stenosi valvolare, e nonostante migliaia di lavori pubblicati, poche speranze di trattamento efficaci sono finora emerse. Se si pensa che questa patologia tipicamente colpisce una popolazione anziana, che spesso presenta altre patologie, è facile comprendere quanto sia importante trovare cure il meno invasive possibili, alternative alla sostituzione con protesi, prevenendo la disfunzione severa in pazienti già molto fragili.” Questa ricerca, pubblicata su una delle riviste a maggior impact factor del settore, dimostra una volta di più l’eccellenza della ricerca Monzino.
Misure di Prevenzione Spesso Discusse
Non esiste un piano valido per tutti, e le decisioni terapeutiche dovrebbero essere prese con un clinico. L’attenzione principale può essere il monitoraggio dei fattori di rischio e l’adozione di cambiamenti sostenibili dello stile di vita. Parli con il suo clinico durante una visita di routine se il referto TC menziona calcificazioni aortiche, iliache, coronarie o vascolari, soprattutto se ha pressione alta, colesterolo alto, diabete, malattia renale, una storia di fumo o una storia familiare di malattia cardiaca precoce.