Attualmente, per quanto concerne il legno strutturale, si assiste ad un vero e proprio monopolio del mercato delle costruzioni, da parte dell’Abete Rosso. La grande diffusione di foreste in vaste aree del pianeta, unita a caratteristiche morfologiche favorevoli - fusto dritto, lungo ed uniforme - ne ha incentivato massicciamente lo sfruttamento.
Tanti sono i prodotti a base di abete disponibili oggi sul mercato. I macchinari sono tarati per lavorare con le sue caratteristiche. È duttile e costa poco. Analizziamo di seguito i principali legnami da costruzione. Troverete qui le specie più adatte ad essere utilizzate come materiale da costruzione.
Il legno lamellare è un materiale da costruzione prefabbricato, la cui materia prima è il legno naturale tagliato in lamelle di limitata larghezza e lunghezza, sovrapposte e legate tra loro mediante collanti ad alta resistenza, dando origine a elementi di forma e dimensione prestabilita. L’impiego del legno lamellare trova sempre più spazio nel campo delle costruzioni; in particolare, è largamente impiegato in costruzioni a grandi luci in quanto è l’unico materiale che unisce leggerezza, resistenza e versatilità.
Il legno lamellare nasce dall’esigenza di superare i limiti del legno massiccio sia per dimensioni in lunghezza, sia per sezioni, ma soprattutto per concezione strutturale. É costituito, essenzialmente, da legno naturale di cui mantiene i pregi (come elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso, lenta combustione in caso di incendio) e allo stesso tempo è un prodotto industriale innovativo che, attraverso un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione, riduce e supera i difetti propri del legno massiccio.
Per progettare adeguatamente una struttura in legno lamellare è indispensabile effettuare il calcolo strutturale e tutte le verifiche richieste dalla norma di riferimento in modo da non compromettere la sicurezza della struttura stessa. Per questa ragione, ti suggerisco di affidarti a strumenti specifici costantemente aggiornati, come il software calcolo strutturale legno, con cui puoi modellare coperture, porticati ed altri componenti in legno presenti in una struttura mista in cemento armato o in muratura.
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Cos'è il Legno Lamellare?
Il legno lamellare è un materiale composito che si produce con diverse assi di legno, dette lamelle. Queste vengono posizionate con venatura contrapposta così da garantire una maggior uniformità nella resistenza della trave e ricomposte tramite incollaggio a caldo e sotto pressione.
Le fasi della produzione consistono nella riduzione del tronco in lamelle, generalmente di larghezza non superiore ai 20 mm. Nella loro ricomposizione tramite incollaggio a caldo e sotto pressione, le lamelle sono posizionate tra loro con venatura contrapposta così da garantire una maggior uniformità nella resistenza della trave. Vengono adoperate tavole già classificate per uso strutturale e possono essere uniti tra loro elementi di diverse essenze legnose.
Nel panorama dei materiali per l’edilizia contemporanea, il legno lamellare si è affermato come soluzione strutturale ad alte prestazioni: unisce qualità meccaniche elevate, stabilità dimensionale, libertà formale e un profilo ambientale favorevole. In Eurostratex lavoriamo ogni giorno con progettisti, imprese e committenze pubbliche e private per trasformare queste qualità in opere sicure, durevoli e belle da vivere.
Il legno lamellare nasce dall’incollaggio strutturale di più lamelle (assi sottili) accuratamente essiccate, selezionate e giuntate a pettine lungo fibra. Le lamelle vengono piallate per garantire superfici perfette, incollate con adesivi strutturali idonei all’uso previsto e pressate fino a ottenere elementi monolitici dritti o curvi. Le essenze più comuni sono abete rosso e larice per l’ottimo rapporto peso-prestazioni, ma in funzione del progetto si possono impiegare altre specie.
Parlare di struttura del legno lamellare significa entrare nel merito di come le lamelle collaborano tra loro. Le fibre sono orientate parallelamente, così da sommare la resistenza a trazione e compressione. Gli adesivi strutturali (ad esempio MUF, PRF o PUR, selezionati in base a destinazione d’uso ed esposizione) creano giunzioni stabili e durevoli.
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La qualità è verificata con controlli su umidità, densità, adesione e resistenza meccanica, nel rispetto delle normative europee di riferimento.
La texture del legno lamellare è parte integrante del progetto. La selezione delle lamelle (classe visiva oltre che strutturale) influisce su uniformità, presenza di nodi, andamento delle venature. Le finiture ampliano le possibilità: oli e cere valorizzano la venatura, le vernici trasparenti proteggono dalle macchie mantenendo la naturalezza, i cicli pigmentati uniformano il tono quando si desidera coerenza cromatica su ampie superfici. Per esterni si adottano sistemi protettivi UV-resistenti e dettagli costruttivi che limitano l’acqua battente.
La versatilità è il vero moltiplicatore. Il legno lamellare è protagonista in grandi coperture di palestre, piscine, padiglioni fieristici e spazi pubblici, grazie alla possibilità di creare archi e telai a grandi luci con sagome libere. È efficace nelle sopraelevazioni su edifici esistenti, dove il peso contenuto riduce gli interventi sulle fondazioni. Sul fronte infrastrutturale, passerelle e piccoli ponti valorizzano l’inserimento paesaggistico. Nell’interior, controventi e telai diventano elementi di design: la stessa struttura che porta è anche linguaggio architettonico.
Una progettazione accurata parte dalla classe di resistenza richiesta e dalla classe di servizio (condizioni ambientali), prosegue con la definizione dei dettagli costruttivi per drenare l’acqua, ventilare gli strati e proteggere le teste delle travi, e si completa con la scelta di connessioni performanti e ispezionabili. Il riferimento a normative europee sul legno lamellare e all’Eurocodice per le strutture in legno garantisce tracciabilità e conformità.
La qualità di produzione - certificazioni, controlli interni ed esterni, prove su campioni - è decisiva per la durabilità reale dell’opera. La scelta corretta nasce da poche domande chiave: quali luci voglio coprire e con quale grado di slenderness? L’elemento sarà a vista o rivestito? L’ambiente è interno, esterno coperto o esterno esposto? Che requisiti ho in termini di fuoco, acustica, vibrazioni e sostenibilità? In base alle risposte si definiscono classe resistente, essenza, tipologia di elemento (dritto o curvo), sistema di connessioni e ciclo di finitura.
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Un ulteriore fattore è l’integrazione impiantistica: predisporre passaggi, canalizzazioni e staffaggi già in officina evita forature improprie in cantiere e tutela le prestazioni nel tempo.
Il legno lamellare è durabile se progettazione e posa rispettano buone pratiche. Interni a vista richiedono manutenzioni minime: periodiche ispezioni visive, pulizia, eventuale ritocco di finiture trasparenti in aree ad alto traffico. All’esterno, la durabilità si tutela con detagli costruttivi corretti (gocciolatoi, coperture sporgenti, piedini distanziatori, protezione delle teste), finiture idonee e piani di manutenzione programmati.
Il legno lamellare è un materiale strutturale evoluto: ingegnerizzato, affidabile, sostenibile e bello. Offre libertà formale, tempi di cantiere ridotti e un comfort percettivo che difficilmente altri materiali sanno eguagliare. Se stai valutando una copertura a grande luce, una sopraelevazione leggera o semplicemente desideri portare materia e calore nella tua architettura, Eurostratex può affiancarti dalla fase di concept al montaggio, con supporto ingegneristico, produzione su misura e controllo qualità lungo tutta la filiera.
La possibilità di lasciare le strutture di legno direttamente esposte all'intemperie (tecnicamente si parla in questo caso di classe di rischio 3) è senz'altro possibile, a condizione di accettare le conseguenze che ciò implica. Ed compito del progettista valutare con molta cautela, come Lei giustamente sta facendo, quali possono essere le conseguenze di tale scelta progettuale.
La possibilità che avvenga un naturale invecchiamento delle superfici (anche se questo fenomeno puo non essere uniforme, in funzione anche del grado di esposizione delle superfici alle intemperie) porta alla colorazione grigia da Lei citata e non pone nessun problema strutturale. La corretta scelta del materiale è già di per sé un importante dato di partenza.
Classificazione della Durabilità
Una classificazione qualitativa della durabilità (in accordo con quanto riportato nel capitolo 6 a cura di A. Bernasconi in »Piazza M., Tomasi R., Modena R. Considerando che queste cifre rappresentano aspettative di vita, sta al progettista ed al committente valutare se questa aspettativa di vita corrisponde alle esigenze del progetto.
Come già indicato si tratta di una scelta che sta spesso alla base di strutture secondarie, ma anche di molti ponti pedonali, dove l'importanza della costruzione nel suo insieme e la necessità di ridurre al massimo i costi di costruzione giustificano questa scelta. Nel caso di ponti di grandi dimensioni o di ponti stradali, che richiedono un investimento piö importante ed hanno un'importanza ben piö rilevante, ci sembra opportuno quanto meno consigliare di ponderare accuratamente una scelta di questo tipo.
L’applicazione di interventi protettivi superficiali non è una soluzione che puo risolvere in maniera definitiva il problema della durabilità , in quanto non impedisce in modo definitivo lo scambio di acqua con l’ambiente circostante, e non impedisce nemmeno la formazione di fessure, che espongono il legno all’umidità e agli organismi patogeni dell’ambiente; tali trattamenti preventivi sono efficaci solo se sottoposti a manutenzione frequente e devono impedire anche l'ingrigimento della superficie (sembra superfluo aggiungere che l'eventuale ingrigimento della superficie equivarrebbe in buona misura alla constatazione dell'inutilità del trattamento applicato).
L’utilizzo di trattamenti per impregnazione risulta comunque piuttosto complesso e in generale non facilmente applicabile per il legno di larice. Nel caso di legno bilama di larice, come indicato nella Sua domanda, è doveroso ricordare che i giunti incollati (giunti a pettine delle singole lamelle, ma soprattutto l'incollatura di superficie fra i due elementi di notevole spessore che compongono la sezione "bilama") si trovano ad essere sottoposti a sollecitazioni particolarmente elevate in caso di esposizione diretta e prolungata alle intemperie.
Malgrado i collanti usati per la produzione di bilama e trilama siano generalmente omologati per l'uso del materiale in presenza di forte umidità e dell'azione diretta delle intemperie, in diversi casi le omologazioni del prodotto bilama e trilama ne limitano l'uso alle classi di servizio 1 e 2, escludendone quindi l'uso in caso di esposizione diretta alle intemperie. È quindi consigliabile nel caso di fornitura di bilama (ed in particolar modo se di larice), richiedere espressamente la conferma e la garanzia (per esempio tramite un'omologazione del prodotto) della possibilità di uso con esposizione diretta alle intemperie (classe di servizio 3). Se cio non fosse possibile, e senza dover rinunciare all'uso del legno di larice, è possibile optare per il legno massiccio segato di larice, o per il KVH di larice, o ancora per il lamellare classico (negli ultimi due casi richiedendo materiale adatto all'uso in classe di servizio 3).
Abete Rosso: Caratteristiche e Utilizzo
L’abete è un legno tenero, della famiglia delle resinose. corteccia, abete bianco e abete rosso. L’abete bianco è la qualità meno pregiata. la fibra è più grossolana; si tarma e deteriora facilmente. Ha peso specifico elevato ed è ricco di nodi. bianco, con vene rossicce.
L’abete rosso è tipico dell’Europa settentrionale. fresco è bianco. Stagionando diventa giallo pallido. si può rifinire bene. sia all’umidità sia dal punto di vista meccanico. costruzioni in genere. appena sopra il limite dei legni teneri (Durezza di Brinell 20 N/mm2). La lavorabilità dipende dalla larghezza degli anelli annuali. necessaria. lavorazione finale), si vernicia e si lucida bene. da media a scarsa nell’alburno.
Con una quota di circa il 60 % nei boschi di produzione austriaci, l’abete rosso è la più importante specie arborea nostrana. Nessun’altra specie dimostra una simile versatilità d’impiego: dai robusti pallet da trasporto, alle casseforme per le costruzioni in cemento, fino alle costruzioni in legno di grandi dimensioni ed eleganti.
I fusti sono cilindrici e chiaramente diritti, tuttavia inclini alla fibratura spiralata. Gli abeti possono raggiungere un’età di 600 anni, generalmente vengono tagliati ad 80 - 120 anni. Il limite tra gli anelli annuali è chiaramente marcato dalla successione del legno tardivo scuro e quello primaverile chiaro, cosa che conferisce al legno un carattere decorativo.
Colore e struttura sono determinate dall’ampiezza degli anelli e del legno tardivo e primaverile. Il legno fresco piallato è quasi bianco e lievemente lucente, poiché in esso prevale il chiaro legno primaverile. Il legno tardivo è da giallo a bruno rosato.
Il legno di abete è versatile, è il più importante legno da costruzione, massiccio o lamellare; si utilizza in falegnameria, per interni, semilavorati, strutture di servizio (ponteggi, armature), rivestimenti esterni, serramenti (finestre, porte, verande), rivestimenti di pareti interne e soffitti, imballaggi (casse, pallet), mobili e strumenti musicali (legno di risonanza per strumenti ad arco e a tastiera).
Il legno di abete rosso è leggero (massa volumica secca di 410 kg/m3) e tenero (durezza di Brinell di 12 N/mm2). La velocità con cui adatta la propria umidità a quella dell’ambiente esterno è tuttavia bassa, cosa che gli conferisce una buona stabilità. I valori di ritiro sono generalmente medi.
Il legno di abete è facilmente lavorabile, si sfoglia e si taglia altrettanto facilmente fino a quando vi sono rami di piccole dimensioni e in numero contenuto. L’essiccazione è veloce e non problematica. Nel caso essa sia molto repentina si possono formare piccole crepe e nodi cadenti. Il trattamento della superficie non presenta problemi, sebbene le tasche di resina siano da trattare preventivamente. L’abete rientra nella classe di durabilità 4, sia alburno che durame sono attaccabili da tarli ed Hylobius. l’impregnabilità è scarsa per il legno secco.
L’abete rosso, pianta rustica e produttiva, ha salvato il settore forestale, risvegliatosi dopo lo sfruttamento selvaggio imperante ancora nel xviii secolo, grazie al suo impiego nei rimboschimenti delle superfici tagliate a raso, per i successivi due secoli. La diffusa specie arborea fornisce quasi tutto il legname da opera, sebbene sia molto apprezzato anche come albero di natale.
La documentazione per costruire una casa in legno
Altri Tipi di Legno Utilizzati in Edilizia
Oltre all'abete rosso, esistono diverse altre specie legnose adatte per l'uso strutturale. Ecco alcune delle più comuni:
- Douglasia: Simile all’abete, ma più pregiato. La Douglasia è un abete originario dell’America Settentrionale: Stati Uniti e Canada. È una specie importante per il suo legno che si presta a una moltitudine di applicazioni. Specie impregnabile e assai durabile.
- Cipresso: Il cipresso è un legno estremamente resistente, durabilissimo e facile da lavorare. Caratteristica preziosa è la sua facilità di riproduzione vegetativa (per talea) e il rapido sviluppo: in 10 anni è pronto per essere tagliato. Nella mitologia è l’albero del ritorno alla vita dopo il transito nelle tenebre.
- Quercia: Il genere botanico “Quercus” è costituito da moltissime specie diffuse nel mondo. Di cui ben 10 presenti in Italia. Può vantare un’elevata resistenza a rottura e facile lavorazione sia a mano che a macchina. Di contro, ha una pessima resistenza agli attacchi biologici e all’umidità.
- Ontano Nero: L’Ontano nero è specie di origine europea che si è spinta ormai fino al Nord Africa e all’Asia. In ambiente umido, se esposto all’aria si degrada facilmente. Immerso in acqua, invece, dimostra eccezionali qualità di resistenza. Venezia è infatti edificata su palificate in legno di ontano - oltre a quercia, olmo, larice e pino.
- Robinina: La robinia fu importata dal Nord America nel 1600 ed è ormai diffusa in tutta l’Europa Centro Meridionale. È l’unico legno in Europa, che la normativa considera in classe d’uso 4: esterno, a contatto con il terreno e/o con acqua dolce. Estremamente resistente agli attacchi biologici.
Tabella Comparativa delle Essenze Legnose
La seguente tabella riassume le caratteristiche principali di alcune delle essenze legnose più utilizzate in edilizia:
| Essenza Legnosa | Peso Volumico Secco (kg/m³) | Durezza di Brinell (N/mm²) | Durabilità Naturale | Utilizzi Principali |
|---|---|---|---|---|
| Abete Rosso | 410 | 12 | Classe 4 (bassa) | Costruzioni, falegnameria, imballaggi |
| Douglasia | 530 | 30 | Buona | Strutture, rivestimenti |
| Larice | 550 | 25 | Buona | Strutture esterne, rivestimenti |
| Quercia | 720 | 35 | Buona | Pavimenti, mobili, strutture |
| Robinina | 770 | 40 | Eccellente | Esterni, pali, recinzioni |
Ogni specie legnosa, come abbiamo visto ha le proprie specifiche peculiarità. La durabilità nelle costruzioni in legno è un tema cruciale, che ogni buona progettazione deve affrontare. Il legno non ama l’umidità eccessiva ma soprattutto i ristagni d’acqua. Per questo esistono diversi trattamenti protettivi e preservanti (trattamento termico, acetilazione, Sou Sugi Ban o Yakisugi, etc).
Ricordiamo che è buona prassi acquistare solo legno derivante da fonti certificate sostenibili o da riciclo. Perché la sostenibilità, appunto, parte dalle foreste e dalla loro gestione. Greenpeace crede che FSC sia l’unico sistema di certificazione che, se attuato correttamente secondo i suoi criteri e principi, sia in grado di garantire pratiche di gestione forestale socialmente responsabili.