Rinnovare gli interni di un'abitazione comporta diversi tipi di lavori, i quali devono essere eseguiti tenendo conto delle impostazioni esistenti di pavimenti, soglie, porte e altro ancora. Pertanto, occorre verificarne la fattibilità. Uno degli interventi spesso ricorrenti è la realizzazione di una nuova pavimentazione, stante la possibilità di poter utilizzare nuove linee estetiche e nuovi formati più moderni e pratici.
Introduzione al Rinnovo della Pavimentazione
La realizzazione di una nuova pavimentazione può essere effettuata fondamentalmente in due modalità: demolendo il vecchio pavimento e sostituendolo con uno nuovo, oppure ricoprendo il pavimento esistente con un nuovo pavimento. La scelta tra le due modalità dipende da una serie di fattori non trascurabili, i quali attengono al fattore economico e ai tempi di realizzazione.
Nel primo caso, la rimozione del vecchio pavimento comporta, oltre al disagio per chi occupa l'alloggio in questione, anche l'indisponibilità dello stesso per diverso tempo. Inoltre, a tale situazione si devono aggiungere i maggiori costi di demolizione del vecchio pavimento, oltre a quelli relativi allo smaltimento del materiale di risulta. Non bisogna altresì trascurare la possibilità che durante la demolizione del pavimento esistente possano danneggiarsi gli impianti sottostanti, magari posati con poca attenzione durante i lavori precedenti. A fronte di tali problematiche, spesso si opta per la seconda soluzione, ossia rivestire con un nuovo pavimento quello esistente.
Preparazione e Posa del Parquet
Controlli Preliminari alla Posa
Prima di passare alla posa vera e propria del parquet, è necessario effettuare alcuni controlli sull'ambiente, sul massetto e sul legno da posare. Anche se il pavimento in bamboo sopporta meglio di altri l’acqua e l’umidità (tanto da essere spesso posato in bagno), si eviti di installarlo in ambienti troppo umidi o a rischio allagamento; è pur sempre un parquet.
È opportuno far pervenire il materiale nel sito di montaggio almeno una settimana prima dell´installazione, semplicemente aprendo i cartoni contenenti il bamboo e tagliando il film protettivo (confezioni tenute in orizzontale), così da lasciare al legno il tempo di acclimatarsi con l´umidità e la temperatura del posto; è meglio infatti che il pavimento abbia modo di fare i micro-movimenti di adattamento all’ambiente quando è ancora nei cartoni piuttosto che quando è già stato posato a terra. Anche se le tavole di bambù hanno già un contenuto di umidità ottimale, è comunque necessario farle acclimatare prima della posa, per evitare quei fastidiosi adattamenti che potrebbero occorrere a installazione avvenuta.
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A seconda del parquet acquistato, Classico o Pressato o Natura, il tempo di acclimatamento cambia:
| Tipo di Bamboo | Tempo di Acclimatamento |
|---|---|
| Classico | 3-7 giorni |
| Strand Woven Pressato | Alcune settimane |
| Natura | 3-7 giorni |
Posa su Pavimento Esistente
Una delle domande più ricorrenti riguarda la possibilità di posa su pavimento già esistente. Normalmente le piastrelle presenti nelle case rappresentano un ottimo supporto, perché sono generalmente lisce, stabili e asciutte, e non importa se ce n’è qualcuna sbeccata o rotta, la posa galleggiante, andando in appoggio, è la soluzione ideale, più di quella incollata. Prima di procedere, è essenziale verificare tramite sopralluogo di un posatore che il pavimento esistente non presenti movimenti o danni strutturali e che la posa appoggiata sia in generale possibile. Gli infissi devono essere già presenti e funzionanti.
Gestione della Copertura Post-Installazione
Una volta finita l’installazione, se è indispensabile coprire il pavimento per non rovinarlo a seguito di lavori che devono ancora essere svolti, non coprirlo con plastiche o materiali che non fanno respirare il pavimento; l’aria deve circolare, eventuale umidità residua non deve rimanere bloccata sotto la copertura, pena una possibile deformazione del pavimento.
Adattamento delle Porte e dei Telai per il Nuovo Parquet
La Problematica dei Telai delle Porte
Spesso, la posa di parquet prefabbricato o di laminati presenta una problematica: il telaio della porta poggiato sul pavimento grezzo, che non consente una posa pulita del parquet o del laminato stesso. Se occorre posare un nuovo rivestimento per pavimento, lo si potrà laboriosamente tagliare con precisione attorno alla cornice; oppure, in modo semplice e veloce, accorciare l’intelaiatura della porta di una misura uguale allo spessore del rivestimento.
Strumenti e Procedura per l'Accorciamento del Telaio
Per quest’operazione è consigliabile utilizzare l’utensile multifunzione VECTURO Festool, che, con il suo speciale movimento, consente tagli dal pieno in punti difficilmente accessibili, praticamente su qualsiasi materiale. L’esatta procedura per accorciare telai di porte verrà illustrata nel presente esempio. Utilizzando l’utensile multifunzione VECTURO Festool, potrete accorciare l’intelaiatura della porta di una misura pari allo spessore del materiale, dopodiché il rivestimento per pavimento si potrà sistemare sotto all’intelaiatura della porta.
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Innanzitutto, andrà montata una lama appropriata per tagliare con precisione il telaio della porta. Mediante un listello del parquet il telaio andrà accorciato alla lunghezza appropriata. A tale scopo, la lama andrà applicata sul tratto e, esercitando una lieve pressione, andrà affondata nell’intelaiatura della porta. Accorciato il telaio, il rivestimento per pavimento si potrà correttamente posare sotto al telaio della porta.
Posare il parquet: il taglio della porta
Modifiche agli Infissi Esterni e Porte Blindate
Verifica e Adattamento degli Infissi Esterni
Nel caso di un nuovo pavimento posato sopra l'esistente, vanno effettuate una serie di verifiche, prima di acquistare un nuovo pavimento. Occorre infatti verificare l'impostazione degli infissi esterni rispetto all'aumento di altezza che il livello esistente dovrà subire in seguito alla sovrapposizione della nuova pavimentazione. Tale operazione si può effettuare eseguendo una misurazione come nel disegno sottostante.
Una volta individuato il tipo di pavimento da posare, conviene farsi rilasciare un campione dal venditore, posandolo a secco sotto l'infisso esterno, avendo l'accortezza di poggiarlo su di una stecca del classico metro da muratore, così da far equivalere la misura allo spessore totale della nuova pavimentazione, colla compresa. Il risultato dovrà consentire all'infisso esistente di potersi aprire senza ostacoli; in ogni caso, se dovesse manifestarsi qualche piccola difficoltà, è possibile rimediare ponendo delle rondelline in metallo nei cardini degli infissi, ottenendo così l'innalzamento dello stesso.
La Sfida della Porta Blindata
Il problema più grosso, si palesa quando occorre modificare la porta blindata di caposcala, la quale, per sua costituzione e per il fatto di delimitare lo spazio pubblico dal privato, non consente modifiche molto accentuate. Anche in questo caso, occorre verificare il tipo di porta blindata e la relativa possibilità di modificarne il posizionamento in altezza. Operazione, quest'ultima, fondamentale poiché le porte blindate possono essere realizzate in maniera differente, a seconda del tipo di protezione contro le effrazioni che si intende ottenere. Le porte blindate non sono tutte uguali.
Anatomia di una Porta Blindata
Di regola, una buona porta blindata è costituita da un controtelaio con il quale si ancora la porta al muro laterale; generalmente tale elemento è costituito da un profilo di acciaio piegato e fissato alla muratura con zanche o tasselli chimici. Sul controtelaio è posto il telaio in acciaio, che ha il compito di solidarizzare la porta con il muro adiacente. Anche il telaio in acciaio presso piegato va fissato al controtelaio mediante viti speciali. Tra l'anta e il telaio vanno fissate le cerniere in acciaio per consentire il sostegno e la rotazione dell'anta.
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Completano la sua configurazione, la serratura e i catenacci, elementi in acciaio che si infilano nei fori disposti sul telaio al momento della chiusura. La parte più importante di tutta la porta blindata è il cilindro della serratura, composto da un corpo centrale, il quale, muovendosi a comando consente alla porta di bloccarsi o aprirsi. Si comprende facilmente come il cilindro possa essere il vero tallone d'Achille della porta blindata: la sua manomissione consente ad un malintenzionato di avere accesso all'interno dell'abitazione.
Proprio per evitare tale possibilità, una buona porta blindata deve essere corredata anche da un defender, ossia una borchia in acciaio temperato, con il compito di proteggere il cilindro dai tentativi di manomissione. La parte corazzata va incernierata su un telaio di acciaio ancorato allo stipite in muratura, mentre i pannelli esterni e interni completano la composizione della porta e ne definiscono l'estetica.
Soluzioni per la Modifica in Altezza della Porta Blindata
La descrizione degli elementi di cui si compone una porta blindata fa emergere come non sia così semplice ridurne l'altezza, stante all'interno anche dei pannelli corazzati, i quali non possono essere facilmente rifilati come avviene per le porte in legno. La soluzione, quindi, va scelta caso per caso. In linea di principio, quando la struttura è abbastanza complessa, il fabbro preferisce smontare la porta per lavorarci in officina con le dovute precauzioni, al fine di non alterarne l'assetto, una volta posata in opera, mantenendo inalterata la sua funzione di protezione.
Oltre alla modifica effettuata con il taglio della porta blindata, è possibile modificarne l'assetto in altezza senza effettuare alcun taglio. Infatti, nella maggior parte dei casi, al di sopra del controtelaio, è facile recuperare circa 1,5 cm in altezza.