Umidità Salina su Travi in Legno: Problemi, Cause e Soluzioni Efficaci

Le travi in legno, un elemento architettonico fondamentale sia nelle costruzioni storiche che moderne, sono soggette a diversi fattori di degrado. Tra questi, l'umidità salina rappresenta una delle minacce più insidiose, capace di compromettere la solidità e l'integrità strutturale degli edifici. Questo fenomeno, spesso sottovalutato, richiede una comprensione approfondita delle sue cause e delle soluzioni più efficaci per il risanamento.

Comprendere l'Umidità da Risalita e i Sali Igroscopici

L’umidità di risalita, o più correttamente umidità da risalita, è una concentrazione elevata di acqua o umidità carica di sali contenuti nel terreno. Questa viene trasportata dal suolo, sottosuolo o da altre componenti, sulle murature per effetto dell’assorbimento e/o evaporazione. L’umidità di risalita è la prima causa di degrado di strutture e finiture degli edifici e non ha limiti temporali né esclude nessuna ubicazione geografica.

Nel contesto delle costruzioni più antiche, quasi sempre l’umidità è presente al Piano Terra. Questo perché nei vecchi edifici il pavimento è posto direttamente sul terreno umido su un acciottolato detto vespaio. Allo stesso modo, gli spessi muri portanti in pietrame o mattoni sono posati direttamente sul terreno bagnato, per cui l’acqua contenente sali minerali disciolti viene risucchiata in alto come da una spugna. L’acqua evapora sia dai pavimenti che dai muri e genera l’umidità percepita nell’aria.

La quantità di acqua trattenuta in un muro dalla risalita può essere enorme: anche 300 litri per metro cubo di muro, ovvero 15 litri per metro quadro profondo 5 cm. È cruciale notare che l'unico tipo di materiale che, se poggiato direttamente sul terreno, non sarà soggetto alla risalita sarà un materiale quasi impermeabile all'acqua, come un forte granito, un basalto o un marmo duro. Altrimenti, tutti i materiali ne saranno affetti.

Il Ruolo dei Sali nel Degrado Strutturale

Contrariamente alle credenze diffuse, l’acqua in risalita non è la causa diretta del degrado e della distruzione di mattoni, pietre, marmi o intonaci. I danni visibili oggi sono stati provocati dalla formazione e dall’accumulo, nonché dal periodico cambiamento di volume, dei cristalli dei sali generati dall’evaporazione della soluzione salina che è penetrata in un muro o in un intonaco nel corso di anni o secoli di risalita o di esposizione a salsedine.

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Questi cristalli dei sali si manifestano all’esterno come semplici efflorescenze bianche, dette anche salnitro. Spesso sono erroneamente considerate un "fastidioso difetto estetico", ma in realtà sono il sintomo di una vera "malattia" che distrugge il materiale. Questa malattia è la sub-efflorescenza, ovvero i cristalli dei sali che si annidano dentro i primi 12 mm circa della superficie da dove avviene l’evaporazione. Mentre le efflorescenze sono innocue e basta spazzolarle via, le sub-efflorescenze sono invisibili dall’esterno ma sono esse che provocano i danni e le distruzioni. I sali sono igroscopici, ovvero attirano acqua dall’aria ambiente e la restituiscono, mantenendo un locale umido anche in assenza di nuova risalita.

L'Impatto dell'Umidità Salina sulle Travi in Legno

Il risanamento travi di legno è un intervento cruciale per preservare la solidità e l’integrità degli edifici che utilizzano questo materiale naturale. Le travi in legno, nel tempo, possono subire danni a causa di fattori come l’umidità, i parassiti, i funghi o semplicemente il degrado naturale. Intervenire tempestivamente può prevenire ulteriori danni strutturali e mantenere la bellezza e la funzionalità del legno.

Cause di Deterioramento e Rischi Specifici

L’umidità è uno dei principali nemici del legno. Se le travi vengono esposte a infiltrazioni d’acqua, possono sviluppare marciume, che indebolisce la loro struttura. L’umidità crea un ambiente favorevole alla proliferazione di funghi, in particolare funghi lignivori, che accelerano la decomposizione del materiale. Inoltre, i parassiti del legno, come i tarli e le termiti, possono infestare le travi, scavando gallerie interne che compromettono la loro stabilità.

Anche senza parassiti o umidità, il legno subisce un’usura naturale con il passare del tempo, specialmente se esposto a fattori ambientali come sbalzi di temperatura, vento e luce solare. Un’alta concentrazione di umidità nell’ambiente interno può innescare il processo di umidità di risalita nei muri e/o pavimenti. L’assorbimento dell’umidità sui mobili, ma anche pavimenti in legno, recherà degrado biologico presentando muffe, batteri, funghi fino al marciume.

È fondamentale agire rapidamente: se i valori di umidità nell'elemento costruttivo rimangono elevati per più di 2-4 settimane, con valori di umidità del legno superiori a circa il 20-25% in peso (MC), e si trascura l'asciugatura tempestiva del materiale e il controllo dei funghi, allora c'è un'alta probabilità di infestazione o addirittura di danni strutturali.

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Come Riconoscere e Misurare l'Umidità nel Legno e nelle Murature

Per individuare l'umidità salina, è possibile "guardare e sentire": si vede e si sente subito umido nell’aria e le pietre o mattoni dei muri o intonaci saranno bagnati da terra fino ad una certa altezza. Molto spesso si vedranno dentro e fuori delle strisce bianche di cristalli di sali - il salnitro - e ci saranno facilmente anche sfarinamenti e marcimenti di materiale ben visibili.

Metodi di Misurazione Professionale

Normalmente l’umidità da risalita nei muri si misura con uno strumento portatile appoggiato al muro chiamato igrometro. Questo strumento non dà letture reali in quanto misura parametri, tipo la resistenza elettrica, connessi alla quantità d’acqua, non quella vera e propria. Per conoscere quest’ultima occorre un prelievo del materiale del muro, detto carota, ed un apparecchio speciale detto termo-bilancia. Un locale è sicuramente “sano” se il tasso di umidità nei muri non supera il 3%.

Per il legno, esistono metodi specifici e normati:

  • Test di asciugatura in essiccatoio (DIN 52183-1): Questo metodo normato è valido per determinare l'umidità del legno ed è adatto anche come metodo di calibrazione per altri tipi di misurazione. Il campione viene pesato, poi essiccato fino a ottenere il peso costante, e il contenuto di umidità viene determinato attraverso il rapporto fra la differenza del peso del legno umido e del legno secco, diviso il peso di legno secco. Lo svantaggio è che le misurazioni sono lunghe e il campione viene distrutto.
  • Metodo di misurazione dielettrica: Si basa sulla variazione della costante dielettrica in funzione del contenuto di acqua dell'oggetto misurato. I dispositivi di misurazione a testa sferica sono molto adatti per eseguire rapidamente misure comparative di orientamento su superfici (profondità di penetrazione circa 25 mm) senza distruggere il materiale.
  • Metodo della resistenza (DIN 52183-2): La correlazione della variazione di resistenza ohmica nel legno in relazione al suo contenuto di umidità viene utilizzata per determinare il contenuto di umidità del legno in %. In questo caso, il valore percentuale è direttamente comparabile con quello della prova del forno.

Solo un’analisi approfondita del problema permette di verificare di quale tipo di umidità si tratta, che sia da risalita o da condensazione, la quale può essere fraintesa con l’umidità di risalita in quanto le caratteristiche visive sono le medesime. L’unico metodo per capire di quale tipo di umidità si tratta è un’indagine strumentale sui valori di temperatura e umidità relativa (UR) presenti nell’ambiente.

Dal punto di vista strettamente tecnico del legno, l’espressione “legno secco" è generalmente considerata quando un contenuto medio di umidità è inferiore al 18/20 % (MC) e quindi non c'è più alcun rischio di proliferazione di funghi che possono intaccare e distruggere il materiale. La gamma di saturazione delle fibre è specifica per ogni specie di legno ed è circa il 30% per le specie di conifere solitamente usate nelle costruzioni civili.

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La normativa DIN 18334 suggerisce un contenuto massimo di umidità del legno del 18% per le costruzioni in legno a causa delle proprietà di deformazione in relazione ai cambiamenti del contenuto di umidità. Per le costruzioni in legno, VOB/C - ATV DIN 18334 indica un massimo del 20% di umidità per il legno di conifera.

Livelli Critici di Umidità del Legno (MC)
Condizione o Norma Contenuto di Umidità del Legno (MC) Implicazione
Legno generalmente "secco" < 18/20 % Basso rischio di proliferazione fungina.
DIN 18334 (Costruzioni in legno) Max. 18 % Livello consigliato per stabilità e durabilità.
VOB/C - ATV DIN 18334 (Legno di conifera) Max. 20 % Limite massimo raccomandato per legno di conifera.
Rischio elevato di infestazione/danno > 20-25 % (se prolungato > 2-4 settimane) Alta probabilità di funghi lignivori e danni strutturali.

MISURAZIONE UMIDITA' RESIDUA

Soluzioni Efficaci per il Risanamento di Travi e Murature Affette da Umidità Salina

Non vi è genericamente un metodo migliore di altri per risanare. La distinzione dovrebbe essere fra metodi che eliminano permanentemente i problemi di una antica risalita ancora in atto e quelli che li eliminano solo temporaneamente. Una soluzione permanente comporta distinguere e sanare in modo duraturo le due componenti del fenomeno: l’umidità presente causata da una risalita in atto e i cristalli dei sali accumulati negli anni o secoli nel materiale.

Interrompere il Flusso di Acqua e Rimuovere i Sali

Per quanto riguarda l'umidità, occorre un qualche tipo di barriera (anello di elettrosmosi attiva, taglio del muro, iniezione di idro-repellenti, apparecchi elettro-magnetici, ecc.). Tuttavia, interrompere il flusso di acqua in atto in qualche modo non basta. Si deve far fronte ai cristalli dei sali accumulati negli anni o secoli nel materiale, in quanto sono ri-cristallizzanti e quindi potranno continuare le loro distruzioni indipendentemente dal non avere nuova acqua.

Per la rimozione dei sali, l’unico modo è estrarli e rimuoverli dal muro con un impacco desalinizzante. L’impacco oggi più efficace è il bio-estrattore Cocoon. Questa soluzione è l’unica valida anche nel caso della presenza di vecchi sali che possono mantenere un locale umido anche da soli dopo aver inserito una barriera, proprio perché i sali sono igroscopici.

Spesso si adottano risanamenti temporanei, cioè che nascondono i sintomi per un certo periodo. Un tale risanamento è generalmente basato sull’uso di intonaci “risananti” anche a norma UNI EN 981-1R. In assenza di barriera alla risalita è prevedibile una vita di 2-2 ½ anni nel caso dei macroporosi e di 4-4 ½ anni per gli altri. Invece, in presenza di una barriera, possono essere permanenti, ma solo se i vecchi sali rimasti nel muro sono molto pochi oppure sono stati estratti con il bio-estrattore.

Misure Specifiche per le Travi in Legno

Per le travi in legno, occorre prima di tutto chiarire se la muratura può portare umidità (acqua o vapore acqueo) a contatto con il legno o meno. Se la muratura è portatrice di umidità, occorre garantire che il legno non si trovi in contatto diretto con essa, in modo che non assorba questa umidità e non si trovi in condizioni critiche che ne possono causare un degrado biologico. A tal fine:

  • La trave deve essere appoggiata sulla muratura in modo da non permettere l'assorbimento di acqua tramite la superficie di appoggio (l'appoggio avviene non direttamente sulla muratura, e l'eventuale dormiente di legno è pure separato dalla muratura da una membrana impermeabile).
  • L'intercapedine fra legno e muratura non deve essere riempita con sughero o simile, dove l'apertura ha lo scopo di permettere la ventilazione del legno della travatura. Per evitare la polvere o la sporcizia nell'intercapedine si possono usare retini o griglie che permettano la circolazione dell'aria.
  • L'eventuale trattamento preventivo del legno nella zona immediatamente vicina alla muratura avviene tramite impregnatura della superficie, mantenendo la possibilità per il legno di traspirare (la vernice bituminosa non è adatta allo scopo).

Ricordiamo che in questo modo si rispettano i principi della protezione costruttiva del legno (nessun contatto diretto con l'acqua e ventilazione del legno assicurata), che permettono di eliminare, di fatto, ogni rischio di degrado biologico. La protezione ulteriore con del bitume è probabilmente poco adatta all'interno di un'abitazione e presenta un'efficacia limitata in caso di fessure del legno. Inoltre, il rischio che il trattamento con il bitume si riveli controproducente, specie se si tratta di una travatura con sezioni importanti, esiste ed è concreto in caso di forte umidità e senza una sufficiente ventilazione. Dal nostro punto di vista, la scelta di "incapsulare" un elemento di legno, che si trova in un clima troppo umido, è per principio da evitare.

Se il danno è esteso e compromette la stabilità dell’edificio, può essere necessaria la sostituzione completa della trave, oppure il rinforzo con elementi metallici o materiali compositi, come fibre di carbonio, per garantire la tenuta strutturale senza alterare l’aspetto del legno. Oltre alla riparazione, il risanamento include l’applicazione di prodotti protettivi che aiutano a prevenire futuri danni. Trattamenti impermeabilizzanti possono essere applicati per proteggere il legno dall’umidità, mentre prodotti anti-parassitari prevengono la ricomparsa di insetti xilofagi. Una volta completato il risanamento, è possibile anche applicare vernici o impregnanti che aiutano a proteggere la superficie del legno dall’esposizione a fattori esterni, migliorandone anche l’aspetto estetico.

Interventi Fai da Te e Quando Rivolgersi a un Professionista

Il risanamento delle travi di legno può essere affrontato con un approccio fai da te in alcuni casi meno complessi, a condizione che il danno non sia strutturale o troppo avanzato.

Interventi Possibili in Autonomia:

  • Pulizia superficiale del legno: Se le travi sono semplicemente sporche o coperte di polvere, puoi pulirle con una spazzola morbida e aspirapolvere. Per eliminare la polvere incrostata, puoi utilizzare un panno umido o detergenti specifici per il legno, facendo attenzione a non bagnare eccessivamente la superficie.
  • Trattamento antitarlo: Se hai individuato la presenza di piccoli fori nel legno, segno di un’infestazione da tarli, puoi acquistare prodotti antitarlo da applicare sulle travi. Questi possono essere iniettati direttamente nei fori per eliminare gli insetti. Esistono anche metodi alternativi, come il trattamento a microonde o a calore, che eliminano i parassiti senza l’uso di sostanze chimiche.
  • Applicazione di impregnante: Per prevenire futuri danni da umidità o parassiti, puoi trattare le travi con un impregnante per legno. Questo prodotto crea una barriera protettiva che penetra in profondità, proteggendo il legno dall’interno.
  • Riparazione di crepe superficiali: Se noti piccole crepe nel legno, puoi riempirle con stucco per legno, levigando e carteggiando la superficie una volta asciutta.
  • Trattamento contro muffa o funghi: Se ci sono segni di muffa o funghi sulle travi, puoi pulirli con una miscela di acqua e candeggina (in proporzione 1:4). Assicurati di asciugare bene il legno dopo la pulizia.
  • Protezione del legno dall’umidità: Puoi applicare un trattamento impermeabilizzante sulle travi, che crea uno strato protettivo, usando vernici o oli impermeabilizzanti.
  • Carteggiatura e levigatura: Se le travi sono solo leggermente usurate o rovinate in superficie, una carteggiatura leggera con carta abrasiva può rinnovare il loro aspetto.

Nonostante alcuni interventi fai da te siano alla portata di molti, è importante non sottovalutare i casi in cui il danno è strutturale o avanzato. Se le travi mostrano segni di cedimento, marciume esteso o infestazioni gravi da parassiti, è necessario rivolgersi a un professionista per garantire la sicurezza dell’edificio. L’infestazione biologica, come la muffa, va risolta identificando la sua struttura e le cause, seguendo protocolli precisi. Se la muffa appartiene alle 6-7 specie tossiche, le misure seguiranno un protocollo particolarmente preciso e rigoroso. La gestione efficace dei danni da umidità nelle costruzioni in legno richiede una competenza interdisciplinare e una conoscenza specifica.

I Vantaggi del Risanamento e la Qualità dell'Ambiente Interno

Il risanamento delle travi di legno offre numerosi vantaggi sia dal punto di vista estetico che strutturale. Intervenire tempestivamente consente di prolungare la vita delle travi, preservando l’aspetto originale e garantendo la sicurezza dell’edificio. Inoltre, mantenere le travi in buono stato migliora anche la qualità dell’aria interna, eliminando l’umidità e prevenendo la proliferazione di muffe o funghi, che potrebbero essere dannosi per la salute. Tutti i tipi di umidità comportano danni più o meno gravi allo stato di salute degli edifici e di chi ci vive all’interno. I problemi che comporta l’umidità di risalita esterna e/o interna e l’umidità in generale, contribuiscono al degrado delle strutture, delle finiture, degli arredamenti e contribuiscono alla staticità anche dell’edificio. La qualità dell’aria all’interno degli ambienti si presenta insalubre con la possibilità di provocare sul lungo periodo patologie e numerose attività biologiche.

Nel caso di edifici storici o monumentali, il risanamento delle travi di legno assume un’importanza particolare. In questi contesti, oltre alla funzionalità strutturale, è essenziale mantenere il valore storico ed estetico del legno originale. Le tecniche di restauro impiegate devono rispettare la struttura originale, utilizzando materiali compatibili e conservando il più possibile l’integrità delle travi antiche.

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