Il Legno per Esterno che non si Gonfia con l'Umidità: Guida Completa alla Scelta e alla Manutenzione

Molti sanno che il legno "teme l'umidità" o, comunque, che in caso di eccessiva presenza di umidità il legno si dilata fino a gonfiarsi, sollevarsi o a creare dei danni. In questo articolo cercheremo di spiegare perché questo accade e come scegliere e trattare il legno per esterno per garantire la massima durabilità. Quando si tratta di scegliere i materiali per i rivestimenti esterni, è essenziale considerare la resistenza all'acqua, soprattutto in presenza di climi mutevoli e condizioni ambientali avverse. L'esposizione costante all'umidità può causare un deterioramento prematuro nei materiali trattati in modo inadeguato, compromettendo la struttura e l'aspetto complessivo.

Comprendere la Natura del Legno: Igroscopia e Anisotropia

Il Legno: Un Materiale Igroscopico e Anisotropo

Il legno è il più conosciuto tra i materiali IGROSCOPICI e ANISOTROPI. Con il primo termine intendiamo la capacità del legno di scambiare umidità con l’atmosfera circostante e di espellerla o trattenerla sotto forma liquida o di vapore acqueo e, come abbiamo detto, questo comporta variazioni nella massa delle tavolette. Mentre quando diciamo che il legno è anisotropo intendiamo dire che le variazioni dimensionali non sono uguali in tutte le direzioni: la variazione è importante nella larghezza mentre è minima nella lunghezza.

Nei testi di tecnologia del legno questi fenomeni sono noti: il legno si relaziona con l’ambiente circostante, cedendo o assorbendo umidità in funzione alle caratteristiche termo-igrometriche dell’ambiente in cui si trova. Anche un pavimento in legno cede o acquista umidità nell’ambiente che lo circonda, a seconda delle temperature e dell'umidità relativa dell’aria e/o del fondo di posa. Il processo per cui il legno cerca continuamente l'equilibrio in base alle condizioni ambientali dove viene posto in opera, si chiama equilibratura dinamica igroscopica. Questo processo di ri-equilibrio tramite assorbimento o espulsione dell'umidità ha come conseguenza la variazione della massa delle singole tavolette posate a pavimento. La variazione in aumento provoca "dilatazione" della tavoletta mentre la perdita di umidità provoca in costringimento ed il fenomeno delle "fessurazioni". La “dilatazione”, che è conseguenza dell'assorbimento di umidità, così come la fessurazione è un fenomeno che riguarda tutte le specie legnose esistenti. Quindi occorre tenerne conto quando si progetta e realizza un pavimento in legno. Anche se ci sono delle differenze, anche notevoli, tra differenti essenze (tipologie) di legno.

La Potenza della Dilatazione del Legno

La potenza di dilatazione del legno, a causa dell'umidità, è un fenomeno conosciuto ed utilizzato da anni. Questi cunei di legno venivano utilizzati per staccare blocchi di marmo da una montagna. Prima dell'avvento degli strumenti di taglio per il marmo e degli esplosivi il marmo si estraeva dalle cave utilizzando il legno. La tecnica di estrazione dei blocchi dalla montagna consisteva, infatti, nel realizzare con gli scalpelli dei fori all'interno dei quali si sistemavano dei cunei di legno di rovere asciutto. Dopodiché si bagnavano i cunei ed il legno, gonfio d'acqua, si dilatava e provocava il distacco dei blocchi di marmo dalla montagna.

Questi fenomeni, se di lieve entità, sono generalmente reversibili. Questo significa che la tavoletta può "rinvenire" e ritornare alla sua condizione iniziale una volta ristabilità la corretta umidità. Questa dinamica ci dice che un pavimento di legno può subire delle piccole variazioni dimensionali che, in presenza di lievi variazioni delle condizioni ambientali, sono del tutto normali. Ma non sempre i fenomeni sono reversibili. Talvolta le variazioni di umidità sono talmente importanti da compromettere per sempre il pavimento in legno.

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Abbiamo ormai ben chiaro come il legno sia un materiale igroscopico, cioè che assorbe e rilascia umidità. Ma cosa succede se il pavimento in legno anziché assorbire solo vapore acqueo subisce un vero e proprio allagamento o una perdita d'acqua importante? Ebbene se lo si bagna in modo esagerato il parquet si gonfia, cioè aumenta le sue dimensioni ed ha la forza necessaria per provocare danni importanti. Se il legno permane a lungo in un ambiente umido si pongono le basi per una proliferazione ed un successivo attacco da parte di funghi, batteri ed insetti che non prolifererebbero in ambiente asciutto. I maggiori problemi si riscontrano quando il legno permane bagnato senza potersi asciugare in un ambiente in cui ci sia anche ossigeno: in quel caso la marcescenza del parquet procede inesorabile.

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Le Essenze Legnose più Resistenti all'Umidità e agli Agenti Atmosferici

Il legno è un materiale naturale, estetico e versatile, ma non tutti i tipi di legno sono adatti all’uso all’aperto, soprattutto quando devono resistere agli agenti atmosferici come la pioggia, l’umidità e i raggi solari. Quando ci si chiede quale legno resiste meglio all'acqua o qual è il legno migliore per l'esterno, è fondamentale considerare che non tutti possiedono le medesime qualità. In sintesi, il legno resistente agli agenti atmosferici è quello in grado di contrastare l'azione di pioggia e neve ma anche basse e alte temperature. Come accennato, è possibile individuare particolari tipologie di legno resistente agli agenti atmosferici. Come detto poc'anzi, ciascun legno si distingue per specifiche caratteristiche. Alcuni di essi sono maggiormente adatti agli esterni. Questi sono l'abete, il pino, l'ipè, il larice e il teak brasiliano. I nomi sopraccitati sono tipologie di legno resistente agli agenti atmosferici e all'azione dei parassiti.

Legni Tropicali e Esotici di Alta Durabilità

  • Teak brasiliano (Cumarù): Il teak brasiliano, conosciuto anche con il nome di camarù, è un legno particolarmente durevole, impiegato per le realizzazioni di pavimenti da esterni. Ciò che distingue questo legno è la sua resistenza all'ossidazione. Tale qualità rende il teak brasiliano un ottimo materiale per gli arredi da collocare in luoghi spesso soggetti a pioggia e umidità. Questo legno tropicale è noto per la sua estrema resistenza agli agenti atmosferici e richiede pochissima manutenzione. Per sua natura, il teak è un legno perfetto per tutto ciò che deve durare anche in giardino, sul tetto o vicino a una qualsiasi fonte di acqua. Il teak risulta un legno eccellente per le applicazioni più diverse.
  • Ipè: L'ipè è un legno proveniente dall'America del Sud particolarmente apprezzato per la sua resistenza e pertanto utilizzato spesso per realizzare le pedane delle piscine. Tale legno risulta gradevole alla vista e molto resistente all'acqua. Per ciò che concerne il colore, questo è grigio ma tende a cambiare nel tempo assumendo varie nuance. È tuttavia possibile preservarne il colore originale trattando l'ipè con prodotti specifici.
  • Iroko: L'iroko è un legno proveniente dall'Africa centrale e si distingue poiché capace di adattarsi alle diverse temperature e all'umidità. Tale legno è particolarmente apprezzato in quanto stabile e resistente, perfetto quindi per la realizzazione di banchine e più in generale di tutte le strutture specifiche per gli esterni.
  • Cedro: Un’altra eccellente opzione è il cedro, apprezzato per la sua capacità di resistere naturalmente agli insetti e alla putrefazione.

Legni Europei e Locali Resistenti

  • Rovere: Il rovere (Quercus robur, Quercus petraea) è storicamente il legno di riferimento per carpenteria pesante e applicazioni marine. Infine, il rovere è un legno robusto e resistente che può essere utilizzato per fioriere esterne.
  • Castagno: Il castagno contiene dal 10% al 15% di tannini (principalmente acido tannico ed ellagico) concentrati nel durame. Il castagno ha una struttura a porosità diffusa (a differenza del rovere che è a porosità anulare). Il castagno, grazie alla sua struttura e al contenuto di tannini, sviluppa una patina argentea nobile quando esposto al sole. Questa patina non è degrado, è protezione: lo strato superficiale ossidato protegge gli strati sottostanti, rallentando l’erosione UV. Un aspetto spesso trascurato: l’Italia ha uno dei patrimoni di castagno più importanti d’Europa. Quando specificate castagno italiano in un capitolato, non state solo scegliendo un materiale tecnico performante. Un decking in castagno ben posato, con corretta ventilazione sottostante e manutenzione minima (oliatura ogni 2 anni), dura 25-30 anni senza problemi. Durata e resistenza, queste sono le caratteristiche del castagno. Non è il miglior legno per esterni ma di sicuro rappresenta una buona via di mezzo, una soluzione che consente di sfruttare caratteristiche tecniche adeguate per gli arredi esterni e un costo contenuto.
  • Robinia (Acacia): La robinia (Robinia pseudoacacia), anche chiamata “acacia”, è il legno europeo più duro. Per pergolati, rivestimenti, decking residenziale, la robinia è sovradimensionata, ma ha difficoltà di finitura in quanto oli e vernici penetrano poco.
  • Cipresso: Il cipresso è un legno pregiato mediamente duro e dalla ottima resistenza all’acqua.
  • Abete Nordico: L’abete nordico si distingue poiché esteticamente gradevole e al contempo adatto agli esterni. Non solo, questo risulta altresì versatile ed economico. Per ciò che concerne il colore, questo risulta naturalmente chiaro e pertanto viene spesso tinto affinché non si noti l'effetto dell'ossidazione dovuto all'esposizione all'aria. Questo risulta economico e particolarmente resistente alle intemperie.
  • Pino: Il pino è un legno molto diffuso e facile da reperire. Particolarmente resistente agli agenti atmosferici è utilizzato per la realizzazione di arredi ed elementi decorativi per esterni. Ciò che distingue il legno di pino è la presenza di affascinanti venature e nodi che ne acuiscono la bellezza. Non solo, tale legno risulta piuttosto economico e pertanto può essere utilizzato per l'arredamento del giardino.
  • Larice: Il larice è una tipologia di legno usata per la realizzazione di pavimenti e arredi per esterni. Tuttavia, questo deve essere regolarmente trattato con un apposito impregnante affinché possa resistere all'azione degli agenti atmosferici.

Tabella Comparativa dei Legni per Esterno

Legno Resistenza Umidità Resistenza Agenti Atmosferici Manutenzione Costo Indicativo Note Chiave
Teak (Brasiliano/Cumarù) Estrema Estrema Minima Alto Durevole, resistente a ossidazione, acqua e raggi UV.
Ipè Molto Alta Molto Alta Specifica per colore Alto Ottimo per piscine, il colore può cambiare se non trattato.
Iroko Alta Alta Media Medio-Alto Stabile, si adatta bene a diverse temperature e umidità.
Cedro Alta Alta Bassa Medio-Alto Naturalmente resistente a insetti e putrefazione.
Rovere Alta Alta Media Medio-Alto Storicamente usato per carpenteria pesante e applicazioni marine.
Castagno Alta Alta Minima Medio Contiene tannini protettivi, sviluppa patina argentea protettiva.
Robinia (Acacia) Molto Alta Molto Alta Bassa Medio-Alto Il legno europeo più duro, difficile da finire con oli/vernici.
Cipresso Ottima Ottima Bassa Medio-Alto Legno pregiato mediamente duro.
Abete Nordico Buona (se trattato) Buona (se trattato) Essenziale Basso Esteticamente gradevole, versatile, economico; richiede trattamenti.
Pino Buona (se trattato) Buona (se trattato) Essenziale Basso Diffuso ed economico; richiede trattamenti per esterni.
Larice Buona (se trattato) Buona (se trattato) Essenziale Medio Richiede regolare impregnante per resistere agli agenti atmosferici.

Trattamenti e Protezione per il Legno da Esterno

Per questa ragione, spesso è necessario effettuare manutenzioni periodiche affinché non si creino muffe e funghi ma anche per contrastare l'azione dei parassiti. Ogni legno può essere migliorato e rinforzato, ma anche protetto, e questo avviene grazie all’olio ma anche e soprattutto all’impregnante. Il nome già spiega il suo metodo per dare sicurezza: a differenza di smalti e vernici, l’impregnante entra nelle fibre del legno e protegge in profondità. Soprattutto se scegli l’opzione a solvente perché riesce a scendere in profondità, mentre quello ad acqua è dedicato ai lavori che non hanno bisogno di un uso estremo e devono essere utilizzati anche all’interno. Ecco come impermeabilizzare il legno: passa una buona mano di impregnante seguendo le venature del legno, usa il pennello per fare in modo che il liquido penetri nelle insenature. Ricorda che esistono prodotti per zone impegnative, per aree con climi aggressivi, che offrono una durata fino a 10 anni. Tutti i prodotti per esterno contengono dei particolari filtri e quindi proteggono il legno dal degrado causato dai raggi U.V. Il legname già impregnato in autoclave, essendo di colore verdastro, non prende il colore dell’impregnante come il legno grezzo naturale.

Oli, Vernici e Sigillanti Specifici

Anche i legni più resistenti all'acqua possono trarre beneficio da trattamenti protettivi che migliorano ulteriormente la loro longevità e protezione. Gli oli naturali come l'olio di tung o l'olio di lino cotto sono opzioni popolari per proteggere il legno dall'umidità. Questi oli penetrano in profondità nelle fibre del legno, creando una barriera interna che impedisce all'acqua di penetrare. L'olio di tung, in particolare, è conosciuto per essere altamente resistente all'acqua e agli agenti atmosferici. Oltre alla protezione, gli oli donano al legno un aspetto lucido e ricco, esaltando le venature e il colore naturale del materiale.

Le vernici impermeabilizzanti creano uno strato protettivo sulla superficie del legno che impedisce all'acqua di penetrare. Questo tipo di protezione è molto efficace per legni utilizzati in esterno, come quelli impiegati per mobili da giardino, pavimentazioni o rivestimenti esterni. Le vernici impermeabilizzanti sono disponibili in finiture trasparenti, che mantengono visibile la bellezza naturale del legno, o colorate per aggiungere un tocco decorativo.

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I sigillanti sono un’altra opzione utile per prevenire l’assorbimento dell'acqua da parte del legno. Diversamente dagli oli e dalle vernici, i sigillanti riempiono i pori e le microfessure nel legno, creando una barriera contro l'umidità. Questo tipo di trattamento è particolarmente utile per legni che saranno esposti all'acqua in modo continuativo, come quelli utilizzati per pontili, piscine o aree soggette a frequente umidità. La durata di un trattamento di verniciatura dipende ovviamente dalla qualità della vernice, ma anche da altri aspetti che possono fare la differenza.

La Corretta Posa e Manutenzione per Evitare Danni

L'Importanza del Controllo dell'Umidità nel Massetto

Abbiamo capito i motivi per cui quando si utilizza il legno a pavimento è necessario tenere conto della sua capacità di dilatarsi a contatto con l'acqua o in presenza di umidità eccessiva. Particolare attenzione va posta al momento della posa del parquet. In questa fase occorre eseguire i controlli sia sul massetto che ambientali per accertarsi che non ci sia presenza di eccessiva umidità. Uno degli aspetti più critici riguarda la presenza di umidità residua nel massetto prima della posa del parquet. Il massetto contiene, al momento in cui viene realizzato, una quantità significativa di acqua che deve evaporare quasi del tutto prima di poterci posare il parquet. Se questo non avviene, l’umidità tende a risalire verso il parquet già installato, causando rigonfiamenti, deformazioni e distacchi.

Per evitare questi problemi, è fondamentale rispettare i tempi tecnici di asciugatura del massetto e verificarne l’umidità con strumenti adeguati prima della posa. Non possiamo nemmeno fidarci del "tempo trascorso dalla realizzazione" ma dobbiamo verificare fisicamente che abbia raggiunto valori compatibili con il legno.

Ma c'è un caso in cui nemmeno i controlli che facciamo sono sufficienti. Ed è il caso in cui sia incorporato nel massetto un impianto di riscaldamento a pavimento. In questo caso non è sufficiente andare a misurare l'umidità presente superficialmente. Prima di posare il parquet occorre eseguire quello che viene chiamato shock termico ma che forse andrebbe chiamato "ciclo di preriscaldamento del massetto". Si tratta di un metodo che permette di espellere l'umidità residua dal massetto dopo che è trascorso il periodo di maturazione. In caso di riscaldamento a pavimento ci sono dei residui di umidità specie al di sotto e attorno ai tubi che va fatta fuoriuscire prima della posa del pavimento.

Aerazione e Ambiente di Cantiere

Nelle fasi di cantiere che precedono la posa del pavimento in legno è importante che i locali vengano aerati e ventilati, in modo da far fuoriuscire l'umidità presente in grande quantità negli intonaci, nei solai e nelle pareti. Ma, attenzione! In caso di pioggia e vento è meglio chiudere per evitare che piova sul massetto. Al termine della posa i rischi non sono finiti, anzi! Si possono ancora verificare danni, specie nelle ultime fasi di cantiere. La presenza di umidità da asciugatura dei muri combinata alla mancata aerazione provocano danni a lungo termine sul parquet.

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Manutenzione Periodica: Una Necessità Costante

In linea generale è possibile affermare che oltre all'impiego di oli e vernici è sempre buona norma effettuare manutenzioni periodiche delle pavimentazioni, degli infissi e degli arredi in legno. È infatti opportuno considerare che il legno da esterno risulta di continuo sottoposto a diversi fenomeni che lo possono rovinare. La pulizia regolare è fondamentale per preservare il legno esposto all'umidità, poiché lo sporco, la polvere e l'acqua possono accumularsi sulla superficie e infiltrarsi nei pori. Un panno morbido e umido può essere utilizzato per rimuovere lo sporco superficiale, mentre per le macchie più persistenti è consigliabile utilizzare detergenti specifici per il legno. Evitare detergenti aggressivi, come candeggina o prodotti chimici forti, che potrebbero danneggiare la finitura protettiva del legno.

Anche i migliori trattamenti protettivi possono perdere efficacia con il passare del tempo, specialmente in condizioni di esposizione continua all'umidità o agli agenti atmosferici. Gli oli devono essere riapplicati ogni 6-12 mesi, mentre le vernici impermeabilizzanti possono durare alcuni anni prima di richiedere un nuovo strato. È importante controllare regolarmente lo stato del legno: se la superficie appare opaca o secca, è probabile che sia giunto il momento di ripristinare il trattamento. Per proteggere i mobili in legno dall'acqua, è importante adottare alcune misure preventive. Innanzitutto, evitare di lasciare oggetti umidi o bagnati sui mobili, poiché possono lasciare aloni o causare danni irreversibili. Infine, è consigliabile proteggere i mobili in legno con finiture o rivestimenti protettivi appositi. Infine, per prolungare la vita delle fioriere in legno, è utile posizionarle su superfici rialzate o dotarle di piedini per evitare il contatto diretto con il terreno umido, che potrebbe accelerare il processo di deterioramento.

Legni Meno Adatti o che Richiedono Trattamenti Specifici

Altre legni sono proprio da evitare, come l’acero o il noce, perché conviene usarli per gli interni. Legni come il pino, il faggio e l'abete, se non trattati, sono particolarmente vulnerabili all'umidità. Questi legni sono altamente porosi e assorbono facilmente l'acqua, causando deformazioni, gonfiori e, a lungo termine, la marcescenza. Se utilizzati in ambienti umidi, questi legni dovrebbero essere trattati con vernici o sigillanti specifici per migliorarne la resistenza all'acqua. I legni laminati, costituiti da strati incollati di legno o compensato, sono popolari per il loro prezzo conveniente e la facilità di lavorazione. Tuttavia, in ambienti umidi, l'acqua può infiltrarsi tra gli strati, causando rigonfiamenti e deformazioni.

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