Dopo il revival del vinile, è ormai tempo della rinascita delle cassette. Il “disco nero” è ormai da alcuni anni ritornato sulla cresta dell’onda, e ora è arrivato il momento della riscoperta di un altro supporto analogico, a lungo snobbato e finito nel dimenticatoio: la cassetta. Le ragioni del crescente interesse verso le musicassette? La nostalgia, sicuramente, da parte della generazione di chi è nato negli anni ’70 (o prima) e vuole tornare a utilizzare oggetti che ricordano la giovinezza, ma non solo. Ci sono anche i più giovani, che attraverso le cassette stanno scoprendo il sound degli anni ’70 e ’80 (magari su nastri registrati all’epoca dai loro genitori), e il piacere di possedere la musica in un formato “fisico” compatto e carico di fascino. Per poi acquistare su supporto magnetico anche gli ultimi lavori di artisti del momento, come Harry Styles, Billie Eilish, Lady Gaga e Taylor Swift, che hanno deciso di pubblicare i loro recenti album non solo sui canonici supporti (vinile, CD e formati digitali).
Il mercato attuale dei deck a cassette nuovi
Restringendo il campo ai registratori a cassette da tavolo (quelli che una volta erano presenti in ogni impianto Hi-Fi casalingo) non si può non prendere atto del fatto che chi sia in cerca di un nuovo deck abbia davvero poca scelta. Sul mercato c’è un solo il Teac W 1200 (450 euro circa) e la sua variante pensata per il professionale, ovvero il Tascam 202 MK VII (500 euro circa), che si differenzia solo per le alette metalliche per il fissaggio in un rack. Si tratta però di macchine piuttosto “basiche”, a due testine, privi di Dolby (il più noto dispositivo di riduzione del rumore del nastro), senza possibilità di regolazione della corrente di polarizzazione (il bias) e con lo sportellino per inserire il nastro non motorizzato.
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L'età d'oro dei registratori a cassette e i marchi storici
Il periodo d’oro dei deck a cassette è senza dubbio quello che va dalla seconda metà degli anni ’80 alla fine dei ’90, in cui la tecnologia era ormai matura, e aveva consentito di raggiungere un livello di qualità nelle registrazioni davvero elevato, quasi incredibile, se pensiamo che negli anni ’60 la risposta in frequenza degli apparecchi era davvero limitata (non superava i 10kHz) e il rapporto segnale/rumore si attestava sui 50db (ovvero… il soffio del nastro era fastidiosissimo!). Sebbene le quotazioni siano cresciute negli ultimi due anni, si possono mettere a segno ancora dei buoni affari, specie considerando il prezzo delle alternative sul mercato del nuovo, che, come abbiamo visto prima, sono tutt’altro che economiche.
Nel corso degli anni, si sono affacciati sul mercato tantissimi costruttori; alcuni si sono specializzati di più in questo settore, come Nakamichi, Teac e Akai; tuttavia, anche marchi come Pioneer, Sony e Technics hanno costruito apparecchi degni di nota.
Se, come abbiano detto, gli apparecchi degli anni ’90 sono quelli più interessanti a livello di prestazioni (in quel periodo infatti, sono state raggiunte le vette della tecnologia applicata ai registratori a cassette), non si può rimanere indifferenti alle macchine costruite negli anni ’70, cariche di fascino e “povere” di elettronica. Certo, si deve chiudere un occhio su alcune lacune; per esempio, non era prevista la possibilità di utilizzare i nastri metal, i più performanti, non aveva ancora debuttato il Dolby C e le meccaniche non erano servoassistite (questo tipo di soluzione è diventata popolare solo negli anni ’80). Ma il fascino dei Vu meters, i frontali in spesso alluminio grigio e le costruzioni massicce fanno ancora sognare gli appassionati.
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Cosa controllare prima di acquistare un deck a cassette usato
La meccanica di una piastra di registrazione è complessa, e sono svariate le verifiche necessarie da effettuare prima dell’acquisto, per non portarsi a casa un bidone. Per tutta questa serie di motivi, l’acquisto di un registratore a cassette usato andrebbe fatto previa verifica di persona: affidarsi alla compravendita “alla cieca” è rischioso. Oltre allo stato del cabinet e del frontale (controlli visivi da effettuare, peraltro, su qualsiasi tipo di elettronica) occorre focalizzarsi su elementi specifici:
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Pinch-roller
Il rullo pressore in gomma aiuta a mantenere il nastro nella posizione corretta, ma può danneggiarlo in modo irreparabile, causandone l’arricciamento, e può essere responsabile di variazioni indesiderate di velocità. Per cui, valutate bene le condizioni del pinch-roller: se la gomma presenta crepe, oppure è eccessivamente dura e con una superficie ormai vetrificata, è da sostituire (si trovano abbastanza facilmente dei ricambi nuovi prodotti da aziende specializzate).
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Testina
Una volta pulita con un cotton fiocc imbevuto di alcol isopropilico, se si notano graffi, piccole cavità, un piccolo “scalino” o zone opache, problemi in vista. Già prima di accendere l’apparecchio, saprete già che non avrete una buona resa sonora: i problemi possono andare dal suono cupo e distorto allo sbilanciamento tra i canali.
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Vano cassette
Se l’apertura è incerta o rumorosa, o lo sportellino ha un gioco elevato, la macchina è stata “maltrattata”; inoltre, gli ingranaggi del meccanismo sono assai difficili da reperire. Se il deck ha il sistema di selezione automatica del tipo di nastro, occorre verificare che funzioni correttamente.
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Cinghie
A cassetta inserita, il nastro non avanza premendo “play”, ma il motorino gira? Si tratta del problema più frequente nei registratori vintage: la cinghia che collega il motore principale al volano, negli anni, può essersi deteriorata o addirittura liquefatta. Per fortuna si può cambiare: basta trovare il ricambio adatto (anche in questo caso, ci sono aziende specializzate che li producono ancora).
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Contatore dei giri
Il contatore dei giri deve funzionare correttamente. Se nelle elettroniche con display digitale questo dispositivo non dà quasi mai problemi, in quelle con gli strumenti analogici, non è raro che sia fonte di grattacapi.
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Potenziometri
Verificate i potenziometri per la regolazione del livello di registrazione, dell’uscita cuffia, del bilanciamento dei canali, della regolazione del bias: sono di frequente fonte di disturbi e “rumorini”. Spesso è sufficiente un rapido trattamento con uno spray pulisci contatti (anche senza smontare nulla: si può spruzzare direttamente, sfilando le manopole).
Riparazioni e reperibilità dei ricambi
Occorre infine ricordare che, in caso di malfunzionamento, bisognerà contattare dei laboratori specializzati (che spesso, di questi tempi, sono subissati di richieste); è inutile prendere in considerazione i centri di assistenza ufficiali delle aziende produttrici dei registratori, dato che i ricambi non vengono più prodotti e distribuiti direttamente dalle case madri. Bisogna rivolgersi all’after-market: per i modelli più diffusi, i “consumabili”, ovvero le cinghie e i pinch-roller, si trovano senza problemi (provate a consultare eBay per farvi un’idea). Tuttavia, se una scheda elettronica è andata fuori uso, magari in seguito alla perdita di acido di un condensatore, non c’è nulla da fare, se non cercare, magari in rete, un deck a cassetta “gemello” da utilizzare come “banca organi” da cannibalizzare per la riparazione.
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