Il teak è un legno pregiato, molto apprezzato per la bellezza delle venature e per le eccellenti proprietà. Molti lo hanno sentito nominare, e i più attenti già ne amano le preziose caratteristiche. Ma cos’è esattamente il teak?
Si tratta infatti di un materiale robusto ma anche facile da lavorare, oltre che idrorepellente e resistente alla salsedine e agli agenti atmosferici. Il legno teak viene usato nell’industria navale, nell’edilizia, nella carpenteria, nella realizzazione di arredi da esterno e per pavimenti e mobili di pregio. Il suo colore naturale è scuro, con sfumature che vanno dal nero al verde al marrone, ma tende a schiarirsi leggermente col passare del tempo.
Ma che tipo di legno è il teak? Quale parte di mercato occupa e perché le organizzazioni mondiali di ricerca come la FAO, si sono impegnate a fornire report e linee guida a governi e privati sullo stato delle foreste di teak?
Questo spiega perché la creazione e la gestione di foreste di teak ha attratto grandi investitori. Infatti, per molti paesi tropicali rappresenta l’opportunità di produrre legname di qualità. Nonostante il teak rappresenti una piccola parte della produzione e del commercio mondiale di legname con una quota di mercato stimata inferiore al 2%, in termini di valore è molto più rilevante. A livello globale, sono l’unica risorsa di latifoglie piantate in aumento in termini di superficie.
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Provenienza e Tipologie del Legno Teak
Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa, Sud America e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni). Il teak è un legno molto costoso, a causa della scarsità delle piantagioni e della crescita lenta della pianta che lo produce.
Le foreste naturali di teak si trovano solo in quattro paesi in tutto il mondo: India, Laos, Myanmar (Birmania) e Thailandia. In India, fino alla fine degli anni sessanta, i dipartimenti forestali statali erano le uniche agenzie che gestivano le piantagioni di foreste di teak. Solo nel 1968 arriva la prima società a responsabilità limitata a cui fanno seguito, negli anni successivi, sempre più investimenti privati. Diversa la situazione in America.
Il legno teak asiatico è invece molto pregiato e si presenta in 4 tipologie differenti: teak comune, teak Burma, teak indonesiano e teak filippino.
- Teak comune: originario dell’India e dell’Indonesia.
- Teak Burma: cresce in Birmania, ed è in assoluto una delle varietà di teak di maggiore pregio. Si tratta in realtà dell’unico legno teak totalmente naturale oggi presente in commercio.
- Teak indonesiano
- Teak filippino: è a rischio estinzione.
Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano.
Il Teak naturale è pressoché introvabile. La ragione è che l’esportazione maggiore arriva dall’Africa, dove il Teak è da piantagioni, mentre la Thailandia non esporta tavolame, ma solo manufatti già pronti.
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Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno. A causa del caldo intenso, il teak africano è meno umido e meno ricco di resina oleosa, tipica di questo legno.
Tra i più diffusi troviamo il Teak d’africa. Si tratta di un legname da piantagione, arrivato nel continente circa un secolo fa. Il legno di Teak africano è più asciutto, senza la sostanza oleosa. Ciò vuol dire che non è naturalmente idrorepellente, ma ha bisogno di trattamenti come qualsiasi altro tipo di legno. Questo, però, lo rende anche più economico rispetto al cugino asiatico.
In realtà, la maggior parte di questi Paesi produce quasi solamente teak già lavorato, ovvero nella forma lamellare, mentre l’unico legno di teak totalmente naturale oggi presente in commercio è quello proveniente dalla Birmania.
Caratteristiche e Vantaggi del Legno Teak
Oltre ad essere esteticamente bello, questo legno in natura ha delle caratteristiche molto significative legate in primo luogo alla meccanica e alla durabilità. Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici. La quantità di olio (e quindi di protezione) dipende dal taglio e dalla stagionatura del legno, che durante la lavorazione viene progressivamente ridotto.
Questo eccezionale legno è resistente all’attacco di termiti e funghi, è facilmente lavorabile, è duraturo e non si deforma o spezza. Caratteristiche che lo rendono unico per lavorazioni strutturali che necessitano di una forte resistenza ad agenti atmosferici e al passare degli anni.
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La componente oleosa e la presenza di silice lo rendono resistente all’acqua e all’usura nel tempo. Allo stesso tempo, è difficilmente infiammabile, non subisce deterioramenti dovuti alla salsedine e agli acidi e resiste a condizioni ambientali solitamente ostili al legno comune.
Il legno di teak è idrorepellente, grazie ai suoi pori distribuiti su tutta la superficie, che evitano l’accumulo di umidità. È inoltre un materiale molto robusto e resistente, grazie alla sua resina oleosa che lo difende dagli insetti, dai funghi e dalle escursioni termiche.
Il teak è facile da pulire e non è soggetto al cambiamento di colore, né a causa del tempo né per l’esposizione agli agenti atmosferici. La sua manutenzione è quindi ridotta al minimo: basta pulirlo con acqua tiepida e un panno o una spazzola morbida, oppure con un detergente neutro.
Le fibre e le porosità del legno aiutano molto nel grip, non creando problemi con i movimenti a bordo e nelle manovre. Solo se è appena carteggiato o appena installato può creare qualche difficoltà perché “troppo liscio”, potete notarlo ad esempio nelle barche nuove esposte ai saloni nautici. Nessun problema da bagnato. Le difficoltà aumentano se viene applicato un olio non idoneo. Ho visto barche con del flatting sul rivestimento, che creando una pellicola senza porosità rendono il rivestimento molto scivoloso.
Siamo alle note dolenti. Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato. Questo si traduce in una notevole facilità a macchiarsi a ogni imprevisto. Macchie di caffè, vino, olio, creme solari possono penetrare nelle fibre del legno, e se non si corre ai ripari in breve tempo la macchia può diventare indelebile. Ovviamente questo è un fattore soggettivo e variabile. Io apprezzo tantissimo il teak come rivestimento, i suoi riflessi sono unici. Ma la bellezza del teak c’è quando è trattato e in ottime condizioni.
Come legno non è leggerissimo. Più in generale, il teak generalmente viene installato per mezzo di una colla poliuretanica.
Utilizzi del Legno Teak
Il teak fu inizialmente utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito utilizzato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno.
La cantieristica navale in occidente ha sempre cercato i migliori materiali adatti all’uso nautico. Le caratteristiche del teck sono uniche nel suo genere. È un legno durissimo, ma facilmente lavorabile, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti.
In particolare nei giardini, il legno è in perfetta armonia con la natura circostante al punto da risaltare fiori e piante. Ma sappiamo anche che dona calore ed eleganza alla stanza da bagno, e che può essere abbinato a infiniti materiali per creare ambienti dagli stili diversi.
Nelle costruzioni d’interni viene utilizzato, ad esempio, nella realizzazione di scale, di mensole, porte, finestre o pavimenti in legno.
Perfetto per realizzare mobili come scarpiere su misura e tavoli. Questo materiale darà sicuramente un tocco in più alla tua casa: contatta un falegname e chiedi un preventivo per realizzare il tuo mobile con legno di teak su misura!
Problematiche e Sostenibilità
L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010.
A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese.
La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni. Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale.
Il teak non è una specie a crescita rapida e la durabilità di quello proveniente da piantagioni è minore rispetto a quello proveniente dalle foreste naturali.
Data l’importanza del teak, l’Organizzazione internazionale del legno tropicale (ITTO), l’Unione internazionale delle organizzazioni per la ricerca forestale (IUFRO) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sono state coinvolte attivamente già da molti anni, nella ricerca e nello sviluppo sostenibile delle foreste naturali e piantumate per evitare una gestione sbagliata. Un esempio significativo è Lo studio globale sul teak. Analisi, valutazione e potenziale futuro delle risorse in teak nel quale è stata coinvolta anche la rete internazionale di istituzioni e individui interessati al teak (TEAKNET). Il rapporto include la conservazione e la gestione delle risorse genetiche, la selvicoltura delle foreste di teak naturale, la gestione degli standard di riferimento e la qualità del legno.
Manutenzione del Legno Teak
Avrete senz’altro visto qualche film dove la ciurma, sotto le grida del comandante, strofinava i ponti dei velieri con spazzola e acqua di mare. In alternativa, la chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teck. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti a dispetto comunque di una buona dose di fatica.
Queste caratteristiche permettono di ridurre al minimo gli interventi di manutenzione, infatti basta pulire la superficie con acqua tiepida e un panno o una spazzola morbida, oppure con un detergente neutro per poi risciacquare e asciugare con cura.
Alcuni tendono a levigare annualmente il legno durante il rimessaggio invernale, io tendo a sconsigliarla come operazione periodica ma utilizzarla solo in extremis, preferendo trattamenti di ripristino specializzati e successivo nutrimento del legno senza perdere millimetri preziosi di spessore. Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi.
Per una pulizia profonda invece (ad esempio dei frontali), si può utilizzare un sapone neutro diluito in acqua tiepida. Oltre a risciacquare, è bene asciugare con cura la superficie dei mobili di Teak.
Il Teak e il Calore
La capacità di trattenere il calore è una delle proprietà dei legni. Il teak purtroppo non è esente da questa caratteristica. Nei porti d’estate non sono una novità le corse alla pistola dell’acqua per raffreddare il rivestimento. Chi effettua questa pratica avrà notato che dopo la prima passata d’acqua il legno è quasi immediatamente asciutto. Questo fenomeno avviene perché il teak non è riscaldato solo in superficie ma su tutto il suo spessore, per cui il primo passaggio dell’acqua è necessario ma non sufficiente per raffreddarlo. D’estate è uno svantaggio, anche perché al tramonto e nelle ore successive il legno continua a rilasciare calore, con un aumento della temperatura all’interno della cabina.
Prezzo del Legno Teak
Il teak è un materiale estremamente caro, il cui prezzo si aggira in media sui 5-6000€ al metro cubo. Il costo del legno di teak dipende però da alcuni aspetti, come la qualità del legno grezzo, il grado di lavorazione e la stagionatura.
Il teak naturale è quello più costoso ma è anche piuttosto difficile da trovare, mentre il teak lavorato in forma lamellare è decisamente più economico, come quello essiccato in forno per velocizzarne le tempistiche di vendita.
Per quanto riguarda invece il parquet in teak, uno degli usi d’arredamento più comuni per questo legno, il prezzo può andare dai 50 ai 150€ al metro quadrato, esclusi i costi legati al montaggio e al trasporto. Nei pavimenti di teak incidono sul prezzo finale soprattutto lo spessore delle tavole, la provenienza e la qualità del legno.
Invece, il teak sintetico rappresenta una valida alternativa, seppur il prezzo di questo materiale plastico sia simile a quello del vero legno di teak.
Teak Sintetico
Infine, esiste anche il teak sintetico, un materiale moderno, tecnologico, riciclabile, flessibile, resistente ed elegante. Si tratta di un derivato plastico con una struttura composta da una serie di resine sintetiche, che permette di evitare l’abbattimento degli alberi di Tectona pur conservandone le qualità fisiche e meccaniche. Il teak sintetico è particolarmente leggero, per questo viene largamente usato nel settore navale e nella realizzazione di pavimenti da esterno.