Il teak è da sempre sinonimo di prestigio, resistenza e bellezza naturale nel settore nautico. La sua struttura fibrosa e gli oli naturali contenuti al suo interno lo rendono capace di resistere nel tempo senza deformarsi, mantenendo un aspetto elegante e una piacevole sensazione al tatto. Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici. La sua alta concentrazione di oli naturali lo rende anche molto resistente all’acqua, prevenendo la formazione di marciume e muffa. Inoltre, il teak offre un’elevata trazione, il che lo rende ideale per ponti e passaggi.
Nonostante le sue qualità intrinseche, le coperte in teak sulle nuove imbarcazioni stanno diventando via via sempre più rare. Ma per quale motivo sono sempre meno i produttori che scelgono di arricchire le proprie barche con questo legname pregiato e tradizionale? I motivi sono essenzialmente tre, uno collegato all’altro. In primo luogo, l’uso di teak naturale spesso non è sostenibile, con le associazioni ambientaliste che lottano da anni per una più rigida regolarizzazione delle piantagioni di questi legnami esotici. In secondo luogo, il prezzo del teak è alto, portando spesso il prezzo delle barche oltre i budget predefiniti dagli acquirenti. Infine, come conseguenza diretta dei due primi fattori, sono stati introdotti via via dei materiali alternativi. Si capisce quindi che ci sono ottimi motivi per fare una buona manutenzione del teak già presente sulla propria barca.
L'Usura del Teak: Cause e Segni
La manutenzione del teak in barca ha lo scopo di mantenerlo il più possibile invariato, sapendo che il normale invecchiamento di questo legname porta le coperte e i mobili in teak ad assumere una patina grigio-argento. Spesso si legge che la manutenzione del teak non è necessaria, o meglio: chi vende teak afferma spesso che questo materiale non abbisogna di particolari cure. Questa affermazione è vera solo in parte. È vero che il teak è caratterizzato dalla presenza di un olio che lo difende dall’invecchiamento e dal disseccamento, presentando quindi già di per sé un’arma contro l’usura. Ma è vero anche che questo olio va protetto, il che porta quindi necessariamente a degli interventi di manutenzione del teak.
Fattori Ambientali e Usura Naturale
Nonostante la sua naturale resistenza, il teak può comunque subire l’usura del tempo e gli effetti degli agenti atmosferici. Senza un adeguato trattamento, il teak può diventare grigio, opaco e vulnerabile agli elementi. I raggi UV del sole possono sbiadire il colore delle superfici in teak e l’acqua salata può danneggiare la sua struttura. Anche le fluttuazioni di temperatura sono un altro fattore da considerare. Le alte temperature possono ammorbidire i materiali per decking, causandone la deformazione. Questo può anche indebolire le giunture di fissaggio della coperta, siano esse colla o viti. Mentre le basse temperature possono causare una maggiore fragilità.
Il teak è soggetto ad usura e ad ossidazione superficiale con modifica del colore dal marrone ad un grigio poco elegante. Nonostante ad alcuni non dispiaccia questa colorazione che rimane comunque molto naturale, sarebbe bene coprire il legno con tendalino e cagnari quando l’imbarcazione è ormeggiata.
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Danni Fisici e Problemi Comuni
L'uso quotidiano richiede il suo tributo nel tempo. Il calpestio, le macchie e i segni si accumulano gradualmente, in particolare nelle aree ad alto traffico come le passerelle, le postazioni di guida e i punti di imbarco. Questi impatti possono anche interagire con i fattori naturali di stress ambientale come la luce solare, la salsedine e le variazioni di temperatura. Questa combinazione fa sì che gli effetti dell’uso quotidiano siano più pronunciati.
Il teak non è immune da problemi di invecchiamento e usura derivanti dalla vita a bordo. È infatti soggetto ad ammaccature per urti dovuti alla caduta di oggetti o applicazione di carichi concentrati su piccole superfici. Inoltre soffre i graffi e le incisioni, dovuti ad esempio da sassolini presenti sotto alle suole delle scarpe. Nel corso del tempo, il teak può sviluppare piccole crepe e segni di usura. Nonostante le sue qualità di resistenza, il teak può sviluppare alcuni problemi comuni che richiedono attenzione.
Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato e quindi è facile macchiarlo. Se non si interviene in breve tempo la macchia può diventare indelebile. Date le sue caratteristiche naturali, il teak tende a respingere la formazione di muffa e marciume. Tuttavia, queste problematiche possono ancora manifestarsi in determinate situazioni, specialmente in ambienti umidi. La muffa può causare macchie, cattivi odori e indebolire la struttura del teak.
Restauro e Manutenzione Teak e Oblò Barca a Vela 1
Manutenzione del Teak: Prevenzione e Cura
Ancora prima di pensare a come pulire il teak, è bene impegnarsi per non rovinarlo. Ecco che allora è necessario ricordarsi di proteggere la propria coperta in teak da tacchi a spillo, scarpe sporche o sassolini, così come dalle unghie dei cani, dalle macchie oleose degli alimenti (un panino mangiato distrattamente a bordo può fare grossi danni) e dalle braci che potrebbero volare dal barbecue per barca.
Tecniche e Prodotti per la Pulizia
Come si è capito, quando ci si dà alla pulizia del teak è sempre obbligatorio impiegare prodotti e tecniche volte a proteggere l’olio contenuto nel legno: il comandamento è quindi quello di non usare mai dei prodotti generici. L’attenzione non va posta unicamente sui detersivi e detergenti, ma anche sugli spazzoloni usati. Questi devono essere morbidi e puliti, e devono essere sempre usati agendo perpendicolarmente alle fibre del legno, mai parallelamente: così facendo infatti si rischierebbe di asportare pulizia dopo pulizia la lignina, andando a “consumare” il teak. Per non ritrovarsi con un teak scanalato e consumato prima del tempo, quindi, è bene ricordarsi di pulire sempre nella direzione giusta.
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In ogni caso, dopo aver usato il detergente adatto per la pulizia e la manutenzione del teak, è sempre necessario sciacquare il tutto con dell’acqua dolce, nonché infine con dell’acqua di mare pulita. Questo potrebbe sembrare un controsenso; va però detto che l’acqua salata, usata nel modo e nel momento giusto, aiuta a mantenere umido il legno, così da rallentare il suo invecchiamento.
Per mantenere il teak in buone condizioni nel corso degli anni, è necessario effettuare trattamenti adeguati. Innanzitutto, è consigliabile pulire regolarmente il teak con acqua e sapone neutro per rimuovere lo sporco e gli agenti inquinanti che si accumulano sulla sua superficie.
Ecco alcuni prodotti specifici per la pulizia e la manutenzione del teak:
- Detergente Teak Wonder Cleaner: un punto di riferimento essenziale per chi vuole mantenere pulita e giovane la propria coperta in teak. Si tratta di un detergente appositamente studiato, che pulisce il legno senza aggredirlo, e senza danneggiare vernici o ferramenta presenti sulla coperta. Grazie a questo detergente è possibile effettuare la regolare manutenzione del teak senza carteggiare. Sempre della linea Teak Wonder sono disponibili anche lo schiarente e l’olio (dressing): eventualmente è possibile acquistare tutti e i tre i prodotti in un unico kit, perfetto per la pulizia e la manutenzione di piccole superfici.
- Teak 1 detergente di Veneziani: un detergente per teak delicato ed efficace, da usare con o senza diluizione in base alle macchie da cancellare. Dopo aver pulito e preparato il teak, è il momento di applicare il trattamento prescelto. Assicurati di utilizzare il prodotto che offra protezione contro i raggi UV, l’acqua salata e l’umidità, come T-Protective. Applica il prodotto uniformemente sulla superficie del teak seguendo le istruzioni del prodotto.
Oltre ai normali lavaggi con acqua dolce, occorre effettuare almeno una volta all’anno un trattamento di pulizia e schiaritura con appositi prodotti.
La Levigatura: Quando e Come
La levigatura è un altro trattamento importante per il teak. Nel corso del tempo, il teak può sviluppare piccole crepe e segni di usura. La levigatura permette di rimuovere queste imperfezioni, ripristinando la superficie liscia e uniforme del legno. La resistenza del teak a bordo nel tempo è notevole, se ben curato può durare anche 30 anni. In caso di danni superficiali può essere carteggiato per ripristinare lo splendore originale. Alcuni tendono a levigare la superficie annualmente, ma è un’operazione da evitare se non in casi estremi. È preferibile, invece, trattare il legno con prodotti specifici in modo da non sprecare millimetri preziosi di spessore.
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Il Refitting del Teak
Inevitabilmente, nonostante una manutenzione corretta del teak, arriva il fatale momento in cui non potete più stare a guardare il legno rovinato e dovete decidervi a intervenire. Tutte le imbarcazioni, che siano di piccole dimensioni o Superyacht, a vela o motore, dopo un certo periodo di tempo necessitano di essere rinnovate. Il refitting del teak è un processo delicato, che richiede esperienza, strumenti adeguati e sensibilità per la materia viva del legno. Affidarsi a ALL IN YACHT significa scegliere un approccio sartoriale alla manutenzione del teak.
Processo di Sostituzione
Per la sostituzione, si procede rimuovendo il vecchio teak utilizzando un taglierino e uno scalpello, con pazienza e soprattutto attenzione per evitare di rovinare le doghe. Una volta che il vecchio teak è stato asportato, carteggiare la superficie stando attenti a non rovinare le murate laterali con la levigatrice. In questa fase, l’ideale è togliere oltre ai residui di legno anche tutto il collante precedente riportando il fondo al colore originale. L’asportazione del collante vecchio è consigliata perché potrebbe non essere compatibile con il nuovo collante.
A questo punto ci troviamo una superficie bianca e opaca che sicuramente ha parecchia polvere: se la situazione lo permette lavare abbondantemente con acqua e spugna per togliere tutti i residui di polvere, altrimenti usare un aspirapolvere potente. Infine asciugare bene tutta la superficie. Fissare sempre un pannello alla volta ed evitare che il sika cominci ad asciugare prima che sia in posizione. A questo punto il pannello va fissato. Si possono usare sia le viti che poi andranno nascoste con una serie di tappi in teak o mettere dei pesi su tutta la superficie.
Appena il tutto è asciutto si può tagliare con il taglierino l’eventuale sbordatura del sika dal teak e successivamente carteggiare la superficie. Applicare del nastro adesivo di carta perimetro esterno del teak con molta cura, quindi anche sulla carrozzeria e premere bene in modo che aderisca, spennellare di primer trasparente la cavità e dopo un’ora circa applicare il sika 290 con pistola a beccuccio, indossare i guanti di lattice e passare il dito tutto intorno per creare un semicerchio fra parete e teak. Il prodotto che potrebbe accidentalmente finire sulla carrozzeria va per quanto possibile tolto subito con diluente nitro, sul legno invece va lasciato perché sarà semplicissimo eliminarlo con carta vetrata una volta asciutto. È bene sapere che i filetti di guarnizione più sono sottili e più sono eleganti, evitiamo quindi di superare i 5-6 mm.
Alternative al Teak Naturale: Il Teak Sintetico
Negli ultimi anni, complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione piuttosto impegnativi, il mercato nautico ha sfornato soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico. In alternativa esistono nuovi prodotti in materiale sintetico che riproducono più o meno il disegno ed il colore del teak naturale.
Caratteristiche e Vantaggi del Teak Sintetico
Il teak sintetico non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto. Si tratta di prodotti simili che presentano le medesime caratteristiche. Sono realizzati in una miscela di PVC o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale.
Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla. Le caratteristiche delle coperte in materiale sintetico sono l’inattaccabilità da parte degli agenti atmosferici, salsedine, oli, nafta e sporcizia in genere. Hanno un ottimo potere antisdrucciolo in condizioni di bagnato e un buon potere assorbente ed anti deformante in caso di urto o caduta di oggetti. Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli. È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente. Altre qualità interessanti sono che resiste ai raggi UV ed è antiscivolo, anche se la superficie è bagnata. Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare.
In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire. La sua lunga durata è ulteriormente supportata dalla possibilità di rinfrescare la superficie quando necessario. Nel corso del tempo, la coperta può gradualmente schiarirsi, scurirsi o mostrare una piccola usura. Questi cambiamenti sono facilmente correggibili carteggiando lungo le venature. Anche i segni o i graffi più ostinati possono essere leggermente levigati per ripristinare l'aspetto della coperta.
Alcune delle prime installazioni di decking Flexiteek hanno ormai più di 25 anni e continuano a funzionare bene. Questa durata di vita non è casuale. I ponti Flexiteek sono prodotti utilizzando la saldatura vinilica anziché la colla, creando giunzioni più resistenti e durevoli nel tempo. La superficie stessa è estremamente resistente, stabile ai raggi UV e completamente ri-sabbiata se necessario. In questo modo è possibile rinnovare la coperta anziché sostituirla. Il decking sintetico Flexiteek è un'opzione di decking sintetico leader del mercato perché è costruito per resistere all'esposizione costante alle intemperie, all'acqua e al traffico pedonale.
Ciò che distingue Flexiteek 3 è anche il modo in cui viene prodotto. Viene prodotto utilizzando PVC non derivato da combustibili fossili e bioattribuito, ricavato dal tall oil, un sottoprodotto della silvicoltura gestita. Questo approccio innovativo riduce le emissioni di gas serra fino all'80% rispetto ai tradizionali decking sintetici di prima generazione, senza compromettere la durata o le prestazioni.
Svantaggi del Teak Sintetico
Uno dei più importanti svantaggi è che la sua superficie si riscalda parecchio. Quando è esposta al sole raggiunge infatti una temperatura superiore a quella del legno. A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore, per esempio le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare. Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale.
C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Il teak sintetico è quindi utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non prive di conseguenze nefaste per l’ambiente.
Teak Naturale vs. Teak Sintetico: Un Confronto
Per una scelta informata, è utile confrontare le principali caratteristiche di entrambi i materiali:
| Caratteristica | Teak Naturale | Teak Sintetico |
|---|---|---|
| Estetica | Prestigio, bellezza naturale, aspetto che evolve in grigio-argento. | Imita il legno, disponibile in vari colori e venature. |
| Resistenza Naturale | Oli interni lo proteggono da acqua, raggi UV, marciume e muffa. | Resistente ad agenti atmosferici, salsedine, oli, nafta, sporcizia. |
| Manutenzione | Richiede pulizia regolare, prodotti specifici, oliatura, possibile levigatura annuale. | Manutenzione minima, lavaggio con acqua dolce, facile rimozione macchie, carteggiabile. |
| Durata | Fino a 30 anni con buona cura, usura e invecchiamento inevitabili. | Lunga durata (es. Flexiteek oltre 25 anni), resistente a UV e acqua salata. |
| Costi | Alto prezzo iniziale del materiale, costi significativi di manutenzione e refitting. | Costo di installazione (300-400 €/mq), minore costo di manutenzione nel tempo. |
| Svantaggi Specifici | Ingrigimento, assorbe macchie, suscettibile a graffi e ammaccature. | Si scalda molto al sole, costo iniziale elevato, smaltimento come prodotto plastico. |
| Sostenibilità | Problemi di sostenibilità legati al disboscamento. | Alternativa al disboscamento, ma prodotto chimico/industriale da smaltire. Alcuni prodotti (es. Flexiteek 3) con componenti bio-attribuiti. |