Storia e origini del Tango Argentino: un'eredità culturale universale

Il Tango argentino, dopo oltre un secolo dalla sua nascita, vive oggi una rinnovata popolarità a livello mondiale grazie al carattere universale del suo messaggio: una comunicazione immediata, un'intimità coinvolgente e un dialogo caratterizzato dall'improvvisazione. Il 30 settembre 2009, l’Unesco ha dichiarato il Tango patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Le radici in un crogiolo di culture

Le origini del Tango sono molteplici ed è difficile determinare in modo univoco chi lo abbia generato. Il Tango è il risultato del convergere di vari influssi ed esperienze nella seconda metà dell'800 nella regione del Rio della Plata. Verso l'anno 1880, Buenos Aires, la città più dinamica del paese, diviene la capitale politica della Repubblica Argentina. In quel periodo, la società urbana attraversava una fase di grandi movimenti dovuti alla massiccia immigrazione sia dalle campagne circostanti che dalle nazioni europee.

I più grandi gruppi etnici si affollavano nei sobborghi cittadini, dalle zone portuali agli arrabal: la Boca, Corrales Viejos, Miserere e Bassa Belgrano. Gli immigrati europei, in particolare italiani, spagnoli, polacchi e ungheresi, si ritrovavano a convivere con gli afroamericani affrancati e i gauchos provenienti dalle pampas. In questo contesto nasce il Tango, come espressione di una cultura popolare nata dall'incontro di diverse comunità.

La musica: dal Bandoneón alle grandi orchestre

Il tango utilizza per le sue esecuzioni lo strumento iconico: il bandoneón. Sebbene sia stato originariamente importato dalla Germania come strumento religioso, in Argentina è diventato l'accompagnamento della musica del tango. Negli anni Trenta e Quaranta del XX secolo la musica del Tango conobbe il massimo sviluppo artistico con la formazione delle grandi orchestre.

Principali esponenti della musica

  • Julio de Caro: pioniere dell'innovazione negli anni venti.
  • Juan D'Arienzo: famoso per il suo ritmo ossessivamente metronomico e travolgente.
  • Carlos Di Sarli: maestro dell'eleganza morbida e del fraseggio melodico.
  • Osvaldo Pugliese: noto per le sue ardite tessiture armoniche e la ritmica "yumba".

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Il ballo: un linguaggio corporeo

Il Tango Argentino nasce come danza eseguita dagli abitanti delle zone portuali. Alcuni ipotizzano che i compadritos iniziassero a ballare la milonga imitando i neri che danzavano il candombe. Il tango iniziò così ad assumere la sua connotazione di stupendo intreccio di emozioni, introducendo due movimenti principali: il corte (interruzione repentina del movimento) e la quebrada (abbandono della donna nell'abbraccio del cavaliere).

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Stile Caratteristiche
Tango Salón Elegante e raffinato, adatto alle sale da ballo.
Tango Milonguero Abbraccio stretto, intimo, ideale per spazi ristretti.
Tango Nuevo Combinazione tra tradizione e sperimentazione moderna.

L'influenza linguistica: il Lunfardo

La lingua del tango è il lunfardo, uno slang nato nelle carceri di Buenos Aires. Il gergo contiene termini di origini diverse, tra cui varie parlate d'Italia quali il genovese e il napoletano. In questo contesto si inserisce la creazione del vesre, ovvero l'inversione delle sillabe: così, tango diventa gotán e amico diventa gomía.

Il Tango non è solo un’espressione musicale, acrobatica o coreografica, bensì un modo d’essere, un incontro di energie e un cerimoniale dell'altro. Come disse Enrique Santos Discépolo, "il tango è un pensiero triste che si balla", ma per comprendere davvero questo universo occorre studiarlo nella sua globalità: musica, ballo e cultura.

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