Corrado Augias, giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo, ha dedicato gran parte della sua carriera alla promozione della cultura e del pensiero critico, ponendo al centro del suo interesse il libro come strumento insostituibile. Vissuto molti anni a Parigi e New York, attualmente risiede a Roma e da oltre dieci anni conduce “Le Storie.” Le tematiche proposte nei suoi programmi erano le più disparate: dalle problematiche forti e drammatiche alle riflessioni lievi, ma venivano sempre trattate in modo garbato, con un assoluto rispetto del pensiero umano nel suo senso più alto, degli ospiti che di volta in volta si avvicendavano e non da ultimo degli ascoltatori e dei lettori. Potevamo dissentire su quanto veniva espresso e in quel preciso momento avevamo la piacevole sensazione che era proprio quello che Augias si auspicava: che ci fossero persone non d’accordo con lui. Parlare di libri? Non è importante, ma è assolutamente normale ed essenziale. Ad affermarlo è Corrado Augias stesso, che si è distinto come uno dei primi conduttori a parlare di libri nei suoi programmi televisivi.
Corrado Augias: Un Difensore della Cultura del Libro
Il valore del libro, nella visione di Augias, trascende la mera commercializzazione. Recentemente è morto Roberto Cerati, presidente della casa editrice Einaudi, un uomo che per tutta la vita si è battuto per i libri. Quando sentiva i redattori che parlavano di tirature e di vendite aveva un urto di nervi. Augias condivide questa visione critica del settore editoriale, sostenendo che presentare un libro diventa più importante che scriverlo, un fenomeno che rispecchia la tendenza generale della società.
Questa dinamica si inserisce in quella che lui definisce la civiltà dell’immagine, alla quale partecipiamo tutti, in tutto il mondo. Moltissimi film e studi della scuola di Francoforte hanno rappresentato e analizzato questo fenomeno fin dal 1945. Nella politica, ad esempio, avere un’immagine conta più che proporre un programma da realizzare. Si pensi a Berlusconi e Renzi, due personalità diverse ma uguali nell’abilità con cui sanno vendersi e proporsi. Berlusconi in vent’anni non ha combinato niente contando su maggioranze che nessuno ha mai avuto, Renzi non so…vedremo. In un contesto dove l'immagine prevale, la parola scritta rischia di perdere la sua centralità.
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La Forza Insuperata della Parola Scritta
Nonostante la predominanza dell'immagine, Corrado Augias rimane fermamente convinto del potere della parola scritta. La sua idea è che la parola scritta su un foglio di carta, e all’occorrenza su un supporto elettronico, è ancora oggi il mezzo più potente di diffusione di qualsiasi messaggio. Per quanto riguarda poi la comodità della carta per lui è insostituibile: quando ha un libro in mano può andare avanti e indietro, sottolineare una cosa con la matita, leggere due volte una pagina se non ha capito bene.
Perché si legge e come si impara a farlo? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta far male? Sono domande fondamentali che Augias si pone. Norberto Bobbio, diceva che “la vera differenza non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa”. Questo libro, come molti dei suoi lavori, si rivolge a tutti coloro che vogliono pensare. La lettura, per Augias, è un atto di libertà e di autonomia intellettuale, in cui il lettore ha la possibilità di interpretare come meglio crede ciò che legge. Le pagine dei libri, infatti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare insieme ai loro autori.
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In queste densissime e scorrevolissime pagine Corrado Augias si chiede che cosa significhi “leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici (I Sepolcri di Foscolo, Guerra e pace di Tolstoj, I miserabili di Victor Hugo), ma anche alcuni libri “proibiti” (come L’amante di Lady Chatterley), alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle, Raymond Chandler e del genere poliziesco, fino all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. La prima cosa di cui tener conto quando si parla di una biblioteca, è che si tratta di un organismo vivo. Le parole, poi in frasi, assumono un certo significato, consentendo di esistere in quanto esseri pensanti. Secondo il pensiero di Mallarmé, citato da Augias, «Il mondo è fatto per finire in un bel libro». Questo è il rapporto fra il mondo e i libri.
La "Troncatrice" dei Libri: Censura e Distruzione del Pensiero
Il concetto di "troncatura" dei libri, inteso come atto di eliminazione o censura, trova un'eco profonda nella riflessione di Augias. Si è parlato dell’Italia e le sue contraddizioni a Scrittorincittà nel corso dell’incontro ”Il paese dei segreti”, dove Corrado Augias è stato protagonista, autore del libro ”I segreti d’Italia”. Un’occasione di confronto tra personalità di primissimo piano del mondo della cultura sui temi di rilievo nazionale e internazionale.
La distruzione dei libri è un atto che Corrado Augias condanna con forza, pur interpretando in modo provocatorio la reazione che essa suscita. Afferma: “Lo shock per un libro bruciato è positivo, a mio avviso. E’ un buon segno, e non può che rallegrarsene chiunque abbia a cuore la cultura”. Questo non significa avallare la censura, ma piuttosto sottolineare come la re reazione indignata sia un indicatore di una cultura ancora viva e attenta. L'accusa ”Lei è fascista, sig. Augias”, spesso rivolta a chi esprime posizioni forti, evidenzia la polarizzazione del dibattito, ma la frase “Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare le persone” rimane un monito universale e atemporale.
Eliminare i libri e il loro contenuto è sempre stato un obiettivo di chi vuole impedire raffronti con il passato o controllare il pensiero. A tal proposito, Augias fa riferimento alla famosa opera distopica di Ray Bradbury, Fahrenheit 451, dove la temperatura a cui la carta brucia (451 gradi Fahrenheit) è il simbolo di una società che ha pensato di eliminare i libri e il loro contenuto. Il protagonista, Guy Montag, è un vigile del fuoco che, invece di spegnere incendi, ha il compito di bruciare i libri. In questa società del futuro, purtroppo, che è anche del presente, la televisione domina la vita delle persone, che partecipano della stessa allegria acritica, distratte da un medium che non richiede pensiero attivo, al contrario della lettura.
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