Lo Yakisugi o Shou Sugi Ban (焼杉板) è un'antica tecnica Giapponese di lavorazione del legno risalente al 1300. È un’antica tecnica giapponese che brucia il legno per proteggerlo. Distruggere il materiale per renderlo più resistente, suona un po’ paradossale. Ma questo è esattamente ciò che accade nell’antica tecnica giapponese dello “shou sugi ban” (焼杉板), o “yakisugi”. Il termine si traduce letteralmente come “tavola di cedro bruciato”. La tecnica Shou Sugi Ban è una pratica tradizionale giapponese nel trattamento del legno con il fuoco.
Questa tecnica è stata sviluppata secoli fa per migliorare la durabilità e la resistenza del legno, ma oggi è anche apprezzata per il suo impatto estetico. Il legno carbonizzato, noto anche come Yakisugi o Shou Sugi Ban, ha conosciuto un boom di popolarità nell'architettura contemporanea. Originaria del Giappone, questa antica tecnica ha conquistato il mondo con la sua estetica distintiva e i suoi numerosi vantaggi. Il legno carbonizzato è una tecnica architettonica giapponese che prevede il trattamento del legno attraverso l'esposizione a fiamme intense e calde. Conosciuto anche come Yakisugi o Shou Sugi Ban, questo processo secolare prevede la carbonizzazione del legno e la sua sigillatura con una finitura a olio, per ottenere un rivestimento esterno unico e resistente.
Storia e Origini della Carbonizzazione del Legno
La tradizione dello Yakisugi risale a secoli fa e ha origine in Giappone. I carpentieri in Giappone usavano questa tecnica da tempi molto remoti, arrivando a maturità intorno al 700. Le suggestioni dello “shou sugi ban” sono profondamente radicate nella cultura giapponese. La distruzione genera forza e resilienza.
Data l'assenza di trattamenti evoluti, le tavole venivano sapientemente carbonizzate al fine di fornire al legno più durabilità, aumentarne le doti di resistenza a muffe ed insetti, agli agenti atmosferici e alle fiamme. Nell’ultimo secolo, tuttavia, è andata persa rimpiazzata da prodotti moderni: plastiche, vernici, polimeri, tinture. Analogamente, l’utilizzo di questa tecnica è andata in disuso nei primi anni del ‘900, con l’introduzione delle materie plastiche e l’utilizzo dei rivestimenti a base di cemento.
Nonostante l'associazione prevalente con il Giappone, pratiche simili di carbonizzazione del legno per la protezione esistono in diverse culture. Gli aborigeni chiamati Tiwi che vivono sull’isola di Melville, in Australia, contrassegnano le loro tombe con pali dipinti a colori vivaci. Prima della pittura, il legno viene carbonizzato e ricoperto di cera d’api, linfa di orchidea o bianco d’uovo di tartaruga. Al tempo di Vasco de Gama (1469-1524) i portoghesi erano soliti carbonizzare l’esterno delle loro navi come protezione dai molluschi marini (Teredini).
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Negli ultimi decenni, l'attenzione verso alternative non tossiche e sostenibili ha riportato in auge questa pratica. La protezione delle strutture in legno è stata ottenuta nell’ultimo secolo con sistemi conservanti tossici, come i fungicidi, ma le preoccupazioni per l’ambiente e la salute ne hanno limitato l’uso. Di conseguenza, è aumentata l’attenzione su alternative non tossiche come la modifica chimica (trattamento termico e acetilazione, in primis).
Lo Yakisugi ha iniziato a godere di crescente notorietà e popolarità negli Stati Uniti circa dieci anni fa, per poi approdare anche in Europa alcuni anni più tardi.
La Tecnica Shou Sugi Ban: Processo e Variazioni
La tecnica prevede sostanzialmente di bruciare, attraverso l’utilizzo di un cannello a gas, le facce esposte delle assi di legno. Nella tecnica tradizionale dello Yakisugi verticale, la superficie del legno viene carbonizzata con una fiamma pura. Il processo di combustione industriale è diverso: In questo caso, il legno viene bruciato utilizzando il gas fossile.
Il processo della carbonizzazione controllata del legno, se eseguito correttamente, permette di ottenere un legno naturalmente modificato che risulta avere specifiche caratteristiche tecniche e uno stile dal design moderno e classico al contempo. Questa procedura consiste nel carbonizzare la parte superficiale del legno per chiudere, con l'utilizzo del vapore e del calore, i pori e rendere così la tavola impermeabile all'acqua, e, di conseguenza, resistente anche alle muffe e ai funghi.
Fasi della Lavorazione Tradizionale
- La bruciatura: La superficie del legno viene esposta alle fiamme. Questo può essere fatto con un bruciatore a propano o tramite un'apertura di fuoco controllata. Pochi secondi bastano a creare una patina di qualche millimetro.
- Il raffreddamento e Pulizia: Dopo la combustione, il legno viene raffreddato e pulito per rimuovere il carbone e le scaglie superficiali, lavato facendolo asciugare bene al sole. Asciugare la superficie con un panno e spazzolare per rimuovere polvere e residui di bruciatura.
- La finitura: Quando il legno è asciutto, dare una passata di olio naturale, che garantisce una maggior resistenza e ne esalta le venature. In alternativa si può anche terminare l’operazione con una mano di olio naturale per esaltare le venature.
Modalità diverse di esecuzione danno risultati diversi, i fattori determinanti sono la durata e l'intensità del trattamento che influenzano il risultato finale. Infine la finitura, la scelta del sigillante o dell'olio protettivo può influenzare l'aspetto finale del legno. Alcuni sigillanti possono accentuare ulteriormente la consistenza carbonizzata.
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Terunobu Fujimori, architetto e storico dell’architettura giapponese, è esperto nelle tecniche costruttive tradizionali nipponiche. Egli ha riscoperto la carbonizzazione del legno per la protezione dei manufatti lignei. “Per primo prendi legname di cedro o pino non troppo sottile e fai un camino triangolare che leghi con filo d’acciaio. Quando ci metti un pezzo di giornale con il fuoco dal basso, il fuoco sale rapidamente per via dell’effetto camino. I legni sono sorprendentemente sempre bruciati allo stesso modo sul fondo e sulla parte superiore. Dopo aver visto il fuoco dall’alto, aspetti un pò, quindi lo sposti e lo apri."
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Scelta del Legno: Il Ruolo del Cedro Giapponese (Sugi)
Parlando dei legni da utilizzare per questa tecnica possiamo dire che esistono alcune caratteristiche naturali che rendono alcuni tipi di legno più resistenti al fuoco rispetto ad altri. I legni con una maggiore densità, come quelli provenienti da alberi di crescita lenta, tendono ad essere più resistenti al fuoco. Alcuni legni, come la quercia e l'acero, contengono meno olio e resina che possono alimentare le fiamme.
È fondamentale la scelta della “giusta” specie di legno. Questo è un criterio imprescindibile per ottenere la maggiore durevolezza desiderata attraverso il processo di carbonizzazione.
Il Cedro Giapponese (Sugi) e l'Autentico Yakisugi
Lo Yakisugi è un’antica tecnica tradizionale di conservazione del legno, che si basa sulla carbonizzazione controllata esclusivamente del cedro giapponese. La parola “Yaki” in Yakisugi significa “bruciato”, mentre “Sugi” indica il cedro giapponese (botanicamente Cryptomeria japonica). Il nome stesso richiama l’esclusività del legno utilizzato. Tradizionalmente veniva usato il legno di Sugi (cryptomeria japonica o cedro giapponese), da cui ha preso il nome.
La ragione va ricercata in una serie di caratteristiche in cui il Sugi si dimostra superiore rispetto ad altri tipi di legno: Il cedro giapponese è un legno molto leggero e morbido, ma al tempo stesso estremamente stabile nella forma. La bassa densità del legno grezzo (leggero e morbido) permette una carbonizzazione ottimale della superficie, creando così uno strato di fuliggine stabile e durevole. Quindi se desideri un vero Yakisugi originale dal Giappone, esso deve essere realizzato esclusivamente con il cedro giapponese.
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A causa di un errore di traduzione, nel mondo anglofono si è affermato anche il termine “Shou Sugi Ban”, oggi usato come sinonimo di Yakisugi. Tuttavia, questo termine non è corretto in senso stretto e non verrebbe compreso in Giappone.
La famiglia Nakamoto opera nel settore forestale da oltre 100 anni. Lo Yakisugi viene prodotto mediante combustione da oltre 60 anni. Per ogni albero abbattuto per la produzione dello Yakisugi, ne viene piantato uno nuovo. Sebbene la tecnica possa essere applicata a qualsiasi specie legnosa, dalle conifere alle latifoglie, la vera essenza dello Yakisugi risiede nell'uso del cedro giapponese.
Vantaggi e Caratteristiche Tecniche del Legno Carbonizzato
Quali vantaggi offre lo Yakisugi? Il legno carbonizzato offre numerosi vantaggi che lo rendono una scelta eccellente per diverse applicazioni. Il processo di combustione trasforma la superficie del legno, conferendogli proprietà uniche.
Ecco i principali vantaggi:
- ALTA BIORESISTENZA: Lo strato di carbonizzazione sterilizza il legno e lo protegge dall’attacco di muffe ed insetti. Il legno è un materiale naturale e organico, perciò soggetto a degrado biologico, funghi e attacchi da parte di insetti xilofagi. Gli insetti vanno particolarmente ghiotti degli zuccheri presenti sottoforma di cellulosa (polisaccaride). La carbonizzazione annerisce il legno, rendendolo inospitale per questi organismi.
- RESISTENZA AL FUOCO: Bruciata la cellulosa e prodotto lo shock termico, lo strato di lignina viene esposto incrementando la resistenza al fuoco. Bruciare il legno per renderlo ignifugo? Esattamente così. Il vantaggio nell’uso dello yakisugi è che il fuoco genera una superficie carbonizzata protettiva. Lo strato di carbone che si forma ha un effetto ignifugo che riduce la conducibilità termica, e ne impedisce ulteriori bruciature. Inoltre, diventa ignifugo, essendo meno infiammabile del legno non carbonizzato, e, ovviamente per un determinato periodo di tempo, addirittura più stabile e duraturo.
- IMPERMEABILITÀ E RESISTENZA ALL'ACQUA: Durante il processo di combustione, la struttura cellulare all’interno della tavola subisce una trasformazione. Poiché le cellule si restringono e in parte si chiudono a causa del calore, la capacità del legno di assorbire acqua viene ridotta. La fiamma assorbe l’umidità contenuta tra le fibre, chiude i pori e rende dura e compatta la superficie. La bruciatura rende la superficie del legno idrorepellente impedendo di assorbire l’umidità necessaria alla proliferazione dei funghi (oltre il 20%). Lo strato carbonizzato funge da barriera naturale contro l'umidità, gli insetti e il marciume.
- MAGGIORE STABILITÀ E DURABILITÀ: In questo modo si riducono i movimenti di rigonfiamento e ritiro del legno (il cosiddetto “respiro del legno”), il che significa che il rischio che il legno sviluppi crepe nel corso dei decenni viene significativamente minimizzato. Inoltre, ne consegue una resistenza alla marcescenza. Il processo può anche stabilizzare il legno, riducendo il rischio di deformazioni e crepe nel tempo, aumentare la resistenza e la durabilità. Il legno normalmente esposto all’esterno assorbe o rilascia umidità e si deforma, causando strappi e rotture, torcendo e soprattutto diventando preda di muffa e casa di insetti che spesso se ne nutrono. Lo Shou Sugi Ban minimizza lo scambio di umidità con l’esterno.
- RESISTENZA AGLI AGENTI ATMOSFERICI E AI RAGGI UV: La superficie in legno carbonizzato offre una protezione naturale contro funghi, muffa, marciume, insetti, acqua piovana, vento e agenti atmosferici. Anche senza ulteriori trattamenti, le facciate in legno carbonizzato sono resistenti agli effetti degli agenti atmosferici. A differenza delle facciate in legno tradizionali, che col tempo si scoloriscono o si sgretolano in alcuni punti a causa della maggiore esposizione alla luce solare, alla pioggia o ad altri agenti atmosferici, le facciate in legno carbonizzate con Shou Sugi Ban si trasformano molto più lentamente e nel complesso. Gli insetti non vi trovano nutrimento, l’acqua non penetra, il sole incontra una coriacea superficie scura.
- ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO: Il legno carbonizzato facilita la protezione dalle radiazioni solari e contribuisce all'isolamento acustico, migliorando il comfort degli occupanti e riducendo il ricorso a sistemi di riscaldamento e raffreddamento aggiuntivi.
Durata e Manutenzione
La tecnica è duratura perché forte di un’esperienza millenaria. A seconda della specie utilizzata, infatti, si ottengono durate dai 50 agli 80 anni senza manutenzione di sorta. Si parla, infatti, di una resistenza senza trattamenti di ben oltre i 50 anni e, se, ogni 10 o 15 anni, periodicamente, si dovesse fare un trattamento a base di olio, tranquillamente si arriverebbe ad una durata di oltre 100 anni.
Tabella: Durata stimata del legno carbonizzato
| Tipo di Trattamento | Durata stimata |
|---|---|
| Senza manutenzione | 50-80 anni |
| Con trattamento a olio (ogni 10-15 anni) | Oltre 100 anni |
Estetica e Design del Legno Carbonizzato
NUOVO VALORE ESTETICO. Il fuoco dona al legno un fascino magico e distintivo. Il legno, una volta trattato con la tecnica dello yakisugi, assume una lucentezza nero-argenteo e la sua superficie è più o meno solcata a seconda del grado di carbonizzazione. Le pareti nere carbonizzate, ad esempio, assumono col tempo una lucentezza argentea. Un aspetto drammatico che sta diventando sempre più popolare tra architetti e produttori di mobili.
La spazzolatura dello strato superiore di carbonio fa emergere la struttura del legno sottostante, le venature e il colore naturale. Questo effetto è attualmente oggetto di studi scientifici più approfonditi.
Applicazioni Moderne e Sostenibilità
Il legno è il materiale da costruzione più naturale e l’unico realmente rinnovabile che esista. Attraverso il metodo della carbonizzazione, il legno viene protetto in modo naturale e reso durevole per molti decenni. È un’alternativa ecologica ai tanti prodotti sintetici presenti oggi sul mercato: resine, plastiche, vernici, lacche, impregnanti, conservanti chimici. È un trattamento sostenibile ed ecologico, nonché facile da eseguire ed economico: basta infatti bruciare il legno per mezzo di una fiamma.
La tecnica dello yakisugi è consigliata in quelle situazioni di esposizione rischiosa per la durabilità naturale del legno: in ambienti esterni a contatto con acqua ed esposti ai raggi del sole. Il legno carbonizzato ha superato le sue radici giapponesi ed è stato integrato in una varietà di applicazioni architettoniche, con il rivestimento delle facciate come uno dei suoi usi più importanti. Dal rivestimento delle facciate agli elementi di design per interni, il legno carbonizzato è diventato un'opzione versatile per trasformare gli spazi.
I rivestimenti in legno carbonizzato offrono notevoli vantaggi, al di là del loro aspetto unico. Offrono una protezione efficace contro i danni causati dall'ambiente marino, rendendoli ideali per le aree costiere esposte a salinità e umidità. L'accurata progettazione, i dettagli costruttivi e la giusta scelta delle specie legnose, insieme al trattamento superficiale, sono la chiave per una casa in legno durevole.
Ad esempio, la Jazz House, progettata dall’architetto Willie Dean, è un'applicazione moderna di questa tecnica. Lo Shou Sugi Ban, soprattutto se prefinito con olii naturali o speciali saturatori nanotecnologici a base acqua, può considerarsi una soluzione di lunga durata quasi priva di manutenzione.
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