Teak Sintetico e Manutenzione del Teak Naturale: Guida Completa per i Velisti

Nel mondo della nautica, la scelta e la manutenzione della coperta rappresentano un aspetto fondamentale per ogni armatore, sia per l'estetica che per la funzionalità e la sicurezza a bordo. Il dibattito tra l'autenticità del teak naturale e l'innovazione del teak sintetico è sempre acceso, con pro e contro che meritano un'analisi approfondita.

La Manutenzione del Teak Naturale: Cura e Prodotti Specifici

Il teak naturale, con il suo "sapore di 'vissuto' unico", continua ad affascinare molti. Tuttavia, richiede una manutenzione costante e adeguata per preservarne la bellezza e la durabilità.

Tecniche di Pulizia e Prodotti Consigliati

  • Una pratica comune prevede l'uso energico di una Scotch Brite Verde, da passare al traverso della vena, con una bella saponata di sapone limone per piatti ben diluito. Dopo aver ben risciacquato, una leggera saponatura con Svelto piatti al limone ben diluito e con spazzola morbida, sempre di traverso alla vena, è raccomandata. Bisogna lasciare agire 3 o 4 minuti e poi risciacquare bene. Il risultato è assicurato. Questo trattamento è da fare una volta all'anno, ad inizio stagione.
  • Oltre a questo, solo acqua di mare pulita a volontà, e una cannata d'acqua dolce quando si rientra in porto.
  • Per i posti difficili da raggiungere con lo spazzolone morbido, si può usare la spugnetta verde per i piatti. Tuttavia, alcuni dubitano che questa spugnetta possa essere troppo abrasiva, notando la formazione di "palline" di legno asportate dalla coperta.
  • Alternative suggeriscono spazzolone morbido, sbiancante, eventualmente qualche spruzzata di sgrassante Chanteclair, e poi acqua a volontà.
  • Dopo aver rimosso bene la morchia e la lignina decomposta (le "palline"), si può procedere con il ciclo Teak Wonder, facendo attenzione di non usarlo sotto il sole.

Molti preferiscono non usare mai acqua di mare per la pulizia quotidiana, poiché il sale tende a macchiare il teak. Per me c'è il teak vero, è vero dovrai lavarlo ogni tanto e darci sopra, se ti piace, quell'olio (all'acqua) che darà quella piacevole tinta miele. Poi, col tempo, assumerà quel sapore di 'vissuto' unico - come sarà unica col tempo la tua barca - che aumenterà il fascino dell'imbarcazione.

Trattamenti Specifici e Questioni Comuni

  • Tra i trattamenti, il Tropical Teak Oil Sealer della Star Brite è consigliato per il pregio che nel giro di un paio di stagioni comincia lentamente ad andarsene e quindi non è un trattamento irreversibile o che crea danni.
  • Alcuni usano un teak oil senza fare il pretrattamento sbiancante (pure previsto). Non unge, non macchia.
  • Vado decisamente controcorrente, nelle mie due barche con pozzetto in teak, nell'arco di oltre 25 anni, l'ho sempre curato con i classici cicli protettivi, sapone per lavare, sbiancante e olio impregnante. Due trattamenti l'anno, prima e dopo l'estate.
  • In inverno, nei periodi di brutto tempo in cui la barca rimane in porto e riceve solo acqua dolce (pioggia), il teak tende ad ammuffirsi in diverse zone, con la comparsa della fioritura delle muffe.

Teak Sintetico: Vantaggi e Svantaggi di un'Alternativa Moderna

Il teak sintetico, spesso chiamato "plasticone che sembra legno ma non lo è", è una soluzione sempre più diffusa che cerca di imitare l'estetica del teak naturale offrendo diverse peculiarità.

Vantaggi del Teak Sintetico

  • Esteticamente è molto bello, ha un ottimo grip, ed appaga.
  • Sia a piedi nudi che con le scarpe ha sempre un grip favoloso ma confortevole.
  • Non ha bisogno di alcuna manutenzione se non normali lavaggi che si possono fare anche più saltuariamente visto che "regge" lo sporco benissimo.
  • Il simil teak è facile da incollare ed è apprezzatissimo per il grip, in particolare da animali a bordo.
  • Nei prodotti di ultima generazione, il grande vantaggio è che, se il lavoro è fatto bene, la sua durata pare quasi infinita e sicuramente più resistente di bicomponente e anche del gelcoat.
  • Può fungere da coibente per i locali sottocoperta.
  • Scalda fino a 5 gradi dai loro test, pesa meno e non ha manutenzione.

Svantaggi e Criticità del Teak Sintetico

  • Non c'è niente di peggio che mettere un materiale che vuole assomigliare ad un altro!
  • Scalda tanto per via del colore normalmente più scuro del bianco (normalmente è grigio o marroncino). D'estate, sotto il sole, non ci puoi camminare a piedi nudi e sottocoperta il caldo è insopportabile.
  • Il teak sintetico può arrivare a 71°C (160°F), anche se prodotti come Coolteak promettono di ridurla.
  • Può distruggere i capi di abbigliamento se provato intensivamente.
  • Ne sono stati visti diversi che si staccano (anche se le barche erano comunque molto vecchie). Il fatto che si sia staccato e filtri acqua sotto è un problema serio.
  • A mio avviso il problema è che oltre a scaldare parecchio costa quanto quello naturale, se non di più. Un estruso plastico costa veramente troppo.
  • La produzione di plastica non è così ecologica come si potrebbe pensare; i legni esotici provengono ormai quasi tutti da vivai appositamente impiantati al fine di preservare le foreste spontanee.
  • La uniformità di colore può farlo sembrare più "finto".

Un'esperienza diretta negativa include un utente che, per disperazione, ha tolto la copertura del ponte di teak sintetico dal suo Dufour 31 a causa del tempo e dei soldi spesi, tornando alla coperta bianca con antisdrucciolo.

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Alternative al Teak e al Teak Sintetico

Oltre al teak naturale e sintetico, esistono diverse soluzioni per la coperta che offrono vantaggi specifici.

  • Materiali come il simil 'treadmaster' sono apprezzati per il grip favoloso ma confortevole, senza scaldare eccessivamente e senza richiedere manutenzione se non lavaggi normali.
  • Il Kiwigrip è un'opzione molto valida per l'antisdrucciolo, specialmente per barche veloci come uno Stag24, dove l'appesantimento della coperta non è desiderabile.
  • Una verniciatura con quarzo direttamente sulle sole parti che si coprirebbero con il TBS (un tipo di materiale gommoso) è un'alternativa più pratica ed economica.
  • La riverniciatura con vernici poliuretaniche mono o bicomponenti è una soluzione con 2 mani di fondo e minimo 3 mani di vernice, che può essere implementata smontando la ferramenta.

Il Dibattito: Teak Naturale vs. Sintetico (e Altre Soluzioni)

La scelta del materiale per la coperta è spesso un mix di gusto personale, budget e funzionalità desiderate.

  • Ogni materiale ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Non c'è niente di peggio che mettere un materiale che vuole assomigliare ad un altro!
  • Ci sono tanti altri materiali che non si oliano, che si consumano di meno, che costano di meno, che non si alterano nel tempo e non si macchiano senza dover andare ad installare una copia. Materiali che hanno il pregio di essere per quello che sono!
  • Alcuni trovano che la sensazione del vero teak sia impagabile: "Sarà stato il contatto con il prodotto naturale, sarà stato il profumo e l'aroma del legno vissuto, saranno stai gli oli essenziali che (inavvertitamente) rilascia, metteteci pure l'effetto psicologico di sdraiarsi sul caldo tepore naturale (e non artificiale), metteteci l'effetto placebo, tutto quel che volete".
  • Dipende dai gusti e dal portafoglio. Generalmente, si tende a ripristinare quello che c'era, quindi vernice con vernice oppure teak con teak.
  • Se una barca ha un valore commerciale irrisorio, spendere 700€ per renderla bella e appagante con un sintetico può essere preferibile a 3000€ per il teak vero.
  • Gli Amel, che non sono economici, montano da tempo il teak sintetico, suggerendo che non è solo una scelta per chi "non può" permettersi il teak naturale.

Installazione e Rifacimento della Coperta

Il rifacimento o l'installazione di una coperta, sia in teak naturale che sintetico, comporta diverse considerazioni pratiche e di costo.

Costi e Processi

  • Per la riverniciatura con bicomponente, si parla di circa 2,5k da preventivo.
  • Per il teak sintetico (quelli di ultima generazione come PlasDeak, MarineCork), si parla di circa 400 euro al mq (con la posa). Ipotizzando circa 8 mq di materiale necessario, si tratterebbe di una soluzione economicamente a metà tra la bicomponente e il gelcoat.
  • Per pozzetti e sedute, alcuni preventivi indicano circa 2k€ spedite, con posa a proprio carico, richiedendo la presa della dima e l'invio.
  • Ci sono due grandi famiglie di teak sintetico: quelli incollati e quelli "vulcanizzati", alcuni "sotto" scanalati e altri quasi lisci. L'applicazione può essere fatta anche sotto vuoto.
  • Se il lavoro lo fa il cantiere, si propende per il gelcoat. Se invece si decide di farlo da sé, si userebbe poliuretanica mono o bicomponente.
  • Per un lavoro decente bisogna prima smontare la ferramenta.

È importante valutare il dilemma se abbia senso attuare una soluzione così lontana dal disegno originale della barca.

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