Molti lo hanno sentito nominare, i più attenti già ne amano le preziose caratteristiche: ma cos’è esattamente il teak? Il teak è un legno pregiato, molto apprezzato per la bellezza delle venature e per le eccellenti proprietà.
Il teak è un legno incredibilmente pregiato, con una bellissima venatura uniforme. Il Teak è ricoperto da foglie vellutate e molto grandi, che cadono nella stagione secca. Quando il Teak raggiunge i 20 anni, i suoi bianchi e profumati fiori sbocciano. Questi ultimi vengono poi raccolti in infiorescenze, assieme ai suoi frutti commestibili.
Il legno di Teak è uno dei legni più pregiati e resistenti del mondo. Un materiale per intenditori e per chi desidera solo il meglio, motivo per cui forse non tutti ne hanno sentito parlare. Chi lo conosce, invece, sa perfettamente quanto questo legno sia importante nella realizzazione di diversi manufatti e strutture. Pensiamo, ad esempio, al suo grande impiego nel mondo dell’industria nautica.
Si tratta infatti di un materiale robusto ma anche facile da lavorare, oltre che idrorepellente e resistente alla salsedine e agli agenti atmosferici. Il legno teak viene usato nell’industria navale, nell’edilizia, nella carpenteria, nella realizzazione di arredi da esterno e per pavimenti e mobili di pregio.
Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni). Il Teak è un’essenza pregiata, rinomata sia per le sue caratteristiche estetiche sia per quelle meccaniche e fisiche (idrorepellenza, resistenza a salsedine e agenti atmosferici).
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È nativo del sud e del sud-est dell'Asia ed è comunemente un componente delle foreste tropicali e subtropicali asiatiche. Il Teak o Teck è un genere di alberi tropicali a legno duro della famiglia delle Verbenacee.
Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito utilizzato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno. Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano.
L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010.
A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese.
La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni. Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale.
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Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno. Si parla spesso di teak, specie nell'ambiente dell'arredamento e delle barche, ma non tutti sanno cosa sia precisamente e perchè sia prezioso. Con questo breve post vogliamo tentare di spiegare che cosa si tratta quando si parla di teak.
Vediamo nel dettaglio le caratteristiche del legno di Teak:
- Colore: Il legno ha un colore che varia dal giallo pallido al bronzo e tende a volte al rosso. Il suo colore naturale è scuro, con sfumature che vanno dal nero al verde al marrone, ma tende a schiarirsi leggermente col passare del tempo.
- Resistenza: Contiene una resina oleosa naturale che lo rende estremamente resistente. Non è attaccato neppure dalle termiti ed è per questo che ha un elevato valore commerciale, cioè grazie alle sue straordinarie doti di durezza , resistenza e longevità.
- Lavorabilità: Il teak si lavora facilmente ed ha un olio naturalmente prodotto dalla pianta.
- Durabilità: Le sue principali caratteristiche possono essere così riassunte: la rilevante durezza, la costante stabilità dimensionale, l'impermeabilità e la bellezza. Sopporta molto bene escursioni termiche, l'umidità, l'attacco della salsedine, e degli agenti atmosferici, condizioni che mettono al contrario a dura prova qualsiasi altro tipo di legno. Queste caratteristiche legate alla sue grande durezza, lo rendono uno dei legni più durevoli al mondo insieme al legno ebano, guaiaco e bosso.
- Idrorepellenza: Il legno teak è idrorepellente, grazie ai suoi pori distribuiti su tutta la superficie, che evitano l’accumulo di umidità.
- Manutenzione: Il teak è facile da pulire e non è soggetto al cambiamento di colore, né a causa del tempo né per l’esposizione agli agenti atmosferici. La sua manutenzione è quindi ridotta al minimo: basta pulirlo con acqua tiepida e un panno o una spazzola morbida, oppure con un detergente neutro.
Proprio grazie a queste sue caratteristiche di bellezza, durabilità, resistenza, duttilità, e immarcescibilità, il teak risulta un legno eccellente per le applicazioni più diverse. Carpenteria, costruzioni, edilizia, mobili, interni, industria nautica, sono alcuni tra i maggiori impieghi di questo legno.
Il teak giunse in Europa già agli inizi del secolo scorso, quando si scoprirono le sue doti eccezionali per l'impiego nell'industria navale. Infatti il teak grazie alla sua notevole resistenza alle intemperie viene oggi impiegato soprattutto nella realizzazione di ponti di navi (deck) senza richiedere alcun trattamento preservante.
Il legno è usato nella costruzione di manufatti per l'esterno, ponti di navi, strumenti musicali come il didgeridoo e in tutti quei posti dove è richiesta una forte resistenza all'acqua. È anche usato, spesso abusato, per i parquet. Esistono anche usi medicinali di questa pianta.
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L'utilizzo del Teak nell’industria navale è molto diffuso: il Teak è principalmente impiegato nella realizzazione di navi, yacht e superyacht. I motivi per questo suo particolare utilizzo si rifanno alle caratteristiche che lo rendono un legno pregiato, nonché uno dei legni più resistenti e durevoli al mondo.
Il Teak viene impiegato nella costruzione di:
- coperture e ponti per barche a vela, yacht e superyacht;
- capi di banda/corrimano;
- carabottini (una griglia in legno finalizzata a favorire il deflusso dell’acqua in spiaggette, passerelle o docce);
- battipiede (prevalentemente utilizzato su imbarcazioni a vela per far appoggiare i piedi, diminuire il rischio di scivolare in acqua e per far defluire l’acqua);
- pavimentazione personalizzata;
- elementi di arredo, per l’interno e per l’esterno dell’imbarcazione (grazie alla resistenza e durevolezza di questo tipo di legno).
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Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici. La quantità di olio (e quindi di protezione) dipende dal taglio e dalla stagionatura del legno, che durante la lavorazione viene progressivamente ridotto. La resistenza del teak a bordo nel tempo è notevole, se ben curato può durare anche 30 anni.
In caso di danni superficiali può essere carteggiato per ripristinare lo splendore originale. Alcuni tendono a levigare annualmente il legno durante il rimessaggio invernale, io tendo a sconsigliarla come operazione periodica ma utilizzarla solo in extremis, preferendo trattamenti di ripristino specializzati e successivo nutrimento del legno senza perdere millimetri preziosi di spessore.
Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi. La capacità di trattenere il calore è una delle proprietà dei legni. Il teak purtroppo non è esente da questa caratteristica.
Nei porti d’estate non sono una novità le corse alla pistola dell’acqua per raffreddare il rivestimento. Chi effettua questa pratica avrà notato che dopo la prima passata d’acqua il legno è quasi immediatamente asciutto. Questo fenomeno avviene perché il teak non è riscaldato solo in superficie ma su tutto il suo spessore, per cui il primo passaggio dell’acqua è necessario ma non sufficiente per raffreddarlo.
D’estate è uno svantaggio, anche perché al tramonto e nelle ore successive il legno continua a rilasciare calore, con un aumento della temperatura all’interno della cabina. Le fibre e le porosità del legno aiutano molto nel grip, non creando problemi con i movimenti a bordo e nelle manovre. Solo se è appena carteggiato o appena installato può creare qualche difficoltà perché “troppo liscio”, potete notarlo ad esempio nelle barche nuove esposte ai saloni nautici. Nessun problema da bagnato.
Le difficoltà aumentano se viene applicato un olio non idoneo. Ho visto barche con del flatting sul rivestimento, che creando una pellicola senza porosità rendono il rivestimento molto scivoloso. Siamo alle note dolenti. Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato. Questo si traduce in una notevole facilità a macchiarsi a ogni imprevisto. Macchie di caffè, vino, olio, creme solari possono penetrare nelle fibre del legno, e se non si corre ai ripari in breve tempo la macchia può diventare indelebile. Ovviamente questo è un fattore soggettivo e variabile. Io apprezzo tantissimo il teak come rivestimento, i suoi riflessi sono unici.
Ma la bellezza del teak c’è quando è trattato e in ottime condizioni. Come legno non è leggerissimo. Più in generale, il teak generalmente viene installato per mezzo di una colla poliuretanica.
Così, dalle ossature in castagno, larice, olivo, quercia e rovere e dai fasciami e alberature in legni di abete, spruce, pino e douglas, tutte essenze europee, col tempo si è passati all’utilizzo di mogani ma soprattutto di teak. Le caratteristiche del teak sono uniche nel suo genere. È un legno durissimo, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti. Con l’avvento delle costruzioni in vetroresina, i legni, ormai diventati costosissimi, piano piano vengono eliminati e sostituiti da lamellari e compensati per poi essere quasi abbandonati. Il teak, il più famoso legno per imbarcazioni è diventato ormai un puro fattore estetico.
Il legno è come il vino. Prima di capire come riportarlo a nuovo, dobbiamo cercare di capire che provenienza ha. Il teak naturale da foresta “morto in piedi” e poi segato. Il teak di recupero da demolizioni. I primi due legni sono più scuri. Quello naturale addirittura può contenere venature bronzacee o verdastre. Gli altri sono più chiari e uniformi dal colore paglierino dato il clima diverso nel quale crescono (e non raggiungono mai gli invecchiamenti dei primi tronchi naturali che arrivavano al diametro di 2 metri e ad un’altezza di 30 o 40). Tutti conservano la caratteristica del “pelo”.
Avrete senz’altro visto qualche film dove la ciurma, sotto le grida del comandante, strofinava i ponti dei velieri con spazzola e acqua di mare. Alcuni usano dopo il lavaggio, bagnare con acqua di mare le fibre nuove in maniera tale da rallentarne l’essicazione che come è noto scurisce la fibra. In alternativa, la chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teak. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti a dispetto comunque di una buona dose di fatica.
Il Teak Wonder è uno dei migliori prodotti del mondo per la pulizia e la manutenzione del legno. Dalla ricerca dei laboratori è arrivato anche Semco Teak Sealer un prodotto unico. SEMCO Teak è, infatti, un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere.
Abbiate cura di usare i prodotti all’aperto in luogo ventilato (sono a base di derivati del petrolio e abbastanza tossici) e non vi abbassate troppo per controllare il vostro lavoro. Usate piuttosto una spazzola con prolunga.
Il teak Burma cresce in Birmania, ed è in assoluto una delle varietà di teak di maggiore pregio, soprattutto grazie alle bellissime venature che il legno presenta sulla sua superficie. Si tratta in realtà dell’unico legno teak totalmente naturale oggi presente in commercio.
In particolare nei giardini, il legno è in perfetta armonia con la natura circostante al punto da risaltare fiori e piante.
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