Quando si parla del teak si parla del miglior materiale per la realizzazione della coperta di barche, yacht o superyacht. Si tratta di un legno di grande pregio, apprezzato sia per la resistenza che per l'eleganza estetica. Tra le tre specie di questa famiglia, la più nota e utilizzata è Tectona grandis, comunemente indicata con il termine "teak". Il Teak "nautico" è un tipo di legno ricercato e pregiato, per via delle sue caratteristiche prestigiose. Viene anche chiamato Teak nautico per il suo grande e prevalente utilizzo nel campo dell'industria nautica, utilizzo giustificato dalle importanti proprietà che questo legno possiede.
Caratteristiche Uniche del Teak Nautico
Le imbarcazioni richiedono materiali che siano allo stesso tempo resistenti, durevoli ed esteticamente pregiati, e il Teak nautico soddisfa perfettamente questi requisiti. È un legno del tutto particolare, contiene una resina oleosa naturale che lo rende estremamente resistente agli agenti atmosferici e alle condizioni marine, non teme le escursioni termiche, la salsedine e l’umidità: insomma, sembra davvero fatto appositamente per essere utilizzato sulle imbarcazioni.
Le caratteristiche del teak sono uniche nel suo genere. È un legno durissimo ed è inattaccabile dai parassiti. Sopporta le escursioni termiche, l’umidità, gli attacchi della salsedine e degli agenti atmosferici, classificati come nemici per qualsiasi tipo di legno. Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici.
Va peraltro detto che le doti del teak in barca vanno al di là delle caratteristiche tecniche. Si tratta infatti di un legno esteticamente appagante ed elegante quanto pochi altri, di grande pregio, pronto ad aumentare in modo concreto il valore di una barca e a mantenerlo alto nel tempo. Questo perché, al di là di tutto, una coperta in teak può essere praticamente per sempre, grazie all'immarcescibilità che caratterizza questo legno.
Proprietà Termiche e Antiscivolo
“Il teak permette in estate di non bruciarsi i piedi mentre si cammina scalzi a bordo e isola i locali dal caldo. Le fibre e le porosità del legno aiutano molto nel grip, non creando problemi con i movimenti a bordo e nelle manovre. Nessun problema da bagnato. Solo se è appena carteggiato o appena installato può creare qualche difficoltà perché “troppo liscio”, potete notarlo ad esempio nelle barche nuove esposte ai saloni nautici.
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La resistenza del teak a bordo nel tempo è notevole, se ben curato può durare anche 30 anni. In caso di danni superficiali può essere carteggiato per ripristinare lo splendore originale.
Perché il Teak in Barca si Usa Sempre Meno
Va però detto che il teak in barca, per l’appunto, si usa sempre meno, e che sono quindi via via poche le persone che decidono di investire in questo stupendo rivestimento. Il principale motivo del minore utilizzo del legno teak in barca, e del teak in generale, è il rischio estinzione al quale stanno andando incontro gli alberi dal quale arriva questo pregiato legno.
Provenienza e Qualità
Si parla infatti di un albero tropicale ben preciso, il Tectona grandis, il quale può raggiungere ben 50 metri di altezza; il Tectona grandis cresce soprattutto in Myanmar, India e Thailandia, nonché nelle Filippine, ma si trova anche in Africa, continente in cui vanta però alcune caratteristiche differenti. Il teak africano è infatti figlio di coltivazioni fatte dai latifondisti europei, le quali però non possono raggiungere la qualità del teak asiatico: la variante africana cresce infatti in un clima secco, per avere così un legname che non presenta la tipica resina oleosa del teak asiatico. Ne consegue quindi che, per vantare la ricercata resistenza all’umidità e al tempo, questo materiale richiede dei trattamenti non previsti per il teak asiatico. La quantità di olio (e quindi di protezione) dipende dal taglio e dalla stagionatura del legno, che durante la lavorazione viene progressivamente ridotto.
I primi due legni sono più scuri. Quello naturale addirittura può contenere venature bronzacee o verdastre. Gli altri sono più chiari e uniformi dal colore paglierino dato il clima diverso nel quale crescono (e non raggiungono mai gli invecchiamenti dei primi tronchi naturali che arrivavano al diametro di 2 metri e ad un’altezza di 30 o 40). Dovete fare molta attenzione nella scelta, perché ultimamente per abbassare i costi si tende a preferire il compensato di teak, che consiste in una “sfoglia” di teak incollata su una base di altro legno di minor qualità.
Costi Elevati e Manutenzione
Un altro motivo che spinge tanti diportisti a rinunciare alla coperta in teak è l’alto costo di questo materiale, soprattutto se proveniente dalle foreste tropicali asiatiche: il legno con caratteristiche pregiate e di buona fattura è sempre più raro, e proprio per questo sempre più costoso.
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Il terzo motivo che spinge a non usare il teak nei moderni cabinati è costituito dalle cure che queste coperte in legno richiedono. Va infatti sottolineato che sì, il teak può durare davvero a lungo, ma solo a patto di utilizzare in modo regolare i migliori prodotti per la pulizia del teak. Per il rivestimento delle barche sta succedendo quindi un po’ quello che accade anche per i pavimenti delle nostre case: a praticamente tutti piacciono i pavimenti in legno, ma sono ben poche le persone che desiderano spendere per l’acquisto di un parquet pregiato e che sono poi disposte a prendersene regolarmente cura.
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Problematiche Comuni e la Cura del Teak Naturale
Nonostante la sua naturale resistenza, il teak può comunque subire l’usura del tempo e gli effetti degli agenti atmosferici. Senza un adeguato trattamento, il teak può diventare grigio, opaco e vulnerabile agli elementi. I raggi UV del sole possono sbiadire il colore delle superfici in teak e l’acqua salata può danneggiare la sua struttura. La capacità di trattenere il calore è una delle proprietà dei legni. Il teak purtroppo non è esente da questa caratteristica.
Siamo alle note dolenti. Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato. Questo si traduce in una notevole facilità a macchiarsi a ogni imprevisto. Macchie di caffè, vino, olio, creme solari possono penetrare nelle fibre del legno, e se non si corre ai ripari in breve tempo la macchia può diventare indelebile.
Manutenzione e Prodotti Specifici
Per mantenere il teak in buone condizioni nel corso degli anni, è necessario effettuare trattamenti adeguati. L’obiettivo è quello di mantenere intatta la bellezza del rivestimento della coperta senza aggredirlo, e quindi senza, per esempio, sacrificarne la preziosa resina oleosa, e senza permettere il tipico ingrigimento dei listelli.
Che cosa serve per la cura del teak? Per pulire e mantenere correttamente il teak della barca, saranno necessari degli strumenti specifici. I più comuni includono spazzole morbide, panni in cotone, raschietti in plastica e pennelli a setole dure. Esistono diversi prodotti di pulizia specifici per il teak disponibili sul mercato.
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Prima di applicare qualsiasi prodotto di trattamento, è fondamentale pulire accuratamente il teak. Inizia rimuovendo la polvere e lo sporco dalla superficie utilizzando una spazzola morbida. Successivamente, utilizza il prodotto T-Detergent di Veneziani per la pulizia del teak per rimuovere macchie e residui di grasso. Dopo aver pulito e preparato il teak, è il momento di applicare il trattamento prescelto. Assicurati di utilizzare il prodotto che offra protezione contro i raggi UV, l’acqua salata e l’umidità, come T-Protective. Applica il prodotto uniformemente sulla superficie del teak seguendo le istruzioni del prodotto. Il Teak Wonder è uno dei migliori prodotti del mondo per la pulizia e la manutenzione del legno. Dalla ricerca dei laboratori è arrivato anche Semco Teak Sealer un prodotto unico. SEMCO Teak è, infatti, un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere. Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi.
La frequenza della manutenzione del teak dipenderà dall’utilizzo della barca e dalle condizioni ambientali. In generale, si consiglia di eseguire un trattamento annuale per mantenere il teak in ottime condizioni. Usate piuttosto una spazzola con prolunga. Seguendo queste linee guida, sarai in grado di mantenere il teak della tua barca in ottime condizioni per molti anni a venire.
Dimensioni e Installazione del Teak
“Solitamente il teak viene posato in doghe da 65 millimetri per le imbarcazioni più grandi, mentre la larghezza scende a 40/45 millimetri per le barche più piccole, con spessori che variano dagli 8 agli 12 millimetri. Il teak generalmente viene installato per mezzo di una colla poliuretanica.
Alternative al Teak Naturale: Il Teak Sintetico
Negli ultimi anni complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione piuttosto impegnativi, il mercato nautico ha sfornato soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico. Si tratta di un rivestimento realizzato a livello industriale, attraverso la creazione di listelli in materiale plastico che riportano a livello visivo le stesse peculiarità del teak. I risultati raggiungibili, a livello estetico, sono nei migliori casi impressionanti, con dei rivestimenti decisamente eleganti, nonché resistenti.
Caratteristiche del Teak Sintetico
Il teak sintetico non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto.
Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla. Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli. È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente. Altre qualità interessanti sono che resiste ai raggi UV ed è antiscivolo, anche se la superficie è bagnata. Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare. In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire.
Svantaggi e Considerazioni Ambientali
Uno dei più importanti è che la sua superficie si riscalda parecchio. Quando è esposta al sole raggiunge infatti una temperatura superiore a quella del legno. A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore, per esempio le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare. Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale.
Ecologico? C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Oggi il fabbisogno di legno di teak è tale da richiedere l’abbattimento di decine di ettari di foreste al giorno; un ritmo insostenibile che sta portando all’estinzione di questo albero in Birmania e Laos. Il teak sintetico è quindi utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non prive di conseguenze nefaste per l’ambiente.
Si tratta dunque di un’alternativa che può essere presa in considerazione da quei diportisti che hanno imbarcazioni di piccole dimensioni e amano la praticità; nonché una vita a bordo senza troppi impegni e costi di manutenzione.
Tabella Comparativa: Teak Naturale vs. Teak Sintetico
| Caratteristica | Teak Naturale | Teak Sintetico |
|---|---|---|
| Materiale | Legno naturale (Tectona grandis) | Materiale plastico (PVC o resine sintetiche) |
| Estetica | Prestigioso, elegante, venature naturali | Imita perfettamente l'aspetto del teak |
| Resistenza Agenti Atmosferici | Molto alta, oli naturali protettivi | Alta, resistente a raggi UV, impermeabile |
| Manutenzione | Richiede pulizia e trattamenti regolari (costosa e impegnativa) | Minima, non assorbe liquidi, facile da pulire |
| Riscaldamento al Sole | Modulato, permette di camminare a piedi nudi | Si riscalda di più del legno naturale, specialmente tonalità scure |
| Aderenza/Grip | Ottima anche da bagnato, grazie a fibre e porosità | Antiscivolo anche se bagnato |
| Costo Iniziale | Elevato, data la rarità del legno di qualità | Variabile, può essere paragonabile o inferiore al teak naturale |
| Durata | Molto lunga (fino a 30 anni con buona cura) | Buona, resistente nel tempo |
| Flessibilità | Limitata | Alta, si adatta a superfici non piane |
| Impatto Ambientale | Rischio estinzione Tectona grandis, disboscamento | Prodotto chimico/industriale, problemi di smaltimento |
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