Tavoli da Pasta in Legno: Caratteristiche e Manutenzione

Stai pensando di arredare il tuo spazio esterno con un tavolo nuovo? Scegliere il tavolo da esterno perfetto può sembrare complicato, con tante opzioni di materiali, dimensioni e forme disponibili. Questa guida risponde alle domande più frequenti per aiutarti a prendere la decisione giusta e goderti al meglio il tuo spazio all’aperto.

Tavolo da esterno in legno

Qual è il miglior materiale per tavoli da esterno?

La scelta del materiale per un tavolo da esterno dipende dalle tue priorità. Ecco alcune opzioni comuni e le loro caratteristiche:

  • Legno Teak: Considerato il re dei legni per esterni, il teak è naturalmente ricco di oli che lo rendono estremamente resistente all’acqua, agli insetti e alla decomposizione. Richiede poca manutenzione, ma tende a ingrigirsi nel tempo se non trattato.
  • Legno di Acacia: Un’alternativa più economica al teak, l’acacia è comunque un legno duro e resistente all’acqua. Richiede una manutenzione regolare con oli specifici per preservare il suo colore e proteggerlo dalle intemperie.
  • HPL (High-Pressure Laminate): Un materiale composito estremamente resistente agli agenti atmosferici, ai graffi e all’usura. Richiede pochissima manutenzione ed è disponibile in una vasta gamma di colori e finiture. Ottima scelta per un look moderno e pratico.
  • Alluminio: Leggero, resistente alla ruggine e facile da pulire, l’alluminio è una scelta popolare per i mobili da esterno. Spesso verniciato a polvere per una maggiore protezione e un look elegante.
  • Plastica: Economica e resistente all’acqua, la plastica è un’opzione leggera e facile da pulire. Tuttavia, può essere meno resistente agli agenti atmosferici estremi e meno esteticamente gradevole rispetto ad altri materiali.

Altezza e Forma Ideale del Tavolo da Esterno

L’altezza standard di un tavolo da pranzo da esterno è compresa tra 70 e 76 cm. Questa altezza permette di sedersi comodamente e mangiare.

  • Tavoli alti (bar height): Solitamente intorno ai 105-110 cm. Richiedono sgabelli alti.
  • Tavoli bassi (coffee tables): Circa 40-50 cm.
  • Tavoli da picnic: Generalmente più bassi dei tavoli da pranzo standard, intorno ai 68-72 cm.

In generale, per spazi piccoli, i tavoli rotondi o quadrati occupano meno spazio visivo e permettono una migliore circolazione.

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  • Tavolo Rotondo: Ottimo per favorire la conversazione e adattabile a diverse situazioni.
  • Tavolo Quadrato: Perfetto per angoli o piccoli spazi, può essere accostato a una parete quando non utilizzato.
  • Tavolo Rettangolare: Ideale per spazi più lunghi e strette, ma richiede più spazio per la circolazione. Considera un tavolo allungabile per adattarlo alle diverse esigenze.

For smaller rooms you can pick foldable ones, or tables that can be applied to walls and used when needed.

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Lo spazio minimo consigliato per un tavolo da pranzo è di circa 90 cm intorno al tavolo per permettere ai commensali di sedersi e muoversi comodamente.

Dimensioni dei Tavoli in Base al Numero di Posti

Le dimensioni di un tavolo dipendono dal numero di persone che devono accomodarsi:

  • Tavolo per 4 persone:
    • Rettangolare: circa 120 cm di lunghezza e 70-80 cm di larghezza.
    • Rotondo: circa 90-120 cm di diametro.
  • Tavolo per 6 persone:
    • Rettangolare: circa 150-180 cm di lunghezza e 80-90 cm di larghezza.
    • Rotondo: circa 120-150 cm di diametro.
  • Tavolo per 8 persone:
    • Rettangolare: circa 210-240 cm di lunghezza e 90-100 cm di larghezza.
    • Rotondo: circa 180 cm di diametro o più.
  • Tavolo rotondo da 120 cm: Ideale per 4 persone.
  • Tavolo rotondo da 180 cm: Può ospitare comodamente 8-10 persone.
  • Tavolo per 16 persone: Richiede un tavolo molto grande, solitamente composto da più tavoli affiancati o un tavolo su misura. Considera circa 60 cm di spazio per persona.

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Manutenzione dei Pavimenti in Legno: Superare il Tabù

La manutenzione dei pavimenti in legno è un argomento che sovente non viene affrontato in fase di trattativa, quasi fosse un tabù. Al contrario ritengo che consigliare il cliente, indirizzandolo su scelte che siano compatibili con il proprio stile di vita, sia certamente un aiuto per quanto riguarda la vendita del prodotto. Mentre tacere, più o meno volontariamente, quelle che sono le caratteristiche dell’articolo che ci si appresta a vendere non è affatto una mossa vincente, anche perché poi il problema emerge.

Quindi, occorre spiegare bene al cliente quali sono i pro e i contro di una finitura protettiva, in maniera tale che il cliente stesso possa scegliere quella che più gli si addice in base alle proprie abitudini di vita. Questo tipo di approccio, volto a informare accuratamente, è il valore aggiunto che porta quasi sempre a concludere positivamente il contratto.

Oggi i ritmi di vita sono alquanto variati rispetto a trenta o quarant’anni fa, non si può pensare che chi si occupa della manutenzione dei pavimenti in legno, possa dedicare ore e ore a una semplice “pulizia superficiale”.

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A ogni Parquet la sua Manutenzione

Cominciamo, quindi, a entrare nel merito della manutenzione dei pavimenti in legno: occorre prima dividere fra le varie finiture protettive che attualmente vanno per la maggiore nel settore. Sostanzialmente, sussistono finiture filmogene e non, ovvero le prime sono rappresentate da vernici sintetiche monocomponenti o bi componenti sia a base solvente o con acqua, oppure con oleo uretanici, questi ultimi sono prodotti a base idrocarburi (da non confondersi con gli oli vegetali che sempre vernice è).

Abbiamo poi finiture più naturali a impregnazione, quali oli di origine vegetale, oppure procedimenti oleo/cerosi a basso contenuto di resine disponibili in dispersione a solvente o in emulsione acquosa. In ultimo le classiche cerature, ovvero paste di cera d’api (o paraffina).

Senza entrare nel merito delle formulazioni o dell’impatto ambientale, visto che parliamo di manutenzione è bene suddividere anche quest’ultima in ordinaria e straordinaria. È importante dirlo perché solitamente nei documenti che accompagnano obbligatoriamente i prodotti e che sono a tutela del consumatore (come per esempio la scheda prodotto D.L. del 06/09/2005 n.206), si parla di pulizia ordinaria e manutenzione straordinaria.

1. Manutenzione per i parquet verniciati e trattati con prodotti oleo uretanici

I prodotti vernicianti sia a base solvente (sempre meno impiegati da parte degli addetti ai lavori) che all’acqua (queste ultime stanno oramai sostituendo quasi del tutto le prime anche con risultati eccellenti di resistenza all’abrasione) proteggono la superficie dei pavimenti in legno, creando di fatto una pellicola che può essere trattata, anche giornalmente, con panni leggermente umidi e detersivi assolutamente neutri (non schiumosi), aspirapolveri o scope a frange.

Anche per i pavimenti trattati con prodotti oleo uretanici, che sono sempre filmogeni anche se visivamente la superficie lignea rimane a “poro aperto”, il trattamento di pulizia ordinario è il medesimo di quello previsto per le vernici.

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2. Manutenzione per i parquet trattati con paste di cera d’api

Differente è il discorso che riguarda le superfici dei pavimenti in legno trattate con paste di cera d’api, prima di tutto mai utilizzare panni umidi o, peggio ancora, passare degli stracci bagnati.

Nelle superfici a cera è fatto divieto di utilizzare panni bagnati anche sia pur di poco, ma occorre utilizzare aspirapolvere o panni antistatici, poi stendere di nuovo una piccola quantità di pasta di cera e passare una lucidatrice con feltri e non con spazzole.

Un lavoro che molti anni prima veniva fatto interamente a mano. Sarebbe consigliabile, possibilmente, spostare gli arredi almeno quelli di normale utilizzo come tavoli, sedie e piccoli mobili perché si possa stendere e lucidare la pasta di cera in tutta la superficie senza lasciare poi una sottile rigatura (lungo gli arredi) che nel tempo poi diventa più scura.

Come potete comprendere il lavoro di pulizia ordinaria di un pavimento trattato con pasta di cera, è certamente più impegnativo di uno stesso pavimento trattato con gli altri prodotti protettivi che troviamo in commercio.

Inoltre, bisogna tener conto che le superfici trattate con paste cerose sono molto più delicate dato che non hanno capacità idrorepellente, per cui se in superficie cadono dei liquidi che non vengono asportati immediatamente, sarà molto facile assistere alla formazione di macchie antiestetiche nella superficie del pavimento in legno, macchie che difficilmente potranno essere poi asportate se non attraverso un nuovo intervento di manutenzione straordinaria.

Al contrario, dalle finiture filmogene -che hanno proprietà impermeabili- possiamo asportare localmente macchie e qualsiasi liquido che casualmente possa cadere, anche lavando con acqua, in maniera appropriata, la porzione di parquet interessata.

Periodicamente, per le pavimentazioni trattate con vernici, è consigliabile stendere sulla superficie lignea, dopo o durante la pulizia ordinaria, dei prodotti liquidi specifici a base di resine in dispersione acquosa. Questi prodotti sono reperibili facilmente presso i rivenditori specializzati di parquet o di prodotti per la manutenzione dei pavimenti. Attenzione solo a specificare sempre bene il tipo di trattamento protettivo con cui è stato ultimato il proprio pavimento.

Se si vogliono utilizzare altri prodotti, per esempio reperiti presso centri commerciali, è assolutamente con sigliabile fare sempre delle prove preventive sulla superficie di piccole porzioni del pavimento.

Generalmente, infatti, l’industria e la grande distribuzione tendono a universalizzare il contenuto dei propri prodotti, come se un prodotto unico potesse pulire tutte le superfici. Nella realtà non è così, quindi si consiglia di non impiegare mai prodotti che non siano testati per parquet verniciati e laddove ci siano dei dubbi è meglio fare delle piccole prove preventive; inoltre mai stendere della cera solida su pavimenti in legno trattati con prodotti filmogeni cioè verniciati si darebbe inizio ad un danno piuttosto serio.

Di fatto si andrebbe a creare una superficie assolutamente scivolosa e quindi pericolosa per le persone che ci camminano sopra, visto che le superfici verniciate tendono a non assorbire in pratica niente, figuriamoci le cere solide.

3. Manutenzione per i parquet trattati con oli naturali

Per i pavimenti trattati con oli naturali di origine vegetale, il discorso è strettamente connesso alla tipologia di prodotto impiegato. Esistono in commercio diverse tipologie di oli ed è quindi sempre consigliabile rivolgersi all’applicatore o allo stesso venditore per farsi spiegare le prime modalità di pulizia ordinaria.

Generalmente in presenza di queste finiture a base di oli naturali, sono forniti anche i relativi prodotti specifici per la pulizia ordinaria in speciali kit. Non è mai consigliabile improvvisare o tralasciare interventi di pulizia, dato che si potrebbero arrecare danni irreparabili al trattamento, tanto da rendere necessario l’intervento meccanico di un professionista del settore.

Pulizia e Lucidatura Tavolo Resina

La pulizia e lucidatura di un tavolo in resina richiedono attenzione e cura per mantenere la sua bellezza e durata nel tempo.

La manutenzione e cura del tavolo in resina e legno è fondamentale per preservarne l’estetica e la durata nel tempo.

  • Applicare periodicamente oli specifici per il legno per mantenerne la lucentezza e prevenire l’essiccazione.
  • Applicare eventualmente un sigillante protettivo per mantenere la brillantezza della resina.

Protezione Tavolo Legno e Resina

La protezione del tavolo in legno con resina è un’ottima soluzione per preservare e valorizzare la superficie.

Applicando uno strato di resina epossidica trasparente, si crea una barriera protettiva contro graffi, macchie e umidità, mantenendo intatta la bellezza naturale del legno. Questo rivestimento offre resistenza e durata nel tempo, rendendo il tavolo più facile da pulire e mantenere.

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