Tetto in Legno Lamellare: Stratigrafia e Isolamento tra Travi per un Comfort Ottimale

Alla fine degli anni ‘90 è tornata di attualità una tecnologia tradizionale che era stata accantonata, in gran parte d’Italia, negli anni del secondo dopoguerra e del boom economico: i tetti in legno. Questa tecnologia si è ormai imposta e si è aggiornata con nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi contenuti di risparmio energetico e di sicurezza sismica.

Inizialmente, a maggio, un utente ha notato una consistente infiltrazione di acqua nel sottotetto con formazione di grande quantità di muffa (o funghi di colore tendente al rosa) tra le perline e il muro interno. L’acqua entrava attraverso il passaggio di un tubo dei pannelli solari - ma dopo pochi giorni notava la presenza dello stesso fungo in vari punti della lavanderia, del bagno e del disimpegno e nella fascia molto alta del tetto. Mi sono rivolto ad un legale ma la cosa assurda è che non si sa quale sia il problema… Parlano di condensa… Progettualmente è corretto?

È necessario capire che un tetto in legno non si progetta come siamo abituati a progettare un tetto in latero-cemento. È un’altra cosa. Il tetto in legno con travi lamellari e tavolato è una delle soluzioni costruttive più diffuse e apprezzate in bioedilizia. Tuttavia, per ottenere prestazioni elevate e garantire la durabilità del legno, è fondamentale progettare con attenzione l’isolamento della copertura.

La Rinascita del Tetto in Legno e il Legno Lamellare

Dal tetto di legno... Il legno possedeva quelle qualità strutturali che pochi altri materiali naturali erano in grado di offrire: la resistenza alla flessione, la resistenza alla compressione, la lunghezza, il basso peso specifico e la lavorabilità. Le travi potevano portare un semplice assito come nelle case più povere oppure essere collegate da una orditura secondaria di travetti che sosteneva, a sua volta, il tavolato realizzato con tavelle in cotto.

La popolarità e la diffusione del cemento e, parallelamente del latero-cemento, fu inarrestabile e soppiantò totalmente la tecnologia del legno. Prova ne sia che dal secondo dopoguerra nelle facoltà di ingegneria e di architettura il corso di tecnica delle costruzioni verteva esclusivamente sulle costruzioni in cemento armato o in carpenteria metallica, abbandonando totalmente sia la tecnica costruttiva della muratura portante che la tecnologia legata al legno. I progettisti curiosi potevano fare riferimento alle mitiche DIN tedesche.

Leggi anche: stratigrafie con fibra di legno per l'isolamento

È prassi corrente realizzare la struttura portante di un tetto in legno attraverso la posa di travi di legno lamellare e di porre al di sopra di esse un doppio assito con spessore complessivo pari a cinque-sei centimetri avendo cura di posare il secondo assito ruotato di un certo angolo (definito in progetto) rispetto a quello sottostante.

Se per le coperture non si utilizza un semplice legno, bensì un legno lamellare, le proprietà del tetto aumentano grazie alla composizione di questo elemento. Il legno lamellare è un materiale strutturale molto solido e resistente prodotto incollando delle tavole di legno a loro volta già classificate per uso strutturale. È un materiale composito costituito da legno naturale. Mantiene le caratteristiche di quest’ultimo, ma grazie al procedimento tecnologico di incollaggio a pressione, si riducono i difetti propri del legno massiccio. Per quanto riguarda la lunghezza, le dimensioni di una trave in legno lamellare possono essere varie. L’unico accorgimento è quello di studiarne la luce in modo tale che sia possibile il trasporto e la messa in opera della stessa.

Quando si valuta un tetto in legno lamellare rispetto a una copertura in cemento o in acciaio, è importante considerare diversi aspetti tecnici. Il legno lamellare si distingue per il peso più contenuto, che può ridurre i carichi sulla struttura e facilitare la progettazione, soprattutto in zona sismica. Anche i tempi di posa risultano spesso più rapidi grazie a elementi prefabbricati e lavorazioni “a secco”. Dal punto di vista delle prestazioni termiche, il legno offre un buon comportamento isolante naturale, migliorando comfort e consumi energetici se abbinato a un corretto pacchetto di copertura. In termini di manutenzione, richiede attenzioni specifiche nel tempo (soprattutto in presenza di umidità), mentre cemento e acciaio hanno esigenze diverse legate a durabilità e protezioni. Sul piano estetico il lamellare offre un fascino caldo e architettonico, ideale anche per ambienti moderni.

Per far ciò, però, è necessario che il legno lamellare venga ottenuto correttamente e sfruttando al massimo le sue caratteristiche. Il processo di incollaggio a pressione è un processo di formatura ed unione delle tavole di legno ottenuto mediante l’utilizzo di opportune colle sotto l’azione di una pressione costante e duratura nel tempo.

Principi Fondamentali della Stratigrafia e dell'Isolamento del Tetto in Legno

La coibentazione del tetto in legno è una tecnica che consiste nell’installazione di materiali isolanti per migliorare l’efficienza termica della copertura. Questo processo riduce la dispersione del calore in inverno e il surriscaldamento degli ambienti in estate, garantendo un clima interno confortevole tutto l’anno.

Leggi anche: Posa listelli: guida dettagliata

La trasmissione del vapore per convezione è spesso causa di cedimenti strutturali subdoli proprio perché nascosti e imprevedibili. È necessario pertanto progettare la stratigrafia affinché il meccanismo di trasmissione del vapore sia unicamente quello per diffusione nel quale il vapore attraversa la stratigrafia perpendicolarmente alle facce senza presenza di aria.

Spesso nelle stratigrafie si legge “barriera vapore” ma altrettanto spesso, se si va alla ricerca del codice materiale impiegato, si scopre che si trattava di un freno al vapore (valore Sd > 0,2m) e non di una barriera (valore Sd > 100m). Per evitare il trasporto per convezione è necessario approntare uno strato funzionale di “tenuta all’aria” (un apposito telo) che, sia per problemi tecnici ma soprattutto estetici, non è il caso di porre all’intradosso, perché nasconderebbe la vista del legno dall’ambiente sottostante. Pertanto, il telo di tenuta all’aria è posto sopra l’assito e al di sotto dello strato isolante.

La stessa avvertenza va tenuta anche nei confronti dell’aria esterna, cioè del vento, che non deve penetrare all’interno della stratigrafia. Si pone allora un telo di tenuta al vento al di sopra dello strato isolante. Il telo di tenuta al vento deve assicurare anche una tenuta alla pioggia (anche se limitata al momento del cantiere o in caso di perdite nello strato impermeabile) e questo comporta anche un valore, seppur basso, di resistenza al passaggio del vapore sd (spessore equivalente d’aria).

Abbiamo visto come sia importante, direi necessario, garantire al tetto in legno un efficace smaltimento del vapore che lo attraversa attivato dalla differenza di temperatura e di pressione di vapore fra le due facce. Si rende perciò necessario introdurre un nuovo strato funzionale che permetta lo smaltimento del vapore e che, contemporaneamente, protegga dalla pioggia. Tutti questi accorgimenti vengono, negli ultimi tempi, adottati anche per i tetti in latero-cemento.

Il Tetto Ventilato: Un Elemento Chiave per il Comfort e la Durabilità

Il sistema tetto offre grandi vantaggi per il comfort abitativo, per la durata di tutta la struttura e il risparmio energetico. La più comune delle realizzazioni di strutture in legno è il tetto ventilato.

Leggi anche: Vantaggi del Tetto a Falda con Travi

Posta fra il materiale coibente e la copertura, la camera di ventilazione assicura una circolazione dell’aria che migliora le qualità termiche dei tetti in legno. In inverno la circolazione d’aria farà in modo che il materiale isolante rimanga asciutto evitando in questo modo la creazione di condense e garantendo la durata nel tempo degli elementi lignei del tetto ventilato. La ventilazione permette di eliminare l’eventuale calore ceduto dagli ambienti sottotetto. Il movimento dell’aria nella camera di ventilazione è molto basso anche se consente lo stesso le funzioni descritte, per questo l’aria si comporta come un ulteriore strato isolante (l’aria ferma è universalmente riconosciuta come isolante).

In estate l’aria fresca che arriva dalla linea di gronda si riscalda nell’intercapedine per effetto dell’irraggiamento, diventa più leggera e fuoriesce, sottraendo il calore accumulato dal materiale di copertura. Il funzionamento del tetto ventilato si basa sull'effetto Venturi, che garantisce una efficace ventilazione in ogni condizione, anche in totale assenza di vento, assicurando l'aerazione necessaria ad evitare la formazione di muffe e condense.

Tetto Ventilato: OCCHIO ai Problemi!

Materiali Isolanti e Loro Caratteristiche

La scelta dei materiali è fondamentale per garantire un isolamento efficace.

I pannelli in fibra di legno sono degli ottimi isolanti termici ma di solito sono a densità di almeno 120/150 kg/m³ eccessiva per avere un buon assorbimento. Ciao Simone, il cartongesso (e la Barriera acustica FlatBarrier 10A) ti danno massa... il PVC invece no... Direi che la lana di pecora può andare. Userei una lana di roccia meno densa.

Nel contesto di un problema di infiltrazione, nell’area aperta sono stati sostituiti i pannelli bagnati con lana di roccia, la barriera al vapore, i morali e il tavolato. In questa zona, immediatamente sotto la guaina, vi era un lieve presenza di acqua: il tavolato sembrava pressoché sano, i pannelli isolanti sintetici lievemente bagnati, la fibra di legno era molto umida. Condensa interstiziale: il freno al vapore igrovariabile Intesana 210 gestisce i flussi di vapore, impedendo accumuli e consentendo la traspirazione. Muffe e funghi: la fibra di legno Naturatherm, aperta alla diffusione, evita la creazione di microclimi stagnanti. Surriscaldamento estivo: la massa e la capacità termica della fibra di legno garantiscono comfort anche nelle giornate più calde. Degrado del legno: le membrane Stamisol Advance Pack 350 e Safe One proteggono il pacchetto da infiltrazioni e aumentano la sicurezza al fuoco.

Esempio Pratico di Stratigrafia per Tetto Ventilato con Struttura in Legno Lamellare

Oggi vi presento un esempio di tetto ventilato con struttura portante in legno e isolamento termico in lana di vetro. La struttura portante è stata realizzata in travi di legno lamellare, disposte parallelamente alla linea di gronda, che insistono su un cordolo perimetrale in calcestruzzo armato. La trave di colmo ha una sezione di 14x24 cm, le altre travi hanno una sezione di 12x24 cm, i passafuori hanno invece una sezione di 8x12 cm.

La stratigrafia della copertura (dall'interno verso l'esterno) è articolata come segue:

Strato Materiale e Spessore
1 Assito in perline di Abete 20,0 mm
2 Membrana freno vapore Isover Vario KM Duplex UV 0,2 mm
3 Tavole a fibre orientate (OSB) 19,0 mm
4 Pannello in lana di vetro Isover Superbac N Roofine G3 80,0 mm
5 Pannello in lana di vetro Isover Superbac N Roofine G3 80,0 mm
6 Tavole a fibre orientate (OSB) 19,0 mm
7 Telo traspirante al vapore e impermeabile all'acqua Isover Bituver SYNTO LIGHT 0,7 mm
8 Intercapedine d`aria fortemente ventilata 40,0 mm
9 Tegole in laterizio 15,0 mm

La massa superficiale del manto di copertura è pari a circa 94 kg/m², inclusi i listelli di contenimento del materiale isolante, i listelli dello strato di ventilazione, i listelli portategole ed il listello di chiusura in gronda.

L'isolamento, realizzato con un doppio strato incrociato di pannelli in lana di vetro, posti in opera tra listelli di contenimento, è inserito tra due strati di pannelli OSB. La membrana freno vapore, posata sopra l'assito di perline in abete, e lo strato di ventilazione, realizzato mediante listelli di ventilazione posati perpendicolarmente alla linea di gronda al di sopra del secondo strato di OSB, evitano il ristagno di umidità all'interno della stratigrafia della copertura. L'efficace circolazione d'aria all'interno dello strato di ventilazione è garantita dalla gronda aerata e dal colmo ventilato. Il telo sottotegola traspirante al vapore e impermeabile all'acqua, posato al di sopra dei listelli di ventilazione, costituisce uno strato di protezione dall'acqua in caso di infiltrazioni.

Le prestazioni termo-acustiche di questa copertura sono:

  • trasmittanza termica 0,201 W/m²K
  • sfasamento dell’onda termica 8h 30'
  • trasmittanza termica periodica Yie 0,133 W/m²K
  • potere fonoisolante Rw 51 dB
  • la struttura non è soggetta a fenomeni di condensa interstiziale
  • la struttura non è soggetta al rischio di formazione di muffa o di condensa superficiale

Coibentazione: Un Intervento Chiave per l'Efficienza Energetica

La coibentazione del tetto rappresenta un intervento chiave per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, contribuendo a ridurre i consumi e ad aumentare il comfort abitativo. Un tetto in legno con travi lamellari e tavolato rappresenta un elemento nobile e performante, ma solo se isolato con criteri corretti. Questo include efficienza termica invernale, per contenere le dispersioni di calore e rispettare i valori limite di trasmittanza previsti dal D.M., e protezione estiva, per ridurre il surriscaldamento grazie a materiali ad alta densità e calore specifico.

I tempi di realizzazione di una coibentazione dipendono dalla complessità del progetto, ma generalmente variano tra i 5 e i 10 giorni lavorativi. Contattami se desideri approfondire i sistemi naturali ad alte prestazioni per la progettazione dei tuoi tetti in legno. Il nostro team di esperti è a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

tags: #stratigrafia #tetto #in #legno #lamellare #isolamento