Si parla tanto del legno di oggi che è poco stagionato e di molti problemi dei mobili in massello o in multistarato dovuti ai movimenti del legno (fratture, lineature, anomale laccature ecc.) non ben stagionato. La stagionatura del legno è un processo fondamentale per la realizzazione di porte in massello, poiché influisce direttamente sulla qualità, la durabilità e la stabilità del prodotto finito. Il legno appena tagliato, infatti, contiene una grande quantità di acqua, che può compromettere le sue caratteristiche fisiche e meccaniche. Se non stagionato correttamente, il legno tende a deformarsi, screpolarsi o gonfiarsi, compromettendo la funzionalità e l’estetica delle porte in massello. Senza la stagionatura si rischia perciò di usare del legno che con il tempo tende a deformarsi proprio in virtù del processo naturale di essiccazione.
Una corretta stagionatura è cruciale per la realizzazione di porte in massello perché garantisce che il legno mantenga la sua forma nel tempo, senza rischi di deformazioni come fessurazioni, curvature o dilatazioni. Le porte, essendo esposte a variazioni di temperatura e umidità nell’ambiente in cui vengono installate, possono subire danni se il legno non è stato stagionato correttamente. Si sente spesso parlare di stagionatura del legno, ma cosa significa esattamente e perché è così importante per la resa di un edificio e la solidità di una struttura in legno?
Cos'è la Stagionatura del Legno?
Il processo di essiccazione del legno, detto anche stagionatura, è il punto di partenza per ogni lavorazione di falegnameria successiva. La stagionatura ha lo scopo di creare le condizioni per cui l’acqua presente nel tronco venga espulsa e il legno possa stabilizzarsi, rendendo più facile la sua lavorazione. La stagionatura del legno serve quindi a far evaporare l’acqua di saturazione. Grazie all’essiccazione il legno perde umidità e questo comporta anche una serie di cambiamenti fisici che riguardano principalmente la forma e il colore. Ma qual è il principale scopo della stagionatura del legno? La stagionatura del legno viene comunemente conosciuta anche come essiccazione.
Quando un albero viene abbattuto, avviene un primo rilascio di acqua, quella che in gergo viene chiamata acqua libera. Il legno contiene all'interno grandi quantità di acqua che influenzano, in maniera determinante, il suo peso. Infatti, grazie alla stagionatura, il legno si riduce a causa dell'evaporazione dell'acqua.
Funzioni e Caratteristiche del Legno Stagionato
La stagionatura del legno ha diverse funzioni e porta a importanti caratteristiche che influenzano la sua qualità e utilizzo. Ecco alcune delle funzioni principali della stagionatura del legno:
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- Riduzione dell’umidità: Durante il processo di stagionatura, l’umidità presente nel legno viene gradualmente ridotta. Questo è fondamentale perché il legno con un’umidità troppo elevata può deformarsi, restringersi o creare problemi strutturali una volta utilizzato.
- Stabilizzazione dimensionale: La stagionatura del legno permette di ridurre i movimenti indesiderati del materiale una volta utilizzato. Il legno stagionato è più stabile e meno soggetto a deformazioni, fessurazioni o torsioni.
- Aumento della resistenza: La stagionatura del legno contribuisce a migliorare la sua resistenza meccanica, rendendolo più adatto a sostenere carichi e resistere alle sollecitazioni.
- Prevenzione dell’attacco di parassiti: Durante la stagionatura, molti parassiti e insetti dannosi presenti nel legno vengono eliminati o ridotti, contribuendo a preservare la qualità del materiale nel tempo.
Oltre alla stabilità dimensionale, la stagionatura influisce anche sulle caratteristiche estetiche del legno. Un legno ben stagionato tende ad avere una finitura più omogenea e un colore più uniforme, mentre un legno non stagionato può apparire opaco e poco gradevole. Un altro aspetto fondamentale legato alla stagionatura è la possibilità di lavorare il legno in modo preciso durante la realizzazione delle porte. Un legno troppo umido può risultare difficile da lavorare, causando problemi nella piallatura e nel taglio.
Tipologie di Stagionatura del Legno
Esistono diverse tecniche di stagionatura del legno, ognuna delle quali ha le sue caratteristiche e tempi di durata. Ecco alcuni dei tipi di stagionatura più comuni:
Stagionatura Naturale all’Aria
Questa è una tecnica tradizionale che prevede l’esposizione del legno all’aria aperta per un periodo di tempo prolungato. Il processo di stagionatura naturale, noto anche come stagionatura all'aria, prevede che il legno venga esposto a condizioni ambientali controllate, come temperature e umidità costanti, per un periodo che può variare da alcuni mesi a diversi anni, a seconda del tipo di legno e delle condizioni atmosferiche. Durante questo periodo, l’umidità all’interno del legno evapora lentamente, consentendo al materiale di adattarsi progressivamente all’ambiente circostanze. Vediamo, prima, come si effettua la stagionatura naturale del legno. Dopo che viene effettuato il primo taglio, le tavole vengono sistemate in un luogo aperto ma riparato. Questo tipo di stagionatura, però, può essere effettuato soltanto in precisi momenti dell'anno e richiede, comunque, tanto tempo. Una volta tagliato in tavole, il legno veniva disposto in tavole accatastate e separate da appositi distanziatori per permettere il ricircolo dell’aria. La stagionatura naturale poteva anche durare per diversi anni: il legno rilasciava lentamente l’acqua al suo interno, seguendo il corso delle stagioni e adattandosi anche all’umidità esterna. La stagionatura all’aria richiede un’area ben ventilata e può richiedere diversi mesi o addirittura anni, a seconda del tipo di legno e delle dimensioni del materiale.
Stagionatura Artificiale in Essiccatoio
La stagionatura oggi nell'industria è al 90% artificiale, quindi i tempi sono molto ridotti. Questa tecnica prevede l’uso di essiccatoi, dove il legno viene posto in un ambiente controllato con temperatura, umidità e flusso d’aria regolati. La stagionatura artificiale è più rapida rispetto alla stagionatura naturale e può richiedere solo poche settimane o mesi.
- In camera: Le tavole vengono accatastate e rinchiuse in camere coibentate in muratura, in acciaio o alluminio. La temperatura è regolabile, così come l’umidità e l’arieggiamento: così facendo si accelera il processo di rilascio dell’acqua. Tuttavia, è bene controllare che l’essiccazione non avvenga.
- Per condensazione: Questa tecnica è utile per specie legnose delicate. Viene effettuata a basse temperature, monitorando costantemente l’umidità del legno. L'essiccazione per condensazione è ideale per i tipi di legno più delicati.
- Ad alta frequenza: L’essiccazione ad alta frequenza è il modo più rapido per eliminare l’acqua all’interno delle tavole. Un campo elettrico alternato ad alta frequenza attraversa il legno che, per surriscaldamento, rilascia vapore acqueo e quindi l’umidità. L'essiccazione a frequenze alte è il metodo più veloce che consiste nel far attraversare le tavole di legno da campi elettrici con frequenze molto alte.
- Sotto vuoto: La stagionatura sotto vuoto prevede l’utilizzo di camere a tenuta stagna in metallo che consentono un controllo della pressione atmosferica. Abbassando la pressione si velocizza la perdita d’acqua dalle tavole di legno, mantenendo costante la temperatura (che deve rimanere inferiore agli 80°). L'essiccazione sotto vuoto avviene in camere stagne con abbassamento di pressione.
- A vapore: Questa tecnica prevede l’esposizione del legno al vapore d’acqua per ridurre l’umidità interna. Il vapore penetra nel legno e accelera il processo di stagionatura, riducendo i tempi rispetto alla stagionatura all’aria.
Come tratto il legno per una buona stagionatura
Un Esempio Pratico: La Filiera del Legname Latemar
Il più vecchio progetto di utilizzo forestale della Foresta Rodella risale all’anno 1888. L’analisi dello sviluppo del bosco può essere quindi fatta su un lungo periodo di tempo e dimostra che le provvigioni di legname sono costantemente aumentate. A causa delle difficoltà di raccolta le quantità di legname annualmente utilizzabili (incrementi) non sono mai state sfruttate completamente. Attualmente l’Azienda Provinciale Foreste e Demanio svolge ogni anno le operazioni di esbosco più urgenti per evitare un eccessivo invecchiamento della foresta. In questa attività di ringiovanimento si cerca di favorire la rinnovazione naturale, lasciando nel bosco ceppaie e piante mature produttrici di semi. Nel bosco vengono mantenuti anche vecchi alberi morti, molto importanti sotto il profilo ecologico, come pure una notevole varietà di specie arboree.
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Il legname raccolto nelle foreste demaniali viene lavorato interamente nella segheria demaniale Latemar, presso Nova Levante. La quantità di legname segata annualmente oscilla tra 8.000 e 9.000 mc. Il legname del Latemar è molto apprezzato e conosciuto per la sua fibra eccezionale. Il tondame viene dapprima scortecciato tramite una macchina “scortecciatrice”. Una grossa sega circolare serve da “sega-intestatrice” per i tronchi, che vengono dimensionati nelle lunghezze commerciali. Una segatronchi a nastro computerizzata, una refilatrice ed un refendino trasformano i tronchi in tavole, raggiungendo rese di lavorazione ottimali.
Le tavole vengono poi separate secondo lo spessore e preparate per l’essiccazione. Il processo di essiccazione impedisce la formazione dell' “azzurratura“, dovuta alla presenza di un fungo responsabile di un difetto cromatico del legno e rende quindi superfluo il primitivo trattamento con fungicidi. Per mantenere la massima qualità del legno è importante che il processo di essiccazione sia molto lento e graduale, in modo tale da non provocare fessurazioni e difetti cromatici. Un sistema di filtrazione computerizzato per il controllo dei fumi impedisce emissioni di polvere e fuliggine. Terminata l’essiccazione, le tavole vengono trasportate nel reparto di assortimentazione, ove si procede all’assortimentazione per qualità. E insomma.... anche qui, nel regno di Laurino, il legname viene, in buona parte, essiccato.
Valutazione e Misurazione della Stagionatura del Legno
La valutazione della stagionatura del legno è importante per garantire la sua qualità e idoneità all’uso. Ecco alcuni metodi utilizzati per valutare e misurare la stagionatura del legno:
- Umidità del legno: La misurazione dell’umidità del legno è fondamentale per determinare se è sufficientemente stagionato. L’utilizzo di strumenti come gli igrometri permette di valutare l’umidità interna del legno.
- Controllo visivo: L’osservazione visiva del legno può fornire indicazioni sulla sua stagionatura. Un legno più denso può indicare una maggiore stagionatura.
- Test di resistenza: I test di resistenza, come il test di flessione o di compressione, possono essere eseguiti per valutare la capacità del legno di sopportare carichi e stress. Un legno ben stagionato dovrebbe avere una maggiore resistenza.
Un'altra domanda molto importante a cui rispondere è come capire se un legno è stagionato. Un altro aspetto che gli esperti segnalano è che la quantità di umidità da estrarre dal legno dovrebbe corrispondere a quella presente nell'ambiente in cui andrà collocato. Ma come si può misurare questo dato in maniera accurata? Nel primo caso si tratta di un metodo ormai in disuso ma che riporta, ancora, dei dati precisi. Consiste nel prelevare dei campioni di legno ancora umido misurandone il peso così da conoscerne la massa. Essiccandoli, poi, si dovrà arrivare all'eliminazione di tutta l'umidità. Pesando nuovamente i campioni di legno si verrà a conoscenza della massa asciutta. Non esiste una regola sui tempi di stagionatura del legno. Per chi utilizza il legno per particolari lavorazioni nel fai da te o per usi professionali è fondamentale sapere la stagionatura del legno quanto dura.
Fattori Oltre la Stagionatura: Selezione e Qualità del Legno
Spesso si affibbia alla stagionatura colpe che non ha. In effetti parlare di una varietà di legno è insignificante perché quello che conta è la selezione del legno e la qualità. Per cui dire ti faccio un mobile ad esempio in rovere non significa nulla, dipende di che qualità è il legno di partenza. Come esempio se si tagliasse una tavola da un albero cresciuto ad esempio su un versante inclinato da un lato, il legno al suo interno creerebbe delle fibre diverse per compensare gli sforzi ai quali è assoggettato e quindi la tavola potrebbe, se segata nel senso "sbagliato", muoversi dopo la stagionatura in modo differente da quanto "normale" in quanto comunque rimane un elemento vivo che cresce e cala con l'assorbimento e la perdita continua di umidità.
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Riguardo alla domanda se le piantagioni di alberi per mobili sono fatti con piante selezionate per la bellezza delle venature, la risposta è no per le venature, sì per il resto. In pianura veneta, ad esempio, ci sono piccoli appezzamenti lasciati a "bosco" artificiale nei quali si piantano specie diverse e si lasciano volutamente a "foresta", e ci sono piantagioni private di noce, belle rettilinee senza sottobosco. Si piantavano perché il legno rendeva bene. Comunque il noce siamo sui 25 anni, non è poco. Alla fine il miglior legno se parliamo dal punto di vista "agricolo" di farci due soldi è il pioppo, ed infatti ci sono molti appezzamenti a pioppeto. Va via però molto per la produzione di carta, in seconda scelta per i compensati. Qualche anno fa erano state piantate delle paulonie, la promessa è che dovevano crescere più del pioppo, almeno in Cina si diceva crescessero così, poi in realtà sono rimaste delle misere stecche mezze malate e sono state dismesse totalmente.
Il truciolare è materiale riciclato, quindi spazzatura lignea e non avrebbe senso la certificazione FSC, ma qui si parla di vero legno, che è cosa ben diversa. C'è la raccomandazione di chiedere che il legno non provenga da deforestazione selvaggia dell'Amazzonia o di qualunque altra foresta del mondo: che è lo scopo delle certificazioni FSC e PEFC. Il legno per usi strutturali tipo travi di tetti e cose così sono tutti fatti di listellari di pino, di solito qua da noi di origine austriaca.
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