Così come diverse altre colture in Italia, anche quella dell’asparago ha storicamente conosciuto una scarsa meccanizzazione, a causa delle particolari caratteristiche della pianta. Noto comunemente come asparago, l’Asparagus Officinalis L. è una pianta perenne originaria dell’area orientale del bacino del Mediterraneo, costituita da un rizoma, noto come “zampa”, dal quale annualmente durante la stagione vegetativa si originano dei germogli (i turioni) che grazie al geotropismo si sviluppano verticalmente. Fino a sbucare dal terreno a fine inverno o inizio primavera, con l’aumento della temperatura.
L’impianto dell’asparago è poliennale, per cui non può essere inserito in rotazioni colturali. Una fase molto importante per la coltivazione dell’asparago è la preparazione del letto di semina: dopo un’aratura autunnale molto profonda (50-60 cm), finalizzata anche ad una concimazione di fondo, si erpica e successivamente si livella la superficie. Vengono quindi create delle baulature, sulle quali vengono deposti i semi o collocate le zampe per la propagazione agamica. Solitamente, il sesto d’impianto adottato è di 1,5-1,6 m tra le file e 33-40 cm sulla fila.
La Raccolta Manuale: Il Ruolo Fondamentale della Sgorbia
La raccolta dei turioni avviene in primavera, circa 60 giorni dopo l’emissione del germoglio dalla zampa. La raccolta a mano è ancora la soluzione maggiormente diffusa, e purtroppo costringe gli addetti a stare costantemente chini sul terreno, nonostante la presenza delle baulature. In tal caso, l’unico attrezzo agevolatore è la sgorbia.
La sgorbia è una sorta di lungo e appiattito cucchiaio, dall’estremità affilata, oppure un lungo coltello ricurvo all'estremità con il quale si recidono i turioni 10-15 cm sotto la superficie del terreno. Per poter effettuare la raccolta, essendo gli asparagi interrati per almeno la metà della loro lunghezza, gli operatori devono chinarsi, accompagnando la sgorbia lungo l’asparago e tramite la gestione dell’attrezzo recidere il turione ed estrarlo dal terreno per poterlo depositare all’interno delle apposite cassette per lo stoccaggio e la lavorazione.
Tipologie di Asparago e Specificità della Raccolta
A livello nazionale, si spazia tra l’asparago verde, quello bianco, il viola e l’asparago selvatico o asparagina. Tra questi, gli asparagi verdi vengono coltivati sopra al suolo mentre quelli bianchi, vengono protetti dai raggi solari attraverso la baulatura, un cumulo di terra rivestito da una pacciamatura nera, che permette agli asparagi bianchi di crescere completamente al buio. Anche per quanto riguarda la raccolta ci sono consistenti differenze tra verdi e bianchi.
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La raccolta degli asparagi verdi avviene in modo scalare: mano a mano che i germogli (i turioni) raggiungono l’altezza desiderata, questi vengono tagliati. Passando alla raccolta degli asparagi bianchi, la situazione si complica un po’. Dopodiché, grazie ad un particolare strumento chiamato Sgorbia, è possibile raccogliere tutti gli asparagi che affiorano dalla baulatura.
La Sgorbia come Strumento Multifunzionale: L'Esempio della Gouge Leborgne
Questa sgorbia, dotata di un manico in legno forato, possiede una lunga lama in acciaio forgiato, robusta, con l'estremità smussata, a forma di "coltello", che si rivela molto efficace per delimitare e rimuovere le lunghe radici fittonanti di alcune 'erbacce'. Perfetta anche per la raccolta degli Asparagi e degli ortaggi a radice.
La Gouge per diserbo e asparagi Leborgne, con assemblaggio in Francia, è un attrezzo manuale robusto e pratico, progettato per la raccolta degli asparagi e di alcuni ortaggi a radice, molto efficace per estirpare le lunghe e profonde radici fittonanti di alcune 'erbacce', particolarmente difficili da eradicare. Questo attrezzo è dotato di un manico corto e solido in legno forato che facilita la presa e il riporlo. Possiede una lunga testa stretta e incurvata con bordi affilati e con l'estremità smussata, in acciaio forgiato, molto efficace per circondare le radici e penetrare nel terreno.
In aggiunta al suo utilizzo tradizionale per gli asparagi, questa gouge fa parte degli attrezzi indispensabili per riuscire a estirpare le cosiddette radici fittonanti, molto ben ancorate nel terreno e difficili da strappare senza spezzarle. Si tratta di lunghe radici relativamente strette e affusolate, che si approfondiscono verticalmente e profondamente nel suolo, dalle quali altre radici molto più fini crescono lateralmente. Si incontrano per esempio nella carota, nella pastinaca o ancora nelle querce, ma anche in molte 'erbacce' come il tarassaco - dente di leone, il piantaggine, la porcellana, il cardo, i lattughi o il romice. Per distruggere questo tipo di piante, è necessario rimuovere insieme alla rosetta di foglie almeno i primi 5-7 centimetri di radice, a volte la totalità. In generale, una piccola parte di radice lasciata in profondità non permetterà all'indesiderata di sopravvivere.
La gouge per asparagi è uno strumento indispensabile per la raccolta degli Asparagi e degli ortaggi a radice. Permette anche di estirpare le radici cosiddette fittonanti, ben ancorate nel terreno e difficili da estrarre senza romperle. Le si incontra in molte 'erbacce' come il Tarassaco - Dente di leone, il piantaggine, il cardo, i crespigni, la consolida, il Cerfoglio selvatico, la celidonia, la porcellana, le picridi o ancora il romice. Lavora dopo una pioggia o un'irrigazione, un terreno ammorbidito dall'umidità faciliterà notevolmente l'operazione di diserbo. La gouge si infila nel terreno a livello del colletto della pianta (alla base delle foglie, a livello del suolo), girando e premendo contemporaneamente sul manico, come se si usasse un coltello. La lama scende tutto intorno alla radice e taglia le radicelle, non resta che tirare il tutto per estirparlo dal terreno. I bordi taglienti della lunga lama si approfondiscono nel terreno a livello del colletto della pianta, girando e premendo contemporaneamente sul manico. Questa gouge Leborgne è composta da un manico in legno con un'impugnatura a manicotto dove si fissa la testa in acciaio forgiato resistente alla torsione.
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L'Evoluzione della Raccolta: Dalle Macchine Agevolatrici all'Automazione
Nonostante il miglioramento ergonomico assicurato dalle macchine agevolatrici, la raccolta degli asparagi è comunque dispendiosa in termini di tempo e di forza lavoro. Quasi tutti i modelli permettono agli addetti di lavorare seduti, per minimizzare i carichi sul tronco e sulla schiena. Si tratta di piccoli mezzi monoposto, con 3 o 4 ruote pneumatiche e un sistema di propulsione rappresentato da un motore diesel o elettrico di piccola potenza. La soluzione elettrica è preferita negli apprestamenti protetti per evitare l’accumulo di gas dannosi nell’ambiente confinato. Sempre in tema di propulsione elettrica, per la raccolta in pieno campo c’è la possibilità in qualche caso di installare dei pannelli solari sulla copertura, in modo da ricaricare la batteria di bordo. La differenza varietale tra gli asparagi verdi e bianchi condiziona la configurazione di queste macchine, perché quelli verdi fuoriescono dal terreno, mentre quelli bianchi no.
Alcuni costruttori producono macchine per il prelievo meccanizzato degli asparagi dal terreno (come ad esempio la francese Kirpy), con una notevole riduzione di tempo e manodopera. La macchina è composta da un telaio monoasse e trainato dal trattore, predisposto con carreggiate atte a transitare tra le baulature. La testata di raccolta è provvista di due coppie di dischi che rifilano il terreno dei bordi della baulatura e da un organo di taglio. A sua volta costituito da due dischi rotanti parzialmente sovrapposti, che ruotano su un piano inclinato rispetto al senso di avanzamento, recidendo e scalzando i turioni a 10-15 cm sotto la sommità della baulatura. A valle del primo nastro trasportatore ce n’è un secondo in materiale plastico, dal quale gli operatori a bordo prelevano i turioni e li collocano nelle cassette. La terra residua viene scaricata posteriormente alla macchina, sulla baulatura.
Un livello superiore di meccanizzazione è quello delle macchine ad elevato livello di automazione, in grado di raccogliere i turioni con il minor numero possibile di operatori a bordo, come ad esempio Compact S9000 per la raccolta degli asparagi bianchi, prodotta dalla AVL Motion. La macchina è in effetti un robot gestito da un solo operatore a terra, che ne verifica l’operatività e la indirizza sulla fila di raccolta mediante un radiocomando. In ogni caso, il mezzo è dotato di un piccolo pianale posteriore, che permette all’operatore, di verificare il prodotto convogliato nelle cassette. Si tratta in sostanza di un telaio portattrezzi azionato da un motore diesel Stage 5 a 4 cilindri, sul quale viene alloggiata l’unità di raccolta. Gli ingombri sono importanti, ovvero 6 m di lunghezza, 2,3 m di larghezza, e 2,9 m di altezza, per una massa di 4500 kg circa. Il modulo di raccolta comprende un sistema per la movimentazione e lo scostamento dei teli pacciamanti, durante il passaggio della macchina, costituito da due rulli, uno anteriore che solleva e scosta lateralmente il telo di copertura degli asparagi, e uno successivo che ricolloca la copertura nella posizione originaria. L’individuazione dei turioni e la conseguente raccolta avvengono grazie ad alcuni sensori ottici, che guidano gli organi di taglio lungo il corpo degli asparagi fino ad una profondità definita, per poi rilasciare il prodotto su un nastro trasportatore per il convogliamento nelle cassette.
Calibrazione e Utilizzo degli Asparagi
A calibri diversi corrispondono migliori utilizzi; gli asparagi di calibro maggiore, ad esempio, sono particolarmente adatti ad essere lessati o cotti alla griglia.
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