Il Teak: Un Legno Nobile Che si Trasforma nel Tempo, Scurisce o Schiarisce?

Il legno di teak è una scelta molto apprezzata per mobili, pavimenti e arredi da giardino - e per buone ragioni. Da molti anni, il teak è una specie legnosa preferita grazie al suo aspetto bello e alla sua durata. Il teak è un’essenza legnosa di grande fascino. Questo lo rende un materiale ideale sia per uso interno che esterno.

Origini e Caratteristiche Distintive del Teak

Il nome esatto dell’albero del teak è Tectona Grandis originario del Sud Est asiatico dove cresce nelle foreste tropicali e subtropicali del Laos, del Vietnam e della Birmania. Alta circa 40 metri, questa pianta preferisce terreni collinosi, temperature medie di 20-25 gradi e precipitazioni annue non inferiori ai 1.000 mm. Il teak cresce anche in alcune zone dell’Africa e del sud America, ma la qualità del legno asiatico è superiore.

Il teak ha innanzitutto un’ottima resa estetica; è caratterizzato da una tessitura mediamente fine con fibre dritte e compatte, senza nodi e da venature irregolari, ondulate, molto marcate. Il legno di teak è noto per la sua struttura a grana densa e per il contenuto naturale di olio, che lo rende molto resistente all’umidità e allo sporco. Oltre al suo aspetto, il teak è pregiato per le sue doti eccezionali di resistenza meccanica e agli agenti atmosferici. Pur essendo un legno piuttosto poroso, ha infatti le fibre impregnate da una speciale resina (la cui natura oleosa si percepisce anche al tatto) che lo rendono resistente all’acqua, all’umidità e alla salsedine, nonché immune da attacchi di insetti, parassiti e muffe.

Il Processo di Ossidazione: Il Teak Scurisce o Schiarisce con il Tempo?

Una delle domande più frequenti riguardo al teak riguarda il suo cambiamento di colore nel tempo. Col tempo, però, il teak può scolorirsi o sviluppare una superficie secca. Inizialmente il legno si presenta di colore bruno con macchie e fiammature stonalizzate, nonchè evidente chiaroscuro tra le doghe. Il colore naturale del teak grezzo va dal giallo chiaro, quasi biancastro, all’ambrato, fino al bruno e al rosso.

La risposta alla domanda se il teak scurisce o schiarisce è complessa e dipende dal contesto e dall'esposizione. Diciamo che questo cambio di colore dovuto dall'ossidazione ne avevo sentito parlare ma quello che mi spaventa è la differenza veramente molto forte tra quello arrivato e quello che diventerà nel tempo. L’ossidazione è un fenomeno completamente naturale che si verifica a causa dell’esposizione del legno alla luce. I processi di ossidazione incominciano non appena il legno viene a contatto con i raggi solari e l’aria; il legno è un materiale fotosensibile e fotocromatico. La manifestazione principale dell’ossidazione la puoi riscontrare nel cambiamento di colore.

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Devi considerare che, così come le cellule della nostra pelle subiscono dei cambiamenti per effetto della luce solare, allo stesso modo il legno viene influenzato in modo simile dall’azione diretta o indiretta delle radiazioni solari. I raggi UV che colpiscono le cellule degli strati superficiali, causano il graduale degrado delle lignine che fanno schiarire o scurire le diverse tipologie di parquet. I cambiamenti fotocromatici avvengono con maggiore intensità nei primi periodi di esposizione alla luce, per poi stabilizzarsi nel corso del tempo.

Per quanto riguarda il teak, con l’esposizione alla luce il teak si ossida e tende a diventare più uniforme con toni di colore grigio-argento. Un altro punto debole del teak è che soffre i raggi solari e con l’esposizione prolungata all’azione diretta del sole sviluppa un fenomeno di ossidazione che ne trasforma il colore in un grigio chiaro-argento. Il teak, ossidandosi, con il tempo tende a schiarire e ad uniformarsi in tutta la superficie, ma naturalmente molto dipende anche dalla tipologia di finitura e del trattamento di superficie scelto dopo la posa. Quando l’ossidazione “colpisce” il teak, su di esso si tende a creare una patina grigio-argentea. In realtà ad alcuni diportisti non dispiace questa decolorazione del teak che rimane comunque naturale.

Al contempo, sono in molti (e giustamente) a preferire la conservazione del tono dorato originale, caratteristico di questo materiale. Perché ammettiamolo: non ci sono eguali al teak nella sua purezza. Questo fenomeno non compromette la qualità o la resistenza del legno, sebbene porti a trasformazioni estetiche che possono non essere gradite.

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Mantenimento e Protezione del Teak

Per mantenere la bellezza e la durata del teak, è fondamentale una corretta manutenzione. A patto di trattarlo con cura ed effettuarne la manutenzione ordinaria che consiste in frequenti lavaggi e rivestimenti con olii e cere protettive. Il trattamento del legno di teak è generalmente un processo semplice che può aumentare notevolmente la durata e la bellezza dei tuoi mobili. La frequenza del trattamento del legno di teak dipende da dove e quanto viene usato.

Preparazione e Pulizia

Prima di iniziare qualsiasi trattamento del teak, assicurati che la superficie sia pulita e priva di sporco, vecchio olio o residui di vernice. Per pulirlo efficacemente basta spazzolarlo, dopo averlo bagnato con acqua dolce o di mare se pulita, con una spazzola a setole fitte ma non troppo rigide e un detersivo neutro. Perché l’acqua di mare? Perché il sale è un ottimo antibatterico e inoltre i suoi cristalli trattenuti nelle porosità del legno lo mantengono umido quel tanto che basta per rallentarne il disseccamento, evitando che l’olio evapori. Il teak strutturalmente è composto da un’alternanza di fibre morbide e dure per cui è importante quando si usano le spazzole non sfregare nel senso delle venature: questo porterebbe a grattare via le fibre morbide e a evidenziare quelle dure: spesso le coperte in teak presentano questo difetto percepibile al tatto proprio per un lavaggio aggressivo.

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Esistono vari prodotti specifici per la pulizia:

  • Alcuni prodotti per il trattamento del teak sono costituiti da polveri da spargere sul legno bagnato che vanno risciacquate dopo averle lasciate agire per qualche minuto.
  • Esistono anche detergenti liquidi che invece non necessitano di risciacquo.
  • Uno di questi per esempio è il Teak Wonder Cleaner che consente di lavar via dalla coperta il grigio accumulatosi, mentre il Teak Wonder Brightener, tecnicamente uno sbiancante, consente di riscoprire il suo originale colore dorato in pochi minuti e senza asportare millimetri di preziosa essenza della coperta, come avviene nel caso della carteggiatura.
Si tratta di composti non aggressivi né caustici che non danneggiano gomma, pitture, vernici o acciai.

Trattamento e Protezione

Per proteggere efficacemente il teak e preservare il suo colore, è consigliabile applicare prodotti specifici. Come abbiamo detto, il teak è un legno che fa della resina oleosa contenuta nelle sue fibre un baluardo contro l’invecchiamento e il disseccamento e per tale motivo questa dev’essere preservata il più a lungo possibile. Inizia pulendo la superficie con un sapone per legno. Successivamente, applica il nostro olio per legno da interno, Oil Plus 2C. È sufficiente una sola mano.

Per gli esterni, consigliamo di usare il nostro olio per legno da esterno, DuroGrit. Come il nostro olio per interni, richiede solo una mano per una protezione ottimale. I mobili da giardino in teak richiedono cure extra per rimanere belli per molti anni. Con il nostro olio da esterno DuroGrit, puoi ottenere esattamente la finitura che preferisci. Se invece si vuole restituire al teak il colore originario, bisogna ricorrere a olii e cere specifiche: l’importante è verificare l’assorbimento omogeneo da parte del legno e scegliere prodotti poco grassi che restituiscono all’essenza la porosità naturale e l’impermeabilità.

Un buon prodotto presente sul mercato è il Teak Wonder Dressing & Sealer che conserva il tek con il suo splendido aspetto dorato senza la necessità di quotidiani lavaggi con acqua dolce. L’applicazione di questo prodotto sigilla i pori del legno impedendo a polvere e sporcizia che lo scuriscono di penetrare e protegge gli olii del teak dai raggi ultravioletti che ne provocano l’ossidazione e la decolorazione. Con questo trattamento si contrasta la penetrazione nel legno di liquidi quali gasolio, olio, sangue dei pesci, vernici, facilitandone la pulizia successiva. Se vuoi utilizzare queste essenze, ed evitare che scuriscano, puoi raccomandare, in fase di realizzazione, di trattare il legno con vernici che contengano dei filtri UV così da rallentare drasticamente i processi di ossidazione o comunque ridurli in maniera significativa. ALL IN YACHT suggerisce ai suoi clienti di usufruire di specifici prodotti nanotecnologici all’avanguardia, in grado di proteggere il teak dal processo dell’ossidazione e mantenerne l’eleganza nel tempo.

Il Teak in Ambito Nautico: Eleganza e Resistenze

Nulla a bordo è più elegante del teak, un legno esotico con straordinarie qualità di resistenza e longevità. Il legno a bordo di una barca è ancora oggi segno di eleganza, marineria e amore per questi straordinari oggetti naviganti. In realtà quello che veramente se ne apprezza è che si tratta di un materiale vivo, naturale, evocativo quanto nessuna altra sostanza può essere. Perché il teak è un legno nobile così apprezzato in ambito nautico? Per le sue origini e le straordinarie qualità che presenta.

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Purtroppo le belle coperte in teak stanno diventando sempre più rare sui moderni cabinati, un po’ perché il teak di qualità ormai scarseggia e anzi è a rischio estinzione in molti Paesi, quindi per questioni di costo si utilizzano versioni meno nobili e soprattutto lavorate in modo dozzinale. In ogni caso quando si sale a bordo e si trova una coperta in teak tenuta a regola d’arte è sempre un piacere metterci i piedi sopra; inoltre è il miglior biglietto da visita di una barca e del suo armatore.

Pur avendo doti eccezionali il teak non è immune da problemi di invecchiamento e usura derivanti dalla vita a bordo. Nonostante la sua resistenza, rimane per esempio un legno tenero, soggetto ad ammaccature per urti, caduta di oggetti o applicazione di carichi concentrati su piccole superfici. Soffre anche i graffi e le incisioni, procurate per esempio da sassolini presenti sotto alle suole delle scarpe o dalle unghie dei cani. Un pratico spray può rimuovere istantaneamente macchie d’unto sul legno della barca. Per proteggere il teak nautico, soprattutto quando lo scafo rimane all’ormeggio, sarebbe bene coprire il legno con tendalini e cagnari che proteggono il teak e rallentano questo processo di invecchiamento.

Il Parquet in Teak: Durevolezza e Versatilità

Il parquet in teak è considerato il più pregiato in assoluto. Ideale sia per gli ambienti interni sia per quelli esterni della casa, il parquet in teak è elegante e molto resistente, contrariamente a quanto si pensi solitamente. Il legno in teak ha una resistenza e una durevolezza straordinarie. Si tratta di un legno duro, che resiste agli urti e alle flessioni. È anche un legno stabile che non risente dei cambi di temperatura o dell’umidità. Queste qualità fanno sì che si possa usare questo legno in ogni ambiente, senza temere danni. Il colore del legno va dal marrone chiaro con venature dorate al marrone scuro, con venature e riflessi anche rossi e neri. Il parquet in teak più chiaro è quello ottenuto dall’alburno della pianta. Il prezzo del parquet in teak varia in base al formato e alla lavorazione a cui è stato sottoposto il legno.

Le eccezionali caratteristiche di resistenza alle intemperie, all’umidità e all’attacco di parassiti, muffe e insetti permettono di usare questa essenza anche in esterno. In un ambiente domestico si può scegliere il parquet in teak per il giardino, per la terrazza oppure per un patio in cui trascorrere rilassanti momenti all’aperto in compagnia di familiari e amici. Grazie alla sua stabilità, il legno in teak può essere posato senza alcun problema in ogni stanza della casa, compresi la cucina e il bagno. Nelle abitazioni con riscaldamento a pavimento oppure in case in cui il parquet viene posato sopra a un pavimento esistente si ricorre alla posa flottante, con tavole in legno che vengono incastrate tra loro senza l’ausilio di colle. Soprattutto negli ambienti interni è possibile apprezzare la ricchezza delle sfumature del parquet in teak.

Il parquet in teak è tra i più resistenti in assoluto e basta una semplice manutenzione ordinaria per mantenerlo in perfetto stato. Per la pulizia quotidiana del parquet in teak posato in interno è sufficiente usare un panno cattura polvere o un’aspirapolvere con setole morbide. Per una pulizia più profonda si può passare un panno inumidito con una soluzione di acqua e un detergente delicato per parquet. Perfetto in questo caso è il nostro Master Cleaner Varnish. In esterno il parquet in teak può essere pulito con uno straccio umido, se c’è bisogno di rimuovere soltanto lo sporco superficiale, oppure con acqua a pressione se c’è bisogno di pulire più in profondità.

Ossidazione nel Parquet in Teak

Sono passati diversi anni da quando il tuo parquet è stato posato e hai deciso che è giunto il momento di cambiare la posizione dei mobili o comunque fare delle modifiche in casa. Dopo aver sollevato il tappeto e aver spostato i tuoi arredi ti sei accorto che la superficie di legno coperto presenta una tonalità completamente diversa? Se ti stai chiedendo cosa sta avvenendo al tuo pavimento, ti diciamo che non c’è da preoccuparsi in quanto si tratta di un fenomeno del tutto naturale dovuto al processo di ossidazione del parquet che produce un cambiamento del colore e della tonalità del pavimento in legno.

Teak a Confronto: L'Ossidazione in Altre Essenze Lignee

I processi di ossidazione variano da specie legnosa a specie legnosa. Facendo una distinzione tra essenze europee ed essenze esotiche, possiamo notare due comportamenti completamente diversi. Il teak, ossidandosi, con il tempo tende a schiarire e ad uniformarsi in tutta la superficie, ma naturalmente molto dipende anche dalla tipologia di finitura e del trattamento di superficie scelto dopo la posa.

Altre essenze lignee presentano comportamenti diversi:

  • Il noce, al contrario, parte da una tonalità molto fredda e ossidandosi tende ad un marrone caldo con una punta di rosso.
  • L’acero, l’iroko, il doussiè, così come il ciliegio europeo, hanno dei processi di ossidazione importanti che con il tempo tendono a scaldare il legno e a scurire il colore originale.
  • Il rovere rispetto ad altre specie legnose ha un’ossidazione meno marcata, infatti, si adatta bene ad essere impiegato in ambienti esposti alla luce.
Il parquet in rovere è una buona alternativa al parquet in teak per la realizzazione di un pavimento in interno. Il parquet in rovere è perfetto per chi ama un pavimento di colore chiaro e con venature poco evidenti. Quanto ai possibili abbinamenti, il parquet in rovere è probabilmente il più versatile.

L’ultimo consiglio che possiamo fornirti rimane quello di affidarti a dei professionisti che sapranno aiutarti a scegliere il colore del parquet, la tipologia di legno e la finitura migliore da utilizzare in funzione del tuo progetto. Non resta che scegliere il parquet più adatto alla propria abitazione.

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