Il legno è un materiale naturale che proviene dal tronco e dai rami degli alberi. L’uomo lo utilizza fin dalla Preistoria, perché è facile da trovare, si lavora bene ed è molto utile in diversi ambiti. Il legno possiede caratteristiche che lo rendono molto utile come materiale tecnologico. La struttura del legno è fibrosa e non uniforme: le fibre sono disposte parallelamente all’asse del tronco. Il legno è un materiale elastico, cioè resiste bene agli urti e assorbe bene le sollecitazioni. Inoltre è facile da lavorare.
L'Anatomia dell'Albero: Le Componenti del Tronco
Osservando un tronco tagliato a sezione trasversale, si possono distinguere diversi strati concentrici, ognuno con una funzione precisa.
Il Midollo
Al centro c’è il midollo, un tessuto spugnoso. Il midollo è la parte più interna del tronco, formata da un canale spugnoso che si sviluppa per tutta la sua lunghezza. È la parte centrale e interna del Legno, di colore chiaro, ed è formata da tessuto nutritivo primario consistente in cellule spugnose e molli, di scarsa compattezza.
Il Durame
Intorno al midollo si trova il durame, la parte più vecchia e resistente, più scura e ricca di sostanze che la rendono durevole; proprio per queste caratteristiche è spesso usata nelle costruzioni e nei mobili di qualità. Il durame è la zona più vecchia ed interna del Legno ed è composta dalle parti più compatte e solide del Legno. Ha un colore più scuro rispetto all'alburno ed è la parte legnosa più pregiata per la produzione del Legname.
L'Alburno
All’esterno del durame si trova l’alburno, più chiaro e giovane, trasporta acqua e sali minerali dalle radici fino alle foglie. L'alburno è la zona anulare esterna del Legno ed è la parte giovane in via di formazione. Il Legno è più chiaro dell'interno durame, ricco di linfa e formato da cellule che trasportano l'acqua e i sali minerali dalle radici alla chioma.
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Il Cambio e gli Anelli di Accrescimento
Subito fuori dall’alburno c’è il cambio, uno strato sottilissimo che permette all’albero di crescere e produce ogni anno nuovi strati di legno, formando gli anelli di accrescimento che ci permettono di conoscere l’età dell’albero. Il cambio è la parte del tronco che genera le nuove cellule, le quali si distribuiscono in maniera circolare e formano i cosiddetti anelli di accrescimento. È uno strato di cellule che consentono la circolazione ascendente della linfa e capaci di produrre fibre di Legno sia verso l'interno (alburno), sia all'esterno (libro). È il tessuto che determina l'accrescimento in spessore del tronco e dei rami, e l'unica parte del tronco in grado di svolgere questa funzione, di creare nuovo Legno che permette all'albero di crescere. Ogni anno il cambio genera un anello di nuovi tessuti che presentano diversa dimensione e spessore (anelli di accrescimento) i quali permettono di calcolare e contare gli anni di vita della pianta (ogni anello corrisponde a un anno di vegetazione). Si formano in seguito all'accrescimento del fusto per formazione di strati anulari successivi di Legno, interdetti da periodi di stasi (stagioni fredde).
Il Libro e la Corteccia
Accanto al cambio si trova il libro, che trasporta la linfa elaborata, cioè le sostanze nutritive prodotte dalle foglie, verso tutte le altre parti dell’albero. La corteccia è la parte più esterna, dura e rugosa, che difende il tronco dai parassiti, dagli agenti atmosferici e dagli urti. È costituita dalle parti morte del libro che sono state spinte verso l'esterno dalle nuove cellule.
I Nodi
I nodi sono i punti nei quali i rami erano attaccati al tronco. Sono zone del tronco in cui è sviluppato l'inizio di un ramo, i quali man mano che l'albero cresce, vengono inglobati nel tronco.
La Chioma e la Fotosintesi Clorofilliana
La sua forma è legata al tipo di ramificazione della specie e può essere allungata e caratterizzata da un fusto unico (chioma monopodiale) oppure tondeggiante caratterizzata da una biforcazione da cui si dirama un ramo principale più grande degli altri. La chioma è costituita da rami e da foglie le quali elaborano sostanze quali i carboidrati e assorbono l'energia luminosa e lo scambio gassoso tra la pianta e l'atmosfera, che rappresentano la fonte di energia e di vita di tutto il mondo. Sono generalmente di colore verde per la presenza di clorofilla. Poiché per ottenere una sostanza organica è indispensabile il carbonio, non disponibile nel terreno, le piante lo ricavano dall'aria attraverso il processo chimico che è la fotosintesi clorofilliana.
Le Proprietà Fisiche e Meccaniche del Legno
Il Legno è un materiale rigido, leggero ed elastico, resistente alla flessione. Vediamo in dettaglio le sue principali proprietà:
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- Ritiro e dilatazione: è la tendenza del legno a subire variazioni di dimensione legate alla sua umidità interna. In un ambiente molto umido il legno si gonfia perché assorbe l’umidità dell’aria, viceversa quando viene fatto stagionare (cioè asciugare all’aria o in apposite camere) riduce le proprie dimensioni. Queste variazioni possono deformare i pezzi tagliati e renderli inutilizzabili.
- Conduttività: il legno è un buon isolante acustico, termico ed elettrico.
- Resistenza alle sollecitazioni: varia con il grado di umidità del legno e con la direzione della sollecitazione. In generale il legno ha una buona resistenza alla compressione (nel caso del legname usato in edilizia è, in proporzione al peso, addirittura superiore a quella dell’acciaio), una bassa resistenza alla trazione e una discreta resistenza al taglio.
- Durezza: è la capacità di opporsi alle scalfiture (cioè ai graffi) e alla penetrazione di un corpo (ad esempio un chiodo).
- Fendibilità: è la tendenza del legno a spaccarsi in maniera netta nel senso delle venature. È la proprietà che entra in gioco quando tagliamo un tronco con asce, scalpelli o cunei.
- Piegabilità: la struttura interna del legno permette di piegarlo abbastanza facilmente ottenendo forme anche complesse.
- Lucidabilità: è la possibilità di lavorare la superficie dei legni più duri per ottenere una superficie liscia.
- Lavorabilità.
Il Percorso del Legno: Dall'Albero al Semilavorato
Oggi le aziende forestali proprietarie dei boschi coltivano gli alberi come il contadino coltiva il grano.
Abbattimento e Prima Lavorazione
L'abbattimento consiste nel segare una pianta alla base del tronco per farla cadere al suolo facilitando le operazioni successive. Una volta caduto, si procede alla sramatura (eliminazione dei rami), alla scortecciatura (eliminazione della corteccia) e alla troncatura (riduzione del tronco in pezzi più piccoli per rendere più agevole il trasporto). La scortecciatura consente di standardizzare le dimensioni del tronco dell'albero, di agevolare l'essiccazione e il trasporto del tronco in segheria. In alcuni casi la scortecciatura non viene eseguita direttamente nel bosco perché alcune segherie sono attrezzate con macchinari appositi per liberare il tronco.
Il Trasporto
Il trasporto dal luogo di abbattimento del tronco fino alla segheria può avvenire via terra (per rotolamento, trascinamento o, più frequentemente, su mezzi di trasporto come autocarri o treni…) o via acqua. Quest’ultimo metodo viene detto fluitazione: quando la foresta è in prossimità di un fiume la segheria viene generalmente realizzata a valle, in questo modo per far arrivare i tronchi è sufficiente gettarli in acqua e sfruttare la corrente naturale.
Lavaggio, Taglio e Sezionatura
Dopo il lavaggio e l'asciugatura (liscivazione), si procede al taglio. Dal taglio del tronco si otterranno pezzi ricavati sia dalla parte interna del tronco (il durame) che da parti più esterne. Il taglio consiste nella sezionatura del tronco in sezioni regolari per agevolare le successive operazioni di lavorazione. Viene effettuata in segheria con una sega a nastro munita di carrello (sezionatrice) con banchi di lavoro verticali o orizzontali in base al tipo di appoggio del tronco. La tipologia della sezionatura dipende dalla forma e dall'utilizzo finale del Legno.
Stagionatura ed Essiccazione
La stagionatura e l'essicazione consentono di ridurre il tasso di umidità, eliminando buona parte dell'acqua contenuta nelle tavole e di ridurre l'umidità del Legno. Per eliminare tutta l’acqua presente all’interno del legno i semilavorati devono essere stagionati. La stagionatura può avvenire in maniera naturale o artificiale. Esistono due forme di stagionatura e di essiccazione del Legno: stagionatura naturale, dopo la sezionatura le tavole di Legno vengono accatastate e separate da uno spessore (listelli) per far circolare l'aria asciugando e stagionando il Legno. Nella stagionatura naturale le tavole vengono messe in cataste, lasciando che l’acqua contenuta nel legno evapori spontaneamente. La stagionatura artificiale, invece, viene effettuata con fumi e aria calda dentro appositi locali e può durare anche pochi giorni.
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ESSICCAZIONE DEL LEGNO E TRATTAMENTO HT
Classificazione delle Specie Legnose
Il legno può essere classificato in diverse categorie in base alla sua provenienza e alle caratteristiche dell'albero.
- Legnami di conifere: sono resinosi (es. larice, abete, pino).
- Legnami di latifoglie: (es. castagno, noce, faggio, frassino, rovere, ciliegio).
- Legni esotici: provengono dalle regioni tropicali o equatoriali (es. mogano, tanganika, palissandro, ebano).
Le Conifere
Gli alberi appartenenti alle Conifere si differenziano dalle Latifoglie per la presenza nel tronco di canali resiniferi, per una struttura poco diversificata, maggiore snellezza, regolarità dei fusti. Il termine Conifera significa "che porta i coni", cioè le pigne e sono alberi che vivono in alta montagna dove d'inverno è molto freddo.
Le Palme
A questa famiglia appartengono le piante prive di rami e che portano le foglie direttamente innestate al fusto che risulta di forma pressoché cilindrica.
Legno Massello e Legni Trasformati: Due Grandi Famiglie
Dal legno si ricavano due grandi famiglie di semilavorati: il legno massello e il legno trasformato.
Il Legno Massello
Il legno massello è la varietà di legno più pregiata, ricavata dalla parte centrale del tronco dell’albero, la più resistente e di qualità. È quello che si ricava direttamente dal taglio del tronco del tavolo per ottenere semilavorati come assi, tavole o travi. Un uso alternativo del legno massello si ha nel legno lamellare, composto da tavole di legno massello spesse qualche centimetro incollate tra loro con colle ad alta resistenza.
I Legni Trasformati (Pannelli)
Un pannello di legno è un prodotto composto da elementi primari derivanti dalle diverse tecniche di trasformazione del legno, di spessore variabile. Gli elementi primari più utilizzati sono: segato, sfogliato, tranciato, particella e fibra. I pannelli di legno trasformato hanno ormai sostituito, quasi completamente, il legno massello nella costruzione dei mobili (basta sfogliare un catalogo IKEA per rendersene conto). Questi pannelli hanno ottime caratteristiche di leggerezza, resistenza e durata, spesso superiori a quelle del legno massello, e un costo molto più basso. Vengono realizzati utilizzando fogli sottili di legno massello oppure gli scarti di altre lavorazioni (come scaglie, trucioli e fibre) che vengono uniti insieme per pressatura o incollati con resine e colle sintetiche.
Il motivo per cui conviene utilizzare pannelli al posto del legno massello è dovuto all’estrema variabilità della forma e delle dimensioni dei tronchi ricavabili dagli alberi. Inoltre, la progressiva diminuzione delle risorse lignee ha obbligato sempre più i tecnici a studiare nuove forme di ottimizzazione del legname, sfruttando al massimo anche quella parte di legno precedentemente considerata scarto e quindi non utilizzabile. Da qui è nata la produzione di pannelli di fibre e di particelle e questo ha sostanzialmente modificato il ciclo produttivo del legname. L’attività che, era propriamente artigianale è diventata un’attività prettamente industriale. Nuove tecnologie e procedure, hanno consentito di realizzare, anche attraverso quelli che venivano considerati scarti, nuovi prodotti con caratteristiche estetiche, meccaniche e tecnologiche pari a quelle del legno massello. La produzione si è sempre più articolata ed oggi si contano diversi tipi di pannello:
| Tipo di Pannello | Descrizione | Utilizzo/Caratteristiche |
|---|---|---|
| Compensato | È formato da tre o cinque fogli sottili di legno, incollati uno sull’altro in modo che le fibre siano disposte tra di loro perpendicolarmente. Costituito da tre sfogliati disposti con fibre perpendicolari tra loro per uno spessore totale di circa 3mm. | È il più importante fra i semilavorati di legno, usato soprattutto nella produzione di mobili e di pannelli. |
| Multistrato | I pannelli con più di 5 strati vengono chiamati multistrato. È costituito da almeno 5 sfogliati disposti con le fibre perpendicolari tra loro ed incollati con collanti ureici o fenolici. Lo spessore varia da 5 a 50 mm. È composto da sfogliati incollati con colle ad alta resistenza all’acqua, alle temperature e agli sbalzi termici. | Le specie legnose più utilizzate sono il Pioppo e la Betulla per quelli d’uso comune, e faggio, rovere, teak, mogano ed altre specie legnose esotiche per quelli speciali. |
| Paniforte | È un pannello formato da una parte interna di listelli di legno incollati tra loro, rivestita da due piallacci con le fibre disposte in maniera ortogonale ai listelli. È costituito da una parte strutturale formata da listelli di abete o altri legni dolci rivestita sulle due facce da compensato o pannello di fibra e solitamente controplaccato con impiallacciature o MDF. | È molto resistente e permette di recuperare materiali di scarto delle segherie. |
| Tamburato | È realizzato da due fogli di compensato incollati su un telaio formato da una cornice di legno e riempito con listelli di legno o sottili strisce di cartone disposti “a nido d’ape”. È un pannello costituito da struttura perimetrale in listelli di Abete o Pioppo, inserto centrale in cartone alveolare (bugno) o losanghe di legno e superfici in compensato o pannello di particelle del tipo sottile variamente placcate e rifinite. | |
| Truciolare | È realizzato recuperando scarti di segheria, trucioli, rami e radici che vengono ridotti in piccole scaglie (dette chips) mescolati con speciali colle sintetiche e pressati ad alta temperatura. Si possono ottenere spessori da 3 a 25 mm. È spesso usato impropriamente per definire il pannello di particelle. A differenza di questo, è costituito da grossi trucioli disposti disomogeneamente per tutto lo spessore. È ottenuto pressando una determinata quantità di particelle (solitamente pioppo) miscelate con opportune colle sintetiche (ureiche o fenoliche). Stratificato - Sullo spessore sono evidenti tre o cinque strati di particelle. | I pannelli truciolari hanno un aspetto grezzo e per questo motivo sono rivestiti esternamente con legni di pregio o con laminati plastici. Decisamente economici, proprio perché realizzati con scarti di produzione, hanno ottime capacità di isolamento e vengono utilizzati nella fabbricazione di mobili e serramenti interni (porte). In tutti i tipi, lo spessore varia da 3 a 50 mm e in funzione del tipo di incollaggio possono essere utilizzati sia per esterni che per interni. Si presta molto bene per ottenere i pannelli nobilitati. |
| Masonite / Faesite / HDF | La masonite, anche nota come faesite o HDF, è un pannello composto da fibre di legno ottenute da scarti di segheria e altri materiali legnosi, tritate e pressate, con un aspetto a metà tra il truciolato e il cartone. Tradizionalmente noto con i nomi commerciali Faesite, Masonite e Ledorex; è composto da fibre di legno ottenute mediante sfibrature con procedimento ad umido. Si suddividono in: Compressi e non Compressi. Medium Density Fiberboard, è un pannello di fibre di media densità composto da piccolissime e regolari fibre di legno (soprattutto latifoglie), disposte uniformemente ed omogeneamente su tutto lo spessore, ed incollate con specifiche resine sintetiche (Ureiche o Fenoliche). | È più resistente del truciolato e può essere lavorato senza il rischio che si sbricioli. Viene utilizzato per i tavoli da pingpong, le rampe per skateboard, le scenografie teatrali e come isolante termico o acustico. Nell’industria calzaturiera viene utilizzato per la realizzazione dei tacchi delle scarpe. La densità è media, è lavorabile nelle tre direzioni compresa la tornitura e l’intaglio. Grazie alla sua superficie compatta e omogenea è ideale per placcare superfici da laccare. Lo spessore varia da 3 a 50 mm. |
| Pannello Nobilitato | È qualsiasi tipo di pannello a base legno con le due superfici rivestite da tranciati o precomposti decorativi. È solitamente costituito da un supporto di pannello di particelle o di fibra con una o ambo le superfici ricoperte da carte melaminiche. | Le prestazioni d’uso sono sufficienti ed è solitamente impiegato per ripiani ed arredi di non particolare pregio. |
| Legno Curvo | È costituito da sfogliati o tranciati umidificati e disposti su controsagome che, tramite l’azione del calore, si curvano prendendo la forma della sagoma stessa. | L’utilizzo più comune sono le scocche di poltrone e sedie. |
Il Tavolo in Legno: Un Elemento Centrale dell'Arredo
I tavoli in legno rientrano tra i mobili più apprezzati e diffusi degli ultimi anni. La scelta del tavolo è determinante per completare e rendere speciale lo stile della tua cucina o del tuo soggiorno. Si tratta di un mobile che deve essere utilizzato non solo per consumare i pasti, ma anche come punto di incontro e condivisione durante i vari momenti della giornata, o ancora, come postazione di lavoro o di studio. Il tavolo, in questo contesto, diviene quindi un elemento che rappresenta e incarna perfettamente chi abita la casa.
Tavoli in Legno Massello: Scelte e Stili
Esistono diverse soluzioni che possono essere prese in considerazione, a partire dal materiale specifico con il quale viene realizzato il tavolo in legno. Il legno, inoltre, è un materiale naturale e resistente, che si adatta con facilità a diversi stili della casa e ad eventuali cambiamenti di arredamento. I tavoli in legno massello possono essere inseriti facilmente in ambienti in stile vintage o country, ma sono perfetti anche per creare un contrasto grazie alle loro venature a rilievo, ad esempio in un ambiente dallo stile industriale, quindi tra metallo, ferro, alluminio e acciaio.
Se si desidera un tavolo in legno massello da utilizzare spesso, è meglio orientarsi su tipologie di legno duri come la quercia e la betulla. Se si punta alla massima durezza, invece, bisogna optare per il mogano e l’ebano, evitando il pino e l’abete, molto più morbidi. Se si tratta di un tavolo in legno a uso esterno, è consigliabile il rovere, l’olivo, il teak e il castagno, che hanno una naturale tendenza a resistere agli agenti esterni.
Dimensioni e Forme del Tavolo
Ora passiamo alle forme, agli spazi e ai volumi del tavolo in legno massello. Le dimensioni dell’ambiente sono fondamentali: in generale bisogna considerare 80 cm dalla parete e almeno 1 metro e 20 dalla zona di passaggio. Per l’altezza, quella consigliata è di 70-80 cm, mentre bisogna garantire uno spazio tra 50 e 60 cm di larghezza per ogni persona. In base a quest’ultimo punto, possiamo affermare che i tavoli squadrati risultano i più pratici. I tavoli circolari, invece, spiccano di più nella stanza, ma accorciano le distanze.
ESSICCAZIONE DEL LEGNO E TRATTAMENTO HT
Legni Particolari per Tavoli
Il Castagno
Il castagno europeo è uno tra i più pregiati e quello che presenta uno dei più bassi coefficienti di ritiro e dilatazione. Esiste anche il castagno giapponese, molto simile alla specie europea, ma di dimensioni inferiori. Il castagno contiene il tannino, un colorante acido molto presente nel legno fresco e meno in quello sottoposto a stagionatura. Naturalmente un materiale pregiato e, a volte raro, come il legno di castagno, va lavorato e preso molto seriamente.
Il Rovere
Il rovere è una quercia maestosa e longeva, in grado di superare anche i tre secoli di vita. Si tratta di una tipologia di legno molto pregiata tipica della Pianura Padana, ma diffusa anche nel resto d’Italia. Il legno di massello di rovere è molto apprezzato per la costruzione di mobili di lusso, solidi e raffinati grazie al suo colore biondo chiaro e alla sua durezza e resistenza, che lo rendono unico e duraturo nel tempo, particolarmente adatto ai tavoli da pranzo. Un tavolo in legno di rovere si adatta a ogni stile, anche a quelli più moderni, freschi e lineari, dove il gusto e la praticità non mancano mai.
L'Abete
Per quanto riguarda le tipologie in legno abete, esse sono particolarmente amate da chi predilige ambienti in stile nordico.