Trattamento e Manutenzione del Legno Lamellare: Protezione e Riparazione per una Lunga Durata

La scelta di utilizzare il legno per l’esterno è sempre più comune, sarà per la sua eleganza e naturalezza? Assolutamente sì. Il legno, è sicuramente un materiale molto bello e adatto sia agli ambienti interni che esterni. Chi decide di utilizzare questo tipo di materiale, però, deve essere cosciente che questo comporta la giusta attenzione, cura e nutrizione.

Il legno lamellare è un materiale molto utilizzato per la realizzazione di mobili e strutture, come gazebo, travi e tetti. La sua particolarità è data dall'unione di più fogli di legno, con uno spessore che varia dai 3 ai 4 cm, incollati insieme per conferire maggiore solidità al prodotto finale. Questo profilo tuttavia non è immune dalle tracce del tempo e ci sono alcuni fattori, come umidità e muffa che ne possono danneggiare la consistenza. Risulta molto comodo sapere come prevenire questi problemi.

Fattori di Degrado del Legno Lamellare Esterno

Quando si decide di utilizzarlo per l’esterno bisogna tenere ben presente della cura e manutenzione che il legno richiede. Gli agenti atmosferici come acqua, vento, umidità e raggi UV sono i suoi peggior nemici ed è proprio da questi che bisogna proteggerlo. Il degrado del legno all’esterno è sempre causato da 3 diversi fattori: l’azione diretta del sole, l’umidificazione causata dall’acqua ed in maniera marginale dall’attacco di possibili piccoli insetti, definiti generalmente “tarli” che alle volte si trovano già presenti in forma larvale su legni di importazione o tagliati in momenti sbagliati. Normalmente però questo non è un fattore di rischio biologico importante.

Il sole invece aggredisce la superficie del legno non soltanto con il suo calore, ma anche con i raggi ultravioletti, che agiscono sulla superficie del supporto generando un cambiamento del suo colore anche a distanza di poche settimane o mesi. Ma soprattutto indebolendo i legami della lignina e favorendo quindi il distacco di fibre di legno. Questo è soprattutto un danno estetico.

Il maggior rischio è invece legato all’azione dell’acqua che, sotto forma di pioggia, rugiada o neve, causa un aumento del contenuto di umidità del legno e sviluppo di funghi dell’azzurramento e della marcescenza. Questo è il rischio maggiore perché incide sulla durata strutturale dell’opera.

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Significativo, per la protezione del legno all’esterno come balconi, gazebo o arredo giardino è il ruolo giocato dalla verifica scrupolosa che l’acqua non ristagni sull’opera e che non ci siano elementi con umidificazione frequente. Nei balconi l’elemento di maggior rischio è costituito principalmente dal fatto che l’estremità bassa del paletto verticale è annegata nella traversa inferiore che essendo normalmente piatta, favorisce il ristagno di acqua liquida. Il legno del paletto essendo tagliato “di testa” assorbe tutta l’acqua depositata nella parte piatta del traverso, creando una situazione umida e particolarmente critica per la formazione di marcescenza. Una leggera pendenza di quest’ultima consentirebbe meglio all’acqua piovana di scorrere via ed evitare il problema.

Prevenzione: La Chiave per un Legno Lamellare Duraturo

La prima vera manutenzione che potete fare per il vostro legno lamellare, è in fase di progetto. Anche se questa non è una vera e propria manutenzione, scegliere adeguatamente il tipo di legno da impiegare, in relazione con il fine ultimo che esso ha, può permettere una durata molto maggiore del componente. Ad esempio, se il lamellare verrà utilizzato per creare una struttura esposta agli agenti atmosferici è consigliabile utilizzare legni come il rovere, la robinia o il castagno.

Vernici Protettive e Idrorepellenti

Un consiglio che potrebbe prolungare di molto la vita del vostro legno lamellare è quello di usare vernici protettive e idrorepellenti. L’utilizzo di tali vernici permette una durata maggiore in quanto evita l’azione diretta delle intemperie sulla superficie legnosa. Tuttavia questi trattamenti devono essere continuamente manutenuti, in quanto le intemperie tendono a staccarli via dal legno. Inoltre, un trattamento superficiale, come questo considerato, non è detto che prevenga problemi di degrado all’interno del legno stesso. Problemi che potrebbero insorgere qualora il legno presenti delle fessure.

Trattamento in Autoclave

Per riuscire ad intervenire su tutto il volume del legno lamellare, si può optare per il trattamento in autoclave. Anche questa non è un’operazione di vera e propria manutenzione, in quanto viene attuata prima che il legno venga posto nella sua sede definitiva e non può essere ripetuta una volta fissato. Anche questo trattamento però non è sinonimo di durata infinita. Inoltre gli agenti utilizzati per tali trattamenti sono molto tossici per l’uomo. È consigliabile quindi utilizzarli per legni lamellari che non stiano a stretto contatto con le persone.

La prassi costruttiva più accreditata sconsiglia l’esposizione diretta di elementi lamellari alle intemperie, affidando la protezione a provvedimenti a livello progettuale (protezione costruttiva). In applicazioni in cui risulta problematico proteggere gli elementi (per esempio ponti) si ricorre all’uso di sostanze preservanti. Le più efficaci sono quelle a base di Sali tipo CCA (cromo, rame arsenico), ammoniacali o, di recente sono stai messi a punto sistemi senza cromo e rame. Sono disponibili anche piretroidi sintetici. I sali sono in genere in sospensione acquosa, i piretroidi in sospensioni organiche. Si segnalano anche metodi basati sulla diffusione di Sali di boro. Le dimensioni degli elementi strutturali sono a volte tali da rendere difficoltosa l’applicazione con metodi a pressione, che è l’unica veramente affidabile.

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Manutenzione Ordinaria: Quando e Come Intervenire

Avendo esposto qual è la procedura e come trattare il legno per l’esterno, è importante spiegare ogni quanto bisogna rivitalizzarlo. Ovviamente, il legno esposto all’esterno ha una manutenzione più frequente rispetto a quello interno. Il momento per capire quando è il caso di rivitalizzarlo è quando risulta opaco, sbiadito e ruvido al tatto. Tendenzialmente su legni esterni si interviene ogni 2 anni. L’ideale per il mantenimento di una struttura in legno è cominciare il trattamento dopo due anni dal montaggio. Dal secondo anno in poi ogni anno consigliamo di procedere con la manutenzione. Il primo segnale che vi farà capire quando intervenire sarà la perdita di lucidità dell’impregnante.

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Fasi della Manutenzione

La manutenzione delle strutture in legno da esterno prevede diverse fasi:

  1. Pulizia della superficie: Effettuare la pulizia a pennello, con pennellate continue ed omogenee, partendo da un lato e "tirando il prodotto" fino alla fine del lato da trattare. Una semplice lavata con acqua e detersivo neutro o quello per i piatti (senza ammoniaca) e una mano di impregnante o finitura, e il vostro balcone sarà sempre come nuovo.
  2. Rimozione dell'impregnante: Dopo la prima fase di pulizia sarà necessario intervenire con della carta abrasiva o macchinari appositi che elimini la sfogliatura dell’impregnante sottostante in modo da riportare il legno allo stato grezzo. La prima cosa da fare è carteggiare il legno con una carta abrasiva. Questo passaggio è importante perché nel legno nuovo va a rimuovere la patina lasciata dallo sporco, mentre per il legno vecchio il suo utilizzo è consigliato per rimuovere eventuali trattamenti precedenti. Si consiglia di carteggiare il legno con grana 150 (evitate di fare salti di grana eccessivi, non passare dalla 60 alla 150, ma 60-80-120-150 o 80-120-150) e rimuovere la polvere con aria compressa o con pennello asciutto.
  3. Applicazione dei prodotti protettivi: Il passaggio successivo ha come protagonista l’impregnante.

Condizioni Ambientali per l'Applicazione

Raccomandiamo di evitare i mesi estivi e di prediligere la primavera o l’autunno, quando non è troppo umido. I prodotti protettivi non si devono stendere al sole diretto perché il prodotto asciugherebbe troppo velocemente senza avere il tempo necessario per asciugarsi in maniera uniforme e graduale con il risultato di un trattamento non omogeneo e a macchie.

Prodotti Specifici per la Protezione del Legno Lamellare

Per il legno posto all’esterno bisogna utilizzare dei prodotti adatti che garantiscano una buona protezione e nutrizione. Per prima cosa, bisogna procurarsi l’impregnante che, essendo impermeabile, non farà penetrare l’acqua, che danneggerebbe il manufatto. In aggiunta, protegge il legno dai raggi UV che causerebbero l’invecchiamento e il deterioramento delle fibre.

È indispensabile avere impregnanti con pigmenti stabili alla luce per mantenere il colore nel tempo e sostanze biocide per la preservazione del legno. Nelle finiture è indispensabile avere resine molto resistenti e filtri UV per la riduzione degli effetti devastanti delle radiazione del sole. Si consiglia, inoltre, di pigmentare il legno con un’impregnante colorato per una maggiore protezione dai raggi UV. Un ulteriore livello di protezione è quello contro muffe, funghi e batteri, ma, non tutti gli impregnanti in commercio possiedono una protezione completa, dunque, in base all’esigenza richiesta si andranno ad acquistare i prodotti più adatti.

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Tipi di Impregnante

  • Impregnante a solvente: Ha un tempo di asciugatura maggiore ma penetra maggiormente in profondità. Benché più puzzolente, consente, in virtù della sua lenta essiccazione e di molecole più piccole, di ottenere superfici con colorazioni più uniformi. Si può applicare anche su legni leggermente umidi e con temperature comprese tra 0 e 30°.
  • Impregnante ad acqua: La versione in soluzione acquosa è rapida di essiccazione e inodore, più indicata per lavori all’interno perché non lascia odori nel locale. Attenzione che si possono verificare delle macchie di colore nelle sovrapposizioni delle pennellate qualora i pezzi fossero molto grandi e le temperature troppo elevate.

Nel caso di legni particolarmente rovinati e “cotti” dal sole, si consiglia una mano preventiva di impregnante incolore in maniera da uniformare l’assorbimento del legno e consentire quindi alla successiva mano di colorato di essere uniforme e priva di macchie di leopardo dovute alle zone di diverso assorbimento del legno. L’impregnazione con prodotti trasparenti non garantisce nessuna protezione dai raggi UV. Sono quindi sconsigliati in quanto hanno una durata estremamente ridotta. Qualora si desideri non alterare la colorazione naturale del legno, è possibile utilizzare colorazioni molto tenui come i colori eiche hell o pino-larice.

Finiture

Uno degli ultimi passaggi è la finitura, si consiglia quella all’acqua cerata con l’attenzione di non dare passate troppo spesse sul manufatto perché il prodotto si cristallizzerebbe e si andrebbe a formare un effetto spellatura.

Soluzioni Tecniche per il Trattamento del Legno Nuovo

Escludendo casi particolari, possiamo riassumere il trattamento del legno nuovo in 3 diverse soluzioni:

Soluzione Descrizione Caratteristiche Manutenzione
1° Soluzione 2 mani di impregnante (Milesi YWT o XHT 8-18) Più economica, sia ad acqua che a solvente. Periodica, non richiede rilevigatura, riapplicazione di tinta "natur".
2° Soluzione 2 mani di impregnante cerato (Remmers HK Lasur o Milesi XHC 6-618) Contiene cere e resine idrorepellenti, miglior risultato estetico e repellenza all'acqua. Sconsigliati i cicli incolore. Con lo stesso prodotto.
3° Soluzione 2 mani di impregnante + 1° mano di finitura a medio spessore (Remmers HK Lasur + Langzeit Lasur o Milesi XHC 6-618 + XGC33) La migliore, unisce protezione da muffe, funghi e UV con barriera ulteriore a UV e pioggia (resine alchidiche lunga durata). Meno frequente, con finitura speciale "natur".

Sigillatore per Teste del Legno

In generale si consiglia di usare lo speciale sigillatore Remmers SW910 per proteggere le teste dei piantoni. Questo prodotto si usa prima dell’applicazione dell’ultima mano pellicolante, quindi prima del Langzeit Lasur o del XGC 33 nella 3a soluzione, oppure per ultimo in tutte le altre soluzioni; sigilla la parte del legno di testa prevenendo le spaccature ed i risucchi d’acqua e/o umidità.

Tecniche di Applicazione

Il metodo di applicazione varia a seconda del tipo di impregnante utilizzato e dal legno che si andrà a trattare. Alcuni, infatti, possono essere applicati tramite pennello, altri con la pistola spray, altri ancora con l’aiuto di un panno morbido. L’applicazione con pennello deve essere effettuata seguendo le venature naturali del legno ed evitare eventuali accumuli non creino degli inestetismi. Dopo la prima applicazione, passate le 24h, si consiglia di effettuare un’altra passata d’impregnante trasparente.

Riparazione di Fessure e Lesioni

Un problema che si riscontra, soprattutto negli oggetti di grandi dimensioni, è la presenza di xilofagi, piccoli insetti che si annidano nel legno, soprattutto in quelli che presentano alte temperature e che sono difficilmente accessibili all’uomo. Questi possono provocare un cedimento del legno lamellare, vanno perciò aboliti prima che possano creare seri danni. L’unica manutenzione possibile in questo caso, è revisionare il legno un paio di volte all’anno e pianificare una disinfestazione nel caso in cui essi siano presenti.

Prodotti e Tecniche per la Riparazione

Per la riparazione di fessure e lesioni, esistono diversi prodotti e tecniche che possono essere utilizzati:

  • Stucco per Legno: Ideale per la riparazione e la ricostruzione di parti mancanti. Si impiega per colmare fori e fessure di dimensione compresa tra 2 e 10 mm. Per le screpolature e le fessure profonde, colmare i fori in più volte. Dopo l'asciugatura, lisciare la superficie ed apportare un nuovo strato di Stucco Legno.
  • Sigillanti: La scelta del sigillante adatto dipende da diversi fattori. Per qualsiasi legname, puoi utilizzare Pattex Acryl One Muri e Fessure, senza solventi e verniciabile, compatibile anche con fondi umidi. Per riempire crepe e fessure irregolari in ambienti più asciutti, puoi utilizzare Pattex AC401 Flexo Pax Giunti e Crepe, elastico e verniciabile, adatto a superfici come legno, murature, calcestruzzo, pietra, marmo e materiali porosi in generale.
  • TRC Woodpatch: La soluzione perfetta per riparare automaticamente pannelli in legno con appositi tasselli, sviluppata specificamente per pannelli multistrato, pannelli in legno lamellare, pannelli in legno massiccio e molto altro.

Esempio Pratico: Riparazione di Pilastri Danneggiati

Consideriamo una struttura in legno lamellare di abete realizzata nel 2005, con pilastri degli abbaini esposti costantemente alle intemperie e a Sud-Est. A causa della mancata manutenzione, il legno risulta esposto senza protezione, accompagnato da diffuse lesioni verticali che si estendono all’attacco tra due lamelle successive. I pilastri hanno sezione 20x30cm e le lesioni sono sulla faccia di 30cm, con una profondità di 5-6 mm e un'estensione di circa 15-20cm.

Soluzione Sconsigliata: La chiusura meccanica di fessure non è mai una soluzione consigliabile sia perché non può risolvere il problema alla base (cioè l'esposizione alle intemperie), sia perché la presenza di un materiale estraneo può agire da "cuneo" rispetto alle successive variazioni dimensionali che il materiale legno può subire in opera per effetto delle variazioni stagionali, e quindi contribuire ad un'ulteriore propagazione della fessura all'interno della sezione.

Soluzione Consigliata:

  1. Pulizia accurata della superficie.
  2. Applicazione di stucco per legno per colmare le fessure.
  3. Levigatura della superficie stuccata.
  4. Applicazione di vernice protettiva e idrorepellente specifica per esterni.

Rinforzo Strutturale delle Travi in Legno Lamellare

Rinforzare una trave è quasi sempre una necessità, sia per risolvere un problema strutturale, sia per aggiungere un tassello al quadro della prevenzione, soprattutto in prospettiva antisismica. Le travi possono essere rinforzate per diversi motivi:

  • Usura: Il fisiologico trascorrere del tempo può compromettere l’integrità di alcuni elementi, travi incluse.
  • Aumento dei carichi: Innalzamenti e modificazioni simili richiedono un intervento di rinforzo delle travi.
  • Rinforzo antisismico: Le travi possono essere rinforzate in una prospettiva preventiva, ovvero per ridurre i danni causati da un eventuale terremoto.
  • Lesioni: Eventi di varia natura, non ultimo i sismi, possono causare lesioni alle travi.

Gli interventi di rinforzo delle travi fanno riferimento ad approcci variegati, adottati in base all’effettivo stato dell’elemento e al materiale di cui è composto. Le travi in legno si prestano a svariati interventi di rinforzo:

  • Applicazione di resina epossidica. Si tratta di una soluzione rapida e poco invasiva.
  • Rinforzo con FRP (Fyber Reinforced Polymers). Anche le travi in legno possono essere rinforzati con l’applicazione dei FRP.
  • Cerchiatura con elementi in acciaio. È una soluzione leggermente più invasiva in quanto consiste nell’applicazione di fascette di acciaio in corrispondenza delle eventuali fessurazioni.
  • Aggiunta di nuove travi.
  • Aggiunta di piastre di acciaio.

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