La storia del palissandro inizia con una notevole diversità. È importante sottolineare come esistano diverse tipologie di palissandro (nome scientifico Dalbergia), tra cui Violetta, Rosa di Bahia, Palissandro dell’India e del Brasile. Il palissandro fa parte del genere Dalbergia, molto diffuso nelle aree tropicali del pianeta. Vi sono molte specie di palissandro, che crescono nell’America meridionale e centrale, in Africa e in Asia.
Origine del Nome e Caratteristiche Generali
L’altezza di questi alberi può variare molto da specie a specie, generalmente dai 10/15 metri fino ai 30/35. La corteccia è scura e grigia. Il legno ha una tessitura fine e media, di notevole durezza. È di colore scuro, marrone/bruno/violaceo con striature rossastre che virano verso il nero. Il palissandro è anche conosciuto come legno di rosa per il suo odore dolciastro. Da esso si ricava un olio al profumo di rosa (non a caso in inglese l’albero di palissandro si chiama rosewood) ed è un ingrediente essenziale per il celeberrimo profumo n. 5 di Chanel. È una pianta che può vivere più di 300 anni e i francesi lo chiamano infatti bois de rose.
Tipologie e Proprietà Specifiche
Per realizzare un mobile su misura, o per qualsiasi altro utilizzo, scegliere correttamente la specie di palissandro è molto importante, poiché il colore e la densità possono variare notevolmente. Il Palissandro India è un legno raro, il suo albero cresce lentamente e il commercio di legname ricavato dal palissandro selvatico è cessato quasi cento anni fa. Questo palissandro cresce principalmente nel sud dell’Asia, in particolare in India, Pakistan, Sri Lanka e Indonesia. Richiede un clima umido e per questo ama le foreste tropicali monsoniche. Il colore può variare dal marrone dorato al marrone violaceo intenso, con striature più scure. Di solito diventa più scuro con l’invecchiamento, fino a raggiungere un colore marrone intenso. Se esposto alla luce, tende a schiarirsi notevolmente.
La specie brasiliana, invece, può raggiungere i 38 metri di altezza e tutti gli alberi sono dotati di un legno particolarmente duro e apprezzato nel mondo. I paesi che ospitano il maggior numero di questi esemplari sono l'India e il Brasile. Di seguito, un confronto tra alcune specie:
| Specie di Palissandro | Nome Scientifico | Densità (kg/m³) | Colore |
|---|---|---|---|
| Violetta | Dalbergia Cearensis | 1200 | Viola-marrone che sfuma sul nero |
| Rosa di Bahia | Dalbergia frutescens | 960 | Giallo-rosa salmone |
| Palissandro dell’India | Dalbergia latifolia | N/A (tendenzialmente alta) | Porpora-marrone |
| Palissandro del Brasile | Dalbergia nigra (o Dalbergia cearensis) | N/A (tendenzialmente alta) | Marrone dorato |
Il legno di palissandro è molto resistente e propenso alla sagomatura in presenza di vapore che lo ammorbidisce temporaneamente, rendendolo più elastico e lavorabile. Si lavora facilmente sia a mano sia a macchina, mentre fa eccezione la specie indiana, la Dalbergia latifolia, che è difficile da lavorare poiché i depositi calcarei che si trovano in alcuni vasi conduttori possono causare il cosiddetto effetto blunting.
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Dalbergia baronii: Il Palissandro del Madagascar
La Dalbergia baronii, conosciuto anche come Palissandro del Madagascar, è un maestoso albero endemico delle foreste malgasce. Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, può raggiungere un’altezza imponente tra i 20 e i 30 metri. Si distingue per il tronco dritto e slanciato e per la chioma elegantemente espansa. Le sue foglie decidue, composte e imparipennate, misurano in media dai 3 ai 7 centimetri. Tra settembre e febbraio, l’albero entra in fioritura, offrendo grappoli discreti ma graziosi di piccoli fiori bianchi. Successivamente, produce frutti a forma di baccelli allungati e leggermente legnosi, che contengono da uno a tre semi. Il Dalbergia baronii cresce nelle foreste pluviali sempreverdi delle basse terre e nelle zone paludose della costa orientale del Madagascar. Si trova anche nelle mangrovie, dove svolge un ruolo ecologico fondamentale. Nel Giardino Botanico Au Bois Vert, situato a Ivato vicino ad Antananarivo, questa specie sensibilizza i visitatori sull’importanza della sua conservazione.
L'Utilizzo del Palissandro nel Tempo
L’utilizzo del palissandro ha una lunga e prestigiosa storia. La sua resistenza e la bellezza di tale legno vennero apprezzate già dai tempi dell’Assolutismo, quando Luigi XV e Luigi XVI lo scelsero per la realizzazione dei mobili delle proprie dimore. In Europa del XVIII e del XIX secolo il palissandro era uno dei legni maggiormente richiesti per i più pregiati lavori di ebanisteria e di intarsio. Esso proveniva dalle colonie ed era adoperato soprattutto in Francia e Inghilterra.
Applicazioni Attuali
Il palissandro si utilizza oggi per mobili e arredi su misura di elevato pregio, mentre con le specie più diffuse si realizzano anche strumenti musicali e piccole imbarcazioni. Il palissandro, oltre che per la costruzione dei parquet, viene utilizzato per la fabbricazione dei mobili, ma anche di molti strumenti musicali a fiato, oppure a corda, come il violino. Caratterizzato da bellissime venature e da un colore che si evolve e arricchisce di sfumature nel corso del tempo, il parquet in palissandro è una preziosa fonte di bellezza. Un esempio di uso in oggetti di pregio è l'orologio »lunare« Classica K 100 di Sattler, disponibile nel pregiato legno di tasso con inserti in palissandro e cornici in lacca nera.
Il Palissandro nel Design Moderno e Storico
Il legno di palissandro ha avuto un ruolo significativo anche nel design. Non si può pensare al design scandinavo senza nominare Josef Frank e i suoi mobili su misura. Molti dei suoi mobili, realizzati in palissandro e decorati con composizioni floreali, emanano un fascino senza tempo. La sua capacità di realizzare mobili su misura praticamente perfetti giunse anche alle orecchie del principe di Metternich, cancelliere dell’Impero austriaco che lo nominò Falegname della Real Casa d’Asburgo e gli fece realizzare le sedie per alcuni palazzi reali.
Nel 1859, Michael Thonet, al quattordicesimo tentativo, riuscì a realizzare una sedia in soli sei pezzi, uno dei quali era la spalliera che, per la prima volta nella storia, viene costruita in un unico pezzo dall’artigiano. Nasce così la sedia n. 14, icona di design e di stile dell’Art Nouveau, la sedia più conosciuta, imitata e venduta al mondo. Grazie a questa scoperta la storia dell’arredamento e del design non sarà più la stessa; la tecnica dell’artigiano Thonet, ancora oggi, è realizzata da molte falegnamerie per realizzare i migliori e i più resistenti mobili su misura.
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Il Commercio Storico e l'Industria Italiana
Alla fine degli anni sessanta, aziende italiane cominciarono i loro viaggi in India per l'acquisto di tronchi di Palissandro. Fino ad allora, il Palissandro commercializzato in Italia proveniva essenzialmente da importatori di altri paesi che per ragioni storiche avevano con l'India maggiori rapporti commerciali. All’epoca, il Palissandro, legno di grande pregio, era utilizzato dagli artigiani italiani per la costruzione di mobili e oggetti di design; i loro prodotti erano conosciuti in tutto il mondo come esempi di eccellenza e qualità. Il Palissandro era impiegato anche per la realizzazione di manici di coltello, oggettistica religiosa e infine, in minima parte, per la costruzione di strumenti musicali. In Italia erano attive diverse fabbriche di chitarre, principalmente nelle Marche e in provincia di Catania. Grandi quantità di tronchi arrivavano nelle segherie.
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Conservazione e Sfide Ambientali
In molte parti del mondo il palissandro (Pterocarpus erinaceus), ma anche altre piante, come per esempio quelle di teak (Tectona grandis), sono molto ricercate per le loro altissime qualità di resistenza, durezza e bellezza, che però stanno mettendo a rischio di estinzione la loro stessa presenza sulla Terra. Solo negli ultimi decenni nel mondo sono stati distrutti più di 420 milioni di ettari di foresta.
La Deforestazione e il Cambiamento Climatico
Per quanto riguarda il nostro Paese, l’Italia, le foreste coprono un terzo del territorio, circa 11 milioni di ettari. Un tempo, non molto lontano, erano molti di più. Le due Regioni italiane in cui le foreste sono più estese sono la Sardegna con 1,24 milioni di ettari di superficie, seguita dal Piemonte con 955 mila ettari. Ora, più che mai, questi territori devono essere difesi con le unghie e con i denti. Immaginiamo quello che è successo in altri Paesi in cui le foreste, composte solo di piante secolari, coprivano interi territori nazionali, soprattutto in Asia, in Africa, in Centro, Sud e Nord America. Le stanno facendo praticamente scomparire. In Europa coprono ancora il 43% della superficie terrestre. Si sta facendo molto per la loro conservazione, ma mai abbastanza. Con una superficie terrestre a disposizione sul nostro Pianeta di 149 milioni di chilometri quadrati, cioè il 29% della superficie totale, dato che il resto sono mari e oceani, non dovremmo dormire sonni tranquilli.
Le foreste, oltre ad essere una risorsa di primaria importanza per la conservazione degli animali e quindi per il mantenimento della biodiversità, sono fondamentali per una infinità di altre ragioni. In primo luogo, dato il periodo in cui viviamo (inquinamento, buco dell’ozono e guerre in corso), dobbiamo sempre ricordare che l’anidride carbonica che immettiamo nell’atmosfera contribuisce per circa un terzo all’aumento della temperatura del nostro Pianeta e quindi al riscaldamento globale. Le foglie delle piante assorbono anidride carbonica che è la causa principale dell’effetto serra. La ricerca ha evidenziato che sono dei microbi metanotrofici che si annidano nelle cortecce ad assorbire questo idrocarburo ossidandolo e quindi rendendolo innocuo e al contempo ottenendo energia per il loro metabolismo. Il metano è altamente inquinante, sebbene chimicamente molto semplice (CH4) e leggero. I prodotti dell’ossidazione sono acqua e anidride carbonica ma quest’ultima verrebbe assorbita dalle foglie della stessa pianta. Un ciclo chiuso e perfetto. Se potessimo stendere su una superficie tutte le cortecce degli alberi esistenti al mondo raggiungeremmo un’area pari a quella della Terra stessa.
Commercio Illegale e Impatto sulla Fauna
La distribuzione del palissandro si collega alla messa in pericolo delle specie animali che vivono nelle foreste in cui questa pianta cresce. Cresce in Africa, soprattutto lungo la striscia del Sahel, dove queste scimmie vivono, purtroppo ancora per poco, a eccezione del Senegal e di alcune zone a sud del Mali in cui se ne trovano ancora. Il Mali però è uno dei maggiori esportatori di palissandro al mondo, così come il Madagascar in cui vivono molte specie di Proscimmie. Purtroppo il palissandro si trova anche in Brasile, Paese martoriato dalla deforestazione e non solo di questa pianta.
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È da notare che il palissandro e molte altre piante secolari sono protette dal CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie -fauna e flora- minacciate di estinzione), una Convenzione Internazionale firmata a Washington nel 1973 da quasi tutti i Paesi del mondo. Ma i risultati sono molto modesti. Tutti continuano a distruggere le foreste in barba al CITES e ad altri organismi internazionali per la protezione della natura. Il fatto purtroppo è che chi dovrebbe controllare spesso viene corrotto ed è così indotto a chiudere un occhio, se non entrambi, sul commercio illegale del palissandro. Per questa ragione negli ultimi anni nel mondo è stato ucciso più di un centinaio di persone. Infatti il suo commercio invece di diminuire aumenta e, al contrario di quanto si possa pensare, la destinazione principale del palissandro è la Cina. La domanda di questo immenso Paese di questo legno sta diventando spasmodica.
A pagare il prezzo più alto per tutto questo traffico, fondamentalmente illegale, è la natura con tutti i suoi animali, scimmie in particolare, che lungo la fascia del Sahel stanno scomparendo, se non sono già scomparse del tutto. In Brasile vivono molte specie di scimmie, che la deforestazione dell’Amazzonia, lentamente ma inesorabilmente, sta portando all’estinzione. Le scimmie sono molto importanti, non sono come tutti gli altri animali. Costituiscono l’anello di congiunzione che noi esseri umani abbiamo con il resto del regno animale.
Regolamentazione e Futuro del Palissandro
Come già accennato, essendo quello della Dalbergia un genere a rischio, oggi è molto meno utilizzato e deve obbligatoriamente provenire da una filiera tracciata e certificata. Alla fine degli anni settanta il governo indiano decise di proibire l'esportazione di tronchi e tavole: voleva con questa scelta limitare il taglio del legno ed incentivare le segherie indiane a produrre semilavorati, cercando così di favorire l'uso di manodopera locale e incrementare il valore della merce esportata. Altri paesi tropicali avrebbero molti anni più tardi seguito quest'esempio. Per questa ragione è importante che i fornitori possano dimostrare il legale acquisto dei tronchi. La proibizione di esportare tronchi dall’India fu senza dubbio un brutto colpo per molte aziende, che si vedevano private di una grande parte del proprio lavoro. Tuttavia molte piccole e rudimentali segherie cominciarono a produrre semilavorati, soprattutto manici di coltello ed elementi per chitarra come tastiere, ponticelli e fasce e fondi.
Oggi, è più facile trovare il palissandro proveniente dalle piantagioni di tè o caffè, dove viene piantato per fare ombra; cresce molto più velocemente grazie alla grande quantità di luce e acqua e ha un colore più chiaro. In compenso i tronchi hanno una forma più regolare. Presso alcune segherie è disponibile un grande stock di completi per chitarra, con molti anni di stagionatura.
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