I pavimenti per esterni in legno, come il parquet, per molto tempo sono stati considerati una pavimentazione adatta soprattutto per gli ambienti interni, eleganti e raffinati. Tuttavia, le tendenze degli ultimi anni hanno visto una riscoperta del legno in chiave moderna, con abbinamenti tra stile antico e il metropolitano. Soprattutto, si è registrato un maggiore impiego del legno per esterni, grazie a una migliore resistenza all’umidità, alle intemperie e agli agenti atmosferici. Oggi, grazie alla maggiore qualità dei materiali e a tecniche di trattamento più moderne, è possibile installare il legno anche negli ambienti esterni, ottenendo un risultato soddisfacente e resistente nel tempo. Ovviamente, è necessario che avvengano dei trattamenti specifici per conferire alla pavimentazione e ai rivestimenti delle caratteristiche precise. Il legno per esterni, infatti, è molto robusto, resiste al calpestio e a qualsiasi tipo di sollecitazione esterna o di agenti chimici dei detersivi domestici. Viene sottoposto a trattamenti speciali che non ne mutano il colore e le tonalità in modo evidente. Inoltre, la posa in opera non vede l’impiego di sostanze nocive per realizzare le strutture, rivelandosi la scelta migliore per il rispetto dell’ambiente.
Decking e Cladding: Le Definizioni
Quando si parla di pavimentazioni in legno per esterni, spesso ci si riferisce al decking: una soluzione elegante e resistente per terrazze, bordi piscina, giardini e verande. I termini decking e cladding sono ormai utilizzati normalmente per indicare rivestimenti di superfici in esterno, realizzati in legno o in materiali compositi.
- Decking: Con questo termine si intende la posa in orizzontale di pavimentazioni come vialetti, giardini, marciapiedi, patio, terrazze o spiagge di piscine.
- Cladding: Si riferisce all'utilizzo in verticale di questi materiali, come ad esempio un rivestimento delle pareti esterne di un edificio o una barriera frangisole. Per vedere cosa significa cladding, basta recarsi in Alto Adige e osservare le migliaia di facciate di case rivestite in legno.
Perché Scegliere il Legno per gli Esterni? I Vantaggi
I vantaggi di posare il legno all'esterno sono molteplici e vanno oltre la semplice estetica. Il rivestimento in legno naturale aggiunge bellezza, stile e comfort alla casa, oltre a garantire un microclima sano all’interno.
- Ecocompatibilità: Innanzitutto, per motivi etici, sappiamo che il legno è una risorsa rinnovabile, che rispetta l’ambiente. La sua coltivazione permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica, a patto, però, che si tratti di un legno di piantagione e non di un legno prelevato da disboscamenti selvaggi di foreste primarie. Per esserne assolutamente certi, il legno dovrebbe essere certificato FSC. In questo caso avremo la certezza che la pianta è stata piantata e coltivata appositamente per essere utilizzata come materia prima per i vari utilizzi del legno. Questa certificazione è molto diffusa per i materiali europei o americani, ma molto più difficile da ottenere sui legni esotici. Inoltre, utilizzare il legno stimola i coltivatori a piantare nuove piante, contribuendo a migliorare la qualità dell'aria.
- Comfort Termico e Nobile: Il legno è un materiale nobile che, con la sua colorazione e la sensazione di "calore", ci regala sensazioni di naturalezza e comfort, specie se ci camminiamo a piedi scalzi. A differenza di altri materiali, il legno non si surriscalda eccessivamente a causa dell'irraggiamento solare, evitando di scottare i piedi.
- Estetica Armoniosa: Si sposa a meraviglia con il verde del giardino. Un decking in legno può diventare uno splendido pavimento esterno per la piscina, oppure il pavimento di un grande terrazzo o di un patio da destinare al divertimento e ad ospitare una cena. Il legno è affascinante anche se posato in un percorso all'interno di un giardino.
- Comportamento al Fuoco: In caso di incendio, il legno ha un comportamento prevedibile, brucia lentamente e senza rilasciare sostanze tossiche come i materiali artificiali.
- Flessibilità e Assestamenti: In caso di assestamenti, il legno, che è un materiale duttile e flessibile, si adatta.
- Assorbimento Acustico: Il legno ha ottime capacità di assorbimento acustico che derivano dalla sua natura fibrosa e dall'elevato coefficiente di smorzamento del materiale stesso.
- Posa Veloce: La posa è veloce, non presenta particolari rischi e si esegue a secco.
- Durabilità: La durata delle costruzioni in legno è fissata a 50 anni. La cura e la manutenzione regolare, come vedremo, consente una durata di gran lunga superiore, garantendo un'ottimale efficienza strutturale e funzionale, tenendo conto delle finalità e delle destinazioni d'uso del pavimento.
Fattori da Considerare nella Scelta del Legno per Esterni
Prima di scegliere la pavimentazione o il rivestimento in legno outdoor, è bene fare opportune valutazioni che spaziano dall'ambiente in cui si vuole installarlo alla tecnica di posa, passando ovviamente per i materiali più adatti:
- Posizione geografica: Stai pensando di posare un pavimento in legno all'esterno della tua casa al mare, dove l'umidità e la salsedine sono più intense?
- Uso: Il pavimento per esterni verrà utilizzato per la veranda, dove potrà essere facilmente sottoposto a frequenti strisciamenti di tavoli e sedie? Oppure in una zona ad alto calpestio?
- Estetica: Come per gli ambienti interni, anche all'esterno il legno si deve armonizzare con ciò che lo circonda, quindi con lo stile della casa e dell'arredamento usato in giardino.
- Budget: Qual è il range di spesa che non si desidera superare?
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Quale Legno Scegliere per Esterni?
La scelta del materiale è importante per garantire durata, resistenza agli agenti atmosferici e un’estetica coerente con l’ambiente circostante. Ecco una panoramica dei legni più adatti per l'esterno:
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| Tipo di Legno | Caratteristiche Principali | Ideale per | Note |
|---|---|---|---|
| Teak | Idrorepellente, resistente a sbalzi termici, elevata qualità. | Esterni in generale, piscine, terrazze. | Il "re incontrastato" per qualità e durabilità, ma costoso. |
| Ipe | Estremamente denso, duro, resistente a condizioni atmosferiche estreme (pioggia, UV, umidità). Basso coefficiente di saturazione e alta densità. | Decking, moli, banchine, ponti, ambienti con rapide variazioni di umidità, arredo urbano. | Il legno da esterno più venduto, elevata durevolezza (anche contro termiti e trivellatori marini). |
| Massaranduba | Tropicale, resiliente, durabile, adatto a contesti marini e umidi. | Ambienti vicini al mare. | Ottimo impatto visivo. |
| Frassino Termotrattato | Sottoposto a trattamento termico (200°C) per migliorare stabilità dimensionale e ridurre assorbimento d'acqua. Assume colorazione marrone scuro. | Pavimenti esterni (non marine/umide). | Non adatto all'uso in zone marine o soggette a forte umidità. Considerato tra i più belli esteticamente. |
| Bamboo Termotrattato | Resistente, ecocompatibile, alta durezza e stabilità. Certificato ignifugo BFL-S1. | Arredo urbano, resort, alberghi, agriturismi, centri benessere, situazioni che richiedono massima durata. | Garanzia di 10 anni. Posa quasi impossibile con viti (fornito già fresato lateralmente). |
| Larice | Eccezionale resistenza all'umidità, può essere lasciato grezzo senza problemi all'esposizione. | Passerelle a mare, pontili per barche, rivestimenti esterni. | Se non trattato, tenderà ad ingrigirsi (valutare l'impatto estetico). |
| Pino (trattato in autoclave) | Economico. Trattamento in autoclave gli conferisce colorazione grigio-verdastro e può rilasciare resina. | Soluzioni economiche, mattonelle 50x50 cm, listoni. | Da scegliere solo in base al budget. Il trattamento deve essere certificato per evitare materiali scadenti. |
Formati del Legno per Esterni
I pavimenti in legno per esterni sono disponibili in due tipologie particolari: i listoni (o decking) e le mattonelle (o quadrotte).
- Listoni (Decking): Vengono utilizzati sulle superfici irregolari e in ambienti abbastanza grandi o ai bordi di piscine o giardini. Sul mercato sono presenti soprattutto listoni con spigoli arrotondati, spessi 20 mm, larghi 95 mm e lunghi 1200/1800 mm. Per quanto riguarda la scelta del formato, va detto che a maggior formato corrisponde una maggior deformazione da ritiro e/o rigonfiamento. All'esterno questi fenomeni accadono soprattutto d’estate quando il forte irraggiamento e le conseguenti temperature inducono una forte riduzione dell’umidità del legno, con un ritiro degli elementi che possono far imbarcare le tavole. Queste deformazioni non devono essere considerate un difetto del prodotto o una deficienza attribuibile a un errato essiccamento o a una posa sbagliata, ma sono una naturale condizione fisica che deve essere accettata da chi sceglie di posare il legno all'esterno. È consigliabile ordinare le tavole con una lavorazione "bombata" in modo che la parte centrale della tavoletta sia leggermente più alta delle parti laterali. In questo modo l'acqua defluisce meglio e si evita l'effetto "imbarcamento". Questo tipo di lavorazione ha un'incidenza trascurabile in termini di prezzo.
- Mattonelle (Quadrotte): Sono indicate per superfici regolari come terrazzi, pergole e gazebi, ideali anche per realizzare la pavimentazione a bordo piscina. Solitamente sono usate quelle con spessore di 40 mm e dimensione 600×600 mm. Sono costituite da una serie di listelli in materiale idrorepellente, fissati, a loro volta, a una struttura inferiore orizzontale che resta a contatto col terreno. Possono essere fissate anche tramite tecnica a incastro che ne facilita l’eventuale sostituzione.
Formati per il Decking:
Anche la scelta del formato del legno per esterni si compie tra una gamma di formati differente rispetto a quella (oggi davvero enorme) disponibile per i pavimenti interni. È una scelta importante dal momento che da questa derivano la modalità del fissaggio, la pedonabilità e il generale aspetto della superficie. I principali formati in cui troviamo semilavorati in legno per le pavimentazioni esterne sono fondamentalmente di 3 tipi:
- I grandi listoni di legno con spessore 22 mm, larghezza 120/140 mm e di lunghezze fino a 2200 mm.
- I listoni di spessore 16/18 mm, larghezza di 80/90 mm e di lunghezza fino a 2000 mm.
- Le quadrotte con dimensioni quadrate di 30x30 cm o di 50x50 cm.
Alternative al Legno Naturale per Esterni
Per semplificarsi il lavoro o per esigenze specifiche, è possibile optare per soluzioni "effetto legno" che soddisfano le esigenze estetiche ma sono più economiche e facili da gestire:
- WPC (Wood Plastic Composite): È un materiale composito ottenuto dalla combinazione di fibre di legno e polimeri plastici. È impermeabile, resistente ai raggi UV, antiscivolo e richiede pochissima manutenzione.
- Piastrelle in gres porcellanato effetto legno: Si tratta di un materiale molto usato negli spazi interni della casa, ma che può essere posato anche all'esterno, grazie alle alte prestazioni tecniche e all'elevata resistenza.
- Pavimento per esterni in PVC effetto legno: Realistico e particolarmente sottile, può essere incollato sul pavimento esistente e anche sulle pareti.
La Manutenzione del Legno in Esterno
La manutenzione del legno in esterno è un aspetto fondamentale per preservarne la bellezza e la durabilità, sebbene le conseguenze di una mancata manutenzione non siano sempre gravi come si potrebbe pensare.
Perché il Legno Diventa Grigio?
Una delle critiche più comuni al legno per esterni è la tendenza a perdere la brillantezza nel tempo, assumendo una tonalità grigia e sbiadita. Il legno è composto da cellulosa (40-45%), emicellulosa, acqua e lignina (20-30%). Quest'ultima, la lignina, è la responsabile del mutamento di colore. Sotto l'effetto dei raggi solari (UV), la lignina muta al suo interno producendo dei "polifenoli" a basso peso molecolare, generalmente di colore più scuro. Questa caratteristica significa che sotto l'azione del sole e delle piogge la lignina si trasforma e il legno diventa di un colore più grigio e anche più vulnerabile all'attacco di funghi e batteri. Qualsiasi tipo di legno all'esterno diventa grigio, anche se dipende dall'esposizione al sole della zona pavimentata.
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Ci capita che qualche cliente ci chieda di poter avere "lo stesso colore del parquet interno anche sul pavimento esterno". Questo è possibile solo nelle prime settimane, poi il legno esterno inizierà a colorarsi di grigio. Questo effetto, causato dai raggi UV, può essere ridotto - ma non eliminato - con la manutenzione periodica, utilizzando degli oli impregnanti ad azione schermante.
Interventi di Manutenzione
È abbastanza risaputo che il legno in esterno richieda un paio di passaggi all'anno con un olio specifico. Si tratta di un intervento semplice: l'olio si stende con un panno o con una pennellessa e ha la funzione di ravvivare il colore del legno e di evitare un'eccessiva secchezza. Le fibre del legno, se nutrite con l'olio, si dilatano e rimangono compatte. Per questo motivo, occorre utilizzare dei prodotti specifici che consentono la manutenzione dei pavimenti per esterni e che sono in grado di rimuovere la patina grigia del legno. Generalmente si tratta di oli impregnanti a base vegetale che esaltano i colori del legno e che penetrano in profondità, proteggendolo.
Cosa Succede Senza Manutenzione?
In realtà, le conseguenze non sono affatto gravi. È noto che il legno, posto all'esterno, tende a diventare grigio. Ebbene, la mancanza di olio farà assumere al legno, in modo definitivo, questa colorazione grigia. Ma non è detto che sia una cosa negativa: in qualche caso questa colorazione è ricercata dal cliente. Inoltre, può essere che alcune tipologie di legno (quelli meno compatti) possano dar luogo a delle piccole schegge. Il problema si pone nel caso in cui si possa camminare sul legno a piedi scalzi; nel caso di un terrazzo di un bar, ad esempio, questa preoccupazione viene meno.
Insomma, la preoccupazione per la necessità di manutenzione e per la deperibilità del legno si fa sentire, senza che vi sia una approfondita conoscenza delle problematiche che la mancata manutenzione comporta, le quali non sono così gravi!
Come si Realizza un Rivestimento per Muro Esterno in Legno (Cladding)
Il rivestimento di una parete esterna in legno, o cladding, è un modo efficace per migliorare l'estetica e l'isolamento di un edificio. Le doghe di rivestimento, ovviamente, non andranno fissate direttamente alla parete di casa per due motivi principali:
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- Si vuole evitare di forare innumerevoli volte la parete di casa.
- Le tavole in legno hanno bisogno di essere sempre arieggiate per evitare marcescenze, e questo diventa difficile se fissate direttamente al muro.
Vediamo allora come procedere per la corretta installazione.
Fasi di Installazione
- Preparazione della Parete: Il primo step è posare una membrana traspirante sulla parete della vostra casa. In questo modo la parete si manterrà asciutta anche in caso di acqua o umidità.
- Schermo Antipioggia (se necessario): È necessario uno schermo antipioggia dietro il rivestimento? Dipende dalla situazione. Se il rivestimento non è esposto alla pioggia, questo non è necessariamente necessario, ma è consigliabile avere un fondo nero. Il parapioggia ha il duplice vantaggio di sigillare la parete dietro il rivestimento e di fornire uno sfondo nero semplice. Se il rivestimento è esposto alla pioggia e la parete a cui è fissato non è impermeabile, è necessario installare uno schermo antipioggia. In tutti i casi, si consiglia di utilizzare uno schermo antipioggia.
- Fissaggio dei Moraletti: Successivamente andranno fissati dei moraletti con un interasse di circa 30/50 cm uno dall’altro. Il tipo di fissaggio da utilizzare ovviamente dipenderà dalla parete:
- Una parete in mattoni/cemento/muratura necessiterà di tasselli ed eventualmente di ancorante chimico.
- Su una parete in legno, invece, sarà sufficiente usare delle viti per legno.
- Altezza Minima dal Suolo: Qual è l’altezza minima da terra all’inizio del rivestimento? Lo standard NF DTU 41.2 prevede uno spazio minimo di 200 mm tra il pavimento e l’inizio del rivestimento per evitare l’invecchiamento prematuro del rivestimento a causa degli schizzi sul pavimento e della risalita capillare.
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Tipologie di Posa del Rivestimento
Parete a Doghe Orizzontali
In questo caso i moraletti andranno posti in verticale sulla parete e ad essi andranno fissate orizzontalmente le doghe. Le doghe poste in senso orizzontale sono la soluzione più indicata perché difficilmente l’acqua potrà infiltrarsi tra la tavola e il muro. Ci sono diverse tipologie di doghe da utilizzare in questo caso, ma ci sono delle accortezze di base che valgono sempre:
- Le tavole andranno disposte distanziate (di qualche millimetro) una dall’altra, non dovranno chiudere perfettamente perché con gli sbalzi di temperatura, l’umidità e le diverse condizioni meteorologiche tenderanno a dilatarsi o restringersi.
- Le tavole non andranno poste attaccate una all’altra per permettere l’aerazione delle stesse.
Doghe a Sezione Romboidale
Le doghe a sezione romboidale sono una soluzione semplice. Si tratta di classiche tavole piallate che andranno semplicemente accostate tra loro (lasciando come detto un po’ di spazio tra una e l’altra per garantire l’aerazione). La particolare forma permette però di evitare che l’acqua penetri tra le tavole e il muro creando così un ambiente umido che rischierebbe di far marcire le tavole o i moraletti retrostanti.
Perlina Tipo Scandola
La classica perlina è ottima per i rivestimenti interni ma, per quelli esterni, è preferibile utilizzare quella dalla forma somigliante a una scandola. La forma particolare di questa perlina evita, infatti, che l’acqua penetri. Anche in questo caso le tavole andranno sì incastrate, ma lasciando un po’ di gioco tra una e l’altra in modo che possano dilatarsi al cambiamento delle condizioni atmosferiche.
Parete a Doghe Verticali
La parete a doghe verticali prevede che i moraletti vengano posti orizzontalmente (l’interasse non cambia). In questo caso, inoltre, per favorire l’aerazione è consigliabile creare dei “canali di areazione” interrompendo, ogni tanto per qualche centimetro, la continuità dei moraletti orizzontali.
Questa non è una soluzione che ci sentiamo di consigliare perché, come facilmente immaginabile, bisogna prendere un maggior numero di accortezze. Anche in questo caso le doghe andranno poste leggermente separate le une dalle altre, ma a differenza del caso precedente, qui c’è una maggiore probabilità che l’acqua penetri dietro alle doghe. Per ovviare a questo problema si possono adottare due soluzioni:
- Tavole accostate sulle quali porre un listellino di chiusura sulla fuga: In questo modo l’acqua non riesce a penetrare.
- Tavole sfalsate: Anche in questo caso l’acqua non avrà la possibilità di infiltrarsi fino al moraletto.
Entrambe le soluzioni, pur essendo valide, riducono la circolazione di aria; anche per questo motivo è consigliabile adottare la soluzione con posa di doghe orizzontali.
Legni Consigliati per Rivestimenti di Pareti Esterne
Per rivestire una parete esterna si può scegliere il legno che si preferisce, che sia abete, pino, larice, purché adeguatamente trattato. Il problema sorge nel momento in cui bisogna fare la manutenzione che, come facilmente immaginabile, per le tavole poste più in alto sarà particolarmente complicata. Per questo motivo è bene scegliere un legno che non necessiti di continui trattamenti.
Il larice, ad esempio, può essere un’ottima scelta perché anche lasciato grezzo (non trattato), non ha problemi ad essere esposto alle intemperie. Resta fermo il fatto che un legno non trattato tenderà ad ingrigirsi, quindi è da valutare se questo fattore possa per voi pregiudicare la resa estetica del lavoro.
Principi Fondamentali e Errori Comuni nell'Installazione del Rivestimento
Per massimizzare la durata del rivestimento esterno, è essenziale seguire alcune linee guida e degli standard europei, tra cui la corretta ventilazione del rivestimento e la giunzione tra pannelli e listelli, due dei punti più importanti da seguire. Ci sono diversi aspetti da considerare quando si installa il rivestimento. Come per tutti i rivestimenti, è necessario lasciarlo respirare. Poi bisogna fare attenzione a rispettare la distanza tra i listelli in modo che ogni giuntura delle tavole sia su una clip di fissaggio. Occorre inoltre prestare attenzione a iniziare il rivestimento a un’altezza minima di 200 mm dal suolo.
Errori di Installazione Comuni:
- Il mancato rispetto dell’interasse dei listelli della sottostruttura, che deve essere di 500 mm.
- Non determinare e fissare prima l’angolo del rivestimento. Questo determinerà la posizione della prima striscia di sottocostruzione e quindi la distanza centro-centro.
- La clip non viene spinta fino in fondo nella guida e contro la tavola precedente. È importante che non ci sia gioco tra i piccoli speroni della clip successiva e la tavola precedentemente installata.