Il teak è un materiale pregiato che aggiunge un tocco di eleganza all’imbarcazione, offrendo al contempo proprietà antiscivolo e isolanti. Tuttavia, per garantire la sua durata e mantenere intatta la sua bellezza, è essenziale eseguire una manutenzione accurata e, prima o poi, sarà inevitabile il restauro della coperta in teak.
Perché Rifare il Teak della Barca?
Nonostante alcuni detrattori, il rivestimento in teak della coperta della barca è un componente pregiato che aggiunge un tocco di eleganza, ma anche funzionalità alle vostre uscite in mare. Certo è che la cura e la manutenzione del teak richiedono attenzioni e molti sforzi.
Quando i comenti tra una doga e l’altra saltano via, è necessario ripristinarli per ridare un nuovo look alla coperta. L'assenza o il danno dei comenti, infatti, può portare a problemi ben più ingenti del semplice fattore antiestetico.
Le doghe in teak, infatti, sono fissate alla coperta con un collante (salvo casi ‘antichi’, ove erano avvitate per economia), e sono unite tra loro lateralmente mediante un incastro. L’intercapedine che risulta tra queste è detta comento, generalmente sigillata con un gomma poliuretanica flessibile (spesso sikaflex).
Scopo dei comenti è l’impedire infiltrazioni d’acqua nelle canalette e negli incastri, evitando così che l’umidità si infiltri al di sotto di queste, danneggiandone l’integrità.
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Esistono diverse opzioni quando si presenta la necessità di rifare la coperta:
- Rifare interamente la coperta in teak vero.
- Rifarla in gelcoat.
- Rifarla in teak sintetico.
- Procedere con il restauro della coperta in teak esistente.
La soluzione della coperta in gelcoat è sicuramente la più veloce, economica e anche funzionale.
Il teak sintetico ha moltissimi vantaggi rispetto al legno, ma il teak esistente potrebbe essere troppo bello per non essere preferito al sintetico.
Rifare tutto da capo sarebbe troppo lungo, troppo costoso e in buona misura anche prematuro. Non resta allora che procedere con il restauro della coperta in teak.
Preparazione per il Restauro del Teak
Per riparare la coperta in teak con un lavoro fai-da-te è necessario prima di tutto aspettare una bella giornata fresca e asciutta. Considerate infatti che la temperatura ideale a cui effettuare questo tipo di lavoro non dovrebbe essere superiore ai 25 gradi e inferiore ai 5.
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Bisogna fare indurire la nuova colla nella giusta maniera. Quindi niente raggi di sole diretti, ma neanche gocce di pioggia o umidità che comprometterebbero il lavoro. L’ideale sarebbe avere una struttura protettiva dove riporre la barca oppure attendere le giuste condizioni climatiche.
Strumenti Necessari
Altro requisito fondamentale è munirsi degli attrezzi giusti per eseguire il lavoro. Tra questi ci sono sicuramente:
- Guanti in lattice
- Nastro protettivo
- Coltello dalla punta piccola e affilata o un taglierino
- Spatola
- Acetone
- Panno assorbente
- Pistola a pistone manuale
- Aspirapolvere portatile
Per quanto riguarda invece il sigillante, il Sikaflex 290 DC Pro Nero è un ottimo prodotto in poliuretano elastico monocomponente. Resistente ai raggi UV, è particolarmente indicato per sigillare i comenti delle coperte; inoltre si carteggia facilmente e non fà riccioli come il silicone.
Fasi del Restauro del Teak
La procedura corretta per riparare il teak si può suddividere in 3 fasi: rimozione, posa e rifinitura.
1. Rimozione dei Vecchi Comenti
Sarebbe bene procedere alla mascheratura mediante apposito nastro per proteggere il teak e delimitare la zona in cui operare. Prendetevi tutto il tempo necessario e assicuratevi di coprire bene le superfici.
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Quindi con un coltello o meglio un taglierino si rimuove la vecchia gomma presente nelle scanalature. Bisogna prestare la massima attenzione ed evitare di asportare anche il teak.
Una volta eliminata la gomma, si può usare uno scalpello per ribattere la scanalatura. Servono almeno 5 mm di spazio per far in modo che il nuovo sigillante trovi l’alloggiamento ideale.
Il consiglio è di usare un’aspirapolvere portatile perché dalla scanalatura usciranno rimasugli di gomma e di polvere di legno che possono finire in mare e che entreranno in qualsiasi finestra o osteriggio aperto della barca.
2. Posa del Sigillante
Una volta rimossa la gomma e pulito ben bene con l’acetone il comento, lasciate evaporare e passate alla posa del nuovo sigillante. Utilizzando l’apposita pistola a pistone l’ideale è mantenere un angolo compreso fra i 60 e i 90 gradi e il beccuccio il più aderente possibile al fondo della scanalatura fra le doghe.
Cercate di essere costanti e precisi. Dopodiché attendete circa 10 minuti a seconda della temperatura in cui state operando.
Potete anche usare una spatola per stendere il sigillante ma senza applicare troppa pressione o altrimenti spanderete gomma ovunque e dovrete carteggiare. Durante questa fase è importante avere una strategia se si intende eseguire più linee. È facile infatti calpestare accidentalmente il calafataggio e creare un pasticcio, quindi fate attenzione.
3. Rifinitura
Durante la terza e ultima fase bisogna attendere che la gomma sia solidificata completamente. Servono uno o due giorni. Ricordatevi di proteggere il ponte con un telone sopraelevato.
Una volta che il sigillante si sarà compattato potrete asportare la gomma in eccesso utilizzando il taglierino. A questo punto non vi resta che rimuovere il nastro della mascheratura. Questo passaggio deve essere eseguito con attenzione. Non tirate il nastro e non accartocciatelo. È necessario arrotolarlo lentamente in modo da limitare la quantità di sigillante che finisce sulle mani.
Come Levigare la Plancetta in Teak
Si comincia a levigare con la grana fine ed eventualmente si aumenta il grano in presenza di graffi profondi, lentamente, con metodo, seguendo le vene del legno, lavorando piccole aree e facendo attenzione a non scaldare il legno, a non passare sulla vetroresina e a non danneggiare i comenti.
Di tanto in tanto usate dell’ovatta o uno straccio per togliere la polvere ed evitare di intasare la carta abrasiva. Siate leggeri ed evitate movimenti circolari, che possono lasciare segni sul legno. Cambiate la carta abrasiva di frequente.
Primo Controllo
Dopo aver completato la prima passata con la levigatrice si pulisce accuratamente a secco con una pezza d’ovatta, senza usare l’acqua. Si controlla che non ci siano scalini, che nessun comento sia danneggiato e che non siano rimasti segni o graffi che potremmo facilmente asportare con una ulteriore passata di carta abrasiva.
L’ovatta aiuta di più, rispetto ad uno straccio, a scoprire schegge sollevate ed imperfezioni sulla superficie.
Attenzione ai Dettagli
Portelli, cerniere e maniglie devono essere passati con cura, senza rigare la vetroresina vicina. Potete anche mascherare con del semplice nastro di carta. L’altezza delle superfici è livellata. I comenti sono in ordine.
Ricordate che questa è la fase più importante di tutto il lavoro. Ricarteggiare dopo aver dato l’olio è lungo, difficile e spesso non da i risultati sperati.
La Magia dell’Olio
Una volta che la plancetta è ben pulita e tutto il legno grigio è stato asportato, possiamo procedere alla protezione finale con un prodotto apposito. Mezzo litro di olio specifico per teak è sufficiente per dare quattro mani ad una plancetta larga circa tre metri e profonda mezzo metro.
La procedura è semplice: stendere poco olio per volta sempre nel senso delle venature del legno, tirarlo con cura con l’ovatta e lasciare asciugare brevemente. Meglio lavorare in ombra e non direttamente sotto il sole, che asciugherebbe molto velocemente l’olio. Uniformare con l’ovatta, dare la mano successiva e così via… le mani necessarie alla fine sono state quattro.
Lasciamolo Asciugare
Dopo le prime due mani è ora di… prendere un caffè!
Lasciate riposare e vedete come reagisce il legno: ci sono alcune zone che assorbono l’olio molto più di altre, zone particolarmente secche e zone invece già belle. Non passate con la carta abrasiva le zone più scure che si uniformano da sole con il resto della plancetta dopo qualche tempo.
Visto da Vicino
L’ingrandimento di una parte della plancetta trattata mostra le fibre del legno alte (in gergo si dice che il legno “alza il pelo”), ben impregnate di olio ma assolutamente non unte. Se parte del prodotto non dovesse assorbirsi, rimuovetelo con la pezza d’ovatta.
I comenti sono morbidi, uniformi e livellati rispetto alla superficie del legno, condizione necessaria per evitare ristagni d’acqua.
Il risultato finale mostra una plancetta di un bel colore bruno, non eccessivamente chiara da sembrare finta e non così scura da scottare i piedi quando ci picchia il sole. L’acqua forma delle piccole goccioline prima di impregnare il legno ed il teak ha riconquistato morbidezza e il suo personalissimo profumo.
Alternative al Teak Tradizionale
Oltre al teak tradizionale, esistono diverse alternative che offrono vantaggi specifici in termini di costo, manutenzione e impatto ambientale.
Teak Sintetico
Il teak sintetico è un’opzione popolare per chi cerca un materiale che richieda meno manutenzione rispetto al teak tradizionale. Anche se pare che ormai sia superata la questione del calore e, con l’incollaggio sotto vuoto, anche quella della tenuta nel tempo, il teak esistente potrebbe essere troppo bello per non essere preferito al sintetico.
Rivestimenti in PU (Poliuretano)
I rivestimenti in PU sono un’altra alternativa, offrendo una superficie resistente e antiscivolo. La posa di un rivestimento in PU è praticamente identica alla posa di un rivestimento per ponti in PU.
Sughero
Il sughero è un materiale naturale con eccellenti proprietà isolanti e antiscivolo. Per la posa del sughero è fondamentale una buona sigillatura.
Consigli Utili
- Se fate la coperta in teak vero, fatela di 12 millimetri almeno.
- Un attrezzo fondamentale per i lavori di restauro della coperta in teak sono le ginocchiere.
- Altra cosa fondamentale è una buona copertura della barca (o il rimessaggio al coperto), perché se si deve combattere anche con pioggia e umidità non si finisce più.
Manutenzione Ordinaria del Teak
Le coperte in teak vanno pulite con una spazzola morbida o una paglietta metallica da cucina strofinando perpendicolarmente alla venatura. Andrebbero inoltre regolarmente bagnate con acqua di mare per evitare che si secchino.
Prodotti Utili per il Restauro e la Manutenzione
Esistono numerosi prodotti specifici per la cura e il restauro del teak, tra cui:
- KIT RESINA + FIBRA DI CARBONIO: ideale per riparazioni e progetti di laminazione con materiali compositi.
- Resina epossidica Weicon: versatile e modellabile, formulata con polveri minerali, ideale per riparazioni industriali e manutenzioni.
- Kit completo per applicare la fibra di vetro con resina poliestere: perfetto per riparazioni rapide, semplici e durature su superfici in plastica, metallo o pietra.
- Stucco Colorato bicomponente plasmabile + vernice protettiva antigraffio: per riparazioni estetiche e funzionali.
Seguendo questa guida, sarai in grado di rinnovare il teak della tua barca, garantendo bellezza, sicurezza e durata nel tempo.