Il parquet, un tipo di pavimentazione composto da legno massiccio, è un materiale vivo, che per sua natura tende sempre ad equilibrare la propria umidità con quella dell’ambiente in cui si trova, fino a raggiungere un equilibrio che tecnicamente si definisce equilibrio igrometrico. Questo comportamento naturale rende il parquet particolarmente sensibile alle variazioni ambientali, potendo portare a problemi come la formazione di muffa e alterazioni strutturali se le condizioni non sono ottimali.
Parquet e l'Importanza dell'Equilibrio Igrometrico
Come per tutti gli elementi vivi, anche per il legno l’acqua riveste un ruolo fondamentale: dapprima durante il periodo di crescita e sviluppo dell’albero, in seguito nella fase di essicamento e infine, e questa è la parte che ci riguarda più da vicino, quando diventa pavimento.
Questo contenuto d’acqua deve ovviamente essere ridotto prima che il legno sia utilizzabile per le varie destinazioni d’uso. Per questo passa un periodo in essicazione ed è possibile considerarlo pronto per la lavorazione quando il tasso di umidità è sceso attorno al 10%.
Durante questo processo, mano a mano che perde l’acqua in eccesso, il legno riduce proporzionalmente il suo volume. Ed essendo un materiale vivo, conserva intatta nel tempo la capacità di variare il suo volume in base all’umidità che incontra.
Prendere come metro di paragone il nostro sentirci bene in una stanza può essere un ottimo metodo per intuire con semplicità quali sono le condizioni ottimali per il benessere di un pavimento in parquet. Se l’ambiente è molto carico di umidità il legno tenderà ad assorbirla, mentre al contrario se l’ambiente è molto secco cederà la sua interna. Il risultato? Nel primo caso ci ritroveremo con un parquet gonfio d’acqua, nel secondo appariranno crepe e micro fessure.
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Per questo condizioni ambientali non idonee possono portare il parquet a situazioni di stress, fino a metterne a rischio la durata, oltre che l’aspetto. Nel caso del parquet in legno massello questo meccanismo è particolarmente rilevante, mentre nel caso di parquet prefiniti, la disposizione dei diversi strati è studiata appositamente per ridurre al minimo anche questi effetti.
La Muffa sul Parquet: Cause e Identificazione
Tante persone ci chiamano o scrivono per sapere come eliminare la muffa che compare sul legno. Le muffe sono degli organismi che fanno parte del Regno dei Funghi: sono generalmente costituite da sottili filamenti ramificati chiamati ife, le quali derivano dalla germinazione delle spore.
Nella maggior parte dei casi le spore germinano nei primi strati di cellule del legno e le ife penetrano meno di 2 mm, attraverso aperture naturali o provocate da altri organismi. A volte può capitare che la muffa si formi tra il legno e il trattamento verniciante. Com’è possibile? Dato che le muffe non degradano cellulosa e/o lignina, il legno infestato normalmente non subisce alterazioni meccaniche, ma soltanto cromatiche. Questi tipi di funghi, infatti, sono definiti cromogeni. Ciò non toglie che sia meglio eliminare la presenza di questi organismi, non solo per questioni estetiche, ma soprattutto per salvaguardare la tua salute.
Condizioni Favorevoli alla Crescita della Muffa
Le muffe sono dei microrganismi che prosperano in determinate condizioni ambientali. È ottimale tra i 20 e i 30 °C, ma alcune muffe possono vivere anche a temperature più alte o più basse. Oltre a questi fattori che abbiamo appena elencato, le spore necessitano anche di un substrato idoneo, cioè una base che le possa ospitare e sia adeguata a supportarne la crescita. Il legno, in quanto sostanza organica, può essere un ottimo substrato per le muffe! La proliferazione del batterio, infatti, può essere causata dalla presenza di acqua all’interno del legno; questi è capace di trattenere così tanto i liquidi da generare della condensa.
Cause Comuni della Muffa sul Parquet
La muffa sotto il parquet della propria abitazione è uno dei tanti problemi ai quali, sempre più spesso, bisogna far fronte. Quando il calore generato negli ambienti chiusi entra in contatto con le pareti fredde si forma la così detta umidità da condensa. Nella maggior parte dei casi la muffa che si forma su travi e perline si presenta in strutture poste all’esterno. I motivi possono essere vari: la copertura è rimasta esposta alle intemperie durante i lavori di realizzazione oppure ci sono delle infiltrazioni d’acqua. Il parquet può, infatti, succedere che si bagni a causa di un incidente domestico - come un calorifero che perde o la lavatrice rotta - danneggiandosi in maniera irreversibile. A volte, spostando mobili, si possono notare strane sostanze bianche e umide sul pavimento o macchiette sulla parete, che si rivelano essere muffa.
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Come capire la cause del tuo problema di muffa?
Rimedi Efficaci per la Rimozione della Muffa
Come abbiamo scritto all’inizio di quest’articolo, molte persone ci scrivono o ci chiamano per avere informazioni su come eliminare la muffa che si forma sul legno. Sul web si trovano informazioni su svariati metodi e rimedi, ma non tutti sono realmente utili.
Interventi Urgnti in Caso di Bagnatura
Se il parquet si bagna è, quindi, possibile che il pavimento si “gonfi” o si rialzi a causa proprio dell’umidità portata dell’acqua a contatto con il legno. Come prima cosa è bene spostare i mobili presenti all’interno della stanza e, se possibile, anche il battiscopa. È, quindi, bene prendere un secchio e un mocio e raccogliere tutta l’acqua in eccesso. Si consiglia di passare anche alcuni fogli di carta assorbente in modo da asciugare interamente il legno. Nell’asciugare il parquet è opportuno accantonare l’utilizzo di fonti di calore mirate come i phone o aprire le finestre lasciando che i raggi solari asciughino l’acqua.
Trattamenti per la Muffa Visibile
In genere se l’attacco è blando e non è eccessivamente esteso, può bastare l’utilizzo della classica candeggina per bucato. Si può tamponare la superficie con un batuffolo di cotone o una spugna imbevuta di prodotto e dopo pochi minuti dovrebbero sparire le macchie di muffa. Successivamente tamponi le macchie di muffa con un batuffolo di cotone o una spugna imbevuta di prodotto diluito. Se si sono solo affievolite puoi ripassare sulla superficie una seconda o terza volta, finché non noterai più le macchie. Nel caso in cui si abbia una pavimentazione in legno esposta all’esterno e non sia stata trattata con dei protettivi, si può utilizzare la candeggina pura o diluita a seconda dell’attacco fungino più o meno esteso. Ricorda di prestare attenzione quando usi l’ipoclorito di sodio su legni ricchi di tannino (ad es. castagno o rovere): meglio effettuare delle prove preliminari di pulizia, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione anziché risolverla. Se la muffa compare su pavimenti in legno interni, bisogna prestare molta attenzione all’uso della candeggina.
Rimedi "Fai da Te" e Loro Limiti
Noi consigliamo sempre di contattare chi ti ha fornito il legname trattato o il produttore del prodotto verniciante, perché loro sono in grado più di chiunque altro (o quanto meno dovrebbero essere in grado!) di darti la migliore assistenza tecnica. Inoltre, si consigliano aceto bianco, limone e bicarbonato di sodio, che contengono principi sbiancanti naturali. Spesso, è bene aggiungere alla soluzione di questi elementi - i quali vanno utilizzati separatamente e non in un unico composto - anche oli essenziali, capaci di ridurre il forte odore generato dalla muffa e aiutare il legno a rinforzarsi e proteggersi dagli agenti esterni. In questi casi è sempre bene effettuare delle piccole prove: inizia con una versione diluita del prodotto che hai scelto di usare. Se possibile, meglio fare la prova su una porzione di superficie poco visibile.
Trattamento della Muffa Sotto il Parquet
Per rimuovere la muffa da sotto il parquet è necessario utilizzare prodotti antimuffa per il legno. Si tratta di soluzioni in grado non solo di eliminare le spore, senza mai danneggiare la superficie, ma anche di disinfettare la zona interessata per evitare un eventuale ricrescita del fungo. Arrivato a questo punto, si attende che il fondo si asciughi, per poi utilizzare un composto di borace e acqua per isolare il pavimento ed evitare che il fungo si ripresenti. In questa circostanza, è consigliato l’utilizzo di una tazza di borace con 5 litri d’acqua, in modo tale che il liquido attecchisca bene al suolo. Nel caso di legni impregnati o verniciati ricordiamo che la muffa si può formare sia sul trattamento sia tra il legno e il trattamento. Nel secondo caso potrebbe non essere facile la rimozione dei funghi poiché il protettivo applicato agisce come barriera tra il legno e l’ambiente esterno, inibendo l’efficacia di un trattamento di tipo chimico.
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Metodi da Evitare Assolutamente
Le persone che ci scrivono ci parlano dei loro tentativi di rimozione della muffa, fatti prima di contattarci. Non si deve spazzolare la superficie. Non si deve carteggiare. Il motivo è lo stesso del punto precedente: anche in questo modo si diffondono le spore. Non si deve usare l’aceto (o l’acido acetico). Non si devono usare semplici detergenti. Questi e altri rimedi fai da te che spesso si trovano sul web sono nella maggior parte dei casi inutili e talvolta anche controproducenti. Inoltre, è opportuno ricordare che l’utilizzo della candeggina è fortemente sconsigliato, poiché contiene composti al proprio interno molto aggressivi che potrebbero corrodere o danneggiare il legno. Per tale ragione la soluzione potrebbe essere l’utilizzo di prodotti naturali, i quali però non sempre sono in grado di risolvere il problema in maniera definitiva.
La Prevenzione: Il Miglior Rimedio
Prevenire è meglio che curare. Cosa fare quindi per potersi godere in serenità un pavimento in legno?
Controllo Ambientale e Condizioni Ottimali
La soluzione più semplice per avere tutto sotto controllo è posizionare in casa un termoigrometro. Non lasciatevi intimidire dal nome, si tratta ormai di uno strumento facile da reperire e da utilizzare e per poche decine di euro se ne trovano di davvero buoni in commercio. Volendo dare delle indicazioni di massima consigliamo di mantenere l’umidità dell’aria attorno al 50-55% e verificare che la temperatura non abbia picchi irragionevoli di caldo e freddo. Altra buona abitudine è arieggiare le stanze, in modo frequente e regolare: è il modo più semplice per disperdere l’eventuale umidità in eccesso che normalmente si forma negli ambienti con l’uso quotidiano: il calore corporeo, il vapore di cottura o quello della doccia, e così via. Altra buona norma è non sottoporre le stanze in cui è stato posato il parquet a significativi e improvvisi sbalzi di temperatura. Ad esempio, quando riavviate l’impianto di riscaldamento, vi consigliamo di farlo passando per temperature progressive. Ricordando anche di controllare che l’aria non si faccia troppo secca.
Verifiche Pre-Installazione e Misure Preventive
Il primo step è senza dubbio da fare in fase di progetto: bisogna verificare che lo spazio in cui vogliamo posare il parquet non sia soggetto a umidità di risalita e infiltrazioni. Se così fosse, anche per il generale benessere abitativo, il consiglio è sempre quello di prendere i provvedimenti possibili per arginare questi fenomeni. Lo stesso vale per la presenza di muffe: è fondamentale prima della posa del parquet verificare che le superfici siano sane, libere da eventuali macchie. Anche qui, ove necessario, consigliamo di procedere con un trattamento ad hoc prima di procedere con la posa. Noi consigliamo sempre ai clienti, specie quando sono molto impegnati con il loro lavoro o quando sono consci di non avere le capacità di occuparsi della ristrutturazione, di nominare un direttore lavori in grado di dare la necessaria assistenza al cantiere. Il direttore lavori ha il compito di verificare la conformità dei materiali arrivati in cantiere e deve organizzarsi per poterlo fare, sia recuperando campioni del prodotto, sia organizzandosi in modo da essere presente al momento dell'inizio della posa. In mancanza di nomina del direttore lavori - spesso nelle ristrutturazioni il cliente finale non lo nomina - è lo stesso committente a cui la norma attribuisce il compito di controllare la conformità dei materiali arrivati in cantiere. Abbiamo chiarito quanto sia importante che al momento dello scarico in cantiere il committente o, se nominato, il direttore dei lavori, si occupi di controllare la conformità del materiale rispetto a quanto atteso e dia il nulla osta alla posa solo se è certo che il parquet sia quello desiderato. Vanno prelevate le tavole da almeno 3/5 scatole diverse e disposte, a secco, sul pavimento.
Soluzioni Tecnologiche per il Controllo dell'Umidità
Noi di Murprotec, invece, siamo un’azienda specializzata in tale settore. La CTA permette, quindi, di rilasciare verso l’esterno l’aria calda e viziata della casa, immettendo in essa, invece, aria fresca e pulita. In questo modo, dunque, si evita la formazione di condensa e si favorisce un flusso d’aria migliore all’interno della propria abitazione. Inoltre, questo prodotto è in grado di far risparmiare il 20% di energia ed evitare problemi di salute, come l’asma, generati dalla presenza di questo fungo.
Condizioni Ambientali Ideali per il Parquet
Il benessere del parquet è strettamente legato alle condizioni climatiche dell'ambiente in cui si trova. Mantenere un equilibrio igrometrico stabile è fondamentale per prevenire problemi come gonfiore, crepe e la formazione di muffa.
| Parametro | Valore / Caratteristica | Note |
|---|---|---|
| Umidità dell'aria | Attorno al 50-55% | Cruciale per l'equilibrio igrometrico del legno e per scoraggiare la crescita della muffa. |
| Temperatura ambiente | Nessun picco irragionevole di caldo o freddo | Le muffe trovano condizioni ottimali tra i 20 e i 30 °C. Mantenere una temperatura stabile è vitale. |
| Umidità del legno (prima della posa) | Circa 10% | Contenuto di acqua ideale affinché il legno sia pronto per la lavorazione e la posa. |
Consigli Generali per la Salute del Parquet
Insomma, un pavimento sano, se posato con competenza, dopo le necessarie verifiche, è alla portata di tutti. La regola d’oro? Alla fine possiamo riassumerla così: se è buono per la tua salute è buono anche per il tuo parquet!