L’ondata mondiale di sensibilità alla salute, ci consiglia di prestare sempre la massima attenzione a tutto ciò che utilizziamo e ai materiali con cui tutti i manufatti sono costituiti. La risposta, che potrebbe sembrare ovvia ma che, in effetti, non lo è, è il pavimento di legno. Pavimenti, tavoli, sedie e mobili sono infatti spesso costituiti di legno perché questo materiale naturale si adatta al corpo umano. Il legno per parquet, ma anche per tutte le altre componentistiche edili dell’arredo e di oltre molte altre attività umane, è di vitale importanza sotto molti aspetti. Tuttavia, la sua storia risale a tempi ancora più remoti: già nell’antico Egitto e nell’Europa precristiana, il legno veniva utilizzato per proteggere gli interni da freddo, umidità e parassiti.
I Vantaggi Inaspettati del Parquet per il Benessere Quotidiano
Camminare a piedi nudi sul parquet non è solo una tendenza: è una pratica che offre benefici reali per il corpo e la mente. Invece nei paesi nordici, come ad esempio la Finlandia, è consuetudine camminare scalzi sui pavimenti in legno, pratica che migliora la postura e rilassa i muscoli. Inoltre il contatto con la superficie naturale del legno stimola i nervi plantari, favorendo lo sviluppo muscolo-scheletrico nei bambini.
Il parquet offre anche un contributo significativo al comfort ambientale. Le onde sonore vengono assorbite e disperse uniformemente, riducendo i rumori e trasformando gli ambienti particolarmente vivi in spazi di tranquillità. Grazie alla sua resistenza e al fascino estetico, può sopportare un traffico intenso senza perdere la sua bellezza. Anche in questo caso essenze come il rovere sono ideali perché offrono sia durabilità che stile. Che tu abbia un ufficio tradizionale o un moderno home office, il parquet è la scelta ideale per un ambiente di lavoro produttivo ed elegante. Il parquet non è solo una scelta estetica, ma anche pratica: contribuisce, anche in questo caso, al comfort acustico, riducendo i rumori e favorendo la concentrazione.
Contrariamente a quanto si pensa, il parquet è perfettamente compatibile con i sistemi di riscaldamento a pavimento. Il legno, se installato correttamente, assicura una distribuzione uniforme del calore, creando un ambiente confortevole e accogliente. La chiave è l’uso di un massetto in calcestruzzo e la scelta di legni con lo spessore giusto. La posa flottante, con un materassino appropriato e una barriera vapore in nylon, è ideale per ottimizzare la trasmissione del calore. Il parquet rappresenta una scelta senza tempo che unisce estetica, comfort e funzionalità. Le sue numerose proprietà benefiche, come la regolazione dell’umidità, l’isolamento acustico e la compatibilità con i sistemi di riscaldamento a pavimento, lo rendono un’opzione ideale per ogni tipo di ambiente, da case private a uffici e spazi pubblici.
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I Rischi Nascosti del Parquet Economico e Contraffatto
Acquistare un parquet economico può rivelarsi veramente un pessimo affare. Più nello specifico un parquet low cost può comportare delle vere e proprie problematiche riguardanti allergie e non solo e più frequentemente di ciò che si immagini, tali pericoli incombono sui più piccoli. Ciò che in primo luogo può spingere a preferire un parquet low-cost è indubbiamente il basso prezzo rapportato ad un’estetica che, soprattutto quando il prodotto è nuovo, può apparire bello e luminoso, talvolta quasi al pari di un parquet di alta qualità. Si tratta però di sola apparenza, di una falsa percezione che può ritenersi valida finché il prodotto non viene realmente utilizzato e messo alla prova della normale usura e dal passare del tempo, fattori alla quale questo prodotto economico verrà inevitabilmente sottoposto. Uno dei punti deboli di un parquet economico è infatti la bassa resistenza ai micro-graffi e dunque agli anni, ciò a causa dei trattamenti economici e delle laminature artificiali che vengono impiegate per riprodurre realisticamente le false venature del vero legno. Ma se si trattasse soltanto di svantaggi in termini estetici le problematiche legate ad un parquet low-cost sarebbero molto meno serie di quelle che in realtà sono. I reali problemi relativi a prodotti economici infatti sono relazionati alla salute di grandi e piccoli. Nel mercato infatti vengono immessi ogni anno numerosi parquet contraffatti o realizzati con legnami o prodotti non conformi, i quali espongono ad un elevato rischio di allergie anche piuttosto serie. Non si tratta dunque solo di un pessimo affare bensì di un reale rischio, grave e pericoloso. Tra le sostanze rilevate tra i prodotti contraffatti vi è anche la formaldeide. Questa sostanza, secondo le normative europee, può comparire solo in precise quantità minime, ma nei prodotti economici e contraffatti sono stati più volte rilevati oltre alla quantità consentita e non è purtroppo l’unico problema alla quale ci si può esporre. Ecco, ci risiamo! Questo accade quando si decide di scegliere il pavimento e l’azienda solo per il prezzo. Centinaia di casi di parquet contraffatti, Casi di allergie, denunce alle aziende e alle associazioni di consumatori. Come evitare tutto questo?
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Composti Organici Volatili (VOC): Una Minaccia Invisibile
Quest’oggi approfondiremo un po’ un argomento poco conosciuto, ma su cui è necessario fare chiarezza. Alcuni clienti, non molti a dir la verità, sono al corrente del fatto che alcuni oggetti emettono delle esalazioni potenzialmente nocive per la salute, chiamate emissioni VOC; si tratta di esalazioni invisibili, ma a volte dannose per la salute, emesse da alcuni oggetti che troviamo comunemente in tutte le case. Pochi se ne preoccupano e pochi sono coscienti dei malesseri che, in certe condizioni che tra poco evidenzieremo, questi Composti Organici Volatili (VOC) possono provocare. Eppure la qualità dell’aria interna dovrebbe essere uno dei motivi per i quali si sceglie un pezzo di arredamento, o un oggetto piuttosto che un altro. Allora che cosa sono questi benedetti VOC di cui ogni tanto si sente parlare? Sono nomi comprensibili solo ai chimici. Per esempio, anche le piante emettono VOC; le stampanti, i mobili, le plastiche, i PAVIMENTI, i prodotti chimici come vernici e solventi, i detergenti; un impianto petrolchimico; un incendio emette VOC, o anche un’eruzione vulcanica o una foresta. La materia è ancora oggetto di studio, e non è facile dire una parola definitiva a proposito della loro pericolosità, sia per la loro volatilità sia per la difficoltà di ricondurre l’azione dei VOC al loro effetto sulla nostra salute. Ma è certo che alcuni di questi Composti Organici Volatili, se inalati o assorbiti in maniera continuativa e in quantità considerevole, sono cancerogeni, cioè possono contribuire all’insorgere di cancri e tumori. Ma se queste emissioni, come detto, vengono diffuse praticamente dappertutto e in maniera anche naturale, perchè dovremmo preoccuparci? Non ci stiamo facendo un problema laddove non esiste?
Questo aspetto è molto importante, poiché il legno si lega ad altri materiali tramite prodotti come collanti, resine, conservanti e finiture che devono avere parametri a norma di legge sempre più stringenti. Molti prodotti contengono composti organici volatili che possono essere pericolosi per i cittadini. E’ bene chiedere all’installatore informazioni sui prodotti utilizzati, scegliendo, insieme ad un valido tecnico il prodotto meno pericoloso possibile (oggi sono in commercio anche prodotti ecologici a base acquosa che, ove possibile tecnicamente, sono a mio avviso da preferire). Il solo parquet a non emettere VOC è il parquet massello NON TRATTATO, cioè senza finitura superficiale; dev’essere grezzo, senza olio, senza vernice superficiale, senza nulla. I parquet realizzati con strati di 2-3 mm e poi in mezzo altri strati di compensato di pioppo o betulla, oppure in HDF, sono viceversa costituiti da strati incollati tra loro con colle. Anche le liste che compongono le tavole di parquet in bamboo sono sempre, per loro natura, incollate tra loro. Che cosa quindi determina il possibile rilascio di VOC da un parquet? Tendenzialmente no. Oggi, la maggior parte dei produttori di colle, adesivi e finiture per superfici in legno, utilizzano resine e composti molto meno pericolosi che nel passato. La stragrande maggioranza di questi prodotti sono controllati e commercializzati in quanto molto poco inquinanti e prodotti in maniera più “ecologica” che in passato.
In aiuto dei posatori vi sono le etichette dei prodotti utilizzati per i trattamenti e la manutenzione dei parquet che devono obbligatoriamente contenere tutte le informazioni finalizzate a tutelare sia la qualità del lavoro ma soprattutto la salute dei lavoratori e dell’utilizzatore finale. Da noi non esiste una norma che obblighi i fabbricanti e gli importatori ad eseguire dei test che attestino la bassa emissività del loro pavimento. È sempre possibile però, per le aziende, procedere in autonomia a test facoltativi fatti eseguire da laboratori notificati; questi test comprovano che il pavimento è basso-emissivo. Lo standard francese “French Regulation” conforme allo standard europeo UNI EN ISO 16000-9:2006 + ISO 16000-6:2011 si divide in quattro categorie di emissioni:
| Classe di Emissione VOC (Standard Francese) | Livello di Emissività |
|---|---|
| Classe C | La più emissiva |
| Classe B | Medio-alta |
| Classe A | Medio-bassa |
| Classe A+ | La meno emissiva |
Quindi, quando compriamo un oggetto, abituiamoci a controllare se tra le certificazioni disponibili, ce n’è anche una che attesti la sua bassa emissività! Un aspetto che viene sottolineato molto poco, quando non sottaciuto tout-court, è che i VOC tendono a disperdersi nell’ambiente in maniera importante nei primi tempi e poi il loro rilascio nel tempo è costante ma scarso. Per intenderci, addirittura fino all’80% dei VOC viene disperso nell’ambiente nei primi due mesi e il restante 20% negli anni successivi. Quindi basta aerare bene i locali nei primi tempi per liberarsi in fretta dei VOC in eccesso. Il primo metodo per contrastare le emissioni VOC è evidente: BISOGNA CAMBIARE L’ARIA AGLI AMBIENTI! Non ci sono altri metodi.
Legnami Contaminati e Importati: Attenzione alla Provenienza
È bene si sappia che sono numerosi i parquet realizzati con legnami importati da paesi extracomunitari ove le attenzioni verso la salute dell’uomo e dell’ambiente sono talvolta insufficienti. Se il legname è stato trattato in modo scorretto (per esempio trattato pesantemente con prodotti fitosanitari per evitare danni in fase di coltivazione e/o trasporto) è indubbio che questo legno possa far sussistere problemi per la tutela della salute pubblica. Altro grave problema può essere causato dai legnami prelevati da zone pericolose e quindi inquinati alla fonte da agenti biologici. Purtroppo, in Paesi in via di sviluppo le normative di tutela per la salute pubblica sono spesso insufficienti e l’unico strumento di difesa che si ha è di rivolgerci a rivenditori seri, che siano in grado di garantire la massima salubrità e qualità dei loro prodotti sia per quanto attiene la zona di taglio, sia per quanto concerne la conservazione, il trasporto e le lavorazioni finali. Occorre chiedere pertanto sempre al rivenditore garanzie sulla qualità del prodotto acquistato. Le sorgenti radioattive possono certamente contaminare anche il legname. Ma è vero anche che la radioattività può essere rilevata da esperti in fisica.
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Problemi Comuni del Parquet: Dalla Scelta all'Installazione
Scarsa Qualità del Legname e Difetti Strutturali
Per avere un buon parquet ci vuole un buon legno. Per avere un buon legno serve la qualità, senza difetti. È importante quindi che il materiale non presenti alterazioni che possano rovinare il pavimento, anche a distanza di tempo. Le condizioni ambientali di stoccaggio, la stagionatura e l’essiccazione errata influiscono moltissimo, ma anche le condizioni di salute della pianta stessa da cui si ricava. Quindi è fondamentale osservare gli eventuali difetti del legno prima di acquistare un parquet.
Tra i difetti più comuni che possono compromettere la qualità e la durata del parquet troviamo:
- Curvature: Si presentano quando il legno si fa essiccare in maniera troppo rapida, o quando - per errori nello stoccaggio - l’umidità viene assorbita irregolarmente. La curvatura avviene quando si ha un accorciamento o un allungamento delle fasce laterali delle tavole (di solito quelle piccole, i listelli).
- Imbarcamento: È probabilmente il difetto più comune. Come per la curvatura, con la variazione della temperatura o dell’umidità la tavola si deforma. Lo stoccaggio errato o l’essicazione rapida sono alcune delle cause più comuni.
- Muffe e Tarli: Sono difetti legati a un immagazzinamento errato e un’alta presenza di umidità.
- Spaccature: Sono frequenti alle estremità di tavole e listelli. Possono essere corte e appena accennate ma anche molto lunghe: dipende dalla gravità del danno. Se non vanno profondità e non sono troppo estese possono essere riparate, per esempio tagliando la parte danneggiata.
- Cipollature: Sono difetti piuttosto gravi. Indicano infatti che il legno non è molto sano (c’è stata “sofferenza” durante la crescita, o una malattia). Quello che succede è che i vari anelli annuali si separano, creando un effetto, appunto “a cipolla”. Di solito si nota dopo la fase di stagionatura.
- Nodi: Si possono distinguere tra nodi vivi (o fissi), inseriti a fondo nel legno e prodotti da rami ancora giovani, e i nodi morti. Questi ultimi si verificano per via di rami ormai secchi o recisi.
Errori nella Scelta e nell'Installazione del Prodotto
È palese che un parquet incollato costituito da lamelle o tavolette o listoni di legno naturale abbia bisogno di essere rifinito e quindi trattato con agenti chimici atti a esaltarne le qualità e ridurre i problemi di usura e graffiatura. Il parquet deve essere incollato alle superfici ove viene appoggiato e, successivamente, necessita di essere trattato con agenti chimici atti a esaltarne le qualità ed a ridurre i problemi di usura e graffiatura. È di fondamentale importanza che l’addetto alla posa e al trattamento sia una persona di provata professionalità. Errori nella scelta degli elementi, della miscelazione e stesura dell’adesivo e del prodotto verniciante può essere fonte di gravi danni. La stesura di un adesivo e la realizzazione del parquet non devono essere eseguite da “improvvisati” se ci teniamo alla nostra salute. Errori nella scelta, miscelazione, stesura e essiccazione dei prodotti possono essere fonte di gravi danni. È bene pertanto chiedere alla ditta incaricata del lavoro di posa di visionare i prodotti utilizzati e, se possibile, consultando un tecnico, scegliere il prodotto meno pericoloso possibile. Importante poi definire quando poter occupare i locali.
Problemi parquet: prodotto sbagliato. Sebbene sia un caso piuttosto raro può capitare. L'errore è umano e può succedere che l'addetto alla vendita sbagli ad ordinare una essenza legnosa piuttosto che un'altra oppure (molto più comune) una finitura piuttosto che un'altra, oppure che ad essere sbagliata sia la misura della tavola arrivata. A prescindere dalla causa il problema è importante: ci si ritrova in cantiere con un prodotto diverso da quello che si è ordinato. Che cosa fare in questi casi? Ce lo dicevano prima gli usi e la prassi del settore ed oggi anche le Norme UniEn, che distinguono due situazioni, a seconda che ci si accorga dell'errore prima di iniziare a posare il parquet oppure a lavori ultimati.
- Ci si accorge dell'errore prima di posare
Se il problema si scopre prima della posa in opera l'ammontare del danno, tutto sommato, è quasi nullo e la risoluzione è veloce: si tratta di restituire il legno errato ed attendere la consegna di quello corretto. A meno che non ci sia una indifferibile urgenza da parte del committente il problema produce un danno economico davvero limitato. Se volessimo quantificare questo danno dovremmo calcolare il disagio del differimento temporale della posa, se effettivamente il cliente può dimostrare che di danno economico si tratta (ad esempio se deve pagare un mese di più di affitto a causa del ritardo). Certo, bisognerà capire di chi è la colpa, se del produttore che ha inscatolato il prodotto errato o etichettato male le scatole. Oppure dell'addetto alla vendita che ha sbagliato a riportare un codice nell'ordine al fornitore. Ma, ripeto, il danno è ben poca cosa, nell'ordine di poche centinaia di euro (talvolta anche meno) per cui è facile addivenire ad una risoluzione pacifica e bonaria.
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- Ci si accorge dell'errore a posa ultimata
Ma nel caso in cui ce ne si accorga solo a pavimento in legno completamente posato? Il problema diventa molto difficile da risolvere ed estremamente costoso da affrontare. I costi ed i danni lievitano da poche centinaia a diverse migliaia o addirittura decine di migliaia di euro! Nel caso in cui non si riesca ad accorgersi prima della posa occorre, infatti, rimuovere il pavimento, smaltire il parquet sbagliato in discarica (non lo possiamo rendere o riutilizzare) rifare il massetto che quasi certamente viene danneggiato dalla rimozione, riordinare il nuovo pavimento e pagare, per la seconda volta, il posatore. Il danno è ingentissimo. Chi paga? che cosa dice la legge? Chi paga per questo errore? "Non si accettano contestazioni del materiale una volta posato". Questa era la prassi in uso in questi casi che veniva anche riportata in diversi contratti e nelle commissioni di ordine dei materiali. Insomma nel caso in cui ci si accorga a lavori iniziati o, addirittura, a lavori parzialmente o totalmente completati il venditore, anche se si occupa materialmente della posa in opera, non risponde una volta che il materiale è stato posato. Questa prassi è giustificata dal fatto che il cliente e il direttore lavori hanno la possibilità di controllare il materiale arrivato in cantiere prima della posa, disponendo a secco le tavole. In quel momento dovrebbero emergere le eventuali difformità! Tiani anche presente che il fatto di aspettare la conclusione dei lavori e poi contestare a posa ultimata potrebbe essere letto come un pretesto per non pagare, insomma fa presumere che si tratti di mala fede. La norma Uni En chiarisce le responsabilità. A chiarire ancora meglio questi aspetti è arrivata la norma Uni 11368 che ha posto in capo al direttore dei lavori la responsabilità di controllare, durante i lavori, la conformità dei materiali che arrivano in cantiere e quindi anche del parquet, prima che venga posato. E se il direttore lavori non conosce il parquet scelto dal cliente? E se il direttore arriva in ritardo e i lavori sono iniziati senza il suo controllo? Il direttore lavori ha il compito di verificare la conformità dei materiali arrivati in cantiere e deve organizzarsi per poterlo fare, sia recuperando campioni del prodotto, sia organizzandosi in modo da essere presente al momento dell'inizio della posa. E se non c'è il direttore lavori? E se il cliente non ha nominato un direttore dei lavori? Attenzione: in mancanza di nomina del direttore lavori - spesso nelle ristrutturazioni il cliente finale non lo nomina - è lo stesso committente a cui la norma attribuisce il compito di controllare la conformità dei materiali arrivati in cantiere. Noi consigliamo sempre ai clienti, specie quando sono molto impegnati con il loro lavoro o quando sono consci di non avere le capacità di occuparsi della ristrutturazione, di nominare un direttore lavori in grado di dare la necessaria assistenza al cantiere. Chi paga il "maggior danno" in caso di posa ultimata? Pertanto anche la norma ribadisce che se anche l'errore è del fornitore del parquet, se anche l'addetto alle vendite in negozio ha sbagliato a compilare l'ordine, allo stesso non può essere imputato il maggior danno economico che si è creato perchè nessuno ha controllato la conformità del parquet. È il mancato controllo prima della posa che trasforma un danno da poche centinaia di euro a diverse migliaia e pertanto è responsabile chi questo controllo non l'ha svolto. La decisione di iniziare a posare il materiale, insomma, spetta al direttore lavori oppure, in mancanza, al cliente, così come le relative responsabilità per il maggior danno che si viene a creare.
Controllo al momento dello scarico. Abbiamo chiarito quanto sia importante che al momento dello scarico in cantiere il committente o, se nominato, il direttore dei lavori, si occupi di controllare la conformità del materiale rispetto a quanto atteso e dia il nulla osta alla posa solo se è certo che il parquet sia quello desiderato. Vanno prelevate le tavole da almeno 3/5 scatole diverse e disposte, a secco, sul pavimento.
Consigli per un Parquet Sano e Duraturo
A fronte di tutto ciò, diventa di estrema e fondamentale importanza rivolgersi sempre a fornitori di provata serietà, sia per quanto riguarda gli elementi lignei da installare sia per quanto riguarda i materiali e le attività di posa in opera del parquet. Per meglio valutare le caratteristiche del parquet da installare, non è da scartare l’idea di consultare un bravo tecnico che sappia consigliare in merito al tipo di legno da scegliere, al tipo di parquet da installare, ai trattamenti da eseguire e che sappia leggere e interpretare tutta la documentazione tecnica e normativa che per legge deve essere sempre fornita. Per avere un buon parquet è sempre necessario rivolgersi a professionisti qualificati e specializzati. Ciò non significa, però, che non si possa anche controllare e valutare personalmente.
Per evitare invece l’insorgere di problemi dopo la posa, occorre prendersi cura del proprio parquet. Una manutenzione costante permette prolungare la qualità anche per molti anni e senza troppo sforzo. La si deve fare con prodotti di qualità, capaci di far risaltare il legno e di proteggerlo dall’umidità, dalla sporco, dal calpestio e dai raggi UV.