Quando si presenta la necessità di recintare un’area confinante con un’altra proprietà è necessario considerare tre aspetti fondamentali: le dimensioni della recinzione, la distanza di quest’ultima dal confine e chi deve farsi carico delle spese. Prima di valutare quale sistema di recinzione adottare per il confine della propria proprietà è bene tenere in considerazione le leggi in vigore, dato che prevedono distanze e altezze da rispettare per realizzare le recinzioni di confine.
Le normative sulle distanze e le recinzioni
Riguardo le distanze, l’articolo 873 del Codice Civile stabilisce che “le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”. Se le due costruzioni non sono aderenti la distanza minima da mantenere è di almeno tre metri, fatto salvo regolamenti di edilizia locale, vincoli ambientali e codice della strada per i quali la distanza può essere anche aumentata.
Esistono tuttavia casi eccezionali in cui la distanza può essere diminuita, come ad esempio in caso di accordo tra i vicini confinanti, purché vengano sempre rispettate le distanze minime imposte a livello comunale. È sempre bene richiedere informazioni all’Ufficio tecnico del proprio Comune, anche per l’installazione di reti metalliche e cancellate prive di opere murarie, soprattutto se la proprietà da recintare è ubicata nei pressi di un incrocio stradale.
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Pannelli divisori: privacy e diritto di veduta
I divisori in legno per esterni sono la soluzione più semplice per separare aree e migliorare privacy e ordine: creano angoli relax, definiscono percorsi e aiutano a schermare zone tecniche con un risultato pulito. I separé per giardini e i pannelli divisori esterni sono modulari: puoi affiancarli per creare una schermatura lineare oppure usarli singolarmente per chiudere un lato esposto o rifinire un’area specifica.
Uno dei problemi che si pone in ambito condominiale è se, nel caseggiato, si applichino le norme in materia di distanze legali o quelle, meno restrittive, tipiche dei rapporti condominiali. A tale proposito è stato affermato che, qualora il proprietario di un appartamento esegua opere sui propri beni facendo uso anche di beni comuni, è necessario stabilire se abbia utilizzato le parti comuni dell'immobile nei limiti consentiti dall'art. 1102 c.c. Se il giudice verifica che l'uso della cosa comune è avvenuto nell'esercizio dei poteri e nel rispetto dei limiti stabiliti a tutela degli altri comproprietari, deve ritenersi legittima l'opera realizzata senza il rispetto delle norme sulle distanze tra proprietà contigue.
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Considerazioni su estetica e decoro
In una recente sentenza (Tribunale di Foggia, n. 2482 del 12 ottobre 2023), è stato riconosciuto che tra il contrapposto diritto di veduta e il diritto alla privacy della convenuta, è necessario privilegiare la riservatezza, consentendo di evitare che i vicini potessero osservare direttamente a distanza ravvicinata il quotidiano utilizzo della porzione di balcone. È stato tuttavia chiarito che, qualora tali strutture impedissero il passaggio della luce o l'accesso all'aria verso l'immobile vicino, l'opera potrebbe essere dichiarata illegittima per violazione dell'articolo 1102 c.c.
| Tipologia Elemento | Spessore/Larghezza | Ideale per |
|---|---|---|
| Listelli | 15-40 mm | Separazioni "soft" e ambienti luminosi |
| Doghe | 60-120 mm | Divisori stabili, rustici e contemporanei |
Consigli per la scelta e il montaggio
I divisori a listelli e a doghe sono eleganti, minimali, naturali e soprattutto si possono personalizzare in mille modi. La stabilità del divisorio non dipende solo dalla sezione del legno, ma anche dall’altezza finale e dal tipo di fissaggio. La soluzione migliore è trattare listelli e doghe prima del montaggio, su tutti i lati, e fare solo eventuali ritocchi finali a struttura montata. Ricorda di evitare prodotti aggressivi come ammoniaca o solventi per la pulizia quotidiana del legno.
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