Il palissandro è un legno pregiato degli alberi del genere Dalbergia, originario principalmente dell’America centrale e meridionale, dell’Africa e del continente indiano. Si tratta di specie come il palissandro Rio, il palissandro delle Indie Orientali o il granadillo, oltre a numerose sottospecie. Questi sono nomi altisonanti che sono familiari soprattutto ai musicisti perché i loro strumenti possono essere realizzati con questo legno pregiato.
È molto denso, duro e ha eccellenti proprietà vibrazionali e sonore, tanto da essere utilizzato non solo per le chitarre (acustiche) come ponte, tastiera, ma anche, ad esempio, per la costruzione di marimba o xilofono. Ma come si contrasta questo fenomeno?
Lo xilofono (xylon, in greco vuol dire legno) è uno strumento a percussione, appartenente alla famiglia degli idiofoni, cioè che vibra dello stesso materiale di cui è composto, ed è costituito da lamine di legno di diversa misura. Le lastre sono disposte come i tasti del pianoforte e sono sostenute da supporti morbidi, nei punti nodali del tono fondamentale, in modo da oscillare sintonizzandosi su ogni suono con note specifiche.
I tasti sono intonati secondo la scala cromatica e disposti in due file in ordine decrescente, dal più grande quindi con suono più grave partendo da sinistra, verso il tasto più piccolo con suono più acuto sulla destra. Per estrarre il suono, è necessario colpire le piastre con martelletti di legno, gomma o plastica a forma sferica, che sono comunemente chiamati “battenti”.
Lo xilofono è uno fra i primi strumenti melodici dell’uomo, non avendo oggi reperti archeologici che possano testimoniarne l’esistenza primitiva, le rappresentazioni pittoriche e le sculture ci consentono invece di dare un volto a questi strumenti delle origini; dai rilievi del tempio di Panataran a Giava possiamo apprendere dell’esistenza di questo strumento in quella civiltà mille anni prima di Cristo.
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La storia di questi strumenti, che usualmente si definiscono a tastiera è abbastanza curiosa: furono i primi ad aprire all’uomo la possibilità di imitare il proprio canto, di creare intervalli, di riprodurre il gorgheggio degli uccelli; sono stati gli ultimi, nell’epoca contemporanea, a conquistarsi una veste definitiva e ad accedere al sistema tonale europeo.
Per molto tempo, lo xilofono fu usato esclusivamente nella musica popolare, ma dopo le trasformazioni esterne i confini del suo uso furono notevolmente ampliati. Contrariamente all’uso abituale che conosciamo oggi, si pensa che un tempo fosse suonato con i tasti disposti verticalmente.
La marimba è uno strumento musicale a percussione di tipo idiofono che ha origini africane, ma è diffuso anche in Paesi come Guatemala, Nicaragua, Costa Rica e negli Stati a Sud-Est del Messico. In quest’ultimo Paese e in Nicaragua è considerata uno degli strumenti più rappresentativi della musica folclorica.
Il termine marimba deriva dal plurale di libimba che, in lingua bantù, indica uno xilofono fatto con tavolette di legno provviste di risuonatori. Sull’origine della marimba ci sono opinioni contrastanti. Molti studiosi danno per certa l’origine africana della marimba, mentre altri sostengono che la marimba è il risultato della involuzione di strumenti più perfezionati di origine orientale.
La marimba è stata introdotta in Europa nel XVI secolo e contemporaneamente in Ecuador e nelle Antille, da dove si è diffusa nell’America Centrale e del Sud. Si ritiene che la marimba a tastiera orizzontale sia stata inventata dagli Indiani Tecomates dello Stato del Chiapas in Messico.
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Tuttavia, il nome dello strumento fu importato dai Paesi africani perché, già nei primi anni del 1500, il commercio degli schiavi negri avveniva principalmente tra il Senegal, il Camerun e l’America del Sud. In tutti i continenti l’incontro-scontro di civiltà (nel caso specifico occidentale ed africana) ha visto il fiorire di forme di arte e di cultura incredibilmente ricche di elementi variegati ed assolutamente originali.
Così i ritmi, i princìpi e le tradizioni fanno da sfondo alla cultura africana, che rivisita le antiche tradizioni animiste autoctone alla luce della società moderna. Famosa è la danza rituale africana che segue i ritmi musicali, prima lenti e poi sempre più incalzanti ed incessanti, tesa al raggiungimento dello stato di incoscienza dell’individuo che cade quindi in trance ed entra in contatto, secondo la religione animista,con Dio: questo è un fenomeno ancora oggi studiato con grande interesse dagli esperti di Storia delle religioni africane.
Lo strumento,per come nasce in forma rudimentale, è formato da una serie di piccole tavole di legno duro, sotto le quali vengono disposte, come risuonatori, zucche essiccate e svuotate o grosse canne di bambù. Oggi lo sviluppo dei materiali e delle tecnologie di lavorazione lo rendono uno degli strumenti protagonisti del panorama percussivo, adoperando repertori su molti campi musicali.
Il legno utilizzato per la costruzione delle tavolette della marimba deve possedere una buona risonanza ed elasticità, per garantire un timbro chiaro ed avere una certa consistenza per resistere alle continue percussioni. Come già accennato all’inizio di questo studio, le tavolette delle prime marimbe vennero costruite utilizzando il palissandro del Brasile, materiale che però si rivelò poco resistente; in seguito fu impiegato l’ormigo del Centro America e il palissandro dell’Honduras, detto anche legno di rosa, più brillante nell’aspetto e più durevole.
Le tavolette vengono unite, tramite un filo morbido, attraverso i fori orizzontali praticati nei punti nodali, e disposte in due ordini separati. Sotto la parte centrale delle tavolette vengono poste delle canne di lamina metallica, chiuse da un lato e intonate sulla loro frequenza, che fungono da risonatori.
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Il suono della marimba è particolarmente caldo, morbido e assai gradevole, in special modo nei passaggi eseguiti con bacchette morbide. Negli accordi tremolati il suono risulta pieno, robusto e prolungato. La marimba può essere suonata utilizzando 2 bacchette, con una tecnica simile a quella dello xilofono, o utilizzando 4 bacchette.
L’utilizzo della marimba come strumento solista ha fatto sì che negli ultimi tempi la tecnica delle 4 bacchette si sia sviluppata moltissimo.
Tra le celebri e tradizionali composizioni per marimba troviamo il Concertino per la marimba e orchestra Op. 21, di P.Creston(1940) che divenne un punto fisso del repertorio sia per tutti i concertisti di marimba, sia per l’uso orchestrale dello strumento; il Concerto per marimba e vibrafono e orchestra Op. Fantasy on Japanese Woodprints di A. Hovahness è del 1965, il Concerto per marimba, vibrafono, xilofono e orchestra di S. Raphling è del 1978.
In Europa la marimba venne accolta in orchestra dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma solo dopo il 1950 ebbe un posto stabile nell’orchestra moderna. I primi esempi di impiego si possono trovare in: W. Fortner, La Crèation (1954); P. Boulez, La marteau sans maitre (1954, xilomarimba); M. Arnold, Fourth Sympony (1960); R. Gerhard, Hymnody (1963); L. Dallapiccola, Parole di San Paolo (1964, xilomarimba); Richard R. Bennett, First Symphony (1965); B. Maderna, Concerto per vl.
Il Vibrafono (ing. vibes) è uno strumento musicale a percussione a suono determinato della famiglia degli idiofoni. Di aspetto simile allo Xilofono e la Marimba, esso è composto da barre poggiate in maniera ordinata su una struttura portante, si differenzia da essi per il fatto che, al posto delle tavolette di legno, i tasti sono in metallo; ciascuna barra è sospesa su un telaio collegato ad un pedale (simile ad un pianoforte) che permette di prolungare e sostenere i suoni più a lungo.
Le origini del vibrafono moderno risalgono con molta probabilità alla tipica strumentazione del folklore indonesiano, alcuni tipi di strumenti come il gendér e la gangsa fanno parte della tradizione giavanese e balinese a partire dal XII sec. ; numerose orchestre formate da soli metallofoni ,tra cui anche tamburi xilofoni e gong, vengono chiamate gamelan: un’entità i cui strumenti sono costruiti e intonati per suonare insieme.
La storia del vibrafono moderno inizia con i tentativi di riprodurre i caratteristici battimenti (un fenomeno acustico di leggera dissonanza che crea la sensazione dei cosiddetti battiti) delle orchestre di giava. Tra alcuni dei maggiori vibrafonisti del repertorio sia jazz che contemporaneo vi sono : Lionel Hamptone, Milt Jackson ,Red Norvo, Dave Samuels, Mike Manieri, Roy Ayers e molti altri ma in particolar modo bisogna citare Gary Burton, non solo come musicista pioniere ma soprattutto per una delle tecniche a quattro bacchette più utilizzate da lui inventata: la “Burton grip”.
La tecnica esecutiva del vibrafono infatti, sia come gli altri strumenti a tastiere, prevede l’utilizzo di due bacchette ma l’evoluzione stilistica dei linguaggi ha dato lo slancio per poter sviluppare una tecnica anche a quattro bacchette. Molte delle tecniche fondamentali a quattro bacchette, quali i doppi verticali e le tecniche diverse ed avanzate di smorzamento,possono essere facilmente applicate anche all’esecuzione di due sole bacchette.
Tra i vari sistemi di impugnatura delle quattro mazzuole, possiamo identificarne alcuni tra i più utilizzati: Traditional, Musser, Burton, Stevens e Rosauro.
Impugnatura Tradizionale: i manici delle bacchette sono incrociate nel palmo della mano, con il manico della bacchette esterna sotto quella interna. Impugnatura Musser: la bacchetta interna è controllata da pollice, indice e medio. La bacchetta esterna, posta tra anulare e medio, è controllata da anulare e mignolo. Impugnatura Gary Burton: le bacchette sono incrociate sotto il palmo della mano con il manico di quella esterna sopra quella interna. La presa agisce in base al principio del perno assiale, in cui il medio o l’anulare sopra il manico della bacchetta esterna hanno una funzione stabilizzatrice. Impugnatura Howard Stevens: questo sistema di impugnatura è un adattamento della presa Musser e consente una grande apertura delle bacchette rispetto alle altre prese; con la mano tenuta in posizione verticale le bacchette raggiungono un’apertura orizzontale di circa110-120°. Inoltre è possibile una notevole velocità nei cambi di intervallo. Doppio alternato laterale indipendente: le 2 bacchette si muovono autonomamente in ogni mano. Doppio laterale alternato: le 4 bacchette non sono mai simultanee ma si alternano sempre nello stesso modo.
Se avete acquistato una chitarra nuova con palissandro o un altro tipo di legno che rientra nelle nuove norme CITES, troverete una nota corrispondente sulla fattura o un certificato separato che elenca i legni utilizzati.
Dall’inizio di quest’anno, tutte le specie del genere di alberi Dalbergia, ovvero il palissandro, rientrano nella Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione.
Per meglio comprendere: la Convenzione di Washington è un accordo internazionale che prende il nome dal luogo in cui è entrato in vigore il 3 marzo 1973 e che mira a garantire un commercio internazionale sostenibile di piante e animali minacciati di estinzione.
Le risposte che seguono si trovano nelle informazioni fornite dall’UE, ma chiunque abbia ulteriori domande dovrebbe rivolgersi all’autorità per la conservazione della natura competente o al consiglio regionale. Di solito hanno le risposte giuste e, se necessario, conoscono l’autorità che può aiutarli.
L’inclusione del palissandro nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, avvenuta nell’autunno del 2016, ha sicuramente comportato una notevole mole di adempimenti burocratici, soprattutto per i produttori e i commercianti, ma ha anche allarmato la comunità dei chitarristi. Quando i chitarristi sentono parlare di palissandro, CITES o Convenzione di Washington, di solito si chiedono fino a che punto si è interessati alle rigide regole di questa convenzione. Non è raro che il proprio strumento sia costituito almeno in parte da legni che sono elencati come meritevoli di protezione.
The History of the Marimba
Tabella riassuntiva delle impugnature per marimba:
| Impugnatura | Descrizione | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Tradizionale | Manici incrociati nel palmo della mano | Manico della bacchetta esterna sotto quella interna |
| Musser | Bacchetta interna controllata da pollice, indice e medio | Bacchetta esterna tra anulare e medio, controllata da anulare e mignolo |
| Gary Burton | Bacchette incrociate sotto il palmo della mano | Manico della bacchetta esterna sopra quella interna, principio del perno assiale |
| Howard Stevens | Adattamento della presa Musser | Grande apertura delle bacchette, elevata velocità nei cambi di intervallo |
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