Otturatore a Tre Tenoni: Funzionamento e Vantaggi nelle Carabine Moderne

La carabina bolt-action, o a ripetizione manuale con otturatore girevole-scorrevole, è una delle armi più longeve nella tradizione armiera, utilizzata per la caccia, il tiro sportivo e impieghi militari e di polizia. L'offerta del mercato comprende tantissimi modelli, per tutte le tasche e tutti gli usi. Il funzionamento di base è sempre il medesimo, ma vi sono alcuni dettagli che caratterizzano fortemente l’originalità di un progetto rispetto all’altro.

Una delle differenze sostanziali è tra chi usa due alette frontali e chi tre. In linea di massima, la superficie complessiva dei tenoni, che appoggiano contro le relative sedi di chiusura, è praticamente la medesima tra un otturatore a due tenoni e uno a tre.

La tendenza a realizzare otturatori con tre, sei o anche nove alette di chiusura, in serie di tre a 120 gradi, si sta diffondendo in questi ultimi anni. In combinazione con una ulteriore tendenza, che è quella di avere il corpo cilindrico dell’otturatore che presenta un diametro pari, o leggermente superiore, rispetto alla sommità delle alette. È quello che negli Stati Uniti viene chiamato “fat cylinder”.

Oggi sempre più produttori si stanno orientando sul fat cylinder, perché consente di semplificare in modo sostanziale la lavorazione della scanalatura di scorrimento nell’azione, la quale ovviamente con un otturatore siffatto, è semplicemente di forma cilindrica. Ecco allora che avere un otturatore a tre o anche sei, o addirittura nove tenoni, consente di avere una buona superficie di tenuta delle alette, limitando però al contempo l’altezza delle alette stesse e, di conseguenza, il diametro totale dell’otturatore (quindi il suo peso e il peso, e diametro, dell’azione che deve contenerlo).

In questo articolo, analizzeremo il funzionamento e i vantaggi dell'otturatore a tre tenoni, esaminando diversi modelli di carabine che lo utilizzano.

Vantaggi dell'Otturatore a Tre Tenoni

  • Angolo di apertura ridotto: Questo, in teoria, velocizza il movimento di riarmo nel caso in cui sia necessario sparare più colpi in rapida successione.
  • Minor interferenza con l'ottica: Inoltre, in tal modo è più semplice evitare interferenze tra il manubrio dell’otturatore e l’oculare di un cannocchiale di puntamento che sia montato con assetto molto basso.
  • Maggiore stabilità: Un otturatore a tre tenoni risulta più stabile e meno incline a vibrazioni allo sparo, riducendo la dispersione della rosata in senso verticale.

Un otturatore a tre tenoni, risulta in questa eventualità più stabile e meno incline a questo fenomeno.

In compenso, una escursione di 90 gradi nella rotazione del manubrio determina un movimento di armamento del percussore (tramite un profilo a camme) più dolce e progressivo rispetto a quello di un otturatore a tre tenoni che, limitando il movimento a soli 60 gradi, per l’armamento del percussore necessita di un profilo a camme più ripido.

Un altro aspetto che si può verificare con le carabine industriali di serie, è che le tolleranze tra le alette e le sedi di chiusura nell’azione, determinino un appoggio non perfetto dell’otturatore. Ciò, allo sparo, in alcuni casi, con un’arma con otturatore a due alette, può comportare una vibrazione dell’otturatore allo sparo e una leggera dispersione della rosata in senso verticale.

La tendenza a realizzare otturatori con tre, sei o anche nove alette di chiusura, in serie di tre a 120 gradi, si sta diffondendo in questi ultimi anni (ma Weatherby aveva precorso i tempi con la sua Mark V, ancora a metà del XX secolo), in combinazione con una ulteriore tendenza, che è quella di avere il corpo cilindrico dell’otturatore che presenta un diametro pari, o leggermente superiore, rispetto alla sommità delle alette. È quello che negli Stati Uniti viene chiamato “fat cylinder”.

Oggi sempre più produttori si stanno orientando sul fat cylinder, perché consente di semplificare in modo sostanziale la lavorazione della scanalatura di scorrimento nell’azione, la quale ovviamente con un otturatore siffatto, è semplicemente di forma cilindrica. Ecco allora che avere un otturatore a tre o anche sei, o addirittura nove tenoni, consente di avere una buona superficie di tenuta delle alette, limitando però al contempo l’altezza delle alette stesse e, di conseguenza, il diametro totale dell’otturatore (quindi il suo peso e il peso, e diametro, dell’azione che deve contenerlo).

Modelli di Carabine con Otturatore a Tre Tenoni

Sabatti Rover Traqueur

La Sabatti Rover Traqueur è una carabina pensata per tiri rapidi, spesso d'istinto, entro il margine naturale della caccia in braccata. L'azione in Ergal funge da contenitore e supporto, mentre il lavoro critico è affidato all'otturatore in acciaio, un pezzo ricavato dal pieno con lavorazioni CNC, tre tenoni di chiusura e apertura di 60°, che chiude nella barrel extension.

Per questo monta una canna da 46 cm, rotomartellata a freddo e dotata di rigatura tradizionale. La struttura della canna, composta da un anello di culatta in acciaio ad alta resistenza e un tubo rotomartellato, è la stessa su cui Sabatti costruisce da anni la sua reputazione di precisione. Non manca la possibilità di intercambiare il componente, mantenendo la piattaforma Rover come base modulare; i cacciatori più evoluti apprezzeranno.

Sabatti propone una soluzione tanto semplice quanto efficace: tacca estremamente avanzata con tre punti verdi in fibra ottica, mirino con inserto rosso in fibra ben visibile anche in condizioni di luce complessa.

Il calcio in polimero E-FT, esclusiva Sabatti, leggero e rigido, non teme umidità né sbalzi climatici. Molto ben riuscito il poggiaguancia intercambiabile, così come il kit opzionale che consente di modulare anche la lunghezza della pala del calcio e, quindi, la Lop.

La Sabatti Rover Traqueur è una carabina che fa esattamente ciò per cui è stata progettata. Non cerca di essere tutto, non deve piacere a chi cerca l'arma universale, non ha ambizioni sportive né venatorie per il tiro a lunga distanza. Questa è un'arma nata per esigenze specifiche, per chi si muove nel fitto, per chi vuole rapidità, immediatezza, controllo.

Il peso di scatto è ideale: netto, regolare, non troppo leggero. Il produttore dichiara una pressione di sgancio di 1.200 grammi; l'esemplare in prova eccedeva di un 20% questo valore attestandosi su un dato che rappresenta un sicuro compromesso per l'impiego dinamico.

Sabatti Rover Traqueur

Benelli Lupo Alpha

La carabina Lupo si avvale di una configurazione a chassis formata da carcassa (lower receiver) in lega leggera di tipo aeronautico e azione in acciaio (upper receiver) che garantisce massima rigidezza dell’insieme e ha permesso di garantire l’arma con una precisione contenuta nel Moa alle classiche distanze del tiro venatorio. La canna di accoppia alla carcassa mediante un recoil lug che garantisce, in concorso con le altre caratteristiche del sistema, la massima precisione.

L’azione è completata da una basetta monolitica in lega leggera per l’applicazione dell’ottica da puntamento. L’otturatore è il classico pushfeed a tre tenoni di ampio diametro che caratterizza il progetto; presenta, nella parte centrale, un restringimento che favorisce un posizionamento alto del caricatore, quindi della cartuccia da camerare.

La canna da 20 pollici (510 mm) presenta la classica volata filettata, protetta da una boccola. Una particolare attenzione è stata dedicata alla progettazione dello scatto, ora alleggerito. È sempre del tipo diretto, a tre leve, ed è regolabile nel carico tra gli estremi di 650 e 1.650 grammi (6,4 - 16,2 Newton) rispetto allo standard regolabile tra 1.000 e 2.000 grammi (10-20 Newton). Coerentemente, il peso di sgancio impostato in fabbrica si è attestato sui 700 grammi.

Tornando alla calciatura, va segnalato che è stata disegnata e dimensionata a partire da uno studio sulle misure antropometriche medie delle mani dei cacciatori identificando i punti di pressione per favorire la presa. La sua ergonomia contribuisce a ottimizzare l’interazione tra arma e cacciatore: permette infatti la variazione della distanza del grilletto grazie alla presenza di un piastrino di regolazione, l’altezza del poggia-guancia grazie alla presenza del nasello Combtech intercambiabile (monta nasello standard, sono disponibili in opzione i naselli alto e basso); il comfort di tiro è enfatizzato da un calciolo in poliuretano speciale, dotato di una struttura interna in microbolle che riduce rinculo e rilevamento, anch’esso intercambiabile per variare la lop di serie (350 mm) di +/- 10 mm.

Calcio e asta sono predisposti per il montaggio delle basi per la cinghia.

La Lupo Alpha è un’arma avveniristica, contraddistinta da un design innovativo che spacca la tradizione formale delle armi convenzionali. Frutto di anni di studio e dell’applicazione delle più attuali tecniche industriali, è stata realizzata in un’edizione limitata a 1.000 esemplari nel solo calibro .308 Winchester (con canna da 510 mm contraddistinta da un passo di rigatura di 1:10”).

La carabina Benelli Lupo Alpha è certamente una delle armi più innovative presentate alla comunità dei cacciatori nel corso degli ultimi anni. Coniuga i pregi dell’ormai rinomata architettura Lupo con i benefici di un’arma ultra-leggera, dal peso che si attesta sui 2.600 grammi. Uno strumento affidabile ed efficace per chi caccia in contesti operativi dove anche un solo grammo in più sulle spalle rappresenta un ostacolo.

Benelli Lupo Alpha

Mauser M18 Fenris

La M18, la carabina entry level per della tedesca Mauser per la caccia di selezione, si fa più grintosa e performante con un nuovo allestimento, il Fenris, studiato per garantire massimo comfort di utilizzo e prestazioni superiori anche a distanze significative.

A caratterizzare la M18 Fenris contribuisce l’omonima calciatura regolabile prodotta dalla norvegese Grs, in composito di colore verde, oltre alla canna dal profilo semipesante per una precisione superiore rispetto alla M18 standard con canna leggera da caccia. In primo luogo, a caratterizzare la carabina è la particolare calciatura Fenris prodotta da Grs. Si tratta di una calciatura sintetica, caricata con fibra di vetro, dal look decisamente sportivo.

La calciatura è dotata di nasello regolabile in altezza su 14 posizioni, con un’escursione di 24 millimetri; anche la lenght of pull può essere variata grazie alla possibilità di estrarre il calciolo, con escursione di 30 millimetri, passando da un minimo di 340 a un massimo di 370 millimetri. La calciatura è provvista di serie di un bedding interno per garantire un accoppiamento più preciso con l’azione, a tutto vantaggio della precisione intrinseca della carabina.

Per ottimizzare il comfort del tiratore, la calciatura prevede tre differenti texture di presa: una a buccia d’arancia nella zona della pistola e sotto la pala del calcio, una a nido d’ape sui lati dell’astina e sui due pannelli ai lati della pistola e una a linee parallele nella parte inferiore dell’astina.

A differenza della celeberrima 98 e della M12 di Mauser, la M18 presenta azione di tipo chiuso, realizzata in acciaio e idonea sia per ospitare calibri sia standard sia magnum. Brunito lucido, l’otturatore in acciaio presenta una testina con tre tenoni di chiusura che, disposti a 120 gradi, si inseriscono nei rispettivi recessi nel prolungamento di culatta. La testa dell’otturatore ha il medesimo diametro del cilindro, per facilitare lo scorrimento dell’azione, mentre uno dei tre tenoni integra l’estrattore a ghigliottina.

Integrale al cilindro, il manubrio dell’otturatore è dotato di un pomo di forma troncoconica, arrotondato nella parte posteriore, molto comodo da azionare. Sul lato sinistro dell’azione è invece presente la leva a bilanciere che consente di sfilare l’otturatore dalla sua sede.

Lo scatto è diretto, netto e preciso, regolabile da un massimo di 2.000 a un minimo di 1.000 grammi agendo sul grano posizionato sulla pala del grilletto. Il caricatore è realizzato in composito, con capacità di cinque cartucce per i calibri standard e quattro per quelli magnum.

Se la M18 standard presenta canna con profilo light da caccia e diametro in volata di 17 millimetri, per la versione Fenris, più orientata verso il mondo sportivo e alla ricerca di una maggiore precisione, la canna è di tipo semipesante, con diametro in volata di 19 millimetri.

Tutto sommato la Mauser M18 Fenris è una carabina ideale per chi pratica la caccia dall’altana o la cerca in luoghi non particolarmente impegnativi, che garantisce precisione chirurgica alle distanze canoniche della caccia di selezione e permette anche di spingersi un po’ oltre, a patto di utilizzare la munizione più idonea e sempre al netto delle abilità del cacciatore.

Mauser M18 Fenris

Tabella Comparativa dei Modelli

Carabina Tipo di Otturatore Calibro Lunghezza Canna Peso Caratteristiche Principali
Sabatti Rover Traqueur Tre tenoni Vari 46 cm N/A Canna rotomartellata, mire in fibra ottica, calcio in polimero E-FT
Benelli Lupo Alpha Tre tenoni .308 Winchester 510 mm 2.600 grammi Chassis in lega leggera, scatto regolabile, calciatura ergonomica
Mauser M18 Fenris Tre tenoni Vari N/A N/A Calciatura regolabile GRS, canna semipesante, scatto regolabile

Cosa sono TEMPO DI ESPOSIZIONE, ISO e DIAFRAMMA? Capire la fotografia MANUALE.

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