Quando si parla di arredamento elegante e comfort abitativo, il legno è sempre protagonista. Ma cosa succede quando si desidera installare un sistema di riscaldamento a pavimento e, allo stesso tempo, godere del fascino caldo del parquet? Il dubbio è comune: il legno, essendo un materiale naturale, teme le variazioni di temperatura e umidità. È davvero possibile combinare estetica e tecnologia? Sì, ed è un’opzione sempre più scelta. L’importante è scegliere il tipo di parquet giusto, posarlo nel modo corretto e seguire alcune buone pratiche sia in fase di installazione che di utilizzo.
Tipologie di Parquet Adatte ai Sistemi Radianti
Non tutti i parquet sono uguali. Alcuni materiali, per natura, rispondono meglio alle sollecitazioni termiche. Per la scelta del parquet più idoneo, è fondamentale considerare la sua stabilità e conducibilità termica.
- Prefinito multistrato: Questo tipo di parquet è considerato il top per stabilità e conducibilità termica. Un buon parquet prefinito con spessore di 10-14 mm e posa incollata ha un’ottima conducibilità.
- Parquet massello: Il parquet massello è bellissimo ma più delicato in presenza di variazioni termiche significative. Il massello deve avere delle caratteristiche molto tecniche, larghezza e lunghezza per spessore un equilibrio fisico.
Il Falso Mito dell'Isolamento e la Conducibilità del Parquet
Uno dei miti più diffusi è che il legno “isoli troppo” e non lasci passare il calore. Non proprio. Un buon parquet prefinito con spessore di 10-14 mm e posa incollata ha un’ottima conducibilità. La sensazione al piede sarà leggermente diversa rispetto alla ceramica - più graduale - ma altrettanto piacevole. Questo discorso vale anche per il riscaldamento a pavimento elettrico, come i sistemi Warmset. Grazie ai moderni sistemi di riscaldamento a basso spessore, come quelli proposti da Warmset, si può installare parquet sopra l’impianto radiante senza demolire il pavimento esistente.
Preparazione del Sottofondo e Shock Termico
La gestione corretta dell’impianto fa la differenza. Fondamentale prima della posa fare lo shock termico! Qualora uno decidesse di optare per la posa ad incollo, basta raggiungere il cosiddetto "shock termico" (tecnica con la quale si accende la caldaia e il sistema si porta in temperatura, facendo emergere l'umidità residua del massetto prima che venga posato il pavimento in legno).
Processo di Shock Termico e Ambientazione
Per rispettare la vigente legge, o comunque per buon senso del buon costruire, si consiglia il seguente processo:
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- Ambientazione dei materiali: 21 giorni di ambientazione su massetto radiante.
- Fase di riscaldamento: 7 giorni da zero al massimo della potenza riscaldamento.
- Mantenimento: 7 giorni attivo sempre.
- Raffreddamento: 7 giorni per raffreddare.
- Posa: Dopo di che si posa.
Anche noi siamo d'accordo con shock termico prima di installare. Poi per incollare va bene un supportato idoneo. Il mio pensiero è: ambientazione dei materiali, in qualsiasi condizione.
SHOCK TERMICO di impianto a PAVIMENTO con POMPA DI CALORE - #227
Metodi di Posa: Incollata, Flottante e Ibrida
Uno degli aspetti più importanti è la posa del parquet sopra l’impianto radiante. Noi con il pavimento radiante lo abbiamo sempre posato sia flottante, semi flottante che incollato. Le diverse tecniche di posa hanno implicazioni significative sulla resa e la durabilità del sistema.
Posa Incollata
Per la posa incollata, a mio avviso le soluzioni migliori sono le colle esenti da solvente e quelle silaniche, che hanno la capacità di collaborare con il legno assorbendo le variazioni dimensionali stagionali. Quando abbiamo incollato abbiamo scelto un adesivo che avesse meno solvente possibile per evitare dispersione nell’aria durante il riscaldamento. Se è possibile non dare un Primer è meglio, il cliente deve aspettare i tempi necessari a che il sottofondo sia pronto per la posa del parquet. Su massetti cementizi radianti classici, fatti a regola d'arte e asciutti non dovrebbe esserci bisogno di primer e per la posa incollata basterebbe un buon collante esente da solventi volatili o un buon collante silanico.
Purtroppo per esperienza personale molti massetti si scostano da tale "perfezione" e per questo motivo consiglio sempre una mano di primer idoneo (ogni azienda produttrice di primer indica sulle proprie schede tecniche quali sono idonei per questi massetti) possibilmente preceduta da buona grattata al massetto (per favorire assorbimento di quest'ultimo).
Posa Flottante
Per quanto riguarda la prima domanda, per il massetto "radiante" non vedo controindicazioni se non che essendo il legno già di per sé un materiale isolante si va a perdere un po' la resa, ma su un pavimento incollato, facendo corpo unico col massetto va benissimo. Consigliabile per una migliore resa uno spessore di parquet prefinito da 10mm più che un 14, ma se la temperatura viene tenuta costante non cambia molto. Per la posa di flottante, sono d'accordo per un materassino adatto.
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Con la posa flottante su un massetto del genere io la sconsiglierei perché non facendo contatto diretto col massetto (perché appunto non incollato) il massetto avrebbe una resa ancora inferiore. Alcuni sconsigliano in ogni caso, altri dicono che basti scegliere il giusto tappeto o materassino fonoassorbente. Sinceramente alcuni lo sconsigliano (sottinteso l'argomento: posare flottante su massetto riscaldato) e io non riesco a capirne la motivazione.
Per la posa flottante vi sono diversi tipologie di materassini in grado di garantire la massima efficienza del sistema pavimento-sottopavimento. Quelli più efficaci sono sicuramente quelli a base di poliuretano. Quando abbiamo posato flottante è stato sufficiente un buon materassino.
Posa Ibrida
Ci sono nuove soluzioni (che io personalmente non ho ancora provato) che promettono bene dal punto di vista acustico, sarebbe la posa ibrida, parquet incollato su materassino fonoassorbente. Fra questi ce ne sono alcuni adatti alla posa con sistema ibrido, che qualcuno ha citato.
Precauzioni in Caso di Raffrescamento
C'è da prestare molta attenzione in caso di raffrescamento, è bene accertarsi che ci sia un impianto di VMC (ventilazione meccanica controllata) altrimenti il rischio potrebbe essere che (in caso di raffrescamento) crei della condensa. In ogni modo basta rispettare il range di temperatura superficiale, non sotto i 19 gradi in raffrescamento e mi sembra 25/26 gradi in riscaldamento.
Normativa e Direttive di Posa
Per quanto riguarda lo specifico caso di sistemi radianti c’è da sottolineare che per ogni tipologia c’è un sistema di preparazione del sottofondo differente. È in inchiesta pubblica finale il progetto di norma UNI 1613872, che definisce i criteri tecnici per la posa dei pavimenti in legno su sistemi radianti a basso spessore. Il progetto di norma UNI 1613872 (in inchiesta pubblica finale) definisce i criteri tecnici per posare pavimenti in legno su sistemi radianti a basso spessore e bassa inerzia. Chiarisce le pose ammesse - posa ibrida con materassino resiliente e posa su massetti autolivellanti/livellanti - e quelle escluse, salvo casi progettati e dichiarati idonei.
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Il Progetto di Norma UNI 1613872
Il punto chiave è la compatibilità dell’intero sistema pavimento: stratigrafia, componenti, requisiti del massetto, giunti e prescrizioni acustiche. Rilevante il controllo igrometrico (umidità/temperatura) in posa e in esercizio, anche con VMC e sistemi di deumidificazione/umidificazione.
Inchiesta Pubblica Finale UNI: cos'è?
L’Inchiesta Pubblica Finale serve a raccogliere i commenti degli operatori e a ottenere il consenso più allargato possibile prima che il progetto diventi una norma, soprattutto da parte di chi non ha potuto partecipare alla prima fase di elaborazione normativa.
Raccomandazioni Basate sull'Esperienza e le Direttive
Buona sera a tutti, io solitamente mi appoggio a quelle che sono le direttive depositate in cassazione. Ovviamente prendo delle precauzioni in base alla mia esperienza. Sul massetto radiante ci va un Primer apposito se questo lo richiede, il tipo di collante deve essere a basso impatto, esente da Amine, Amine volatili e formaldeide.
Il problema che principalmente ci presentano i clienti è la mancanza di spessore del massetto radiante. Purtroppo non è semplice dare una soluzione generica, vista la quantità di sistemi presenti sul mercato e la continua evoluzione tecnologica che stiamo vedendo. Per quello che riguarda la posa su nuovi sistemi radianti "innovativi" di ultima generazione bisogna molto attenersi a quello che dice il costruttore del sistema e chiedergli di specificare le procedure da attuare per la posa del parquet soprattutto se incollata (e su questo molti impianti nuovi li ho trovati fumosi e lacunosi). Se c'è qualche dubbio su come possa reagire il legno a contatto con questi impianti la posa flottante con materassini idonei è sempre la più consigliata.
Dettagli Tecnici dei Sistemi Radianti
Il funzionamento dei pannelli radianti si basa su un principio semplice ma estremamente efficace: la distribuzione del calore avviene attraverso una rete di tubazioni integrate direttamente nel pavimento. Per la posa di un impianto di riscaldamento a pavimento è necessario valutare attentamente gli spessori complessivi. Il sottofondo esistente deve essere solido, resistente, asciutto e perfettamente pulito, privo di grassi e fessurazioni. Pavimenti in legno: la superficie deve essere verificata dal punto di vista strutturale, sgrassata, impermeabilizzata, con fessure sigillate e infine trattata con primer acrilico.
Esempio di Installazione con Sistema a Basso Spessore (Neotermic)
Nel sistema a basso spessore Neotermic viene utilizzata una tubazione da 12 mm, mentre nei sistemi tradizionali si impiegano tubi da 17 mm. A questi va aggiunto lo spessore dell’eventuale isolante termico, generalmente a partire da 10 mm. In presenza di massetti tradizionali lo spessore varia indicativamente tra 3 e 4,5 cm, in funzione dei carichi da sopportare. Il sottofondo viene realizzato prima dell’impianto radiante (e sotto di esso) e serve a coprire canaline, tubazioni di scarico, impianti sanitari e altri ingombri.
Le fasi di installazione per sistemi come Neotermic includono:
- Pre-trattamento superficie: Prima della posa dei pannelli è necessario pre-trattare la superficie di supporto con idoneo primer acrilico. Ciò migliora l’ancoraggio del successivo massetto fluido autolivellante alla superficie stessa ed evita possibili fenomeni di disidratazione del massetto.
- Posa dei pannelli: La posa del pannello preforato adesivo Neotermic si comincia dall’angolo sinistro (opposto alla porta) del locale, con i due lati “intagliati” contro le pareti. I successivi pannelli si incastrano sovrapponendo le bugne dei due lati “intagliati” a quelle dei due lati “lineari” dei pannelli già posati, si deve poi togliere la pellicola protettiva e premere il pannello contro il sottofondo.
- Sviluppo circuiti: Il sistema consente dunque lo sviluppo dei circuiti sia a spirale che a serpentina.
- Annegamento del tubo: Il tubo viene completamente annegato nel massetto, garantendo un ottimale scambio termico e un’elevata resa dell’impianto.
Vi sono sistemi radianti fresati su pannelli di fibrogesso sopra i quali io personalmente oltre alla colla che stendono loro, preferisco fare una lisciatura autolivellante di 3-4 mm per separare un pò di piu il parquet dalle tubazioni in quanto ci dovrebbe essere una determinata distanza, dopodiché posa incollata o flottante indifferente.
Raccomandazioni Chiave per una Posa Efficace
Dato l'ampio ventaglio di soluzioni e le specificità di ogni cantiere, è fondamentale attenersi a principi guida per assicurare la buona riuscita dell'installazione.
- Evitare di scegliere “a catalogo” parquet, materassino e radiante senza verifica di sistema (stratigrafia completa e dichiarazioni di idoneità).
- Non sottovalutare planarità, giunti e requisiti del massetto: sono condizioni abilitanti, non dettagli esecutivi.
- In capitolato chiarire posa ammessa, condizioni ambientali da garantire, controlli igrometrici e responsabilità di verifica tra progettista, DL e imprese, sempre “in funzione della configurazione e delle schede tecniche”.
- Per quanto riguarda lo specifico caso di sistemi radianti c’è da sottolineare che per ogni tipologia c’è un sistema di preparazione del sottofondo differente.
- Per quanto riguarda l'argomento in questione mi trovo d'accordo con quanto sostanzialmente detto da tutti voi. Su massetti cementizi radianti classici, fatti a regola d'arte e asciutti non dovrebbe esserci bisogno di primer e per la posa incollata basterebbe un buon collante esente da solventi volatili o un buon collante silanico.
- Per quanto riguarda lo specifico caso di sistemi radianti c’è da sottolineare che per ogni tipologia c’è un sistema di preparazione del sottofondo differente. Esempio: su massetto cementizio radiante, se planare secondo normativa, con un buon materassino fonoassorbente non ci sono problemi.
- Pietro ciao: sono d'accordo anche io per utilizzare primer anti spolvero. Si evitano così nel tempo fastidiose fiammature di polvere risalenti da dietro gli zoccolini, anche risalenti fino a 20 cm sopra i muri.