Nell'ambito dell'arredamento e della falegnameria, due materiali si distinguono per la loro versatilità e ampia gamma di applicazioni: il Medium-density fibreboard (MDF) e il vetro. Sebbene impiegati in contesti diversi, spesso si trovano in combinazione o in applicazioni complementari, come ad esempio nella realizzazione di cornici e mobili con elementi trasparenti. Entrambi offrono soluzioni estetiche e funzionali che meritano un approfondimento. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando più in dettaglio.
Il Medium-density fibreboard (MDF): Un Materiale Innovativo
Cos'è l'MDF?
La sigla MDF è l’acronimo di “Medium Density Fiberboard”, traducibile come “pannello di fibra a media densità”. Si tratta di un derivato del legno, ed è il più diffuso della famiglia dei pannelli di fibra, comprendente tre categorie in base al processo impiegato e alla densità: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF). È un pannello costituito da fibre finissime di legno a media densità, “legate” tra loro grazie ad un processo che le mescola a speciali collanti ad alte temperature oppure a resina.
Il legno MDF artificiale, approdato in Europa nei primi anni ’70, è formato da fibre molto fini e densamente compattate che lo rendono più pesante del legno truciolare. Si ottiene attraverso due procedimenti diversi: per via secca o per via umida. Nel primo caso viene utilizzata aria calda per essiccare le fibre e occorre l’impiego di colla, da inserire prima o dopo l’essiccazione a seconda del collante utilizzato. Nel secondo viene utilizzata invece acqua, come si fa per produrre la carta, e il collante diventa superfluo, a patto che le fibre contengano lignina in quantità sufficiente.
Caratteristiche Principali del Materiale MDF
Ad essere apprezzata è l’estrema versatilità di questo materiale. L'MDF presenta una struttura altamente omogenea, priva di nodi e difetti strutturali. La sua caratteristica principale è l’essere eco-friendly. In questo modo, infatti, non si userà legno massiccio, perciò si eviterà la deforestazione, a tutto vantaggio dell’ambiente a livello planetario, essendo l’MDF costituito da scarti derivanti da altri processi di lavorazione. Completa il quadro il suo essere completamente riciclabile, quindi davvero amico dell’ecologia.
Da un punto di vista di utilizzo pratico, la composizione dell’MDF lo rende estremamente resistente agli urti e all’usura della vita quotidiana ma allo stesso tempo facile da tagliare quando lo si va a lavorare per creare oggetti a livello artigianale o industriale. Gli avvezzi al fai da te segnalano anche che non si sbriciola quando si va a tranciare o incidere i pannelli: molto pratico sin dalle prime fasi di utilizzo. Un’altra caratteristica è che si tratta di un materiale che permette un’ottima insonorizzazione, infatti può essere utilizzato anche per questo scopo specifico.
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Tipologie di Materiale MDF Disponibile
Nel corso del processo di produzione dell’MDF, possono essere introdotte anche altre sostanze, in base all’uso a cui saranno destinati i pannelli. In commercio esistono diversi generi di MDF ma più frequentemente - soprattutto per progetti personalizzati - si parte dal cosiddetto “MDF naturale”. Si tratta di pannelli semplici, di color marrone chiaro, lievemente ruvidi poiché utili nel caso in cui si volessero applicare successivamente altre sostanze come vernici o anche carta da parati.
Tuttavia, la tipologia “naturale” non si presta per produzioni di mobili che andranno ad essere collocati in ambienti esterni esposti ad intemperie oppure in stanze in cui si forma facilmente umidità. In questi casi, si dovrà optare per un tipo di MDF che potremmo denominare “umidità resistente”, quindi specificatamente trattato per usi particolari. Se, per esempio, si vorranno costruire mobili per il bagno, allora verranno addizionati composti antimuffa. Per i mobili della cucina potrebbero essere presenti soluzioni ignifughe e/o magari verranno usati mix che rendono i pannelli anche idrorepellenti: ottima soluzione anche per arredo che andrà ad essere collocato all’aperto. Oltre all’MDF standard, sono ora disponibili sul mercato varie tipologie di MDF specializzate. Ad esempio, l’MDF resistente all’umidità, che è trattato per resistere meglio all’acqua e all’umidità, è ideale per l’uso in ambienti umidi come bagni e cucine.
Applicazioni del MDF in Arredamento e Falegnameria
Negli ultimi 20 anni ha preso sempre più l’utilizzo del materiale MDF per la costruzione di mobili e complementi di arredo. Si utilizza con grande successo nella realizzazione di mobili per il bagno (dai sottolavelli alle colonne per riporre prodotti) ma anche nella costruzione di cucine, camere da letto, pezzi per giardino e molto altro, in virtù della sua grande resistenza. Quindi, proprio negli ambienti più usati della casa, sfodera le sue potenzialità a vantaggio di facilità di pulizia, non permeabilità e leggerezza, senza rinunciare all’impatto estetico.
Arredare il bagno con mobili in questo materiale è quindi una scelta vincente, poiché risponde a diverse esigenze: anzitutto avremo a disposizione superfici perfettamente lisce, quindi facilmente igienizzabili e lavabili. Ciò eviterà polvere ma soprattutto muffe e ristagni di acqua che potrebbero crearsi invece su altri materiali porosi o con scanalature. Poi gli appositi trattamenti in fase di produzione dell’MDF permettono - come già spiegato - di introdurre nell’amalgama anche sostanze che rendono idrorepellenti e antifungini i pannelli da usare poi per la creazione di arredi per il bagno. Per concludere, le possibilità di personalizzazione dei colori per il proprio mobilio saranno infinite, visto che questo materiale è adatto alla verniciatura con le laccature e con qualsiasi tipologia di vernice.
L’MDF è particolarmente apprezzato per la realizzazione di pannelli, profili, cornici e componenti - diventando indispensabile sia per applicazioni residenziali che contract. Il vantaggio ulteriore è che, essendo così leggero, facile da lavorare e versatile, si presta perfettamente anche a progetti personalizzati e su misura che possono essere realizzati in falegnameria, quando per esempio si dispone di un bagno piccolo o con spazi fuori dalle misure standard.
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MDF: cos'è, caratteristiche e differenze con multistrato
Tecniche di Lavorazione del MDF
Le superfici dell’MDF legno sono molto lisce, merito della levigatura eseguita dopo la pressatura fino a ottenere una finitura simile a quella di un foglio di carta, su cui si traccia facilmente. Taglio, foratura e sagomatura dell’MDF sono semplici e puliti.
- Tracciatura: Sulle superfici lisce dell'MDF è facile tracciare.
- Rinforzo: Una giunzione d’angolo si rinforza aggiungendo all’interno dei pannelli MDF un listello che fornisce un supporto sia per la colla sia per i chiodi. L’MDF è abbastanza compatto da essere inchiodato.
- Spinatura: Le spine di legno hanno un’ottima presa anche nelle giunzioni di costa grazie alla compattezza della tessitura. Nell’utilizzo casalingo la fedele colla vinilica dà risultati eccellenti.
- Lamelli e tiranti: Le parti interne, molto robuste, permettono di bloccare i pannelli di MDF con sistemi di ancoraggio a lamelli e tiranti incassati in cave cilindriche ottenute con frese Forstner.
- Piallatura: I pannelli si piallano come se fossero legno massiccio e si ottengono superfici levigate e spigoli vivi. A seconda della compattezza dell’MDF i coltelli possono essere più o meno sollecitati, fino a perdere l’affilatura.
- Fresatura: Per fresare l’MDF occorrono avanzamenti veloci e passate poco profonde per non surriscaldare troppo la fresa. Sono da preferire utensili al widia dato che anche le migliori frese HSS hanno una durata limitata.
- Rifinitura: L’MDF legno è molto usato per costruire parti laccate lisce e lucenti. Per ottenere un risultato ottimale si deve uniformare l’assorbimento del pannello con una mano di turapori trasparente prima di passare alla decorazione finale. Una leggera carteggiatura con un tampone e carta abrasiva fine è sufficiente per livellare le fibre che sfuggono alla lama della sega lungo lo spigolo.
Sostenibilità e Prezzi del MDF
La produzione di MDF ha un impatto significativo sull’ambiente, principalmente a causa dell’uso di legno e adesivi. Tuttavia, l’industria sta facendo sforzi per ridurre questo impatto. Ad esempio, molti produttori di MDF ora utilizzano legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Negli ultimi anni, la tecnologia di produzione del MDF ha fatto passi da gigante. Nuovi adesivi ecocompatibili sono stati sviluppati, riducendo l’impatto ambientale del processo di produzione. Il riciclo del MDF è un’area che ha visto significativi progressi negli ultimi anni. Mentre in passato il MDF era difficile da riciclare a causa degli adesivi utilizzati, nuovi metodi di riciclo sono stati sviluppati che possono separare le fibre di legno dagli adesivi.
Per quanto riguarda il prezzo del legno MDF, bisogna tener conto del tipo di pannello e, in particolare, dello spessore scelto: in linea di massima si parte da un prezzo di circa 5,00 €/mq per i pannelli più sottili, da 3 mm, fino a salire a prezzi di circa 30,00 €/mq per uno spessore di 25 mm. In confronto ai pannelli di compensato, si consideri che per questo tipo di prodotto si va dai 4,50/5,00 €/mq per i pannelli di 4 mm ai circa 25,00 €/mq per quelli di 30 mm di spessore. Per avere un risultato di qualità è sempre consigliabile chiedere un preventivo ad un falegname.
Il Vetro: Funzioni, Tipologie e Specificità per Cornici
Passando al vetro, un materiale dall'eleganza intrinseca e dalle molteplici funzionalità, esploriamo il suo ruolo cruciale, soprattutto nel contesto delle cornici, ma anche come elemento di design nell'arredamento in genere.
Perché è Necessario il Vetro in una Cornice?
Il vetro svolge una funzione speciale all’interno di una cornice. Separa dall’ambiente circostante l’oggetto da incorniciare isolandolo dalle persone che lo osservano. Nella migliore delle ipotesi protegge l’oggetto/il quadro dai danni e dagli agenti fisici e chimici presenti nell’ambiente, ad esempio da urti, umidità, insetti e sporco; allo stesso tempo consente di osservare chiaramente l’opera artistica senza alterare l’autenticità dei colori. Inoltre, in assenza della pressione esercitata dal vetro sull’intera superficie del pannello posteriore, foto, stampe e disegni non potrebbero rimanere fissati all’interno della cornice. La larghezza della battuta del profilo che racchiude nella cornice vetro, quadro e pannello posteriore misura circa 0,5-0,7 cm lungo tutto il perimetro.
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Oltre a proteggere dallo sporco e dai danni, i vetri di alta qualità specifici per quadri svolgono anche altre funzioni: proteggono dai raggi UV che causano lo scolorimento del quadro nel corso del tempo, il danno più grande che ci sia per un oggetto. Inoltre, questi vetri di alta qualità riducono i fastidiosi riverberi dovuti alle fonti luminose. Per i quadri di grandi dimensioni e negli ambienti destinati al pubblico si utilizzano i vetri acrilici, leggeri e infrangibili.
I dipinti acrilici o ad olio su tela montata sopra un telaio o su pannelli di legno oppure i quadri moderni su alluminio Dibond, invece, non hanno bisogno di vetro poiché mantengono bene la loro forma (stabilità dimensionale) e la loro superficie è già abbastanza protetta. In questo caso è sufficiente una cornice vuota, senza vetro e senza pannello posteriore. A questo proposito, però, fanno eccezione i musei poiché in tal caso si tratta di opere artistiche preziose e antiche che devono essere protette soprattutto dal contatto e da eventuali danni ad opera dei visitatori.
Tipologie di Vetro per Cornici
Vetro Standard
Nella maggior parte delle cornici di norma si trova il cosiddetto vetro standard. Con questo termine si intende un vetro comune che viene impiegato non solo per uso quotidiano, ad es. per finestre, specchi e arredi, ma anche in ambito artistico e architettonico. Il vetro standard è conosciuto con diversi termini. Poiché rimanda molti riflessi viene definito anche vetro lucido. Oppure è noto come vetro per finestre o con il termine tecnico di vetro float. Il normale vetro per cornici ha uno spessore standard di 2 mm ed è la soluzione adatta per incorniciare un quadro senza particolari pretese in termini di protezione UV, resistenza alla rottura e resa cromatica fedele all’originale. Tuttavia, questo tipo di vetro presenta un peso specifico elevato (circa 5 kg al m²) e quindi appesantisce molto soprattutto le cornici di grandi dimensioni. Perciò, per cornici di dimensioni generose consigliamo i vetri acrilici o quelli sintetici.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Resistente ai graffi | Riflettente/lucido |
| Economico | Scarsa protezione anti-UV (ca. 45%) |
| Resistente alla pulizia | Peso elevato per dimensioni più grandi |
| Trasparenza elevata (85-90%) | Rischio di rottura |
| Contorni e contrasti ben definiti | |
| Resiste agli agenti atmosferici | |
| Resistenza al calore |
Vetro Verde vs. Vetro Bianco
Gli esperti distinguono i vari tipi di vetro secondo la loro base. Per le cornici si utilizza principalmente il vetro float a base di vetro verde; grazie alla tensione superficiale che si crea nel processo produttivo in un bagno liquido, questo tipo di vetro acquisisce planarità ed è privo di distorsioni, quindi possiede una qualità ottica eccellente. Il vetro float ha una leggera colorazione verde che si può notare molto bene lungo il bordo del taglio. Questa colorazione appare più evidente se il vetro è più spesso ed è dovuta alla percentuale di ossido di ferro presente nel vetro. Purtroppo questa leggera sfumatura di verde altera anche i colori del quadro e soprattutto sulle superfici bianche questo fenomeno può risultare fastidioso. Un suggerimento: per quadri che presentano in gran parte colori chiari raccomandiamo il vetro sintetico oppure il vetro museale.
Per rimediare a quest’inconveniente è disponibile il vetro bianco di alta qualità che prende questo nome dal suo processo di produzione che utilizza colori neutri. Rispetto al comune vetro standard, il vetro bianco contiene una percentuale ridotta di ossido di ferro e quindi produce un effetto bianco invece di verde. Il vetro bianco viene prodotto utilizzando una speciale sabbia di quarzo a ridotto contenuto di ossido di ferro. Il vantaggio di questo vetro è che si presenta molto più incolore rispetto al vetro verde e non influisce sulla percezione dei colori del quadro - il bianco rimane bianco e anche la riproduzione degli altri colori resta fedele all’originale. Allo stato attuale il vetro bianco presenta un’alterazione minima dei colori.
Vetro Float vs. Vetro per Macchinari Industriali
Al contrario del vetro per macchinari industriali, il vetro float è molto più pregiato e non presenta fastidiose irregolarità. Il termine “float” deriva dall’inglese (significa “galleggiare”) e fa riferimento al processo di produzione. Questo vetro viene infatti prodotto come vetro piano in un processo a scorrimento durante il quale il vetro allo stato viscoso portato a una temperatura di 1.100 °C viene continuamente colato in un bagno di stagno liquido all’interno di un nastro. Essendo più leggero, il vetro galleggia in questo bagno e si distende in maniera uniforme. Grazie alla tensione superficiale dello stagno, la superficie del vetro diventa molto liscia e omogenea, completamente priva di bolle d’aria o di altre imperfezioni. A questo punto il vetro che inizia a raffreddarsi viene prelevato dal bagno di stagno in un processo continuo e introdotto in una camera di raffreddamento che ne abbassa la temperatura. Poiché contiene ossido di ferro, il vetro assume una leggera colorazione tendente al verde. Tuttavia, oggi lo troviamo praticamente in tutte le applicazioni di uso quotidiano, quindi siamo abituati alla sua leggera sfumatura verde che non risulta affatto fastidiosa. Fatta eccezione per le cornici importate dall’Estremo Oriente, il vetro float è già diventato un prodotto standard nel settore delle cornici.
Una soluzione più economica potrebbe essere il vetro per macchinari industriali che viene laminato invece di essere sottoposto al processo di galleggiamento. In tal caso, però, viene penalizzato l’effetto ottico, poiché questo vetro presenta strutture non omogenee a forma di onde. Queste irregolarità si notano talvolta nei vecchi vetri per finestre.
Vetro Antiriflesso
I vetri antiriflesso sono sempre molto richiesti poiché offrono una soluzione a basso costo per ridurre in modo significativo i riflessi sul quadro. Questo tipo di vetri si addice molto bene alle immagini molto lucide oppure se il tuo quadro viene esposto a più fonti di luce intensa e desideri ridurre i fastidiosi riverberi che si creano. Questo vetro è consigliato anche per incorniciare testi che dovrebbero essere sempre ben leggibili, ad es. negli ambienti di lavoro. La superficie del vetro antiriflesso viene sottoposta a uno speciale processo con acidi e presenta un lato con uno strato irruvidito ultrasottile. In questo modo, la superficie resa opaca e irregolare disperde la luce incidente e riduce i riflessi diretti. Riverberi e riflessi si disperdono e quindi diventano meno fastidiosi. Per questo la superficie del vetro ha un aspetto opaco e non sembra lucida, così potrai osservare il tuo quadro senza riflessi abbaglianti. Questo vetro, però, non elimina i riflessi al 100% e mantiene una quota di riflessi residui pari a meno dell’1%. I vetri antiriflesso con trattamento opacizzante sono disponibili anche come vetri acrilici per soluzioni leggere e infrangibili.
Il vetro antiriflesso è molto più opaco e meno lucido del vetro standard. Tuttavia, la superficie con trattamento opacizzante influisce leggermente sulla brillantezza dei colori del quadro. Sotto l’aspetto visivo, l’intensità dei colori viene penalizzata anche dal trattamento opacizzante del vetro. Inoltre, il vetro antiriflesso deve sempre essere posizionato vicinissimo all’immagine poiché aumentando la distanza tra vetro e quadro l’effetto di trasparenza risulta più offuscato e più opaco. Perciò un semplice vetro antiriflesso non è adatto per le cornici con listello distanziatore o con passepartout e quindi in questi casi non viene nemmeno proposto. La migliore alternativa per queste soluzioni sono i vetri sintetici o museali con trattamento antiriflesso che, pur essendo più costosi del vetro antiriflesso con trattamento opacizzante, presentano riflessi e riverberi in misura molto ridotta. Questi vetri assicurano una maggiore brillantezza dei colori rispetto al vetro antiriflesso con trattamento opacizzante e aggiungono anche una maggiore protezione anti-UV. Un suggerimento: se proprio davanti al quadro sono presenti fonti di luce intensa, ad es. un faretto o una finestra di fronte molto esposta alla luce solare, è preferibile un vetro antiriflesso con trattamento opacizzante al posto del più pregiato vetro museale con funzione antiriflesso. Infatti, anche il vetro museale non è del tutto privo di riflessi, solo che questi sono molti di meno rispetto al vetro normale.
MDF: cos'è, caratteristiche e differenze con multistrato
Vetri Sintetici (Polistirene e Acrilico)
Con il termine generico “vetro sintetico” si intendono i vetri realizzati con materie plastiche. Spesso le caratteristiche e i vantaggi dei vetri sintetici sono ancora sottovalutate e a volte si ritiene che si tratti di soluzioni di minor valore. Tuttavia, quest’idea non rende ragione a molti vetri sintetici, sebbene si tratti di una categoria di prodotti che presentano enormi differenze in termini di qualità. Partendo dal sottile polistirene di minor valore si arriva ai vetri acrilici molto pregiati e con caratteristiche di conservazione.
Tra i vetri sintetici maggiormente utilizzati per le cornici troviamo le lastre di polistirene e di vetro acrilico. Il polistirene e l’acrilico sono due materiali sintetici termoplastici che nel processo di indurimento acquisiscono una struttura trasparente e in parte cristallina. Le principali differenze tra questi due materiali sintetici, polistirene e acrilico, riguardano in particolare la protezione dai raggi UV, la resistenza agli agenti atmosferici e alle sostanze chimiche aggressive, la resistenza alla rottura e agli urti oppure la capacità di tollerare grandi sbalzi di temperatura.
Rispetto al vetro vero e proprio, il vetro sintetico presenta il vantaggio fondamentale di essere infrangibile. Se per caso il quadro si stacca dalla parete o se i bambini colpiscono la cornice con una palla, sarai contento di aver scelto una cornice con lastra di vetro sintetico. Per questo motivo il vetro sintetico a volte è obbligatorio nelle cornici da esporre in ambienti destinati al pubblico, in modo da ridurre al minimo il rischio di lesioni. Inoltre, se per caso il vetro si rompe, frammenti e schegge raramente danneggiano il quadro. Grazie al vetro sintetico si evitano anche gli inutili danni da trasporto durante la spedizione delle cornici, poiché aumentando le dimensioni aumenta anche il rischio di rottura del vetro. Molto spesso, quindi, le cornici di grandi dimensioni proposte online prevedono soltanto l’opzione con vetro sintetico, infrangibile e leggero. Il peso del vetro sintetico, molto ridotto rispetto al vetro vero e proprio, è un altro vantaggio di questo prodotto, soprattutto per le cornici di grandi dimensioni. Nel formato DIN A0, per esempio, solo la lastra di vetro pesa circa 5 kg. Le cornici di grande formato con vero vetro, quindi, sono poco maneggevoli e abbastanza pesanti. Perciò, anche quando vengono fissate alla parete è necessario bloccarle e assicurarle molto bene, per evitare che si stacchino inavvertitamente e, nel peggiore dei casi, qualcuno si ferisca. Anche per questo motivo, negli ambienti destinati al pubblico e negli asili nido si preferisce utilizzare il vetro sintetico leggero e infrangibile.
Polistirene
Il polistirene è un polimero termoplastico amorfo che viene ricavato dalla polimerizzazione dello stirene. Si tratta di uno dei primi materiali sintetici in ordine di tempo, prodotto per la prima volta nel diciannovesimo secolo. La maggior parte delle persone conoscerà questo materiale sotto un’altra forma, il noto Styropor. Tuttavia, il polistirene è anche noto comunemente come vetro per il fai da te poiché può essere lavorato facilmente e si presta senza problemi ad essere verniciato, incollato, stampato e punzonato. In questi anni anche molte aziende che producono cornici utilizzano il polistirene come semplice soluzione per il vetro, poiché se in buone condizioni è un vetro sintetico robusto e affidabile. Tuttavia, le semplici lastre di polistirene non sono resistenti ai raggi UV e tendono a ingiallire per effetto dei raggi del sole. Il fenomeno dell’ingiallimento si presenta già nei primi anni, soprattutto nelle lastre di...
Protezione Anti-UV nel Vetro per Quadri
I vetri di alta qualità specifici per quadri svolgono anche altre funzioni: proteggono dai raggi UV che causano lo scolorimento del quadro nel corso del tempo, il danno più grande che ci sia per un oggetto. Per quanto riguarda effetto finale, qualità e caratteristiche di conservazione, le differenze che presentano i vetri per quadri sono tante, così come i prezzi che potresti pagare. Vale la pena di investire in una cornice con vetro museale oppure è sufficiente un vetro standard? Un consiglio per gli acquisti è il vetro UV 70. Anche i vetri sintetici o museali con trattamento antiriflesso aggiungono una maggiore protezione anti-UV.