Protezione Respiratoria e Maschere DPI: Lavorare in Sicurezza con Legno e MDF

I dispositivi di protezione individuale (DPI) sono, secondo l’articolo 74 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico), ‘qualsiasi apparecchiatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo’. Possiamo fare riferimento anche alla definizione dei DPI presente nel Regolamento UE 2016/425: dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza; componenti intercambiabili dei dispositivi di cui alla lettera a), essenziali per la loro funzione protettiva; sistemi di collegamento per i dispositivi di cui alla lettera a) che non sono tenuti o indossati da una persona, che sono progettati per collegare tali dispositivi a un dispositivo esterno o a un punto di ancoraggio sicuro, che non sono progettati per essere collegati in modo fisso e che non richiedono fissaggio prima dell'uso.

Per aumentare la conoscenza dei DPI utilizzati nei luoghi di lavoro per la salvaguardia da rischi gravi e mortali, ci soffermiamo oggi su alcuni dispositivi per la protezione vie respiratorie, le maschere filtranti. A proposito degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR) si ricorda che l’Allegato VIII del Testo Unico fa riferimento alle maschere respiratorie: ‘i lavoratori esposti a specifici rischi di inalazioni pericolose di gas, polveri o fumi nocivi devono avere a disposizione maschere respiratorie o altri dispositivi idonei, da conservarsi in luogo adatto facilmente accessibile e noto ai lavoratori’.

Valutazione dei Rischi e Scelta del Dispositivo Corretto

Assicuratevi sempre che il vostro dispositivo di protezione delle vie respiratorie (RPE) sia compatibile e fornisca il livello di protezione corretto per il compito da svolgere. Per individuare il dispositivo corretto è essenziale considerare il tipo di agente presente nell’ambiente, la durata dell’esposizione, l’impatto sull’operatività e la conformità alle norme tecniche applicabili.

Durante lo svolgimento di attività come la molatura, il taglio o la foratura di legno duro e tenero, è necessario un filtro P3 per proteggere dalle polveri sottili di legno. Secondo il documento WIS14 dell'Health and Safety Executive (HSE) del Regno Unito, questo tipo di lavoro richiede un livello di protezione pari a APF20 (fattore di protezione assegnato 20). Questo livello di protezione garantisce un'efficace riduzione del rischio di inalazione di polveri sospese nell'aria.

Quando si lavora con pannelli in fibra a media densità (MDF), è necessaria una protezione aggiuntiva. L'MDF è composto da particelle di legno riciclato legate con adesivi, solventi e leganti, il tutto compresso ad alta temperatura e pressione. Quando si taglia o si modella l'MDF con utensili elettrici, non solo si rilascia polvere fine, ma possono anche essere emessi vapori e gas provenienti dagli adesivi e dai leganti.

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Classificazione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale è fondamentale. Il Regolamento UE 2016/425 classifica i DPI in categorie. Il documento Maschere filtranti per inquinanti volatili, a cura di Paolo Sacco, affronta la normativa di riferimento e la classificazione delle maschere filtranti. Si segnala che per il D.Lgs. 475/1992 sono DPI di III categoria i DPI di progettazione complessa ‘destinati a salvaguardare dai rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente. Si deve presupporre che la persona che usa il D.P.I. non abbia la possibilità di percepire tempestivamente la verificazione istantanea di effetti lesivi’.

E ‘rientrano esclusivamente nella terza categoria: gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici; gli apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli destinati all'immersione subacquea; i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti; i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non inferiore a 100° C, con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione; i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non superiore a -50° C; i DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto; i DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongano a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche.

Mentre per il Regolamento europeo 2016/425 i DPI di III categoria sono DPI “destinati a proteggere esclusivamente dai rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili” con riguardo a quanto segue: sostanze e miscele pericolose per la salute; atmosfere con carenza di ossigeno; agenti biologici nocivi; radiazioni ionizzanti; ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell'aria di almeno 100 °C; ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell'aria di - 50 °C o inferiore; cadute dall'alto; scosse elettriche e lavoro sotto tensione; annegamento; tagli da seghe a catena portatili; getti ad alta pressione; ferite da proiettile o da coltello; rumore nocivo.

Tipologie di Maschere e Facciali Filtranti

Le FFP (Filtering Face Piece) sono generalmente monouso e filtrano solo il particolato (polveri, aerosol, fumi e nebbie). La norma EN149 distingue inoltre due sigle importanti: NR e R.

Chiariamo dunque la differenza che c’è tra i vari tipi di mascherine che invece rientrano nella categoria DPI, essendo questi dispositivi di protezione delle vie respiratorie, (come disposto dalla norma UNI EN 149:2009). Le mascherine FFP1 hanno una capacità filtrante di almeno l’80% e vengono di solito utilizzate per proteggere l’operatore in ambienti polverosi e con particelle in sospensione. Le mascherine FFP2 hanno una capacità filtrante di almeno il 94% delle particelle sospese in area. Le mascherine FFP3 hanno una capacità filtrante di almeno il 99% delle particelle tossiche sospese in aria.

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Alcune mascherine possono essere dotate anche di una valvola, il cui scopo è semplicemente quello di evitare la formazione di condensa all’interno del dispositivo, favorendo così il comfort d’utilizzo.

In particolare un facciale filtrante “purifica l’aria mediante filtrazione”. È “da usare in ambienti aperti se si conosce natura e concentrazione degli inquinanti”. Ma non è da usare se l’ossigeno è inferiore al 17%.

Mentre i respiratori “forniscono aria o gas (es. ossigeno) da sorgenti non contaminate”. E, ad esempio devono essere usati se: “le concentrazioni sono troppo elevate; gli inquinanti sono immediatamente pericolosi per la vita; si opera in ambienti confinati”.

Si ricordano poi alcuni tipi di facciali filtranti:

  • Semimaschere senza valvole di inspirazione e con filtri separabili (EN 1827);
  • Semimaschere e quarti di maschera (se non copre il mento) (EN 140);
  • Semimaschere filtranti costruite interamente o prevalentemente di materiale filtrante (EN 149);
  • Semimaschere filtranti, con valvole di inspirazione ed espirazione, in cui il filtro antigas è parte inseparabile del dispositivo, mentre i filtri antipolvere possono essere sostituiti (EN 405);
  • Maschere intere (pieno facciale) che coprono tutto il volto (EN 136).

Respiratori a Filtro: Varietà e Funzionamento

Con la seguente galleria di immagini vi forniamo una panoramica dei diversi tipi di respiratori a filtro, cioè gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie dipendenti dall'aria esterna. Questi filtrano le sostanze nocive dall'aria esterna che affluisce, eliminando ogni minaccia per la salute.

Maschere intere e semimaschere

Le maschere intere coprono integralmente il viso, proteggendo anche gli occhi. Questo modello è dotato di due filtri intercambiabili.

Le semimaschere coprono naso, bocca e mento. Esistono versioni con filtri intercambiabili, come questo tipo, o con un filtro fisso integrato. Una semimaschera con valvola e una senza. Entrambe sono monouso.

Respiratori a ventilazione assistita

Un apparecchio con elettroventilatore integrato aspira l'aria ambiente attraverso un filtro intercambiabile e la convoglia pulita all'utilizzatore mediante il cappuccio. Gli apparecchi con cappuccio esistono anche nella versione con maschera. Con un respiratore a ventilazione assistita con cappuccio respirare è più semplice che con la maschera intera o la semimaschera.

Respiratori a presa d'aria esterna

I respiratori a presa d'aria esterna si utilizzano quando la prestazione di un dispositivo di protezione delle vie respiratorie con filtro non è sufficiente. Funzionano indipendentemente dall'atmosfera ambiente. L'aria non inquinata viene prelevata dall'esterno e convogliata al facciale con dei tubi, sotto forma di aria compressa oppure per azione respiratoria. Dato che la lunghezza dei tubi è limitata, gli utilizzatori sono obbligati a muoversi entro un determinato spazio. Maschera intera con tubo che apporta aria fresca.

Autorespiratori

Negli autorespiratori a circuito aperto la riserva di aria viene apportata da bombole di aria compressa. Negli autorespiratori a circuito chiuso l'aria espirata viene liberata dall'anidride carbonica e arricchita di ossigeno per essere riutilizzata. Entrambi questi dispositivi sono usati come protezione individuale solo in casi speciali.

Efficienza, Uso Corretto e Durata dei Filtri

Ogni tipo di dispositivo di protezione è stato concepito per una determinata applicazione. Nei respiratori a filtro il tipo di filtro dipende dalle sostanze nocive. I filtri antigas sono dotati di filtri a carbone attivo. La classe del filtro fornisce indicazioni sulla sua efficacia. In altre parole: indica la capacità di assorbimento o di eliminazione. Considerate che una maggiore efficienza filtrante di norma comporta anche una maggiore resistenza respiratoria.

Una volta individuato e acquistato l'apparecchio di protezione delle vie respiratorie più adeguato, è fondamentale farne un uso corretto. La durata d'uso dei filtri antigas e dei filtri combinati è limitata. I filtri antigas non devono mai essere utilizzati con sostanze inodori perché non si è in grado di determinare il grado di saturazione del filtro. Tenete presente che l'umidità può pregiudicare la protezione fornita dai filtri. Questo vale soprattutto per i filtri antigas di tipo A, che assorbono i vapori dei composti organici con punto di ebollizione inferiore a 65 °C. Da alcuni gas non ci si può proteggere efficacemente con un filtro. Fornite queste importanti informazioni ai vostri collaboratori.

L’efficienza filtrante “è virtualmente 100% per tutti i filtri (finché durano!)” e che l’efficienza dell’APVR “dipende dalla tenuta della maschera”.

E riguardo all’efficienza: “controllare sempre l'integrità del respiratore; barba, baffi o cattive rasature possono pregiudicare la tenuta sul viso del respiratore; attenzione a catenine, piercing, auricolari, lenti a contatto, occhiali non appositamente studiati, etc; mai indossare o togliere l’APVR in atmosfera inquinata”.

Inoltre: “sostituire immediatamente il filtro se si avverte l’odore della sostanza e la tenuta del facciale è buona; attenzione ai gas per i quali la soglia olfattiva è superiore alla concentrazione pericolosa; attenzione ai lavoratori che non hanno un buon olfatto; se si tratta di una miscela di inquinanti la durata del filtro diminuisce”.

Normative e Standard di Riferimento

Solo i filtri conformi alle norme europee offrono una protezione affidabile. Le norme tecniche sono essenziali per garantire la sicurezza.

Questa è una breve tabella relativa alle classi dei filtri (la capacità è “indice della quantità di contaminante assorbito, cioè della durata del filtro):

Classe FFP Capacità Filtrante Minima Utilizzo Principale
FFP1 Almeno 80% Ambienti polverosi, particelle in sospensione
FFP2 Almeno 94% Particelle sospese in aria (es. aerosol, fumi)
FFP3 Almeno 99% Particelle tossiche sospese in aria, agenti biologici

Come indossare i dispositivi di protezione individuale

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