Guida alla scelta del mandrino portafrese per fresatrice Makita

La fresatrice è un elettroutensile spesso guardato con sospetto dai dilettanti, mentre costituisce una risorsa fondamentale per i professionisti, che ne possiedono più di un modello per effettuare appieno le diverse lavorazioni possibili. Tecnicamente ha una costruzione piuttosto semplice: un motore universale a spazzole ha il compito di ruotare velocemente sul suo asse per permettere l’utilizzo di un utensile sagomato montato solidalmente per mezzo di un mandrino a pinze elastiche. Il gruppo motore scorre verso il materiale da lavorare tramite due colonne montate su di una base di appoggio: una o più molle nelle colonne hanno il compito di richiamare verso l’alto la testa ruotante per garantire la sicurezza di lavoro.

La potenza del motore varia da 600 a 2300 watt, così come la corsa di lavoro (dai 35 agli 80 mm). In dotazione viene inclusa una guida parallela per permettere lavorazioni guidate e, spesso, pinze di più dimensioni per poter utilizzare frese con più tipi di attacco. In base alla potenza ed al peso una fresatrice può essere adatta all’uso a mano libera oppure come motore da fresatura montato al di sotto di un banco, come fosse una piccola toupie.

Scelta del mandrino a pinza e sicurezza nell'uso delle frese

La selezione del mandrino è fondamentale perché spesso definisce le limitazioni in termini di efficienza di taglio. Non è automatico capire quale interfaccia sia meglio - dipende dai componenti da lavorare e dalle operazioni da eseguire. In Italia ed in Europa gli attacchi delle frese sono cilindrici da mm 6, 8 e 12; in Inghilterra e negli Stati Uniti vengono invece utilizzati attacchi in pollici da un quarto (mm. 6,35) e mezzo pollice (mm. 12,7). Per ogni misura serve un porta frese della misura corrispondente.

Per motivi di sicurezza ogni fresa deve essere utilizzata soltanto con la pinza adatta al diametro dell’attacco: usare una fresa da 6 mm su di una pinza da ¼ comporta la certezza di avere il rilascio di una fresa tagliente che ruota a 20000 giri sul banco.

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Accessori e compatibilità per i modelli Makita

Gli accessori per rifilatori e fresatrici sono fondamentali per ampliare le possibilità operative degli utensili e ottenere risultati accurati nelle lavorazioni su legno e materiali affini. L’utilizzo degli accessori corretti consente di migliorare la precisione del taglio, la stabilità dell’utensile e la qualità della finitura. Questa categoria raccoglie componenti pensati per l’uso professionale, progettati per garantire affidabilità, compatibilità e prestazioni costanti anche in lavorazioni impegnative.

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Un esempio classico è l'arresto parallelo con regolazione fine per pantografi Makita top e multifunzione. Per la fresatura di un pezzo con bordi dritti, questo arresto parallelo viene fornito con aste da 8 e 12 mm:

  • Le aste da 8 mm sono adatte per fresatrici con fori alla base di barre da 8 mm con interasse di 85 mm.
  • Le aste da 12 mm sono adatte per fresatrici con fori alla base di barre da 12 mm con interasse di 115 mm.

Questo sistema di guide e accessori è adatto per i seguenti modelli Makita:

  • 3600B, 3600BR e 3600NBR
  • 3612 e 3612C
  • 3620 e M3601
  • RP0900, RP0910 e RP1110C
  • RP1800F e RP2300FC
  • Adatto anche per la fresatrice combinata RT0700C e la fresatrice combinata a batteria DRT50

Analisi tecnica delle interfacce dei mandrini e sistemi di accoppiamento

Quando non impegnata in lavorazione, l'interfaccia del mandrino deve essere facilmente intercambiabile ma, quando in lavorazione, è vitale che il congiungimento tra mandrino e accoppiamento sia solido, anche se le forze di taglio fanno del loro meglio per interrompere questa interfaccia. La trasmissione del momento torcente durante le operazioni con grandi diametri è un aspetto particolarmente sensibile.

L'interfaccia del mandrino si è evoluta insieme alle macchine. La prima e ben conosciuta interfaccia è stata il cono Morse (CM o MK), sviluppato per la foratura già nel 1868. Nei trapani fresa devi montare un mandrino porta frese che di suo ha il foro filettato per il tirante. Se non fosse "fissato" con il tirante, ovvero dei bulloni che lo tengano nel cono, si staccherebbe per effetto delle vibrazioni.

Successivamente, è stato introdotto il cono ad elevata rastrematura 7/24, detto anche cono ISO (1927). Il problema del cono ad elevata rastrematura è la rigidità alla flessione e la capacità in termini di giri al minuto, a causa della bassa forza di bloccaggio e della mancanza di contatto su faccia con il naso del mandrino. Per i coni ad elevata rastrematura, l'angolo del cono è sempre lo stesso; ciò che può variare sono la scanalatura di presa e il filetto del perno di trazione.

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La tabella seguente illustra le caratteristiche dei principali accoppiamenti e la loro evoluzione tecnologica:

Tipo di Interfaccia Caratteristiche di Fissaggio Stabilità e Applicazioni
Cono Morse (CM / MK) Richiede un tirante filettato per evitare il distacco causato dalle vibrazioni durante la fresatura. Adatto principalmente per trapani a colonna e lavorazioni leggere a bassa velocità.
Cono ISO (7/24) Bassa forza di bloccaggio e mancanza di contatto su faccia con il naso del mandrino. Rigidità limitata alla flessione e limitazione nei giri al minuto.
BIG-PLUS® Strette tolleranze del contatto cono-faccia che aumentano la rigidità alla flessione. Sviluppato per centri di lavoro; compatibile con coni tradizionali ad elevata rastrematura (ma non consigliato da mischiare).
HSK (DIN 69893) Contatto a flangia e bloccaggio a segmenti del cono a stelo cavo. Elimina il bisogno dei perni di trazione. Ottima stabilità per la maggioranza delle applicazioni rotanti. Disponibile in varianti come Tipo C, Tipo D e Tipo T.
Coromant Capto® (ISO 26623) Poligono conico con contatto cono-faccia. Elimina la necessità di chiavette di trascinamento. Forza di bloccaggio e resistenza al momento torcente nettamente superiori (es. modello C6 rispetto a HSK-A 63).

Il bloccaggio a segmenti interno utilizzato per i coni a stelo cavo (HSK e Coromant Capto®) garantisce una forza di bloccaggio maggiore di quella che può fornire il perno di trazione sul cono ad elevata rastrematura. Inoltre, la dimensione dell'accoppiamento incide direttamente sulla rigidità alla flessione e sul regime massimo di rotazione.

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