Il Vischio: Storia, Biologia, Simbolismo e Gestione

Il periodo natalizio è ricco di simboli legati alla natura che ci ricordano le festività, e tra questi, il vischio è indubbiamente uno dei più iconici. Una pianta meravigliosa dai rami verdi con piccole bacche rotonde, è facile imbattersi nel vischio durante le feste: sulle porte, sulle finestre o nei salotti, è in grado di creare una magica atmosfera natalizia. Da sempre, il vischio è uno dei simboli indiscussi del Natale e su questa pianta sono nate tantissime leggende, come quella famosa del “bacio”.

In molti identificano il vischio come il vegetale prediletto sotto cui baciarsi, per poter gioire di fortuna e prosperità. Il bacio sotto il vischio, infatti, è un'usanza ben nota e diffusa in molti paesi europei oltre che in America. Ma perché il vischio è legato alla fortuna e quali sono le radici di queste credenze?

Il Vischio: Un Semiparassita Affascinante

Il vischio è un arbusto semiparassita che nasce spontaneamente nei boschi d’Europa e d’America. Si sviluppa spesso su querce e meli, ha una forma cespugliosa, con rami sempreverdi e fiori riuniti in fascette e bacche globose. Le sue bacche sono cariche di liquido vischioso ed è proprio da questa caratteristica che deriva il suo nome.

Oltre al suo ruolo nelle feste di fine anno, il vischio è degno di interesse per alcune caratteristiche che lo rendono una pianta particolare. Innanzitutto, questo piccolo arbusto cresce fissandosi obbligatoriamente su altre piante e - dal punto di vista forestale - è dunque considerato un parassita. La definizione, però, è imprecisa. In realtà, si tratta di una specie semiparassita o emiparassita, condizione che la rende molto più simile a un ramo dell’albero ospite che a un organismo invasivo. Infatti, il vischio preleva acqua e sali minerali dalla specie che lo accoglie, ma non gli sottrae zuccheri perché è dotato di clorofilla ed effettua in proprio la fotosintesi, quindi produce autonomamente le sostanze nutritive necessarie alla crescita.

Questo equilibrio spiega perché, nella maggior parte dei casi, la presenza del vischio non compromette la salute dell’albero, a patto che la colonizzazione rimanga limitata a uno-due cespi per esemplare ospite. Malgrado il suo comportamento parassita, in rari casi la presenza del vischio uccide la pianta ospite, anche perché ha bisogno di lei per sopravvivere. Un attacco di vischio può avere tuttavia varie conseguenze in un albero: un attacco massiccio può ad esempio rallentare la crescita dell’albero parassitato oppure, unitamente ad altri fattori, può condurre al deperimento di certi alberi.

Leggi anche: Makita JR3050T: La Nostra Opinione

Come si sviluppa e si propaga il Vischio

Il vischio, Viscum album, è una pianta perenne sempreverde. Il suo seme non può essere seminato a terra; anzi, se un seme finisce per terra muore. Il seme del Vischio deve cadere tra gli interstizi della corteccia di un ramo per poter germogliare; si tratta infatti di una pianta epifita. Per propagarsi, il Vischio produce in primavera tanti piccoli fiori gialli che in autunno si trasformano in bacche biancastre, gelatinose e contenenti un seme. Le bacche, tossiche per l’uomo, sono invece molto gradite dagli uccellini selvatici, che se ne cibano in quantità.

La semina del vischio è affascinante in quanto rispecchia ciò che avviene in natura. I semi del vischio, uno per ciascuna bacca, sono avvolti da una mucillagine molto appiccicosa. Dopo aver ingerito le bacche intere o spolpate, gli uccelli si puliscono il becco sui rami degli alberi, lasciando i semi avvolti in una sostanza vischiosa che aderisce perfettamente alla corteccia. Inoltre, anche dopo la digestione dei volatili, i semi espulsi risultano appiccicosi e si attaccano alla corteccia, rimanendovi abbastanza a lungo per germinare.

Con la germogliazione, dal seme fuoriesce un piccolo fusticino verde che, invece di crescere in direzione della luce, si ritorce verso la corteccia della pianta ospite e col tempo sviluppa una struttura particolare chiamata austorio, cioè l’organo attraverso il quale il giovane vischio entrerà in contatto con i tessuti conduttori della pianta ospite per prelevare acqua, sali minerali e composti organici dalla pianta ospite.

RIPRODURRE LA VITE PER TALEA, como reproducir el tornillo para talea, multiply the vine by cutting

Tipologie di Vischio e Alberi Ospiti

Non esiste una sola specie di vischio al mondo, ma diverse. Il genere Viscum conta infatti una settantina di specie: circa quaranta vivono in Africa e una trentina sono distribuite tra Europa, Asia e Australia. In Europa si conoscono due specie: il Viscum album (vischio comune) e il Viscum cruciatum (vischio a bacca rossa). Il vischio a bacca rossa è presente nel bacino del Mediterraneo, mentre in Svizzera è presente solo il vischio bianco, che si divide in sottospecie in base al tipo di pianta su cui cresce (latifoglie o conifere).

Il vischio comune è una pianta sempreverde, perenne e che cresce a forma di cespuglio riconoscibile dalle foglie piuttosto coriacee e le bacche di colore bianco. Ad esempio, il vischio delle latifoglie, sottospecie del vischio bianco (Viscum album), preferisce alberi decidui come betulla, tiglio, acero o melo. Così, quando gli alberi decidui hanno gradualmente perso le foglie in autunno, il vischio di latifoglie difficilmente può essere trascurato: come piccoli nidi rotondi si siedono sulle cime degli alberi e ci guardano nel loro fogliame sempreverde.

Leggi anche: Scegliere la Serratura a Sovrapposizione Giusta

La quercia, che si dice abbia giocato un ruolo particolarmente importante per Celti e Teutoni, viene attaccata molto raramente dal vischio bianco. Qui è più probabile si trovi il vischio di quercia, un semiparassita verde estivo specializzato in querce come la quercia inglese, la quercia rossa o la quercia sessile. Il vischio della quercia, tuttavia, appartiene a una famiglia diversa rispetto al vischio bianco.

Specie di Vischio Alberi Ospiti Preferiti Caratteristiche Distintive Distribuzione Geografica
Viscum album (Vischio Comune) Meli, Tigli, Pioppi, Aceri, Salici, Sorbi, Abete bianco, Pino silvestre, Ontani, Robinie, Peri. Raramente Querce. Foglie coriacee, bacche bianche. Sempreverde, perenne. Europa, Asia, Australia (sottospecie diverse)
Viscum cruciatum (Vischio a bacca rossa) Non specificato oltre la regione Bacche rosse Bacino del Mediterraneo
Vischio di Quercia Quercia inglese, Quercia rossa, Quercia sessile Specializzato su Querce, famiglia diversa da Viscum album Non specificato (associato alle querce in Europa/America)

Il Vischio tra Leggenda e Storia: Simbolo Divino e Portafortuna

La storia del vischio è antica. Si dice che gli antenati della famiglia del vischio siano esistiti milioni di anni fa durante il periodo Cretaceo, quando i dinosauri erano ancora sulla terra. Circa 25 milioni di anni fa, gli uccelli svolgevano un ruolo fondamentale nel trasporto dei semi, ruolo che continuano ad avere ancora oggi. Probabilmente uno dei motivi delle storie e dei costumi mistici che si intrecciano attorno al vischio risiede nel suo strano aspetto, crescendo "tra il cielo e la terra".

Il Sacro Vischio dei Celti e dei Teutoni

Per i Teutoni, Greci e Celti, il vischio era una sorta di simbolo divino. Il naturalista romano Plinio il Vecchio scrisse dei Celti intorno al 77 d.C.: “Niente è più sacro per i druidi - come chiamano i loro maghi - del vischio e dell'albero su cui cresce, purché si tratti di una quercia. […] Significa davvero che tutto ciò che cresce su quegli alberi è inviato dal cielo ed è un marchio dell'albero scelto dal dio stesso.”

I Druidi celti celebravano la vigilia di mezza estate, che iniziava con il rituale del taglio di una pianta di vischio da una quercia utilizzando una falce d’oro. Secondo la tradizione, il vischio poteva essere tagliato con una falce d'oro solo il sesto giorno dopo il pieno di luna. Questa usanza è stata romanzata nelle avventure di Asterix e Obelix, in cui il Druido Panoramix raccoglie il vischio, ingrediente chiave per la preparazione della celebre pozione magica che conferisce ai Galli forti poteri. Effettivamente, i Druidi attribuivano la massima sacralità al vischio e al suo ospitante, la quercia, tanto da permetterne la raccolta (per scopi medicinali, dato che lo chiamavano “ciò che guarisce tutto”) solo in base a un rigoroso cerimoniale. Il sacerdote vestito di bianco saliva sull’albero e recideva i rametti con un falcetto d’oro, facendoli cadere su di un panno candido.

Il Vischio come Pianta Protettiva nel Medioevo

Il vischio era molto diffuso anche nel Medioevo. Era usato principalmente come pianta protettiva contro spiriti maligni, demoni e streghe. Veniva indossato come amuleto al collo, attaccato alla struttura del tetto o appeso agli ingressi delle stalle e alle porte di casa, come facciamo ancora oggi a Natale e Capodanno.

Leggi anche: Seghetto Alternativo: Guida Completa

Dal Medioevo in poi, il vischio ha avuto un ruolo centrale nella cultura popolare e nella medicina tradizionale dell’epoca. Veniva raccolto e legato in fasci con la funzione di allontanare gli spiriti maligni e per favorire i sogni profetici. Inoltre, era considerato una cura per tutta una serie di problemi di salute.

Il Vischio come Simbolo d'Amore e la Tradizione del Bacio

Nonostante non crediamo più nelle streghe malvagie, il vischio svolge ancora un ruolo come portafortuna dell'amore, un significato che potrebbe avere la sua origine nella mitologia norrena. Il vischio ha un tragico ruolo chiave nella mitologia norrena, segnando l'inizio della caduta del regno di Asgard. Frigga, dea dell'amore e madre del dio sole Balder, è preoccupata a seguito di un sogno in cui è preannunciata la morte del figlio. Solo dopo la caduta del vecchio mondo, da cui ne emerge uno nuovo, Balder fa ritorno dal regno dei morti e Frigga, felice di rivedere il figlio, bacia tutti quelli che si trovano sotto l'albero con il vischio.

Le origini della tradizione del bacio sotto il vischio non sono del tutto sicure. Diverse saghe e leggende hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo sviluppo. La tradizione natalizia divenne particolarmente importante anche durante il periodo vittoriano, quando il rigido galateo rendeva difficile per le giovani coppie avvicinarsi e scambiarsi effusioni. Il vischio è apparso quindi a molti come una gradita occasione per conoscersi meglio senza essere giudicati per questo dalla società.

Secondo l'usanza, soprattutto nei paesi anglosassoni, era importante appendere un vischio con più bacche possibili: dopo ogni bacio doveva essere raccolta una bacca e se non ne rimanevano, il bacio doveva interrompersi. Ancora oggi in molti paesi del mondo c'è la tradizione di baciarsi sotto un vischio a Natale o Capodanno. In Scandinavia, ad esempio, il bacio sotto il vischio attribuisce alla coppia amore eterno, ma solo se l'usanza si verifica a Natale, la festa dell'amore. Non rinunciate mai a un bacio sotto il vischio nella sera di San Silvestro? Quel bacio vi augura di non separarvi mai dal vostro partner, proprio come è impossibile separare il vischio dal ramo su cui nasce, se non con la forza, ossia tagliandolo alla base con il coltello.

Altre Tradizioni legate al Vischio

Oltre al bacio sotto il vischio, ci sono molte altre tradizioni legate al vischio e all'amore. Si dice che un vischio che giace sotto il cuscino a Capodanno porti i sogni del suo futuro marito alla ragazza addormentata. In Francia ci si bacia tra parenti e cari amici quando ci si incontra sotto un vischio. Il vischio svolge anche un ruolo importante come simbolo di fertilità nelle antiche usanze nuziali.

Il Vischio nel Giardino: Coltivazione e Gestione

Alcuni amano il vischio, altri lo odiano. Anche se la bellezza del vischio e il suo aspetto inusuale sono ottimi motivi per coltivarlo per la decorazione invernale, bisogna considerare che può comunque portare a problemi per il tuo giardino. Le sue ramificazioni, visibili da lontano, risaltano come isole di vita sospese, nel momento dell’anno in cui la natura appare immobile. Proprio per questo, fin dall’antichità la pianta è stata associata a simboli di rinascita, protezione e buon auspicio.

Tuttavia, i semiparassiti sferici e sempreverdi danneggiano gli alberi estraendo acqua e sostanze nutritive dai loro ospiti. Per questo non è consigliabile coltivare il vischio in giardino, né è un buon segnale trovarlo su qualche albero di proprietà. Sottrae all'albero acqua e sostanze nutritive, soprattutto composti organici azotati, e può quindi portare alla progressiva senescenza dell'albero, a seconda del numero, delle dimensioni e dell'età del vischio. Il vischio, inoltre, sposta le foglie dell'albero, riducendo così le sue prestazioni di fotosintesi. Non bisogna sottovalutare il peso delle palle di vischio più grandi, che possono raggiungere facilmente diversi chilogrammi. Gli alberi che sono già sotto stress a causa della loro posizione, per esempio a causa della siccità o della forte luce solare, sono particolarmente colpiti. Il vischio è una pianta amante del calore e della luce che preferisce svilupparsi nel terzo superiore della chioma, di solito su alberi vecchi, che sovrastano gli alberi giovani e sono favoriti dagli uccelli.

Coltivare il Vischio nel Proprio Giardino

Se non hai un vischio nel tuo giardino, ma vorresti piantarlo, la semina del vischio è l’aspetto più affascinante della sua coltivazione ed è l'unica vera operazione da eseguire. Dobbiamo rispecchiare ciò che avviene in natura. Se volete cimentarvi nella coltivazione del Vischio, potete tentare di ripetere quanto avviene in natura. Conserviamo le ghirlande di vischio natalizie in balcone o in un luogo fresco fino al passaggio del gelo. Quindi, da fine gennaio a fine marzo, prendiamo le bacche e schiacciamole bene sulla corteccia della pianta scelta, strofinandole più volte con le dita.

Non tutti gli alberi sono adatti a ospitare il vischio e la scelta della pianta giusta è un passaggio fondamentale per tentare la coltivazione. Il vischio comune predilige alberi decidui, in primis meli, tigli, pioppi, aceri, salici, sorbi, querce e robinie. Più raramente può attecchire su susini, albicocchi e biancospini, mentre è del tutto inutile provare la sua semina sui platani e altre essenze comuni nei giardini. Alcune varietà di vischio crescono anche sulle conifere. Dobbiamo identificare per tempo i fusti degli alberi più robusti e più alti, in posizione assolata, e poi procedere durante una giornata asciutta.

Non mettiamo i semi del vischio sui tronchi, dove la corteccia è troppo spessa e corrugata per essere penetrata dalla giovane pianticella. Collochiamoli, invece, su branche robuste di circa 5 centimetri di spessore, meglio se orizzontali, la cui corteccia è ancora liscia e sottile. È bene abbondare con i semi, per aumentare le probabilità di successo e per ottenere sia piante maschio, sia femmina (le uniche a produrre bacche). Evitiamo di procedere durante le settimane piovose, per essere certi che la "colla" si asciughi nel giro di poche ore e fissi il seme all'albero. Mai incidere la corteccia dell'albero per infilarci i semi oppure potare il ramo a monte, come talvolta viene suggerito.

Dopo la semina, basta armarsi di pazienza, perché la germinazione è molto lenta e i primi segni di attecchimento possono richiedere mesi. Nei primi tre anni di vita la pianta cresce molto lentamente, poi i suoi rami iniziano ad allungarsi più velocemente, man mano che le foglie fotosintetizzano. Le cure richieste dal vischio sono nulle, ma dovremo far attenzione a mantenere in salute la pianta ospite, intervenendo con abbondanti annaffiature di soccorso durante i mesi particolarmente siccitosi. Possono essere necessari alcuni anni prima che il vischio formi rami più lunghi con le famose bacche bianche.

Oltre a identificare la specie giusta su cui collocarlo, tuttavia, dobbiamo preferire un esemplare di supporto grande e robusto, perché un cespuglio di vischio può raggiungere con il tempo il metro di diametro, diventando pesante. Molti i cultori, tanto che in Inghilterra è stato messo a punto un vero e proprio portale web dedicato agli appassionati di questa specie.

Rimozione e Controllo del Vischio

Per evitare che il vischio si diffonda su vaste aree e danneggi vecchi alberi di valore, è meglio sfoltire regolarmente il vischio o rimuoverlo completamente. L'Ufficio per l'Ambiente e il Verde Urbano fa rimuovere i parassiti dai vecchi alberi di valore, in particolare durante i lavori di manutenzione. I proprietari privati possono trovare online consigli su come rimuovere il vischio dagli alberi senza danneggiarli.

Nel caso in cui una pianta del nostro giardino venga “attaccata” dal Vischio, possiamo decidere se toglierlo oppure tenerlo, magari fornendo una concimazione azotata alla pianta ospite. Nella lotta al vischio, la città segue le raccomandazioni della Conferenza dei gestori di giardini (GALK): In singoli casi, può essere consigliabile rimuovere l'intero ramo colpito. Se possibile, tuttavia, si dovrebbe rimuovere dall'albero solo la palla di vischio. In questo modo, la radice rimane nel ramo, ma l'albero non perde né legno né fogliame.

Un’operazione, quella del taglio del vischio, deve essere condotta da personale qualificato, per evitare di scortecciare e ledere la pianta ospite. Per questo è importante acquistare sempre il vischio da “canali ufficiali”, cioè Centri di Giardinaggio, fiorai, o al limite supermercati, anziché da banchetti improvvisati per strada: i punti vendita autorizzati si riforniscono da operatori esperti (giardinieri, potatori, esperti di manutenzione alberi ecc.), che non danneggiano l’albero ospite. Per essere portato a casa, il vischio, è necessario che venga tagliato nel modo corretto.

Tenetelo appeso “a testa in giù” in una stanza fresca se desiderate che le foglie e le bacche durino a lungo sui rami. In una stanza calda il rametto si seccherà: le foglie diventeranno grinzose e i frutti cadranno presto. È preferibile non metterlo in acqua.

tags: #seghetto #togli #vischio